Magdalen Nabb.
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Morte a palazzo.
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Titolo originale: The Marshal makes his Report.
Traduzione di: Beatrice Donin.
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2004. Passigli Editori FIRENZE.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Omicidio, suicidio, o incidente? Quando una morte violenta colpisce una delle famiglie pi antiche della citt, l'unica versione accettabile  l'incidente. Il maresciallo Guarnaccia non crede n all'incidente n al suicidio, ma, non potendo mettersi contro la versione ufficiale, non pu palesare apertamente i suoi dubbi. Ma i dubbi persistono, e dunque, invece di condurre le indagini in maniera ufficiale, deve affidarsi totalmente ai suoi personalissimi metodi.
Dovr, quindi, entrare in profondit nel mondo in cui il fatto  avvenuto. E si tratta di un mondo assai singolare: una nobildonna - la moglie del defunto - autoritaria e fascinosa; un antico palazzo abitato, oltre che dalla vedova, da un figlio invalido e inquietante e dai loro servitori: un nano, un'anziana domestica che conserva le tragiche memorie della famiglia, una coppia di portieri con un figlio delinquente; e infine da alcuni stravaganti inquilini: una pittrice, un pianista, una restauratrice inglese, una scuola di ballo...
In Morte a palazzo Magdalen Nabb dispiega al massimo grado la sua dote pi personale: la capacit di utilizzare la trama di un thriller per affrescare tutto un mondo di complessa umanit.
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L'AUTRICE.
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Magdalen Nabb, (Church, 16 gennaio 1947  Firenze, 18 agosto 2007) nata in Inghilterra, decise all'improvviso di trasferirsi in Italia nel 1975, a Firenze, dedicandosi completamente alla sua duplice attivit di scrittrice di storie per bambini e di romanzi gialli che definisce: "storie di crimini ambientate a Firenze che mi permettono, tramite un'indagine, di ritrarre la citt e delineare la psicologia dei suoi abitanti".
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Diede cos vita al personaggio del maresciallo Salvatore Guarnaccia, figura ormai entrata nel ristretto numero dei grandi investigatori ed i suoi romanzi, tradotti in pi lingue, sono stati pubblicati dai maggiori editori in tutto il mondo e dalle sue opere sono stati realizzati anche alcuni serials televisivi.
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Incoraggiata e ammirata fin dagli esordi da Georges Simenon, con il quale ha intrattenuto una fitta corrispondenza, Magdalen Nabb fu una protagonista del panorama letterario mondiale. Al pari delle opere di Simenon, i suoi romanzi uniscono infatti gli ingredienti del thriller a una sottile analisi psicologica dei personaggi e a un'accuratissima ricostruzione di ambiente. Lo stesso Simenon ebbe a dire di Lei: "Quando lessi il suo primo libro, lei era una scrittrice esordiente e per questo sono onorato di potermi considerare il suo padrino. Ora lei non  pi una scrittrice baby, ma una scrittrice di una bravura stupefacente. E non finir qui".
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MORTE A PALAZZO.
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Chiunque fraternizzi con i potenti sar ultimo a tavola e primo sulla forca.
Cronista anonimo fiorentino del quindicesimo secolo.
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Capitolo 1.
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La scena di quella notte era ancora viva in ogni suo particolare, nella memoria del maresciallo. E tuttavia c'era qualcosa che la faceva assomigliare piuttosto al ricordo di un film spettacolare o a quello del momento culminante di una rappresentazione teatrale, cos come del resto fin dall'inizio il tutto gli era apparso, in un certo qual modo, irreale. Forse era la distanza a creare questa impressione, poich la torre, quando alla fine ne raggiunse la sommit respirando affannosamente, era cos alta da far apparire minuscole le figure che rappresentavano il dramma, gi in fondo nel cortile.
La notte fiorentina era calda e nel cielo vellutato risplendeva una grande luna. Era appena possibile scorgere una luce nell'enorme lanterna di ferro che segnava l'entrata del cortile, ma la lampadina era cos debole che se non fosse stato per il chiaro di luna il maresciallo non sarebbe riuscito a distinguere le colonne e il pozzo al centro. Il corpo giaceva a faccia in gi accanto al pozzo e Guarnaccia poteva vedere l'ombra scura della donna inginocchiatagli accanto. C'era un grande silenzio. Altre figure scure si stavano avvicinando, emergendo dalle ombre pi profonde del colonnato e muovendosi esitanti verso la scena centrale, ma prima ancora di raggiungerla indugiarono sistemandosi in una specie di cerchio. Si accese una torcia, che si spense quasi subito. Nessuno disturb la donna inginocchiata, immobile come il corpo disteso. Avrebbe potuto essere una madre che vigilava sul sonno del suo bambino, timorosa che un qualche movimento potesse svegliarlo. Dall'alto della torre il maresciallo non
ud alcuna voce. La scena rest immobile per una durata di tempo quasi innaturale, fino a che gli uomini dell'ambulanza non cercarono di arrivare al centro portando una barella bianca. Il cerchio delle teste si allarg e si separ.
Il maresciallo si afferr con le grandi mani al caldo parapetto di pietra e si sporse pi oltre. Il suo corpo era teso, in attesa di un collasso della donna. Sicuramente sarebbe potuto avvenire in qualsiasi momento, e avrebbe prodotto una sorta di sollievo anche in lui. Vide la barella bianca appoggiata per terra e una delle figure scure piegarsi sulla donna. Ne vide la testa ritirarsi e la faccia voltarsi in alto verso di lui come per accusarlo, sebbene non potesse scorgerlo. Intu che dal corpo di lei si levava il gemito di un dolore trattenuto, ma non riusc ad udirlo; proprio in quel momento infatti fu lanciato il primo dei fuochi d'artificio, che sal disegnando nel cielo nero una rossa fontana scintillante ed esplodendo, con un leggero sibilo, in bolle che caddero gi lentamente fra le cime dei tetti. Per qualche secondo tutti i tetti e le torri di Firenze si stagliarono nel bagliore di un caldo fuoco scintillante, mentre l'Arno serpeggiava nel mezzo, tinto di rosa, e la folla sui Lungarni gridava e batteva le mani in segno di approvazione. Poi torn il buio, e una nuvola di fumo rosato oscur la luna. Il maresciallo rimase abbagliato e stordito, capace solo di avvertire il proprio respiro pesante e la pietra calda e liscia sotto le mani. Il ricordo di come aveva riportato in basso la sua grande massa per tutte quelle centinaia di scalini era ancora pi vago. Si rammentava solo che la scala era cos stretta da farlo urtare frequentemente con la spalla destra contro il muro ruvido, e che, al buio, gli scalini consumati risultavano traditori. Camminava lentamente, volendo evitare di raggiungere la piccola figura che stava scendendo stentatamente sotto di lui trascinandosi con un sordo rumore irregolare. In ogni caso, quello era stato il suo ragionamento in quel momento. Adesso che tutto era finito poteva ammettere almeno a se stesso di non aver avuto grande fretta di affrontare la scena nel cortile. In effetti era stato a mala pena notato da qualcuno dei presenti. Il procuratore capo l'aveva notato per un attimo, ma era completamente occupato con la marchesa, e dopo aver atteso finch non fosse stata
calmata e condotta via, attravers tranquillamente l'oscuro cortile ormai silenzioso e usc nella strada rumorosa. Qui indugi per trovare uno spazio nel traffico e tir un profondo sospiro di sollievo alla vista delle luci vivide e al profumo di pizza calda provenienti dal locale di Gino, che lo richiamavano alla vita e ad una gradita normalit.
Cos ora Guarnaccia era seduto nel suo ufficio del comando dei Carabinieri a Palazzo Pitti, con due dita grassocce appoggiate sui tasti della macchina da scrivere ed esaminando la sua coscienza. Quello che in realt lo seccava di pi era che quando era arrivato alle sue conclusioni personali su cosa scrivere nel rapporto, la sua coscienza non aveva fatto alcuna obiezione. Le obiezioni arrivarono pi tardi, quando il procuratore capo gli chiese di fare quello che in ogni caso intendesse fare. Un uomo di quel genere... be', per dirla in poche parole, andare d'accordo con un uomo del genere significava essere fatti della stessa cattiva stoffa. Al maresciallo non piaceva il procuratore capo. Un sottufficiale come lui poteva ragionevolmente aspettarsi di passare tutta la vita senza avergli nemmeno dato uno sguardo. Perfino i sostituti procuratori che dirigevano i casi in cui il maresciallo poteva essere coinvolto avrebbero solitamente comunicato in modo diretto con gli ufficiali suoi superiori. Inizi a battere: La sera del 24 giugno, e si ferm. Andare d'accordo con un uomo del genere... L'idea che due uomini molto diversi potessero arrivare alla stessa conclusione per due ragioni molto diverse andava al di l della capacit di ragionamento del maresciallo. I ragionamenti non erano il suo forte. Non era neppure particolarmente bravo a scrivere semplici rapporti giudiziari, e questo era tutt'altro che semplice. Cos'era che sua moglie gli aveva detto una volta che avevano litigato per una qualche cosa e lui aveva risposto che qualsiasi cosa fosse, non era una cosa giusta? Pu darsi che non sia giusta - aveva detto lei - ma ci che  giusto non sempre  ci che  buono. Quella volta era troppo furibondo per pensare a chiederle che cosa diavolo intendesse dire, ma ora rimpiangeva di non averlo fatto, perch era proprio cos che si sentiva adesso.
La sera del 24 giugno....
Uff...!. Strapp via la pagina dalla macchina da scrivere e la appallottol con una mano. I suoi grandi occhi leggermente sporgenti fissarono la carta del quartiere attaccata alla parete opposta. Il sole ci batteva sopra. Al maresciallo faceva caldo, e aveva anche fame. Gli venne in mente una frase: Chiunque fraternizzi con i potenti sar ultimo a tavola e primo sulla forca. Era stato quel giovane inglese a dirla, o a leggerla. Niente di pi vero. Sent di nuovo i begli occhi della marchesa Ulderighi che lo guardavano quella prima volta, facendolo sentire come una creatura di una specie inferiore che sporcasse l'aria che la marchesa respirava. Il ricordo lo fece contorcere e, irritato con se stesso per tale debolezza, si alz cominciando a camminare lentamente e faticosamente per la stanza. Camminando urtava periodicamente contro l'albero della gomma che sua moglie gli aveva comprato sistemandolo davanti alla finestra proprio dove lui amava stare in piedi a guardare fuori. Sbuffando un po' perch il vaso era pesante e lui era non di poco sovrappeso, spinse il tutto da un lato e apr la finestra. L'aria calda si infiltr dai giardini di Boboli, portando con s un forte sapore di pomarola condita con aglio e basilico, il tintinnio delle posate e la sigla musicale televisiva delle notizie di mezzogiorno. I ragazzi stavano mangiando nella cucina della caserma, e lui non si era accorto dell'ora. Con un sospiro di sollievo richiuse la finestra e lasci l'ufficio. Un buon pranzo, un riposino e una chiacchierata con Teresa e i ragazzi nel suo appartamento era quello che ci voleva; poi avrebbe ricominciato tutto da capo, partendo dall'inizio.
Il tutto cominci, almeno per il maresciallo, la seconda domenica di giugno con il primo girone del torneo di calcio in costume. Quel disgraziato affare del calcio poteva considerarsi l'origine dell'intera faccenda, quello e i lucenti occhi glaciali della marchesa Ulderighi. Non che il maresciallo avesse qualcosa contro il calcio, vale a dire il vero calcio, per il quale aveva un interesse vagamente benevolo e davanti al quale alternava momenti di sonno e di veglia, seduto nella sua poltrona davanti alla televisione il mercoled sera. Ma questa versione fiorentina era un'altra cosa. Non aveva mai dimenticato la prima volta che l'aveva visto - ormai dovevano
essere passati pi di quindici anni da allora -. Il corteo attraverso la citt gli era piaciuto. Gli alabardieri, gli appartenenti alle corporazioni e tutti gli altri nei loro costumi medievali sotto il sole lucente, con i tamburini e gli sbandieratori e i cavalli recalcitranti costretti a muoversi per le strade strette in mezzo alla folla. Pittoresco, aveva pensato, un bello spettacolo per i turisti che se ne stavano seduti tranquillamente sulle tribune intorno alla piazza coperta di sabbia leccando i gelati che si squagliavano. Sia loro che il maresciallo trovavano divertente il premio, una mucca bianca con le corna dorate che si mostr un po' sbalordita, allorch fu condotta nell'arena fra lo sventolio delle bandiere di seta e i tamburi rombanti. Fu solo quando la brigata in costume se ne and lasciando il campo ai giocatori, che il maresciallo cominci a nutrire qualche vago dubbio. Anche loro erano in costume, ma le maniche con le fenditure, i calzoni alla zuava e le lunghe calze colorate non riuscivano ad attenuare l'impressione provocata dai loro colli taurini e le loro espressioni sanguinarie. Il maresciallo, che quella prima volta era in servizio, si trovava proprio al margine del campo e la tensione, il linguaggio minaccioso e certi gesti non potevano sfuggirgli. I turisti, collocati a distanza di sicurezza nei posti costosi dietro alla nobilt della citt e al sindaco, continuavano a leccare i loro gelati e a chiacchierare. Ma nelle altre tribune dove erano seduti i tifosi locali si levavano ondate di agitazione. Il maresciallo si guard in giro ansiosamente mentre da un altoparlante si sentivano annunci in varie lingue. Nessun altro sembrava preoccuparsi. I tifosi, dopotutto, non gettavano niente che fosse pi pericoloso di garofani tinti nei colori delle squadre, che volavano in aria stagliandosi, scuri, contro il blu del cielo estivo, per andare poi a posarsi sulla sabbia del campo in un groviglio fantasioso dai colori delle squadre.
Accanto al maresciallo c'era il maestro di campo, vestito in modo pittoresco con un mantello e un cappello di velluto nero e munito di una spada che stringeva convulsamente con la mano destra, con gran divertimento del maresciallo, come se fosse in procinto di estrarla per una battaglia. Questo fu il suo ultimo pensiero prima che uno scoppio di cannone rimbombasse echeggiando nella piazza. Fece appena in tempo a
vedere la palla volare in alto in una certa direzione e subito la maggior parte dei giocatori si rotol in un unico groviglio di lottatori che si muoveva in senso opposto facendo scoppiare una lotta disperata. La folla locale si alz urlando. Il maresciallo spalanc la bocca e si guard intorno attentamente. Forse avrebbe dovuto intervenire? Santo cielo! Qualcuno doveva intervenire. Non aveva visto un arbitro? S, ecco un arbitro. Dopo un po' questi emerse fra le gambe della massa dei giocatori in lotta, si alz in piedi e cominci a tirare con violenza la camicia di uno dei combattenti pi feroci. All'inizio il suo intervento fu ignorato, ma poi il gigantesco giocatore not l'irritante attacco proveniente dal dietro, si gir, prese l'arbitro e lo gett al di l della palizzata che circondava il campo. Le grida aumentarono. Il maresciallo sent un fischio metallico provenire dalle sue vicinanze. Il maestro di campo avanz quasi correndo con il mantello nero svolazzante e la spada sfoderata tesa in alto. La spada non era decorativa. Nel giro di qualche secondo fu ristabilito l'ordine. Quando il groviglio di uomini fu sciolto e la questione chiarita divenne evidente che un giocatore particolare, e cio il pi grande e violento della squadra, costituiva la vittima designata. L'idea era stata di eliminarlo il prima possibile. Ora stava in piedi, con le guance rosse, sudato, urlando infuriato. I resti della sua maglietta pendevano a strisce intorno ai calzoni del costume. Il naso e una parte della testa sanguinavano. Qualcuno gli aveva portato via un orecchio con un morso, ma la vera ragione della sua rabbia era che avrebbe dovuto lasciare il campo per le ferite. Rifiut con sdegno la barella che era stata portata e fece in modo, prima di essere trascinato via a forza, di assestare un gran destro ad uno dei nemici. Fu organizzata una ricerca dell'orecchio, ma il maresciallo non seppe mai se avesse avuto successo perch il cannone rimbomb e il gioco riprese. Guarnaccia sollev gli occhiali da sole e si asciug la faccia sudata. Per il resto della partita si content di mormorare sporadicamente Santo cielo..., tenendo d'occhio la rassicurante figura dello spadaccino accanto a lui. Dopo cos tanti anni, naturalmente, si era abituato a tutto questo e aveva imparato a distinguere le quattro squadre rappresentanti i quattro quartieri della citt, delle
quali solo due erano veramente pericolose in campo. Una di queste, sfortunatamente, era la squadra bianca, del suo stesso quartiere. Sfortunatamente perch i suoi due ragazzi, quando alla fine si trasferirono dalla Sicilia per raggiungerlo a Firenze, divennero all'istante sostenitori dei Bianchi come tutti i loro compagni di scuola abitanti nel quartiere, e in considerazione della posizione del padre si aspettavano che questi potesse ottenere dei biglietti per la partita. Le sue deboli obiezioni per ribadire che gli unici biglietti che poteva avere erano quelli di una semifinale fra i Verdi e i Rossi si scontrarono con grida disgustate di Oh pap!. Si era fatto costringere a ottenere dei biglietti per la partita fra i Bianchi e i Verdi che sarebbe dovuta risultare piuttosto innocua. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per evitare l'inevitabile incontro finale fra i Bianchi e gli Azzurri, uno spettacolo terrificante illuminato a giorno previsto per la notte di San Giovanni, il santo patrono della citt. Proprio la notte del 24 giugno.
Cos, quando quella seconda domenica di giugno la sua massiccia figura in uniforme scura si fece strada tra la folla sullo stretto lastricato di Via Ulderighi, la sola cosa a preoccuparlo veramente era il fatto che i suoi ragazzi sarebbero stati alla partita con i loro compagni, a parte il cocente sole pomeridiano che nonostante le lenti scure stava facendo lacrimare un po' i suoi occhi sensibili. Ad intervalli era obbligato a cercare il fazzoletto e a indugiare, spinto da ogni lato, per cercare di tamponarli senza togliersi gli occhiali. Riusciva a sentire dietro di s il rullo dei tamburi che suonavano la ritirata facendo eco fra gli alti cornicioni degli edifici. Il corteo seguiva il suo corso. Aveva dovuto fare a meno di diversi ragazzi della sua stazione per prestare servizio alla partita, ma non c'era altra ragione perch lui stesso vi andasse se non quella di tener d'occhio i suoi figli. Perfino cos dovette ammettere, allorch i cavalli grigi che erano in testa al corteo raggiunsero la sua altezza, di provar piacere alla vista del fasto, nonostante la sua disapprovazione nei confronti della violenza del torneo. I tamburi, le trombe e le splendenti bandiere di seta lanciate verso l'alto nelle strette vie contro una striscia di cielo blu facevano apparire Firenze quale doveva essere un tempo, e la gente che si sporgeva per guardare dalle
alte finestre fra le bandiere creava un'atmosfera di allegria che diventava contagiosa.
La sua allegria fu di breve durata. Si era fermato un momento, distratto dalle bizze del cavallo grigio che si stava agitando tanto da far paura. Ansimando, buttava in su la testa mentre un sudore schiumoso gli si formava sul collo e sul dorso. Il nobiluomo che lo montava, avvolto in un mantello, manteneva un'espressione severa e competente, ma secondo il maresciallo la sua austera rigidit riusciva a impressionare la gente, ma non il cavallo, che cercava di prendere il trotto e, frenato, scartava verso la folla. La folla si spingeva indietro contro il maresciallo. Guarnaccia sent qualcuno dargli degli strattoni alla manica.
Ehi! Maresciallo!.
Si volt. Un uomo molto alto era in piedi proprio accanto a lui, intento a fotografare gli scarti del cavallo grigio.
Da questa parte. Presto!.
Ma che diamine...?.
Una donna gli batt leggermente sul braccio indicando un portone a due giganteschi battenti guarnito di borchie e circondato da impalcature, una parte del quale era socchiusa.
 entrato l.
Una piccola faccia bizzarra si affacci e una mano fece un cenno impaziente, poi scomparve.
Confuso, il maresciallo si avvicin ai grandi battenti e fece capolino nel buio che vi si scorgeva oltre. Non riusc a vedere niente. Si tolse gli occhiali, spinse il portone ed entr. Aveva appena messo piede dentro, che il portone si richiuse rimbombando, e una piccola figura balz fuori da dietro di lui.
Da questa parte. Lo strano personaggio apr la serratura del cancello di ferro battuto. Si trovarono in un largo cortile circondato da colonne con al centro un pozzo di pietra. Il luogo era freddo e buio, a confronto con la luminosit e il calore della strada, e il rumore del corteo penetrava appena. Si poteva invece avvertire una debole musica proveniente da una qualche parte del piano superiore. Il maresciallo segu la piccola figura agitata che correva davanti a lui e che spesso tornava indietro per esortarlo, cos come talvolta fanno i cani. Ora stava in attesa vicino a una porta sulla destra sotto al
colonnato. Il maresciallo lo raggiunse e disse: Ebbene?.
L'uomo era un nano, arrivava appena alla cintura del maresciallo, ma a giudicare dalla faccia aveva passato i quaranta da un pezzo. Cerc una chiave nella tasca della sua tuta nera.
Ho chiuso la porta a chiave. Be', non si sa mai. Non che "lui" sarebbe potuto andare da qualche parte!.
Il maresciallo aspett in silenzio. Poteva gi intuire che era avvenuto qualcosa di molto serio e non riusciva a conciliare questa sensazione con il comportamento del nano. Rimase pertanto ad aspettare.
Il nano apr la serratura della porta ed entr, seguito dal maresciallo. Era un'armeria, piuttosto piccola e senza finestre. C'era una luce accesa. A parte il portacarabine e una credenza, nella stanza non c'era nient'altro che un tavolo e una sedia di pelle. Nient'altro eccetto il morto, disteso sul pavimento.
Chi ?. I grandi occhi del maresciallo stavano prendendo nota di ogni dettaglio della stanza e del corpo.
Il vecchio. Il capo, o almeno cos gli piaceva credere. Adesso ne sa di pi. Piuttosto, quello che chiamano un principe consorte. Capisce cosa intendo?.
No. Il maresciallo si curv a guardare il morto pi attentamente. Gli avevano sparato a bruciapelo vicino alla gola. O pi probabilmente si era sparato da solo. Giaceva sul dorso, e di traverso sul suo petto era appoggiato un fucile. Sul vestito da sera indossava una vestaglia di seta, e il volto mostrava una chiazza scura su un lato.
Chi ? - ripet il maresciallo, aggiungendo, non appena il nano apr la bocca per rispondere - Come si chiama?.
Corsi. Buongianni. Dovete aver sentito parlare del suo famoso aperitivo. "Vi tira su quando vi sentite gi"; ne avrete visto la pubblicit alla tele. Be', ormai ci vorrebbe ben altro.
E lei come si chiama?, chiese il maresciallo con un'espressione severa.
Io? A me, mi chiamano Grillo. Il maresciallo avrebbe potuto immaginarselo. Quella piccola creatura ciarliera aveva davvero qualcosa che la faceva assomigliare nell'aspetto e nel tono all'omonimo animaletto.
Be' - disse Grillo stropicciandosi le mani con piacere -
bisogner dirlo a quella, e lei  la persona adatta per farlo. Mi stavo proprio chiedendo cosa fare quando l'ho vista qui gi dalla finestra. Non da qui. Fu veloce a captare la rapida occhiata del maresciallo ai muri vuoti. Dalla porta accanto. Io non vado di sopra. Non  il mio compito, giusto? Io non c'entro col "piano superiore". Il dovere di occuparsene ce l'ha il portinaio, ma lui e sua moglie sono gi "di sopra", mascherati da maggiordomo e cameriera per il ricevimento. Mi chiedo cosa dir quella di tutto questo.
Si sieda. Il maresciallo cominciava ad avere un aspetto minaccioso. Grillo si sedette. C'era un'unica sedia, e il maresciallo rimase in piedi sopra di lui guardandolo torvamente con i suoi giganteschi occhi sporgenti. Grillo incroci le braccia e lo fiss a sua volta vivacemente.
Agli ordini, purch non si aspetti da me....
Zitto. Ma, dopo avergli intimato il silenzio, il maresciallo
non sapeva proprio da che parte cominciare. Buongianni Corsi... L'affare dell'aperitivo gli faceva suonare nella mente un campanello, sebbene non avesse mai toccato quel genere di roba. Il debole suono di una fanfara di trombe penetr dall'esterno. Sembrava venire da un altro mondo. Il maresciallo cominci a sentirsi soffocare, in quella piccola stanza. Era una sensazione che l'avrebbe accompagnato per molto tempo. Con un sospiro spost lo sguardo dal nano al morto e viceversa.
A che ora l'ha trovato?.
Non ho orologio!.
Che ora approssimativamente?.
Pu essere stato mezz'ora fa. Sono entrato....
Perch?.
Perch? Per pulire i fucili, ovviamente. E il mio lavoro, lo  sempre stato.
E l'ha fatto?.
Pulirli? Per far che... non ne avr pi bisogno. Non l'ho mica tirata fuori io quella roba, se  questo che sta pensando.
Davvero non gli sfuggiva niente! Il maresciallo aveva deliberatamente evitato di guardare gli stracci e il fucile sporchi d'unto appoggiati sul tavolo.
Li stava pulendo da solo, evidentemente. Dev'essere andata cos, intendo dire. Suppongo che si sia sparato da solo, lei non direbbe la stessa cosa?.
Il maresciallo non si espresse in proposito.
Ha detto che era il suo lavoro....
La sola risposta fu un prolungato risolino soffocato.
Cosa c' da ridere?.
Niente. Era abituato a passare molto tempo qui dentro, a trastullarsi con i suoi fucili. Pi di una serata. A trastullarsi con la sua pistolina. Sogghign lascivamente guardando il corpo senza vita. Preferiva questo a sua moglie e alle sue amiche. Se lo immagina il perch? Ha ha!.
Il maresciallo fece un'espressione sdegnata. Stava cominciando a sentirsi come la spalla di un protagonista di commedia. Decise di ostentare la gentilezza di un silenzio minaccioso. Funzion. Dapprima anche il nano mantenne un silenzio insolente, ma presto cominci ad apparire a disagio.
Be', comunque... bisogner dirlo a quella. Suppongo... suppongo che lei abbia bisogno di sapere chi... di trovare dove....
Il maresciallo spost leggermente i piedi e si ricompose in silenzio. La stanza era cos spoglia, senza finestre e severa. Di certo, uno avrebbe dovuto essere in cattive condizioni, per desiderare di trascorrere lunghe serate silenziose in un luogo del genere.
 la marchesa che dovete cercare. La marchesa Ulderighi. Sua moglie. La trover al primo piano. C' un concerto, c' sempre la domenica pomeriggio.
Il maresciallo si volt per uscire.
Chiuder di nuovo a chiave, va bene? Sar meglio, non pensa?.
Grillo lo segu chiacchierando. Il maresciallo aspett che avesse girato la chiave, poi gliela prese dalle mani facendola scivolare nel taschino dell'uniforme. Alz la testa verso il luogo da dove stava ancora proveniendo la musica.
Dov' l'ascensore?.
Deve usare le scale. Solo i membri della famiglia hanno le chiavi dell'ascensore.
Posso telefonare?.
Telefono... ce n' uno in portineria, ma non pu usare quello.  tutto chiuso, l. Sono "di sopra", come ho detto, in costume....
Va bene.
Il maresciallo cominci a salire lentamente e faticosamente i larghi scalini di pietra. Forse dopotutto non sarebbe stato prudente riempire la casa di quella marchesa Dio sa come si chiamava di carabinieri e di portantini senza che nemmeno sapesse che suo marito era morto, sebbene avesse preferito sbarazzarsi dell'affare lasciando a un ufficiale o a un magistrato l'incarico di dirle... dirle che cosa? Bisognerebbe fare attenzione a come esprimersi. Un incidente... probabilmente si trattava solo di questo, se la persona in questione stava pulendo il fucile; succede spesso. Per un numero di ragioni gi perfettamente chiare nella sua mente, non credeva a ci che stava pensando. Ci che credeva, erroneamente, come poi doveva risultare, era che qualsiasi cosa che riguardasse gente cos altolocata e potente come quella gli sarebbe stata tolta all'istante di mano.
Uff!. Fece una pausa per riprendere fiato e si asciug il sudore dalla fronte. Alla prima curva della grande scalinata era appeso al muro uno scudo di legno intagliato con sopra dipinto lo stemma della famiglia. Il maresciallo se lo trov di fronte girando l'angolo e ne rimase come bloccato. Era almeno due volte pi grande di lui e c'era qualcosa nel modo in cui sporgeva in avanti che gli conferiva un aspetto minaccioso. Una musica delicata continuava a farsi sentire, smorzata, da una qualche parte dei piani superiori. Continu a salire con un leggero affanno e, arrivato al primo piano, si ferm. C'erano delle alte porte a doppia anta alla sua destra e alla sua sinistra. La musica proveniva dalla destra. Un concerto, aveva detto Grillo. Guard il campanello sul muro, immaginando l'interruzione che avrebbe provocato il suo rumore. Su una targa di ottone era inciso in corsivo il seguente nome: Bianca Maria Corsi Ulderighi Della Loggia. Doveva essere lei - ma perch solo il suo nome? E dov'era quello di suo marito? Non era ancora morto quando era stata applicata la targa. Il principe consorte, aveva detto Grillo... Che tipo!
Il maresciallo non suon. Quando si ha a che fare con gente
con cos tanti cognomi  meglio muoversi con cautela o pu succedere di svegliarsi una mattina e constatare di essere stati trasferiti in un qualche luogo dimenticato da Dio dall'altra parte della penisola. Sollev la mano e buss leggermente. La musica continuava. Era un motivo triste ma bello e la melodia era suonata da quello che sembrava essere un flauto. Picchi discretamente alla porta altre tre volte e poi prov ad abbassarne la maniglia. Era aperta. Dopotutto si trattava di un concerto e presumibilmente aperto al pubblico, cos entr con cautela. Si trov in un largo corridoio dal pavimento in cotto, le cui mattonelle erano cos vecchie e scurite da sembrare quasi nere. Non c'erano finestre, e la luce veniva da piccole lampade con paralumi di seta appoggiate su tavoli a semicerchio che fiancheggiavano le doppie porte ai due lati. Il flauto continu il suo dolce lamento e il maresciallo si avvi sul pavimento tirato a lucido cercando di fare meno rumore possibile con le sue grandi scarpe nere, stringendo i pugni dallo sforzo. Raggiunse la porta sulla sinistra, si tolse il berretto e abbass la maniglia d'ottone.
All'aumento del volume della musica coincise la breve visione di un salone in giallo e bianco con lo stesso pavimento. scurito ed un alto soffitto dal quale pendeva un enorme lampadario centrale. Una settantina di persone tirate a lustro sedeva su piccole sedie dorate. Richiuse la porta silenziosamente e rimase fermo pensando a quale poteva essere la cosa migliore da fare. Aspettare un'interruzione e andarsene alla chetichella durante gli applausi? Era un'idea ridicola. Il marito della donna giaceva morto al piano di sotto. Come diavolo faceva la marchesa a non averne neanche notato l'assenza, se avevano tutti quegli ospiti? Forse la cosa migliore da fare sarebbe stata uscire e telefonare da un bar per chiedere aiuto, ora che il fracasso del corteo era probabilmente passato. L'unica cosa a farlo esitare in questo suo proposito fu il pensiero di quel petulante Grillo, che senza dubbio stava aspettando di sotto per vedere come se la sarebbe cavata. Ora riusciva bene a comprendere perch il nano aveva evitato di salire e introdursi a sproposito in mezzo a quella massa di gente, e riusciva ad immaginare il suo sogghignante trionfo alla constatazione dell'insicurezza e della mancanza
di coraggio del maresciallo.
Accidentaccio, disse fra s e s, e pens nuovamente di attendere un'interruzione della musica. Poi per sent aprirsi la porta dietro di s. Si gir e vide una donna grassoccia di mezza et vestita da cameriera. Continuava a tenere la porta spalancata fissandolo con apprensione. Con un piccolo gemito di paura, si volt e scomparve. Riusc a sentirla mentre chiamava qualcuno con urgenza.
Mauro! Mauro!.
E ora i'cche ti prende, vecchia scema?.
Mauro!.
Il maresciallo le era andato dietro. La stanza sulla destra era quasi identica all'altra, solo un po' pi piccola, e conteneva due tavoli coperti da tovaglie damascate sulle quali erano sistemati bicchieri e bottiglie del famoso aperitivo. Una piccola porta di servizio era stata lasciata aperta all'estremit opposta della stanza ed ora vi si vedeva un uomo. Aveva una faccia rugosa dall'espressione scimmiesca e indossava calzoni neri, una corta giacca a strisce e guanti bianchi. Sua moglie - perch si trattava sicuramente del portinaio - riapparve dietro di lui sbirciando ansiosamente da sopra le sue spalle. La sua faccia bianca era ora chiazzata di rosso. Era evidente che si rendevano conto dell'aspetto assurdo dei loro "costumi" e questo li rendeva ancora pi nervosi alla vista del maresciallo. Il portinaio guardava pi alla divisa che al maresciallo stesso e si lasci sfuggire un solo commento sottovoce.
Porca puttana....
Cosa ti avevo detto? - si lament la moglie -. L'ho ripetuto un sacco di volte, ma nessuno si  degnato di darmi ascolto. Be', sono contenta, hai capito? Sono contenta. Perch anche lei ci penser due volte prima di aiutarlo di nuovo, secondo me, e questa sar la fine. Anche se lo mettono dentro, sar in ogni caso la fine. A me non mi dai retta, ma vedrai....
Sta' zitta, brutta stronza!.
Il maresciallo, che non ne capiva niente, rimase fermo in silenzio. La donna si trascin a fatica attraverso la porta di servizio continuando a singhiozzare e ad imprecare e sparendo dalla vista.
Ebbene?. Il portinaio infil le mani in tasca nel tentativo di mostrarsi indifferente, ma le ritir subito fuori a causa dei guanti bianchi. Si  fatto male lui o ha ferito qualcuno, o che altro c'?.
Il maresciallo, perplesso, lo fiss a sua volta con i suoi grandi occhi sporgenti.
Come ricordandosi qualcosa, il portinaio chiese: Che ora , comunque?.
L'ora...?. Il maresciallo dette un'occhiata all'orologio. Le sei meno un quarto.
Ma se danno il calcio d'inizio solo alle cinque e mezzo, come pu, lei, essere venuto qui... o  successo prima?.
Prima...?. Intendeva forse del concerto?
Be', qualsiasi cosa sia successa, non lo si pu biasimare, dia retta a me. Che cosa c' da aspettarsi? Sono loro che vanno a rompergli i coglioni, l'hanno sempre fatto. Si pu resistere pi a lungo possibile, ma prima o poi saltano i nervi, per forza. Non mi ha detto dov' ferito....
 morto. Aveva appena pronunciato queste parole che l'espressione dipintasi sul volto avvizzito del portinaio gli fece capire che non potevano parlare della stessa persona. Sembrava che avesse preso un colpo nello stomaco e oscill come se stesse per cadere.
Calma, disse il maresciallo avvicinandosi e prendendo il braccio dell'uomo, pi basso di lui. Nessuno si sarebbe preoccupato a tal punto per il proprio datore di lavoro. Buongianni Corsi. Sto parlando di Buongianni Corsi. C' stato un incidente.  morto. Lei farebbe meglio a mettersi un minuto seduto. Il portinaio si fece condurre ad una sedia e vi sprofond premendosi contro il petto una mano guantata di bianco.
Quasi ci restavo secco... il cuore non  a posto. Quasi ci restavo secco.
Mi dispiace. Non sarebbe meglio che prendesse qualcosa?.
Ada! Ada!. Dalla stanza accanto provenivano forti singhiozzi e sua moglie non lo sent.
Vado a chiamarla, disse il maresciallo. Attraverso la porta di servizio entr in una piccola cucina con dispensa. La
donna era seduta su una scatola di cartone con la scritta Bottiglie. Maneggiare con cura/Fragile, le gambe divaricate, e ad ogni singhiozzo abbassava i pugni debolmente sulle ginocchia.
Suo marito ha bisogno della sua medicina, l'interruppe Guarnaccia un po' bruscamente. Ci sarebbe stato abbastanza tempo, pi tardi, per riuscire a capire quello che stava avvenendo, e non intendeva avere a che fare con un secondo morto.
La donna si alz e si spinse indietro i capelli, dimenticandosi della cresta di pizzo, che and di traverso.
S! La medicina! Sono io a finire all'ospedale prima di tutti e due, ma loro non mi ascoltano. Posso sgolarmi finch voglio.... Ci nonostante usc da un'altra porta, presumibilmente alla ricerca di quello di cui aveva bisogno il marito.
Il maresciallo prese dalla tavola uno dei bicchieri da vino e
lo riemp d'acqua, poi torn dal portinaio. Questi era ancora seduto ed aveva una sfumatura bluastra intorno alle labbra, bench sembrasse pi calmo.
Sua moglie le porter qualcosa. Gli porse l'acqua.
Grazie. La sorseggi, tenendo gli occhi fissi sulla porta a due ante rimasta aperta. La musica continuava.
Usciranno fra non molto. Io devo....
Resti seduto dov' - disse il maresciallo -. Anzi, andiamo di qua, aggiunse indicando la cucina.
Se non siamo pronti quando escono ci sar da sentirne delle belle. La marchesa....
La marchesa avr altro a cui pensare. Suo marito  morto.
 vero... Cos'ha detto, un incidente? In macchina?.
No. Lei sa perch non era presente al concerto?.
Lui? Non ci viene mai. Non  il suo genere. Lascia a lei queste cose.
C' per caso qualche altro membro della famiglia dentro con lei? Qualcuno che potrebbe comunicarle la notizia?.
Be'... ci sar la zia, suppongo. Ma comunque non mi preoccuperei troppo di questo, se fossi in lei.
Ci sono figli?.
Neri.... Il portinaio fece una smorfia. Non lo vedr,
non lo vede mai nessuno. Sar di sopra. Prese un altro sorso d'acqua e appoggi la testa sulle ginocchia. Mi gira un po' la testa....
Il maresciallo gli prese il bicchiere di mano. Sua moglie ci mette un bel po'.
Tutte quelle scale.... Si azzitt come se parlare lo stancasse. Alla fine la moglie torn, senza fiato e con la cresta sempre storta. Gli dette due pasticche che lui inghiott avidamente. La donna si gir verso il maresciallo. Aveva smesso di piangere e il suo sguardo era insolente.
Ebbene? Cosa ha combinato?.
Lei ha un figlio, vero?  per lui che si sta preoccupando?. Nel frattempo il maresciallo era riuscito a capirci qualcosa.
E di chi, se no? Se le ha date a qualcuno, avr avuto le sue ragioni. Tutti lo prendono di mira: io gli ho detto di smetterla, l'ho avvertito....
E. abbozzala!, url il marito, e poi si afferr di nuovo il petto. Chiuse gli occhi dal dolore e disse:  venuto per Corsi. C' stato un incidente.  morto.
La donna tacque. Guard a bocca aperta le file compatte di bottiglie come se la loro presenza dovesse indicare che il loro produttore era ancora vivo.
E ora cosa succede?, domand il maresciallo accennando all'altra stanza, dove la musica era finita e da dove proveniva un rumore di applausi.
Verranno qui - disse la donna raddrizzandosi il grembiule -. Guardi in che stato sono.... Non pens alla crestina, e il maresciallo prefer non dirle niente.
E chi lo dir alla marchesa?.
Lo far io.
Meglio lei di me. Non che fossero pane e ciccia... Ma per....
Voi due potete procedere normalmente qui? - interruppe il maresciallo - La porter in un'altra stanza, se possibile....
Ma i due si alzarono in piedi senza neppure ascoltarlo. Con un'abilit che lo sorprese si erano messi al loro posto, ognuno dietro uno dei tavoli, e stavano versando piccole
quantit del famoso aperitivo nei bicchieri luccicanti messi in fila, quando le porte del salone dall'altro lato si aprirono violentemente.


Capitolo 2.

La folla che si era riversata nella stanza obblig il maresciallo a indietreggiare leggermente; ma poi si ferm, il volto fisso e senza espressione, senza pi muoversi. Era ben conscio di quanto potesse sembrare fuori luogo nella sua uniforme nera in mezzo alle pallide sete e ai lini, nella sua immobilit silenziosa fra il turbinio del chiacchiericcio animato. Una
o due signore gli gettarono un'occhiata interrogativa prima di voltarsi e continuare la conversazione o andare a prendere il loro bicchiere. Nessuno gli rivolse la parola. Erano quasi tutte donne, e non pi giovani. Una, vestita in modo assai formale e molto truccata, camminava aiutandosi con due bastoni. La stanza si riemp di un miscuglio opprimente di profumi forti. Una donna si scontr con lui mentre si allontanava dal lungo tavolo con un bicchiere in mano e si gir per scusarsi, ma alla vista del maresciallo l'espressione le si congel sulla faccia. Con una rapida occhiata glaciale che lo squadr dalla testa ai piedi, la donna si volt congedandolo dal suo mondo e riprendendo a parlare.
Lo ritengo cos pieno di talento e anche piuttosto di bell'aspetto, ma naturalmente hai visto "l'amico"... Mia cara, Bianca una volta tanto non sapeva proprio cosa fare, ma che scelta aveva....
Avrebbe dovuto rifiutare. Naturalmente sono d'accordo sul fatto che nessuno vuole perdere il caro Emilio. Ci nonostante....
Oh, Bianca pu permettersi tutto, perfino questo!.
Il maresciallo, guardando e ascoltando, si stava chiedendo
a cosa potesse riferirsi "questo", e pensava che forse la donna non gradiva la bevanda nel bicchiere. Non veniva offerto niente altro, come pot constatare.
Pensi che Emilio sia davvero omosessuale?, sussurr una voce cos vicina al suo orecchio da fargli credere che stesse parlando con lui. Era la vecchia signora truccata con i due bastoni che stava parlando non a lui, ma ad una donna molto pi giovane che appariva divertita.
Ma certo. Non crederai che abbia mai cercato di nasconderlo.
Si accorse che il maresciallo si girava sgranando gli occhi e questo sembr divertirla ancora di pi. L'altra, che non aveva notato niente, insisteva: Ma tu sei giovane e sei al corrente di queste cose... Si tratta di un difetto genetico o, come si usa dire, psicosomatico? Non ci capisco molto....
Accanto al maresciallo, apparve il portinaio con un vassoio di bicchieri pieni.
Prego, prenda pure....
No, grazie.
Allora entri. Sar l dentro, disse accennando col capo al salone di fronte.
Il maresciallo si apr un varco fra la gente per arrivare alla porta. La stanza, pi grande, era ormai quasi vuota. Tre uomini vestiti in modo impeccabile con abiti di seta e dai lustri capelli grigi, stavano parlando con seriet in piedi vicino alle file delle sedie dorate vuote. Un uomo molto giovane stava seduto da solo su un semplice sgabello di legno in prossimit della porta, laddove il maresciallo non era riuscito a vederlo, quando aveva gettato una prima veloce occhiata all'interno. Nella parte anteriore del salone c'era un pianoforte a coda. Il maresciallo fu sorpreso di non vedere altri strumenti, ma solo
un apparecchio stereofonico appoggiato su un tavolo antico. Di fronte ad esso un giovane di bell'aspetto stava in piedi: forse il "caro Emilio"? Stava parlando animatamente ad una donna alta ed elegante vestita di bianco che voltava la schiena al maresciallo. Evitando le minuscole sedie che sarebbero sicuramente cadute se lui col suo peso le avesse anche solo sfiorate, si avvicin ai due camminando, col berretto fra le mani, quasi in punta di piedi sul pavimento lucidato.
Alla sua vista il giovane si ferm a met di una frase fissandolo. La donna si volt.
Signora marchesa....
S?, rispose quest'ultima squadrandolo dalla testa ai piedi come aveva gi fatto l'altra donna, ma provocando in lui un effetto di gran lunga maggiore. Aveva occhi molto grandi e neri, ma i capelli erano biondi e la pelle bianca. Non era giovane, sicuramente aveva pi di quarant'anni, e nondimeno era una donna estremamente bella e possedeva come un'aura che la circondava e
che quasi impediva al maresciallo di avvicinarsi troppo.
L'espressione dei suoi occhi splendenti e sdegnosi lo rendeva cos nervoso che difficilmente avrebbe potuto sentirsi pi umiliato se anche fosse scivolato sul pavimento lucido sfasciando una dozzina di quelle ridicole sedie minuscole. Ingoi la saliva e parl rivolgendo lo sguardo al giovane per evitare gli occhi della donna.
Mi dispiace, ma ho brutte notizie per lei. Se potessi parlarle da solo....
Brutte notizie...?. Inclin leggermente la testa come se facesse uno sforzo per credergli, quindi si gir verso il giovane e gli sorrise per congedarlo. Il maresciallo lo guard allontanarsi. Accanto alla porta si ferm a parlare all'uomo seduto sullo sgabello, che si alz in fretta e usc con lui gettando un ultimo sguardo torvo all'interno del salone.
Un'interruzione gradita... - mormor la marchesa con un debole sorriso - Gli artisti sono una razza sui generis, non pensa? Qualsiasi siano le loro origini... per bisogna porre dei limiti... caro Emilio... Be', sono sicura che non rifar lo stesso errore. Cosa posso fare esattamente per lei?.
L'improvviso cambio di tono lo prese alla sprovvista.
Io... temo di doverle dare una brutta notizia.
Ah s, me l'ha gi detto. Non mi potrebbe dire chi  lei, esattamente?.
Guarnaccia. Maresciallo dei Carabinieri, stazione di Palazzo Pitti.
Palazzo Pitti? C' una stazione dei Carabinieri? Che cosa straordinaria, ma certo  bello per lei. Gradisce sedersi?.
No! Io... no grazie. Per niente al mondo si sarebbe arrischiato a sedersi col suo peso su una di quelle minuscole
sedie. Stava cominciando a sudare per l'imbarazzo senza capire una parola di quello che la marchesa gli stava dicendo. L'unica cosa che poteva fare era fissarla con i suoi grandi occhi. Gli sembrava di guardare qualcuno che portava una maschera, e cercava di penetrare la reale espressione che vi si nascondeva dietro. Era una maschera che esprimeva vaga sorpresa con un tocco di sdegno. Gli occhi, lucenti e duri come il ghiaccio, lo attraversavano con il loro sguardo.
Stavo passando di qui - cominci a dire dopo un leggero colpo di tosse - quando mi ha chiamato un uomo... un nano.
Grillo?.
Grillo, s... presumo che lavori per lei.
Lavorare? Be' s, sbriga qualche lavoretto occasionale qui in casa.  con noi dall'infanzia. In un certo senso fa parte della famiglia.
Il maresciallo cap da questo che, se lo pagavano, lo pagavano a nero, ma non aveva intenzione di approfondire la questione. Aveva gi abbastanza cose di cui preoccuparsi senza dover attizzare quest'altro fuoco. Rendendosi conto che stava rigirando senza sosta il berretto fra le mani, si impose di fermarsi e, tenendone strettamente il bordo, recit la sua parte.
Questo Grillo mi ha portato dal cortile in una stanza, un'armeria. L c'era suo marito. Probabilmente stava pulendo un fucile quando  accaduto un incidente. E morto, signora marchesa.
Buongianni? Morto...?. La maschera cambi espressione mostrando uno stupore colmo di afflizione. Gli occhi non tremarono neppure per un attimo. Non ritenne neppure necessario distogliere lo sguardo e il maresciallo sent per certo, come se lo avesse confessato lei stessa, che la notizia non la trovava impreparata, chiunque ne fosse stato il portatore. Il maresciallo, da parte sua, era per ben lontano dall'essere preparato alla mossa che la marchesa fece seguire. Non ostentava il minimo dolore e nemmeno qualcosa che potesse assomigliarvi. Il freddo sguardo di ghiaccio gli tenne testa abbastanza a lungo per dimostrargli che era lei ad avere in mano la situazione e quanto lui fosse superfluo. Quindi si
gir appena un poco alzando la voce.
Gianpiero!.
Uno degli uomini vestiti di seta che erano in fondo al salone si stacc dagli altri due, avvicinandosi.
Cosa sta succedendo?. Prendendo mentalmente nota dell'uniforme del maresciallo, si volt verso la marchesa e la sorresse a un braccio. C' stato qualche incidente? Hai un aspetto preoccupato.
Si tratta di Buongianni. C' stato un incidente, s. Questo  il maresciallo....
Guarnaccia.
Mi scusi. Caro Gianpiero, per fortuna ci sei qui tu; suppongo che dovremo andare gi a vedere. Pensi forse...?. Dette un'occhiata in direzione dei due uomini dai capelli grigi che erano rimasti in fondo al salone.
Sicuramente ci accompagneranno. Quindi si indirizz al maresciallo in tono brusco e autoritario. Che genere di incidente, e dove?.
Il maresciallo si sent punto sul vivo. Almeno per il momento avrebbe dovuto essere lui a decidere il da farsi, e invece lo si stava trattando come se avesse semplicemente fatto parte della servit.
Potrebbe trattarsi di un incidente come no. Il caso deve essere esaminato a fondo. Si trova nella stanza delle armi al piano terra.
Morto? Si spieghi meglio, che diamine, morto o ferito? Potremmo perdere del tempo prezioso.
Morto. Ma chi diavolo si credeva di essere questo tipo?
Ho capito. Gliel'hai gi detto?, chiese rivolgendosi alla marchesa, che stava ritornando seguita dagli altri due uomini. Allora andiamo gi.
Scesero con l'ascensore, ma solo dopo che la marchesa ebbe fatto le presentazioni d'obbligo. Il "caro Gianpiero" altri non era che il procuratore capo di Firenze, che il maresciallo non aveva immediatamente riconosciuto, in quest'altro mondo. Gli altri due erano "avvocati di famiglia", i cui nomi non vennero specificati. Discesero in silenzio. Il maresciallo, stringendo convulsamente il bordo del berretto, sentiva il battito del suo cuore e le sue parole imprudenti che gli
echeggiavano nella mente: Potrebbe trattarsi di un incidente come no. Il caso deve essere esaminato a fondo. Come poteva essere stato cos stupido? La sua sola speranza era il fatto di venire considerato cos insignificante da non destare alcun interesse o preoccupazione. Tutto quello che doveva fare era tenere la bocca chiusa fino a che non fosse riuscito a svignarsela da quella casa per non tornarvi pi. Si sarebbero trovati un qualche ufficiale di alto rango deferente e pieno di tatto... Non potevano certo trasferirlo per una semplice osservazione... Lui non era una persona importante e questa era la cosa fondamentale su cui poter contare...
Eppure c'era un altro pensiero che l'aveva accompagnato durante la discesa in ascensore e mentre erano nella stanza delle armi con il cadavere, intorno al quale stava ronzando qualche mosca, un pensiero che persisteva a dispetto della tensione e della preoccupazione causate dalla paura per la sua posizione. Il "caro Gianpiero" era un intimo amico della marchesa, era ovvio, ma anche cos, come ella stessa aveva detto, era stata una "fortuna" che fosse presente.
Omicidio, suicidio o disgrazia?, chiese Lorenzini sgranocchiando. Un rapporto giudiziario cos semplice non gli sembrava una buona ragione per richiedere il suo intervento, ma era abbastanza contento di essere l a poter degustare un'ottima pizza.
Mondiale.
Uhm. Non era chiaro se il maresciallo intendesse il lavoro di indagine o la pizza. Non sembrava nemmeno avere il suo solito appetito. Ogni tanto smetteva di masticare e fissava nel vuoto come se stesse pensando a tutt'altro. Aveva fatto chiamare il suo giovane collega brigadiere dal comando di Palazzo Pitti anche perch aveva bisogno del suo aiuto, ma soprattutto perch si sentiva rassicurato dalla sua presenza. Bench fosse sera era ancora troppo presto per mangiare e nella pizzeria "Da Gino", proprio di fronte a Palazzo Ulderighi, c'erano poche persone. La maggior parte sembravano essere amici e parenti del proprietario che fumavano e prendevano il caff intorno alla televisione accesa, dove un canale locale stava trasmettendo una ripresa
della partita di calcio storico.
Dopotutto - prosegu Lorenzini alzando la voce mentre il gruppo intorno al televisore urlava protestando per un ripetuto attacco di violenza sul campo - se si  suicidato l'assicurazione non pagher, vero?.
No. Guarnaccia si ficc in bocca un pezzo della pizza croccante e dopo averlo masticato disse: Dipende dal fatto che sua moglie viene da Napoli.
Cosa? Questa marchesa... come si chiama... Ulderighi?.
Eh? No, no. Intendevo la donna che fa la pizza. Me l'ha detto suo marito mentre ti aspettavo. Ecco perch  cos buona. La roba che fanno a Firenze di solito, tutta quella pasta gommosa ricoperta di prodotti conservati che sa di olio da motore..., continu biascicando in silenzio, aggrottando le sopracciglia, ma all'improvviso la televisione attir la sua attenzione. Spero che non ci siano stati guai. I miei ragazzi sono andati alla partita. Forse dovrei chiamare a casa.
Lorenzini si volt a guardare. Tre giocatori dei Verdi si erano gettati in un mucchio sopra a uno dei Bianchi. Le lunghe braghe con le fenditure erano coperte di sabbia e nessuno di loro aveva ormai pi un brandello di maglietta addosso. Il gruppo intorno al televisore si era alzato in piedi urlando e coprendo interamente la visuale. Il maresciallo si alz.
Vado a telefonare un attimo.... Si avvi nella stanza sul retro tirando fuori un gettone dalla tasca. Non ci mise molto. Quando si rimise seduto sospir e disse: Che affare....
Di nuovo Lorenzini non cap se intendesse il calcio o il morto dall'altra parte della strada, ma conosceva il maresciallo sufficientemente bene per essere sicuro che questa vaghezza mischiata a malumore significava che era sulle tracce di qualcosa e non avrebbe mollato con tanta facilit. Aveva l'aspetto di un mastino e come tale non avrebbe mollato facilmente. Sebbene giovane, Lorenzini si arrischi a pronunciare una parola di avvertimento.
Con gente del genere  chiaro che non  consigliabile esporsi troppo, soprattutto....
Soprattutto se il procuratore capo se ne interessa personalmente?.
S, anche per questo. Ci nonostante le ha dato piena libert di azione, se non sbaglio. Intendo il fatto di poter interrogare gli inquilini per sapere che cosa possono aver sentito. Come pure il fatto di stabilire l'ora della morte.  evidente che non sta bloccando le indagini.
No. Ma perch proprio io?.
Lorenzini rimase in silenzio. Il maresciallo si pul la bocca e bevve un sorso di vino.
Te lo dico io perch. Perch io sono un nessuno. Qualsiasi cosa io dica, qualsiasi cosa io scopra pu essere ignorata. E se ho qualcosa da ridire posso essere trasferito da Firenze... cos, e dicendo questo fece schioccare le dita grassocce l'una contro l'altra.
Be', s,  quello che intendevo, ma sono sicuro che se lei si muover con cautela, evitando i giornali e cos via....
Non mi piace esser preso in giro - disse tranquillamente il maresciallo -. Tanto meno che sia preso in giro questo. Cos dicendo mise la grande mano sul berretto dell'uniforme appoggiato sulla sedia accanto a lui, sulla cui visiera spiccava la fiamma d'oro dell'Arma. Dopodich, fin di mangiare in silenzio, fissando lo schermo del televisore con lugubre disapprovazione.
Erano a met del loro caff quando improvvisamente riprese il filo del discorso l dove l'aveva interrotto: E tieni a mente, quando dici che non mi sta bloccando, che anche se noi dobbiamo interrogare gli inquilini non ci  per permesso di disturbare la marchesa - non ci sarebbe nemmeno da sognarselo - e neppure suo figlio, che  troppo delicato, a quanto si dice, per incontrare chicchessia. Si sbotton il taschino tirandone fuori un'agenda nera infilata dietro gli occhiali da sole.
Queste persone - disse sbattendo il quadernetto aperto accanto alla tazza di caff - sono le sole con cui ci  permesso di perdere il nostro tempo, a cominciare da Filippo Brunetti... quello che chiamano Grillo, te ne ho gi parlato.
Il nano?.
Esatto. Immagino che dovrei compatirlo, ma  un piccolo
pezzente sgradevole che la sa lunga, e se qualcuno  informato su quello che accade nel palazzo, questo  proprio lui.
Per....
Non crede che parler?.
Eccome se parler. Non ho mai incontrato nessun altro che parlasse cos velocemente. Solo che sa bene da che parte sta il suo vantaggio e, se dovesse lasciare gli Ulderighi, dove potrebbe andare? Non che avesse per Corsi una particolare simpatia, eppure....
Eppure cosa?. Lorenzini aveva un profondo rispetto per il maresciallo, ma era giovane e pieno di energia e non riusciva sempre a conciliare la sua impazienza con la lentezza e le osservazioni lasciate a met del collega pi anziano. Eppure cosa?, insistette, guardando con i suoi occhi grigi e lucenti il palazzo attraverso la finestra. Se fosse stato per lui si sarebbe gi trovato sul luogo da almeno un'ora per indagare in modo accurato e metodico, mentre qui stavano perdendo tempo a bere un caff cos come l'avevano perso a mangiare la pizza, e ancora il maresciallo non gli rispose. Lorenzini distolse lo sguardo dalla finestra e lo osserv mentre guardava in silenzio lo schermo del televisore. Quando si decise a parlare, l'argomento era ormai un altro.
I fiorentini sono dei tipi strani. Dopo tutti questi anni non mi ci sono ancora abituato... senza offesa, intendimi.
Lorenzini, toscano doc, fece notare che tutti abbiamo le nostre stranezze, ma l'osservazione non arriv a segno.
Avresti dovuto vederlo mentre se ne stava in piedi accanto al morto a snocciolare spiritosaggini.
Meglio un morto in casa che un pisano all'uscio?. Eh?.
 un vecchio detto fiorentino che risale ai tempi delle guerre contro Pisa.
Mmm. Il maresciallo ci riflett un momento e poi disse: Allora io sarei il pisano,  cos?.
Lei o qualsiasi altro che possa minacciare l'ordine costituito.
Be'... pu darsi che tu abbia ragione. Forse dovresti parlarci tu, pu darsi che riusciate a capirvi meglio... Ma guarda un po'! Sta cercando di strangolare l'arbitro. Quella faccia non mi  nuova. Non  forse lo stesso tipo al quale una volta avevano morso un orecchio?.
Pu darsi. Sono passati degli anni. Credo che fossi ancora a scuola.
Be', non mi piace. Almeno la met di quella gente dovrebbe stare dietro le sbarre, se vuoi sapere la mia opinione. Comunque, a Grillo parlagli tu. Poi ci sono il portinaio e sua moglie. Si chiamano Mori, e hanno anche un figlio che se ho capito bene  uno di quei bei tomi l. Con un'altra occhiata torva allo schermo punt un indice gigantesco sul taccuino. Questa  la vecchia "tata". Ha tirato su tutti i bambini degli Ulderighi a partire dalla notte dei tempi. Si chiama Marilena Binazzi, ha novant'anni ed  sorda come una campana. Tutti questi dipendenti della famiglia vivono in stanze che danno sul cortile interno. Le altre stanze sono affittate come studi. Il musicista, Emilio Emiliani, che abita al terzo piano, ne ha uno per esercitarsi. Un altro  un ambulatorio medico... eccola qui, Flavia Martelli, anche lei ha un appartamento di sopra. L'ultimo, vicino all'entrata sulla destra,  affittato ad una ragazza inglese che si chiama Catherine Yorke e che svolge lavori di restauro. E partita la settimana scorsa per un viaggio in Inghilterra, per cui non la vedremo. C' poi un altro appartamento al terzo piano... aspetta un attimo... Martelli, Emiliano... Eccolo qui: Fido.
Sembra il nome di un cane.
Be',  un pittore. Anche lui inglese, ma hai ragione,  un nome strano. Oh, c' anche una scuola di ballo, al primo piano, ma non ci interessa, visto che  chiusa da sabato a luned. Ecco qua le persone. Ora ci andiamo e gli chiediamo se hanno sentito qualcosa di strano e tutti diranno di no.
Ma maresciallo, sicuramente queste persone che sono inquilini e non dipendenti della famiglia... intendo dire, uno sparo del genere che rimbomba nel cortile avrebbe svegliato un morto.
Gi. Il maresciallo rimise il taccuino in tasca. L'avrebbe fatto. Se fosse successo l. Ma non credo che sia morto l, e non in quel modo. Era disteso sulla schiena ma la perdita post mortem la si vede su un lato della faccia. Ci sar l'autopsia, naturalmente, questa  la prassi, ma non ne vedr mai il rapporto, immagino.
Allora pensa che si sia sparato da solo?.
Come vuoi che lo sappia? Il punto  che non verr mai a saperlo... ma ti dico una cosa che so per certo, ed  che non ci si mette un vestito da sera per pulire un fucile. E c' un'altra cosa che so, ed  che la stanza era troppo pulita: nemmeno una goccia di sangue. Sar meglio pagare e andarcene. Non mi convince, non mi convince per niente....
Pagare e andarsene non era cosa da poco. Il cameriere era troppo preso dalla compagnia rumorosa che sedeva intorno al televisore per notare i loro tentativi di attirare la sua attenzione. Alla fine Lorenzini si alz e and a cercare il proprietario, il quale per li trattenne ancora per chiedere se la pizza della moglie gli era piaciuta. Lorenzini non ebbe difficolt a contentarlo, mentre il maresciallo, lanciando da dietro gli occhiali sguardi torvi all'esterno, non riusc a farsi cavare dalla bocca che un borbottio ripetitivo di Non mi convince per niente. No, no....
Mentre i due uomini in uniforme attraversavano la strada e suonavano il campanello di Palazzo Ulderighi, Gino, il proprietario, continu a fissarli. Reputava le sue pizze come le pi grandi di Firenze, e il maresciallo ne aveva mangiate due!
Spero che si senta meglio.
Il portinaio fece capolino scrutando sospettosamente il maresciallo. Aveva aperto solo una fessura dell'ingresso della portineria.
Sto bene.
Allora se non le dispiace entriamo un attimo. Sua moglie c'?.
Sta facendo un pisolino. E stato un bel colpo per lei.  piuttosto debole di nervi.
Li fece entrare, senza per offrire una sedia e restando anche lui in piedi. La stanza era piccola e puzzava di stantio, ed era stipata fino all'inverosimile di un miscuglio di mobili vecchi e nuovi. Evidentemente veniva usata come cucina e salotto al tempo stesso. L'aria era pesante e impregnata del cattivo odore di cipolle fritte e carne e sul fornello a gas c'era una grande padella piena d'acqua quasi in ebollizione. In un angolo si trovava una lavatrice che sembrava nuova, ricoperta da un centrino con le frange con sopra un vaso di fiori di plastica.
I grandi occhi del maresciallo presero nota di ogni dettaglio e il suo fine udito registr un leggero fruscio nella stanza accanto.
Sua moglie sembra essersi svegliata.
Il portinaio esit, spostando lo sguardo verso la porta interna.
Prima o poi dovremo parlare con lei. Sarebbe meglio togliersi il pensiero e cercheremo di non disturbarvi pi.
Il portinaio si avvi verso la stanza accanto chiudendo la porta dietro di s. Ci fu una discussione sottovoce e pass un po' di tempo prima che i due riapparissero.
Buona sera, signora. Mi dispiace disturbarla, ma non ci metteremo molto.
La donna, con il volto ancora chiazzato, teneva stretto in pugno un fazzoletto arrotolato. Non guard il maresciallo e tantomeno rispose al suo saluto. Si sedette ad un tavolo di formica fissando il marito con un'espressione di rimprovero.
Il maresciallo non si lasci scoraggiare. Era molto affezionata al suo padrone, non  vero?. Ma lei non rispose.
Ha i nervi a pezzi, ripet il portinaio.
Anche questa volta non gli offr una sedia. C'era qualcosa che non tornava. Per esperienza il maresciallo sapeva che una coppia del genere, che sedeva annoiata tutto il giorno in casa ed era con molta probabilit insufficientemente retribuita, avrebbe preso al volo l'occasione per sedersi al tavolo davanti ad una bottiglia di vinsanto e a qualche bicchiere e sparlare del proprio datore di lavoro. Era l'occasione della loro vita per essere al centro dell'attenzione e dare sfogo a tutti i loro rancori accumulati nel tempo. Invece questi due non desideravano altro che vedere il maresciallo e Lorenzini andarsene il prima possibile. Eppure non poteva importargli molto del fatto che Corsi si fosse ucciso accidentalmente o no.
Il maresciallo ostentava una faccia blanda e senza espressione, e si rivolse alla donna con voce rassicurante.
Non abbiamo molto da chiederle.
Chiese ben poco e venne a saperne ancora meno. L'ultima volta che avevano visto Corsi era stato quando era uscito la sera avanti con la marchesa per andare a una cena. Gli avevano aperto al ritorno senza per guardare fuori. Avevano sentito
salire l'ascensore, ma non avevano udito alcuno sparo.
A che ora sono tornati?.
I due portinai si guardarono esitando. La donna fece per parlare, ma il marito si interpose velocemente: Piuttosto tardi. Io sono andato a letto pi o meno alle una e dormivo gi. Non so da quanto, ma il ragazzo non era ancora tornato, quindi non erano ancora le quattro.
Il ragazzo?.
Nostro figlio, Leo. Fa il buttafuori in una discoteca. Chiudono verso le quattro, e lui fa colazione prima di tornare, e cos sono sempre le quattro e mezzo o le cinque meno un quarto quando rientra.
E suppongo che vi svegli. Non aggiunse: cosa che non farebbe uno sparo, ma era come se l'avesse detto, perch il portinaio si mise subito sulla difensiva.
Be',  chiaro, visto che deve passare da questa stanza. Noi dormiamo qui dentro, su questo. Cos dicendo indic un divano. Si trasforma in un letto a due piazze.
E vostro figlio ha l'unica camera?.
Di giorno deve dormire. Altrimenti come potrebbe farcela?.
 un bravo ragazzo.  sempre stato buono con sua madre e anche con lui. La donna aveva ricominciato a piangere dirottamente spiegazzando il fazzoletto.
La vuoi piantare?.
Ma non c'era verso di farla smettere.
E rieccoci! Mai che tu dica una buona parola nei suoi confronti, per i suoi soldi li prendi, eccome.
Non gli ho mai preso un centesimo.  a te che....
S! A me! E come faremmo, senn? Ti garba fare finta di nulla!. Si tampon gli occhi ma le lacrime continuavano a scorrere. Si soffi il naso, dicendo al maresciallo: Mi ha comprato quella. E sventol il fazzoletto in direzione della lavatrice. Proprio qualche giorno fa, me l'ha comprata.
Icch c'entra? Lui non vuole mica sapere queste cose!. Il portinaio fece per alzare il pugno ma poi ci ripens e si mise le mani in tasca.
Il maresciallo sentiva l'angustia di quelle quattro mura e immaginava le liti giorno dopo giorno, anno dopo anno. Tre
persone in questo luogo ristretto, con l'odore stagnante di cibo e il figlio a letto quasi tutto il giorno.
E poi la mascherata per servire gli amici della marchesa. Non c'era molto da perdere per loro, eppure Guarnaccia sapeva che non intendevano rischiare quel poco, cos come era stato anche per il nano. Era pur sempre un tetto, un posto per vivere, cose difficili, quasi impossibili da trovare a Firenze. Era piuttosto sicuro che la marchesa li avesse pagati per non dire niente, o almeno avesse promesso di farlo.
Penso che possiamo togliere il disturbo, disse il maresciallo. Restare l a cosa serviva? Stava perdendo tempo. Lo sapevano entrambi. Quando Lorenzini e lui furono fuori sentirono che la lite continuava, mentre i piatti venivano sbatacchiati sul tavolo. Questo rumore fu coperto quasi subito dall'eco di una serie di accordi di pianoforte.
Oh,  vero. Avevo sentito dire che c'era la probabilit di una vostra visita. Mi scusi se non l'ho sentita subito. Il musicista, vestito con calzoni di lino chiaro ed una camicia di bucato a righe, sembrava di buon umore, quasi divertito, mentre lasciava entrare il maresciallo.
Di niente.
Due pianoforti a coda si fronteggiavano nella stanza piena di tappeti, le cui pareti erano occupate da cima a fondo da scaffali pieni di spartiti. Su uno dei pianoforti c'era una lampada accesa, visto che anche quella stanza era priva di finestre.
Prego, si sieda.
Si sedettero su un divano bianco appoggiato contro il muro, che costituiva l'unico posto per sedersi. Era cos basso e morbido che il maresciallo, non appena vi sprofond, si chiese se sarebbe stato mai capace di rialzarsi. Il giovane musicista si appoggi contento allo schienale e mise un piede calzato di pantofole di pelle sul ginocchio della gamba opposta, lasciandone apparire la liscia nudit; quindi fiss il maresciallo con occhio vivace e malizioso.
E cos lei si interessa dei panni sporchi della famiglia, o sbaglio?.
Be'.... Era vero che era stato proprio quello che aveva
sperato dal portinaio, ma sentirselo dire cos senza mezzi termini lo mise un po' in imbarazzo.
Non  vero?.
Io... in un certo senso suppongo....
Bene, qui c' l'imbarazzo della scelta e oggi sono d'umore decisamente perfido!.
Il maresciallo, rosso in volto e a disagio, rimpiangeva di non aver fatto venire Lorenzini qui, piuttosto di mandarlo dal nano. Non sarebbe mai stato capace di affrontare una situazione del genere. Come poi risult, non ce n'era per alcun bisogno, visto che il "caro Emilio", una volta lanciato, non si sogn di smettere di chiacchierare nemmeno per riprendere fiato.
Suppongo che lei voglia sapere se il principe consorte si sia sparato in modo tale da poter dimostrare per l'assicurazione che non l'ha fatto... Certo che si  sparato, chi non l'avrebbe fatto al suo posto? Naturalmente  un atto che necessita di coraggio ed io stesso non l'avrei creduto capace di tanto, ma quella di coraggio ne ha da buttare e sicuramente gli ha dato una mano. Santo cielo, ho detto qualcosa che l'ha scandalizzata. Ma lei non conosce la gente con cui ha a che fare!.
Io....
Eppure era presente oggi a quella scena, e ha visto tutto. Anche solo questo dovrebbe averle reso un'idea!.
Intende il concerto?.
Concerto? Non sono concerti quelli che si danno qui ogni domenica, santo cielo, no! Be', come potrei definirli? Cerchi di immaginare Bianca - marchesa Ulderighi per i profani - come una sorta di sacerdotessa del gusto musicale e il sottoscritto in qualit di accolito al quale lei d l'incarico, per un piccolo compenso, di spiegare la differenza tra una nota e l'altra. Non ci si pu aspettare che una signora carica di responsabilit sociali cos numerose e pesanti possa preoccuparsi degli insignificanti aspetti tecnici dell'arte musicale. Pertanto metto un disco - evitando di proposito tutto ci che il pubblico possa conoscere e canticchiare fra s e s -, poi mi accomodo al pianoforte e lo analizzo. Glielo spiego mentre i presenti mi fissano con espressioni di cortese attenzione
pensando: "Ma come  musicale Bianca!".
E lo  davvero?.
Be', la mia opinione  che lo sarebbe se volesse dedicarvi del tempo e considerando quello che  avvenuto oggi pomeriggio mi ritengo follemente generoso a dirlo; per il figlio ha del talento, anche se viene completamente soffocato, e se lo ha ereditato da qualcuno  sicuramente da lei. Comunque, sia come sia, la quantit di tempo che lei dedica alla musica  pi o meno la stessa impiegata per la scelta di un rossetto, vale a dire abbastanza per stabilire se sia di qualit sufficientemente
buona, se la marca sia quella giusta e se le si addica. 
abbastanza informata per riuscire a fare un'osservazione intelligente ad una prima e per sapere quando sia meglio tenere la bocca chiusa per evitare una gaffe sul tipo di quella di Nini. Avr sicuramente sentito quella famosa battuta di Nini riguardo a Chopin che ha fatto il giro di tutta Firenze!.
No... se non le dispiace informarmene....
Ma non  possibile che non l'abbia sentita. Poco dopo Natale ho dato una serata musicale tutta con pezzi di Chopin e naturalmente tutte quelle vecchie befane presenti ai pomeriggi di Bianca volevano dei biglietti, ma Nini, la contessa - senza dubbio la mia favorita in assoluto - venne a sussurrarmi in un orecchio: "Non suoner solo Lieder, vero?".
Chiuse gli occhi e si mise a ridere cos di cuore da contagiare il maresciallo, che non pot fare a meno di sorridere anche se non aveva capito la battuta. Attese col berretto piantato sulle ginocchia finch le risate non si calmarono per riconquistare l'attenzione del giovane e dire: Lei ha accennato a qualche scena avvenuta questo pomeriggio. Intende forse riferirsi al mio arrivo inatteso...?.
No! Non mi dica che non se n' accorto. Allora s che sarebbe morto dalle risate! Non so come ho fatto a mantenere una faccia seria per tutto il tempo, proprio non lo so, e non ho osato guardare Simone negli occhi. Lui era furioso, ma io sono abituato a questa gente e non ho potuto far niente... anche ripensandoci ora. Il fatto di ripensarci provoc un altro attacco di risa tale da farlo diventare paonazzo e da farlo lacrimare.
Simone  il mio compagno, lei capisce. Inutile dire quanto
siano esclusivi i pomeriggi di Bianca, ma Simone desiderava proprio venire, oggi, cos ieri io l'ho chiesto a lei... noti bene che non l'ho semplicemente portato, ma le ho chiesto il permesso. Pu ben immaginare in che posizione si  trovata. Non lo voleva, ma siccome aveva bisogno di me per il pomeriggio ha acconsentito a denti stretti. Ed ha trovato una soluzione per addolcire il boccone ai suoi amici. Ancora non posso crederci, bench l'abbia visto con i miei stessi occhi. Simone ha avuto il permesso di entrare, ma... non quello di sedersi su una delle sedie dorate! Riesce a crederci? Gli  stato dato un piccolo e scomodo sgabello di legno accanto alla porta che lo faceva apparire come uno che stesse vendendo i biglietti d'ingresso!.
Sebbene il maresciallo avesse visto il giovane sullo sgabello
vicino alla porta, stentava a credere alla storia.
Forse  stato perch le sedie erano tutte occupate..., mormor.
Ce n'erano quindici, vuote. Quindici! Povero Simone, ma non le viene da ridere a pensare alla mentalit di questa gente? Be', io non posso fare a meno di ridere, ma devo ammettere che non vorrei essere nei suoi panni. Se posso l'aiuter, ma immagino che il suo compito sia solo di far s che non si sappia ci che  avvenuto.
Lei potrebbe aiutarmi a scoprire cos' che non si vuole far sapere. Quasi a malincuore il maresciallo cominciava a provare simpatia per Emilio. Era intelligente, una cosa che lui aveva sempre ammirato, ed anche un musicista, e sembrava conoscere gli Ulderighi, senza per questo provare pregiudizi o addirittura timori nei loro confronti. Pensa realmente che si sia ucciso?.
S. Non era come lei, sa?.
No?.
Niente affatto.Era completamente diverso. Anche lui proveniva da una famiglia nobile di vecchia data,  naturale, altrimenti lei non lo avrebbe sposato, ma a differenza degli Ulderighi i Corsi avevano accettato il mondo nuovo e andavano avanti riuscendo a sopravvivervi. Una vecchia famiglia che fa soldi nuovi, mi segue?.
Intende l'affare dell'aperitivo?.
Esattamente. Dopotutto qualcuno doveva pur pagare il mantenimento di tutto questo. Cos dicendo gett un'occhiata ironica e sveglia al soffitto sopra la sua testa. Mentre lui sputava il denaro, Bianca pretendeva, almeno in apparenza, che niente fosse cambiato dai tempi di Cosimo de' Medici.
Ma se lui era contento di farlo....
Altro che contento!.. Allarg in aria le grandi mani bianche. L'orgoglio fuori moda degli Ulderighi ha prosciugato l'azienda del Corsi. E per cosa poi? Se almeno il figlio fosse riuscito a combinare qualcosa... no, era tutt'altro che contento. Conducevano vite completamente separate, probabilmente entrambi avevano degli amanti, anche se con discrezione. Come lei sa, esiste ancora una casa di campagna, sebbene gli Ulderighi abbiano perso quasi tutto quello che possedevano, compresi i terreni che ora fanno parte della tenuta contigua. Lui era abituato ad andare spesso a caccia laggi.
E perch teneva i suoi fucili in citt allora?.
Oh, la villa  chiusa, a parte il mese di agosto. Come si fa a tenere un guardiacaccia se tutto quello che  rimasto  un giardinetto? Va spesso in campagna, ma di solito  ospite in casa di qualcun altro. Lei invece ci va solo in agosto, perch  inconcepibile per una persona del suo rango rimanere a Firenze d'agosto; per non ci vanno mai insieme. Giurerei che si sia sparato, e non lo biasimo.
Ma lei ha sentito qualcosa?.
Sentito? Oh, capisco cosa intende, ma in questo non posso aiutarla. Ho trascorso la notte da Simone e siamo tornati qui appena in tempo per l'incontro pomeridiano, cos non le posso essere di aiuto.
No,  vero... Be', la lascio ai suoi esercizi.
Andr a interrogare gli altri inquilini?.
Certo, lo far....
Vuole forse farmi capire che non crede che possa servire a molto? Be', non si sa mai. Io sono qui da meno di un anno. Se trova qualcuno che ci ha abitato pi a lungo... o per lo meno qualcuno che era qui quella notte... Ma come ha detto... o, meglio, non ha detto... chiss a cosa potr servire...
Fuori, nel cortile, oramai imbruniva. Il quadrato di cielo rifletteva in lontananza il verde cupo della serata estiva e in alto brillava una stella. Ma la debole luce non penetrava al centro dell'edificio e il colonnato era gi avvolto in un'ombra buia allorch il maresciallo cominci a farne lentamente il giro, scandendo i passi automaticamente al ritmo della musica che era ricominciata quasi subito dopo che la porta si era richiusa dietro di lui.
Arriv ad una porta senza targa e senza campanello. Secondo i suoi calcoli quella doveva essere la stanza della vecchia bambinaia, la "tata", che si diceva sorda come una campana. Sarebbe riuscita a sentire se lui avesse bussato alla porta? In ogni caso non si ferm, ma continu, girando l'angolo fino ad arrivare all'ambulatorio medico, dove si mise a leggere l'orario inciso su una targa di ottone. A quell'ora di domenica non avrebbe certamente trovato nessuno. Poteva naturalmente salire al terzo piano e vedere se la dottoressa fosse in casa. Invece procedette lentamente sorpassando il largo scalone di pietra e la portineria e uscendo dal colonnato vicino al cancello d'entrata. Quando vi arriv, la luce della gigantesca lanterna di ferro sopra l'entrata si accese. La lampadina era cos debole che sembrava accentuare l'oscurit. Se c'era una cosa che non sopportava nei fiorentini, oltre al loro freddo cinismo, era proprio la loro mania del risparmio. Sorpass lo studio vuoto
della ragazza inglese e la porta dell'armeria. Quando raggiunse la minuscola porta del nano nell'angolo all'estrema destra, sent delle voci smorzate e si ricord della risposta che Lorenzini gli aveva dato quando si era lamentato al riguardo. Una delle sue barzellette era quella dei tre fiorentini che si spartiscono un uovo sodo e litigano su cosa fare degli avanzi. Be', con un po' di fortuna forse Lorenzini sarebbe riuscito a prendere Grillo per il verso giusto e a tirarne fuori pi di quello che non sarebbe stato capace di fare lui stesso.
Dopo aver completato il suo giro ed essere giunto di nuovo davanti allo studio del musicista il maresciallo usc da sotto il colonnato e si avvicin al pozzo di pietra al centro del cortile. Era chiuso con un pesante coperchio di legno con al centro un anello di ferro. Molto pesante. Impossibile spostarlo
di un millimetro, per non parlare poi di sollevarlo. Ma quante ore si esercitava quel tipo? La musica, che inizialmente gli era piaciuta, gli stava ormai dando ai nervi. Avvert anche un formicolio alla schiena come se qualcuno lo stesse osservando. Si gir per guardare, ma tutte le porte erano chiuse. Tuttavia avrebbe potuto giurare che... Forse era la vecchia tata, non cos sorda come si faceva credere, che magari lo stava spiando furtivamente. Abbastanza naturale, e se non fosse stato per quella maledetta e incessante musica di pianoforte, avrebbe sentito il rumore della porta. La tenne sott'occhio per un po', ma non si apr. Avrebbe dovuto entrare e parlare con lei. Dopotutto era una cosa da farsi, prima o poi, quindi meglio sbrigarla subito.
Questo consiglio, dato a se stesso, rimase per inattuato. Si sentiva a disagio. Rimase fermo per un po' a fissare le porte verniciate di scuro, tutte chiuse intorno a lui, con la strana sensazione di essere al tempo stesso dentro l'edificio eppure escluso da esso. In effetti ci avrebbe anche potuto corrispondere alla realt, considerata la poca importanza attribuitagli in quel luogo, o meglio da quella famiglia. Questo non era comunque esattamente ci che stava pensando. Era il luogo, quel grande palazzo, a dargli una sensazione tale di ostilit da fargli desiderare di essere fuori di l, lontano per sempre da quella musica. Con un senso di sollievo riusc alla fine a localizzare con precisione il problema. Era sicuramente colpa della musica che aveva sentito quel pomeriggio quando era salito. Era tutto l, una spiacevole associazione con il corpo del morto, la gelida faccia della Ulderighi e la sua preoccupazione di aver fatto la figura dello sciocco di fronte al procuratore capo. S, era la stessa musica, ora la ricordava perfettamente. Aveva creduto di sentire degli strumenti e poi aveva scoperto che si trattava solo di un giradischi... Un flauto, aveva creduto di udire un flauto... ma era davvero un flauto? Emilio stava ancora suonando da solo dietro alla sua porta chiusa, ma da un'altra direzione, da qualche altra parte, sopra, un flauto cercava di riprendere la melodia.
Il maresciallo rimase fermo accanto al pozzo, guardando su. Il primo e il secondo piano erano al buio, e le alte persiane
marroni erano tutte chiuse. Al terzo piano si notava un rettangolo di luce gialla. Poteva solo trattarsi della dottoressa
o dell'artista dallo strano nome. Non che ci fosse una legge che non permettesse loro di suonare il flauto, ma Guarnaccia avrebbe potuto giurare che il suono non proveniva da l, ma da qualche parte pi in alto, anche se era difficile da stabilire dove, visto che il suono era cos debole. Indietreggi girando intorno al pozzo e si sporse in su allungando il collo. Sopra all'angolo in cui si trovava la porta del nano l'edificio era molto pi alto. Da quella parte c'era una specie di torre che si stagliava contro l'oscurit tinta di un blu verdastro di quel cielo estivo in cui apparivano sempre pi stelle. Be', se qualcuno suonava il flauto lass, dove riusciva a scorgere le due finestre senza persiane, voleva dire che stava suonando al buio.
Quando  troppo  troppo, borbott il maresciallo. Per quel giorno ne aveva avuto abbastanza di tutta quella gente, compresa la marchesa Ulderighi e il procuratore capo. E soprattutto abbastanza di quella casa che sembrava una prigione, con le sue lugubri file di colonne, le sue porte e persiane chiuse e la sua unica luce tetra. Che si tenesse per s i suoi segreti. Con passi sonori e decisi che rimbombarono sul lastricato il maresciallo si avvicin alla porta del nano e vi buss imperiosamente con il grande pugno.


Capitolo 3.

Salva! A cosa stai pensando? Hai acceso tutte le luci della casa!.
Il maresciallo grugn qualcosa di incomprensibile dal bagno. Sua moglie Teresa aspett un momento e, non vedendolo
apparire, fece scivolare le camicie che teneva in mano in un cassetto e usc dalla camera spegnendo il lampadario e una delle luci sui comodini.
Quando il maresciallo la raggiunse nel soggiorno, c'era solo
una piccola lampada accesa, e lei stava guardando la televisione con il lavoro a maglia in grembo. Guarnaccia accese il lampadario centrale.
Cosa c'? Stai cercando qualcosa?.
No.
Be', allora spegni. C' gi una lampada accesa, e con tutte quelle luci non si riesce a vedere bene la televisione... Perch ti sei messo la vestaglia? Sei stanco?.
Un po'.
Spegni la luce per favore, Salva.
Stai facendo la maglia. Ti rovinerai la vista.
Non ho bisogno di guardare mentre lavoro e non ho bisogno di tenere sei lampadine accese tutta la notte senza motivo. Sarai proprio tu a lamentarti, quando arriver la bolletta.
Io?. Rimase sconcertato. Spense la luce e si mise seduto accanto a lei, fissando accigliato lo schermo.
Allora, cosa c'? Hai avuto una giornataccia?.
Un po'.... Il maresciallo sapeva fin troppo bene che sua
moglie gli leggeva dentro come in un libro aperto. Quando rientrava a casa dopo il servizio era abituato a farsi una doccia e a mettersi qualcosa di comodo al posto dell'uniforme, ma se prima non faceva una chiacchieratina o se stava troppo sotto l'acqua per lavar via le cose spiacevoli della giornata, allora sua moglie sapeva che qualcosa bolliva in pentola. Vederlo apparire di punto in bianco col pigiama e la vestaglia costituiva per lei un segno evidente che il maresciallo desiderava porre termine ad una giornata disastrosa. Guarnaccia avrebbe voluto averci pensato prima e non averlo fatto, ma ormai era troppo tardi.
Lei lo guard di traverso, continuando a fare la maglia.
Se hai mangiato poco posso prepararti qualcosa.
No...no.
I ragazzi volevano aspettarti per raccontarti della partita, ma domani devono andare a scuola.
Mmm. Fiss le immagini del telegiornale per un po' senza capirci una parola e poi disse: Non c' un film o qualcosa del genere?.
Non lo so. Guarda i programmi.
Ma rest seduto dov'era. Se nel peggiore dei casi fosse stato trasferito, lei come l'avrebbe presa? Aveva trascorso anni bloccata nella casa in Sicilia a curare la suocera malata mentre lui era a Firenze. E quando alla fine la madre era morta e sua moglie era venuta su con i figli, aveva avuto bisogno di un bel po' di tempo per sistemarsi nella nuova citt. Si era adattata abbastanza bene nel frattempo, ma non osava immaginare la sua reazione alla notizia di un nuovo trasloco... E la scuola poi! I ragazzi avrebbero dovuto cambiare scuola, e se fosse andato a finire in qualche luogo dimenticato da Dio...
Salva!.
Eh?.
Ti ho chiesto se vuoi qualcosa di caldo da bere!.
No. S... non lo so....
La moglie arrotol la maglia e and in cucina, camminando lievemente con le ciabatte di feltro sulle piastrelle di marmo. Lo chiam dicendogli: Ti far della camomilla!.
Il maresciallo si alz e la segu, fermandosi dietro alla
moglie, e respirandole sul collo.
Non stare impalato l davanti. Ho bisogno di un pentolino.
Si spost guardandola.
E levati di l, devo mettere su l'acqua... anzi, fallo tu.
Guarnaccia accese il gas sotto il pentolino pieno d'acqua e rimase fermo ad osservarla mentre Teresa prendeva le tazze e le bustine della camomilla.
Stavo pensando..., disse lui rivolgendosi al pentolino.
Direi piuttosto sognando. A che cosa?.
Be', se stai davvero bene, qui a Firenze.
Ma certo. Perch me lo chiedi? Non mi sono mai lamentata.
No... no. Solo che all'inizio....
Per queste cose ci vuole tempo, Salva. Pi per me che per te. Tu hai il tuo lavoro e i tuoi colleghi. E anche se per i ragazzi non  una buona cosa cambiare scuola, si trovano subito degli amici. Se io ci ho messo di pi ad adattarmi  perch sono da sola... Bolle?.
S.
Spostati. Alla mia et non posso semplicemente andarmi a cercare delle nuove amiche. Non ne ho il tempo. Salva, muoviti per favore, devo buttare questo nella spazzatura. Comunque - disse mettendogli la tazza di camomilla in mano - non capisco di cosa ti preoccupi. Ora mi sono abituata a Firenze, e mi piace anche. E grazie a Dio non avremo bisogno di traslocare di nuovo.
Guardarono un film, o almeno cos fece Teresa. Il maresciallo fece del suo meglio per seguire la trama nella speranza di distrarsi ma, nonostante tutti i suoi sforzi, il pensiero tornava di continuo alla casa degli Ulderighi, ai suoi abitanti, al tetro cortile dove echeggiava la musica di pianoforte. Aveva notato che Lorenzini era rimasto impassibile di fronte a tutto ci, perfino di fronte a Grillo, che evidentemente con lui era rimasto meno sulla difensiva. Che comunque si trattasse di un bell'originale aveva dovuto ammetterlo anche lui.
Eppure non ci sono dubbi che il nano  a conoscenza di tutto ci che avviene nel palazzo.
 quello che penso anch'io.
Sa qual  il suo lavoro?.
Far dei lavoretti saltuari, suppongo.
Macch... be', probabilmente fa anche quelli, ma il suo compito vero e proprio  prendersi cura del padroncino.
Ah, il figlio....
Neri Ulderighi, che apparentemente non esce mai dalla cima della torre dove abita e in fondo alla quale c' lo stanzino di Grillo. Sembra che sia la parte pi antica dell'edificio e che risalga al tredicesimo secolo. Il resto, compreso il cortile,  stato aggiunto tre secoli dopo nel periodo di maggior splendore del casato.
Quanti anni ha il ragazzo?.
Una ventina, da quanto ho saputo.
Mmm. Non ha il cervello del tutto a posto, vero?.
Difficile a dirsi.  delicato... come dicono loro. Ha trascorso la vita andando avanti e indietro dalle cliniche, senza frequentare mai una scuola. Sembra che quando era bambino si avessero addirittura dubbi sul fatto se sarebbe riuscito a sopravvivere. La madre lo opprime, il padre se ne disinteressa. Il progetto pi recente della madre  quello di farlo sposare con qualche ragazza adatta per far s che ci sia un erede prima che sia troppo tardi.
E lui non  disposto ad assecondarla, immagino.
Oh, ma certo che  disposto. Se vogliamo credere al nostro amico Grillo, non ne vede l'ora, anche se non  mai stato con una ragazza in vita sua. Forse cerca di fuggire da quella torre d'avorio, e Grillo lo sostiene nel suo proposito. "Ha bisogno di sposarsi", mi ha detto. E vero che  come un piccolo serpe velenoso, per sono convinto che sia realmente affezionato al ragazzo.
E con gli altri come si comporta?.
Difficile a dirsi. Credo che, nonostante tutta la sua sfrontatezza, abbia un po' paura della principessa del maniero. Di Corsi sembra non essersene mai preoccupato pi di tanto, da vivo come da morto. Gli unici che detesta di tutto cuore sono gli inquilini.
Perch?.
Non c' una ragione precisa. Semplicemente perch abitano l, penso. Perch sciupano la residenza di famiglia, perch sono degli estranei che la invadono. Pu anche essere che siano loro a trattarlo male, naturalmente, anche se non credo che avvenga. Da quello che ho sentito, sembrano tutte persone per bene.
Il maresciallo, che aveva ormai perso da tempo la fiducia nelle "persone per bene", non fece commenti. Quando si separarono in Piazza Pitti, Lorenzini si avvi allegramente verso il piccolo appartamento di Via Romana dove lo aspettavano la giovane moglie e il bambino nato da poco, mentre il maresciallo si arrampic su per il piazzale in pendenza davanti a Palazzo Pitti passando sotto l'arco sulla sinistra per andare alla caserma dei Carabinieri. Non desiderava che di essere a casa sua, fare una doccia, immergersi nella normalit. E almeno per quella notte voleva dimenticare tutto il resto. E allora come mai ci stava di nuovo pensando? Un film migliore forse l'avrebbe distratto. In quello che stava guardando, marito e moglie non facevano che litigare. Per che cosa litigassero, non riusciva proprio a capirlo.
Cosa ti dicevo!, annunci Teresa, puntando un ferro da maglia contro lo schermo con un gesto di accusa.
Eh...?.
Lui l'aveva sempre saputo. Te l'ho detto che lei era stata pedinata mentre voleva far credere di stare andando dal parrucchiere.
Oh.
 stato quell'uomo nella macchina sportiva rossa. Penso che sia d'accordo col marito e al tempo stesso ricatti la moglie.
Ah.
Salva, non ho mai conosciuto nessun altro duro di comprendonio quanto te... Guarda, lui sta telefonando al marito, vedi che ho ragione.
Aveva di certo ragione, pens il maresciallo, per quanto riguardava la sua lentezza mentale. Chiunque avesse anche un minimo di prontezza di spirito avrebbe tenuto la bocca chiusa con un amico della marchesa finch non si fosse accertato di chi si trattava. Affront con sofferenza il resto del film; l'ansia che lo opprimeva continuava ad aumentare in maniera proporzionale ai suoi tentativi di liberarsene razionalmente.
Voleva andare a letto, sebbene fosse convinto di non riuscire a dormire. Stranamente invece si addorment quasi subito, ma si svegli prima del solito con gli stessi pensieri di quando si era coricato.
 una bellissima giornata, disse Teresa aprendo la finestra e le persiane. Un raggio di sole mattutino illumin la stanza, portando con s il profumo degli allori del giardino di Boboli. L'ansia gli serr il petto.
Dove  stata rubata? Dove l'ha lasciata?.
Proprio sotto casa mia in Via del Leone. Alla ruota c'era la catena, ma non l'avevo attaccata a un palo o a qualcosa di fisso. Mi prenderei a calci nel sedere. Da quando ce l'ho, tutte le sere mi sono spezzata le reni per salire tre rampe di scale e portarla su nel mio appartamento, ma l'altra notte ero cos stanca, dopo essere tornata dal cine, che non ce l'ho fatta e ho pensato, be', a chi verrebbe mai in mente di rubare una bici come la mia?  uno di quegli aggeggi minuscoli ed  anche di seconda mano, quindi non pu valere pi del prezzo di un pranzo.
Forse piuttosto il prezzo di una dose.
Probabilmente  cos. Non ho il diritto di farle perdere del tempo prezioso per una cosa del genere, lo so bene. La ragazza era giovane, probabilmente una studentessa. Anche carina, ma non era per quello che il maresciallo continuava a perdere il suo tempo per lei. Nella sala d'attesa c'era la tipica fila dei luned mattina, quando la gente si affolla per denunciare i furti delle biciclette, dei motorini, delle macchine e i tentativi di scasso del fine settimana. A questi si aggiungevano i turisti di stagione con il loro malcontento per le borse e le macchine fotografiche scippate e quelli che avevano perso
i documenti. E il maresciallo era disposto ad accontentarli tutti.
Ha controllato dai vigili?. Qualche volta era la polizia municipale a spostare le biciclette e a far rimorchiare le auto quando venivano parcheggiate in una strada nell'orario della pulizia notturna.
Ho gi controllato. Da noi la strada la puliscono il marted notte, comunque ho chiesto lo stesso. Mi hanno detto di
non aver portato via niente da Via del Leone la notte scorsa.
Lorenzini buss, entrando.
Mi scusi maresciallo, vuole che me ne occupi io, della coppia di tedeschi? Hanno il volo alle tre oggi pomeriggio e uscendo da qui devono ripassare dal consolato per dei passaporti provvisori....
Va bene.
Mi posso occupare io di tutti, se lei ha da....
No. No... solo i due tedeschi. Agli altri ci penso io. Allora, signorina, immagino che non sapr il numero di matricola della sua bicicletta.
Mentre usciva, Lorenzini lanci uno sguardo stupito al di sopra delle sue spalle, ma il maresciallo non ci fece caso. Quello era il suo lavoro: qui, ad aiutare della gente cos, e non a recitare in quella specie di farsa a Palazzo Ulderighi. Aveva la stessa minima probabilit di condurre un'inchiesta seria in quel luogo, quanto quella di ritrovare la bicicletta della ragazza.
Sa cosa intendo con il numero di matricola?.
S, ma non lo conosco. A dire il vero, so bene che non posso pretendere che lei si metta a cercare la mia bici, ma ero talmente incazzata quando non l'ho pi vista, pensando che oltretutto avrei perso la lezione all'universit, che mi sono messa a cercarla per le strade come un'ossessa. Be', qualcuno me l'avr presa, dico giusto? E pensavo: se becco quello che me l'ha fregata lo concio a dovere. Pensavo anche che forse l'avrei potuta trovare parcheggiata da qualche parte, e in tal caso me la sarei ripresa da sola, non si sa mai. Poi mi  venuto in mente che un mio amico ha cercato di fare lo stesso quando gli hanno rubato il motorino, solo che poi ne ha preso uno che sembrava il suo ma non lo era. Inutile dire che il proprietario l'ha beccato proprio mentre lo stava prendendo, cos  stato anche arrestato per furto. Siccome non aveva denunciato il furto del suo, pensando che fosse una perdita di tempo, ha dovuto passare due notti in guardina prima di essere rilasciato. Per questo, in ogni caso, io la denuncia l'ho fatta, e se lei sente che mi hanno arrestato per aver rubato una biciclettina arancione, se non altro mi potr dare una mano per farmi mettere fuori. La ragazza si alz, sorridendo
e rimettendosi la borsa dei libri sotto il braccio. Grazie per avermi fatto sfogare. Non pu immaginare la rabbia che avevo in corpo, soprattutto perch non vale una cicca. Voglio dire: non  forse ai ricchi che dovrebbero rubare i poveri? Comunque sia, vorr dire che dovr trovarmene un'altra di seconda mano.
Il maresciallo si alz e l'accompagn alla porta. Quando usc, la ragazza disse ridendo: Se ne trovano a buon prezzo, ma probabilmente sono rubate.
Molto probabilmente.
Mentre la ragazza attraversava la sala d'aspetto, una signora anziana si alz con difficolt dalla sedia e si avvicin al maresciallo con espressione preoccupata.
Maresciallo, deve aiutarmi. Non posso continuare cos. Ho paura di entrare e di uscire da casa mia. Se ne stanno sul gradino della mia porta con le loro siringhe! Perch non fa qualcosa?.
Entri, signora - disse il maresciallo -. Entri e mi racconti tutto.
E cos trascorse la mattinata, svolgendo il suo lavoro con pazienza e con tenacia. Ma per quanto cercasse di dedicare almeno un centesimo della sua attenzione ai piccoli problemi della gente del suo quartiere, rimase consapevole tutto il tempo dell'ansia che continuava ad opprimerlo stancandolo pi di quanto non potesse fare qualsiasi quantit di lavoro. Sia che ascoltasse qualche storia di guai o si limitasse a ridurne il contenuto umano in una serie di date, luoghi e ore da battere a macchina, i suoi occhi tornavano sempre al telefono che restava silenzioso accanto a lui. Per la maggior parte della mattinata il suo sguardo era stato di timore nell'attesa di una chiamata infuriata da parte del procuratore capo. Pi tardi, quando fu ormai chiaro che una tale chiamata non sarebbe arrivata, la sua espressione cambi. A quanto pareva nessuno si preoccupava di quello che faceva lui, se andasse o meno a palazzo Ulderighi, se seguisse o meno la procedura; l'importante era che il rapporto rispondesse alle esigenze di certe persone.
Quando l'ultimo dei visitatori se ne fu andato, Guarnaccia rimase seduto per un po' prendendo in considerazione la
possibilit di una telefonata al suo comandante in Borgo Ognissanti, di l d'Arno. Il capitano Maestrangelo era un uomo in gamba, un uomo serio. Ma era anche ambizioso, quel tipo di ufficiale che un giorno sarebbe divenuto generale, e un generale dei migliori. Con un sospiro il maresciallo rinunci all'idea di chiedergli aiuto. Seguire la procedura, ecco quello che ci si aspettava da lui: e quindi avrebbe seguito la procedura. E se stava facendo la figura dello stupido, non sarebbe stata n la prima n l'ultima volta. Prima il pranzo, poi un riposino, e dopo Palazzo Ulderighi.
Mangi, ma non riusc a riposare. Adducendo come scusa con Teresa il fatto che aveva molto da fare e non era stanco, si abbotton la giacca e abbandon l'edificio, infilandosi gli occhiali da sole non appena uscito da sotto l'arco di pietra in direzione del riflesso abbagliante del piazzale. Il calore si rifletteva nell'aria sopra le macchine parcheggiate e la piazza esalava un profumo di pizza fresca e caff. Il caff l'attir, anche se sarebbe stato meglio per lui non berne altri. Riusc a resistere per un po', facendosi strada alla meglio attraverso i gruppi di turisti che occupavano il marciapiede stretto fermandosi davanti ad ogni negozio e monumento, confrontando le carte della citt, discutendo e traducendo i prezzi in marchi e dollari. Desider per un momento essere uno di loro, poter fissare la facciata di Palazzo Ulderighi come stava facendo quella coppia, consultare la guida e poi procedere per guardare il negozio di pelletteria pi avanti, senza preoccuparsi di quello che c'era dietro a quel portone dinanzi al quale si era fermato esitando, prima di suonare il campanello. Per un momento rimase fermo, bloccando la strada con la sua massiccia figura in uniforme, tanto che i turisti che passavano dovettero scendere dal marciapiede per procedere oltre. Quindi si gir e attravers la strada entrando nella pizzeria di Gino.
Ah,  lei.... Gino lo guard sorpreso, vista l'osservazione che il maresciallo aveva fatto la sera prima uscendo. Avevo paura che non le fosse piaciuta la pizza, ieri sera.
Cosa? No, no... era ottima. Mi potrebbe fare un caff, per favore?.
In genere non lo facciamo, ma visto che  lei....
Serv il maresciallo personalmente. Si pu mettere qui davanti, se vuole. A quest'ora non siamo ancora cos pieni.
No, no. Il maresciallo rimase dov'era, al banco della cassa, fissando fuori al di l della strada.
C' qualcosa che non va laggi, vero? Ho sentito dire che
il marito  morto.
S,  morto. Il marito, il principe consorte. Era quello che la gente pensava? Eppure aveva i suoi affari, doveva essere stato una persona corretta, almeno per coloro che lavoravano con lui.
Mi scusi. Lo sfortunato Gino, sentendosi ancora una volta respinto dal silenzio del maresciallo, tagli la corda.
Dottoressa Martelli? Vedo che l'ho disturbata, mi spiace.
Non si preoccupi. Lei deve essere il maresciallo che....
Guarnaccia. Giusto. Non le ruber molto tempo.
L'aveva svegliata nel mezzo della siesta, era evidente. La faccia era arrossata dal sonno, le guance stropicciate, mentre si abbottonava la camicetta di cotone con una mano tenendo la porta con l'altra. Era sulla quarantina e ancora carina, con una zazzera di riccioli bruni.
Entri pure.
Ancora carina ma zitella, pens il maresciallo guardandosi intorno col berretto in mano, mentre entrava in un salotto raffinato e perfettamente in ordine. La luce filtrava delicatamente dalle finestre alte attraverso le tende di pallida seta.
La prego di scusarmi, ma ho bisogno di farmi un caff, altrimenti non riuscir a cavarmi di bocca una sola frase sensata. Ne vuole uno anche lei?.
No. No, grazie. L'ho appena preso al ristorante di fronte.
Si accomodi.
Il maresciallo si sedette cautamente sul bordo di un divano di seta verde pallido, appoggiando il berretto accanto a s e riprendendolo poi per metterselo sulle ginocchia. Mentre la dottoressa Martelli era in cucina Guarnaccia approfitt dell'occasione per guardarsi bene intorno. Tutto molto bello, pens. Alcuni oggetti antichi, alcuni molto moderni, una
gran quantit di libri. Troppi ninnoli per... Quei vasi enormi e gli oggetti di ottone, e le scatoline variopinte... c'era il rischio di rompere qualcosa al minimo movimento...
Il maresciallo rimase seduto in silenzio, mentre i suoi grandi occhi vagabondavano per la stanza. Sent che la donna accendeva il gas e poi la vide affacciarsi alla porta.
 sicuro di non volermi fare compagnia?.
No, no....
Entr portando un piccolo vassoio con una zuccheriera d'argento e una tazzina da caff graziosamente decorata. Vedo che la collezione di mio padre la affascina. Le piacciono le porcellane cinesi? Devo confessare che non sono la mia passione, ma dal momento che l'ho ereditata mi sentirei in colpa a venderla. La gente continua a seccarmi perch la faccia valutare e assicurare correttamente, ma lei sa come vanno queste cose....
Naturalmente. Non era sicuro di aver capito bene di cosa stesse parlando, ma not che sebbene la voce fosse ancora un po' rauca, il rossore le era scomparso dal volto e cos com'era gli appariva pi pallida e pi vecchia di quanto non gli fosse sembrata all'inizio.
 il caff che sta venendo su. Torno subito.
Si muoveva in modo spicciativo ed efficiente. Era facile immaginarla mentre percorreva le corsie col camice bianco sventolante, anche se in realt non lavorava all'ospedale ma aveva un ambulatorio proprio.
Il luned  proprio una giornataccia per me. Si era seduta di fronte a lui in una grande sedia tappezzata di lino bianco e si versava il caff.  una cosa di cui non mi sono mai accorta quando lavoravo all'ospedale, ma l ogni giorno era il panico. Essere un medico generico non ha niente di ambizioso n di emozionante, ma lascia almeno il tempo per fare la spesa! Ecco, ora va meglio, sono di nuovo sveglia, anche se non so come posso aiutarla. Immagino sia stato un suicidio.
O quello, o un incidente.
Be', la gente agisce talvolta in modo strano,  vero, e non c' niente di impossibile, ma sicuramente tutto  avvenuto a notte fonda.
 una delle cose che sto cercando di scoprire. Come anche
se sia stato un suicidio. L'assicurazione, mi capisce....
Certo. Be', io ho sentito della confusione, ma  tutto molto vago e non credo di poterla aiutare pi di tanto.
A che ora?. Il maresciallo tir fuori il suo taccuino nero dal taschino della giacca. Seguire la procedura, non importa come. Erano queste le regole del gioco. Se riuscisse a ricordare....
Oh s, credo di s. Saranno state circa le due e mezzo.
Ne  cos sicura?.
Non c' niente di strano che lo sia. Vede, io non riesco a dormire bene, cos sono spesso obbligata a prendere un tranquillante. Cerco di limitarmi a met dose, anche se spesso sono obbligata a prenderne l'altra met durante la notte. In tal caso devo fare attenzione, perch se ci succede troppo tardi
il mattino seguente non sto in piedi... e non sono cose che mi posso permettere, con un lavoro come il mio.
No, no... capisco. Quindi lei si  svegliata e ha guardato l'ora per decidere se fosse opportuno o no....
No, non  andata cos. Vede, era sabato notte.. Se ha mai sofferto d'insonnia sapr che met del problema  causato dalla preoccupazione di non riuscire ad addormentarsi per paura di non svegliarsi il giorno dopo per andare a lavorare.
Non credo di aver mai....
Si ritenga fortunato.  chiaro che non tutti reagiscono allo stesso modo allo stress. C' gente che non riesce a mangiare.
Non credo....
No.... Involontariamente gett un'occhiata alla figura corpulenta del maresciallo, ma pur distogliendo subito lo sguardo non pot fare a meno di aggiungere: E altri mangiano troppo per consolarsi.
Il maresciallo rest in silenzio.
Comunque, dove ero rimasta? Ah, sabato notte. Ebbene, visto che non devo alzarmi presto la domenica, cerco di non prendere niente. Siccome non sopporto l'idea di dipendere dalle medicine, il sabato cerco sempre di farne a meno. A volte ce la faccio, a volte no. L'altra notte non ce l'ho fatta...
o per lo meno: mi sono addormentata leggendo, ma poi, come spesso avviene, mi sono svegliata di colpo circa due ore
dopo. Il problema, se mi capisce,  che non si tratta semplicemente di svegliarsi.  piuttosto come se all'improvviso balzassi dal guanciale col cuore in gola come un topo preso in trappola.
Ha sentito uno sparo?, chiese il maresciallo perplesso, tenendo in bilico la penna e pieno di speranza.
Uno sparo...? Macch, le sto semplicemente spiegando in che modo mi sveglio di notte quando sono preoccupata. Quando mi succede non posso fare a meno di prendere un tranquillante. Riesce a seguirmi?.
Credo di s... cos ha guardato l'orologio....
Esattamente. Erano all'incirca le due e mezzo. Ho preso una pasticca intera. Ero seccata di doverlo fare, perch anche se il giorno dopo era domenica avrei voluto alzarmi a un'ora decente per sbrigare varie cose; visto per che in ogni caso non sarei riuscita a farle dopo una notte insonne....
Ma il rumore che ha sentito?.
Ci arrivo subito. Quello  stato dopo aver preso la pasticca.
Allora non si  riaddormentata subito?.
Santo cielo, no davvero! Come minimo mi ci vuole una mezz'ora per calmarmi. Leggo un po'.  stato allora che ho sentito la confusione. Credo che la loro camera da letto sia esattamente sotto la mia.
Quella degli Ulderighi?.
S. Sento tutti i loro litigi. O meglio: li sentivo... sebbene per lo pi abbia sentito solo lei. Una bella isterica. Lui ha sempre cercato di non alzare la voce e spesso mi domando se si rendeva conto che io potevo sentire tutto.  sempre stato molto cortese con me.
E la marchesa invece no?.
No. Non so se lei abbia idea di quanto faccia pagare per questi appartamenti, ma posso dirle che  un bel mucchio di soldi. Noi siamo tutti inquilini che non trascurano la casa e pagano regolarmente, eppure siamo trattati come sguatteri o roba del genere. Lei ci detesta.  gi tanto se riesce a salutarci quando la incontriamo nel cortile, ma l'espressione con cui lo fa significa piuttosto "come osi mettere piede nel mio palazzo?". Lei sa che non abbiamo il permesso di usare l'ascensore?.
L'ho sentito dire.
Ma il prezzo dell'affitto tiene conto esattamente di questo genere di cose, vale a dire se nell'edificio c' un ascensore eccetera. Ce lo fa pagare, ma non abbiamo le chiavi per usarlo. Non ci farebbe neppure usare l'entrata principale se ce ne fosse un'altra, di questo pu star certo. Questa gente  fatta tutta della stessa pasta: vogliono mantenere il loro vecchio stile di vita a spese della classe media, trattandoci al tempo stesso dall'alto in basso. Naturalmente c' una ragione. Sono loro a dipendere da noi, ecco perch ci odiano, mentre creature come quel piccolo gnomo velenoso e la loro vecchia bambinaia pazza sono loro dipendenti e perci vengono trattati bene.
Abitare qui mi pare che sia tutt'altro che piacevole per lei, osserv il maresciallo.
S, e infatti sono alla ricerca di qualcos'altro. Il volto della dottoressa, che si era arrossato durante la sua tirata contro la Ulderighi, si schiar di nuovo. Nonostante questo le sue dita continuarono a tamburellare ritmicamente sul bracciolo lucido della sedia. Le piccole mani davano una sensazione di forza, le unghie erano corte e tagliate accuratamente. Per una qualche ragione che non riusciva a spiegarsi, il maresciallo era convinto che da bambina se le mangiasse. Aveva gi confermato di essere una persona ansiosa. Ritorn sull'argomento nel modo pi cauto possibile.
Pu dirmi qualcos'altro riguardo alla confusione, al litigio? Lei riesce a capire da qui le parole che si dicono gi?.
No, per niente. Non pu immaginare quanto siano spessi questi muri e questi pavimenti. No, ho solo sentito che stavano litigando... e che quando hanno smesso, uno di loro, suppongo fosse lui,  sceso con l'ascensore. L'ascensore  stata l'ultima cosa che mi ricordo di aver udito, perch poi mi sono addormentata.  spaventoso pensarci. Qualcuno all'estremo della disperazione  sceso per spararsi ed io che l'ho sentito mi sono semplicemente girata dall'altra parte e mi sono addormentata.
Ma lei come faceva a saperlo?, fece notare il maresciallo.
Ha ragione.  l'ironia della sorte, tutto qui. Viviamo cos
vicini l'uno all'altro, ma potremmo essere lontani migliaia di chilometri se si pensa all'aiuto che ci possiamo dare. Non lo conoscevo molto bene, ma quel poco mi  bastato per farmelo
apprezzare. Aveva degli occhi tristi... Dava l'impressione di avere un cuore, capisce cosa intendo? E per un uomo di cuore vivere con una donna come quella....
Dopotutto l'ha sposata, disse il maresciallo.
Be', c' tanta gente che si sposa. Lei  una bellissima donna, anche ora. Pensi a quello che deve essere stata vent'anni fa. Ha anche un notevole sex-appeal, che  ancora un'altra cosa. Piace agli uomini. Non l'ha incontrata?.
Io... s. Quello che Guarnaccia ricordava era paura, ma poteva difficilmente ammetterlo.
Allora sa che cosa intendo. Piace sicuramente a Hugh, ci giurerei. Hugh Fido, il pittore che sta qui accanto. Lei gli ha commissionato un ritratto. Naturalmente, essendo un uomo non  trattato cos male come me, e lo stesso vale probabilmente per Emilio. Ha incontrato Emilio? Il pianista?.
S, ieri.
E poi loro sono artisti, il che pu significare che lei li accetti... Comunque Catherine ed io probabilmente siamo trattate peggio di tutti, sebbene Catherine sia stata invitata per il t, una volta... Mi  venuta in mente una cosa!.
S, mi dica!. Il maresciallo si prepar a prendere un appunto.
No, no, scusi, niente che abbia a che fare con tutto ci. Per  sorprendente! Non ci avrei mai pensato se non fosse stato per questo colloquio con lei. Sa che cosa? Hugh  il suo pittore di corte, Emilio il musicista di corte e Catherine... Catherine Yorke, quella che ha il monolocale che d sul cortile...  una restauratrice e la Ulderighi le ha dato l'incombenza di restaurare i libri danneggiati durante l'alluvione: libri e documenti, progetti dell'edificio, eccetera. Non capisce?.
No... per la verit no.
Ma deve capire! La Ulderighi pu in un certo senso ignorare il fatto che pagano l'affitto e inserirli mentalmente nel suo sistema feudale. Sono io a costituire il fattore estraneo! Non c' niente che possa giustificare la mia presenza a parte
il fatto che pago l'affitto. Non rientro nel loro concetto di ordine sociale.
Credo di capire. Per lei  medico e se la marchesa volesse....
Santo cielo, non vorr scherzare! Non sono un medico abbastanza celebre per curare gli Ulderighi. Comunque lei ha capito bene. Se io fossi davvero cos famosa, il problema sarebbe risolto. Ad ogni modo non mi si chiamerebbe neppure se la donna delle pulizie avesse un raffreddore, ecco come stanno le cose. Dovrebbe vedere la frotta di specialisti che ogni sei mesi vengono qui a ripassare il figlio da cima a fondo. Ce n' solo uno italiano. Due sono inglesi e il resto viene dalla Svizzera.
Che cosa ha il giovane Ulderighi, esattamente?.
Non saprei dirlo. Non l'ho mai visto. Sicuramente non c' mai stato nessuno che abbia nominato una malattia specifica, pertanto potrebbe semplicemente trattarsi di un problema legato a novecento anni di matrimoni all'interno delle stesse famiglie.
Intende dire che  un po' tocco?.
La dottoressa sorrise con la faccia rilassata e un'espressione di nuovo carina, ora che erano passati dagli argomenti personali a quelli professionali. Non  il termine che userebbe un medico.
Mi scusi. Pensavo solo.... In realt non stava pensando, ma solo ricordandosi un'immagine. Un cortile tetro e il suono di un flauto che veniva dall'alto di una torre scura. Non si poteva certo parlare di una persona normale. Intendo dire. .. forse  un po' strano.
L'espressione non era certo migliore dell'altra. La dottoressa Martelli continuava a sorridere, forse addirittura rideva di lui.
 assai probabile che la sua salute sia labile e che pertanto possa risultare, come afferma lei, un po' strano. Come ho detto, io non l'ho mai visto. Per quanto ne so, non esce mai. Emilio l'ha visto, perch quando sta meglio appare ai pomeriggi musicali della domenica... e Catherine l'ha visto un paio di volte. Colleziona monete e medaglie o qualcosa del genere e lei gli ha portato alcuni oggetti trovati gi fra la roba
danneggiata dall'alluvione. Secondo lei non  cos strano come si crede. Trascorre tutto il tempo alla scrivania vicino alla finestra ad armeggiare con le sue monete e a guardare il mondo muoversi nel cortile di sotto. So che lui le faceva pena, per ha anche detto che ha un'intelligenza notevole. Oh...! Non penser che....
No, no. Non penso niente del genere.
Lo guard delusa. Era evidente che la "storia di un figlio pazzo che spara al padre" avrebbe confermato l'opinione che lei aveva di quella gente. Il maresciallo aveva gi abbastanza seccature per non desiderare altre chiacchiere del genere all'interno di Palazzo Ulderighi.
L'opinione ufficiale  - disse mentendo ampollosamente
- che la vittima sia morta incidentalmente mentre puliva un fucile.  chiaro che io ho il dovere di procedere all'inchiesta per escludere ogni probabilit che si sia trattato di suicidio.
Be' - disse la dottoressa Martelli con volto impassibile -, suppongo che lei conosca bene il suo mestiere, eppure - aggiunse appoggiandosi contro lo schienale della grande sedia bianca e mandando indietro una ciocca dei suoi riccioli bruni e crespi - nessuno riuscir mai a convincermi del fatto che non si sia trattato di suicidio. E una storia ridicola. Scendere a pulire un fucile alle due e mezzo del mattino.
Non possiamo provarlo.
Ma se le ho appena detto che l'ho sentito scendere!.
Lei ha sentito l'ascensore.
Cosa? Gi... ha ragione. Va bene, come ho detto, lei conosce il suo mestiere meglio di me. A che ora  morto?.
Non ho ancora ricevuto il rapporto dell'autopsia. Il maresciallo non aggiunse che non lo avrebbe mai avuto. Era decisamente scontento di s. Quella donna era tutt'altro che stupida e lui non aveva nessuna voglia di recitare le bugie ufficiali di fronte a lei che lo osservava con occhi vivaci e intelligenti. Ma non era solo quello. Era...
Non riesco a capirla - disse la dottoressa interrompendo
i suoi pensieri Questa storia dell'incidente...  esattamente quello che vuole far credere una famiglia come quella degli Ulderighi, sia per evitare lo scandalo che per incassare i denari dell'assicurazione, e naturalmente se questa  la versione
ufficiale lei deve sostenerla esattamente nel modo e nel tono in cui ha fatto. Fino a qui riesco a seguirla. Eppure mi  sembrato che lei ne fosse davvero convinto quando ha rifiutato la mia teoria del suicidio e ancora di pi la supposizione che il figlio o qualcun altro potesse avere la responsabilit dell'accaduto. Parl quasi ridendo e dandogli l'impressione di deriderlo. E allora? Secondo lei, cos' che  avvenuto veramente?.
Fortunatamente il campanello lo salv dalla necessit di replicare, perch non sarebbe stato in grado di dare una risposta neppure a se stesso. Il maresciallo guard l'orologio mentre la donna rispondeva alla porta, pensando che doveva continuare il suo giro; non aveva senso perdere pi tempo del necessario per queste visite, visto che si pretendeva che non si scoprisse niente. La Martelli stava parlando rapidamente a qualcuno che stava dall'altra parte della porta, bisbigliando sottovoce... o almeno cos sembr al maresciallo. Stava forse parlando di lui, e forse mandando via qualcuno a causa della sua presenza? Torna dopo, quando se ne sar andato e ti dir tutto. Mi sembra un po' stupido e si contraddice in continuazione.
Ma non era quello che stavano dicendo. Non riusc a capire una sola parola. Stava diventando paranoico, ecco cos'era. Quella casa gli stava rovinando i nervi, lo faceva sentire a disagio, insicuro di s.
 Hugh!, disse la dottoressa Martelli rientrando nel soggiorno seguita da un uomo molto alto dai capelli castani e lisci che indossava un vestito di lino spiegazzato. Hugh Fido. Gliene ho parlato prima, si ricorda? E il pittore dell'appartamento accanto.
Oh... s. S. Il maresciallo si alz rigidamente, stringendo convulsamente il berretto.
La prego, non si disturbi per me. Hugh Fido. Piacere. Flavia mi ha detto che ci interrogher tutti a causa della morte di Corsi. Viene da me, adesso?.
Se non le reca disturbo....
Niente affatto. Flavia, allora va bene per venerd?.
Certo, te l'ho detto. Non credo che tu abbia davvero bisogno di me, ma verr con piacere.
Bene. Fantastico. Signor ehm... maresciallo, se ha finito qui l'accompagno alla porta dello studio.
Se ha ancora bisogno di me, venga pure. La dottoressa Martelli sfior leggermente il braccio del maresciallo mentre usciva.  stato interessante parlare con lei... Hugh, dopo devo dirti di una teoria che abbiamo elaborato riguardo al modo in cui funzionano le cose in questa casa.  proprio affascinante. Vieni a bere qualcosa dopo l'ambulatorio serale e ti racconter tutto.
Il maresciallo, seguendo l'inglese, si stup della sua eccessiva magrezza. Era davvero straordinariamente alto. Ma non era cos giovane come gli era sembrato in un primo momento. I capelli che gli ricadevano sugli occhi mentre infilava la chiave nella serratura erano leggermente grigi alle tempie. Probabilmente aveva l'et del maresciallo, anche se sembrava pi giovane di vent'anni.
Entri pure. Dove vuole sedersi? Mi faccia spostare questa roba e potremo sederci sul divano,  il posto pi comodo. Sollev una pila di riviste, di giornali stranieri e di cataloghi e, non trovando una superficie libera dove appoggiarli, li depose sul pavimento. Il maresciallo si guard intorno sorpreso. Non aveva mai visto cos tanti colori, un disordine cos elegante, cos tanti quadri, disegni, sculture. Montagne di vecchi schizzi erano ammassati su mobili di antiquariato, una delle pareti era coperta da un affresco in cui figure nude saltellavano in un giardino pieno di fiori variopinti, e in ogni angolo della lunga stanza luminosa c'erano piante rampicanti che si intrecciavano salendo e ricadendo verso il basso come delle cascate verdi.
Mi spiace per il disordine, disse il pittore notando la faccia del maresciallo.
Oh no... Be', s, ma  molto interessante.... La sua voce si affievol mentre lo sguardo ritornava all'affresco considerandolo con pi attenzione di quanto non avesse fatto in un primo momento. La maggior parte delle figure rappresentate era direttamente coinvolta in un'orgia fin troppo esplicita, altre ne erano allegre spettatrici.
E.... Che diavolo aveva inteso dire? Perch mai non
aveva tenuto la bocca chiusa? Si sentiva arrossire e avrebbe desiderato con tutto il cuore aver notato quella scena prima di accettare un posto su quel divano da dove sarebbe stato costretto ad averla davanti per tutto il tempo della conversazione.
Un'allegoria.
Eh?.
L'affresco. Forse  questa la parola che stava cercando.
Ah. S. Suppongo....
In realt non  un affresco. E solo appeso alla parete, dato che questo appartamento non  di mia propriet. Per non sono soddisfatto della figura della Primavera. Avrei voluto che fosse distesa in una sorta di mollezza... mollezza non  la parola giusta... abbandono, piuttosto, s. In un abbandono generoso su questo grande e morbido tappeto di fiori. Ma credo che la gamba destra mi sia venuta troppo rigida, probabilmente per via della posa e del fatto che volevo rendere pienamente visibili i genitali. In realt dovrebbe stare ben aperta e rilassata, non in tensione com' ora. Non so se capisce quello che intendo.
Era terribile. La pornografia, quando gli capitava di doverla affrontare in qualche caso da svolgere in servizio, lasciava il maresciallo freddo e disgustato. Ma questa era una cosa completamente diversa che non lo lasciava per niente freddo. Si sentiva piuttosto a disagio e con un gran calore addosso, e il sudore cominci a gocciolargli dentro il colletto.
Le spiacerebbe mostrarmi il passaporto?.
Il passaporto?. Fido lo guard perplesso. S, certo, se ha bisogno di vederlo. Ho un permesso di soggiorno quinquennale, se lei....
No, no. Mi basta il suo passaporto. Una semplice formalit.
E non appena Fido fu uscito dalla stanza il maresciallo si alz in cerca di un altro posto per sedersi. Non fu facile. C'erano molte poltrone che sembravano adatte, ma erano tutte occupate da carte e libri. Alla fine spost un portacenere e un bicchiere da uno sgabello di bamb e vi si sedette cautamente ad aspettare.
Fido rientr con il passaporto, dando al maresciallo una
strana occhiata, mentre glielo porgeva.
Ho paura che l sopra non star molto comodo.
Va benissimo cos - comment Guarnaccia aprendo il passaporto -. Nazionalit britannica.
S, ehm... Non vorrei apparirle insistente, ma penso davvero che starebbe meglio su una sedia.
Lo sgabello  perfetto.
S, certo, ma non lo . Uno sgabello, intendo. E piuttosto un tavolino occasionale, se capisce cosa intendo.
Il maresciallo si alz irritato. Non sarebbe tornato sul divano a nessun costo. L'agitazione si stava appena calmando. Furono spostate delle cornici. Gli fu data una sedia vicino ad una delle alte finestre.
Se permette che glielo dica, il suo nome  proprio strano. Non suona per niente inglese.
Sono d'accordo con lei nell'ammettere che non  cos frequente come Smith. E una contrazione di Fitzdieu.
E aveva quarantotto anni! Chi l'avrebbe mai detto?
Grazie. Gli restitu il passaporto e tir fuori il taccuino degli appunti. Mi  stato detto che sta dipingendo un ritratto della marchesa Ulderighi.
S. Vuole vederlo?. Si affrett ad uscire dalla stanza, chiaramente compiaciuto di poter mostrare il suo lavoro. C'era qualcosa di infantile nell'espressione ansiosa che aveva mentre trasportava la tela e la disponeva sul cavalletto per farla vedere al maresciallo.
 tutt'altro che finito, capisce bene, e col fatto che ora  in lutto....
Le assomiglia molto; il maresciallo sent di poterlo dire con convinzione.
Mmh. Non sono soddisfatto. Sono la lunghezza e la curva del collo, cos come la soffice cascata dei capelli a interessarmi... Conosce il ritratto del Winterhalter di Elisabetta d'Austria? La posa  ripresa da quello, perch trovo una certa rassomiglianza, ma solo esteriore. Bianca ha un carattere molto pi forte.
Il maresciallo si alz e si avvicin. La donna nel quadro guardava verso uno spettatore immaginario come per invitarlo ad osservare due dipinti dalle cornici pesanti appesi sul
la parete dello sfondo.
Lucrezia della Loggia e Francesco Ulderighi - lo inform Hugh -. Ritratti in occasione del loro fidanzamento, ma non si sposarono mai e i dipinti sono appesi nel salotto di Bianca.
Se non fosse per gli abiti..., disse il maresciallo sorpreso.
Potrebbe essere la stessa donna? Be', non c' niente di sorprendente. Bianca ha ereditato la bellezza della sua antenata.
E lei lavora al dipinto nel salotto di Bianca... intendo con questi due quadri sullo sfondo e tutto il resto?.
Hugh Fido si mise a ridere. No, no. Ho fatto degli schizzi dei ritratti, ma lavoro qui. Non penso che Bianca apprezzerebbe le macchie dei colori ad olio sui suoi mobili... e anche lei faccia attenzione a non macchiarsi.
Il maresciallo si guard l'uniforme, ma sembrava pulita.
Mi sembra in ottimi rapporti con la sua padrona di casa. La parola, riferita alla marchesa Ulderighi, suonava ridicola, e Guarnaccia si sent uno sciocco non appena l'ebbe pronunciata. Ci nonostante continu: Sicuramente migliori di quelli di altri inquilini.
Oh, intende dire Flavia. Be', Flavia ha nei suoi confronti un gigantesco senso di inferiorit. Bianca ha qualcosa che si incontra molto raramente...  una vera signora e una vera donna al tempo stesso.
Pu essere - disse il maresciallo, il cui senso di inferiorit nei confronti della marchesa era di gran lunga maggiore di quello della dottoressa Martelli - ma alcuni dei suoi motivi di critica sono giustificati. A lei non d noia pagare un affitto cos alto senza avere ad esempio il permesso di usare l'ascensore, o anche che il portinaio...?.
Santo cielo, Flavia ha infierito a dovere. Pensi piuttosto a cosa significhi, dopo novecento anni di gloria, dover frazionare la propria casa per farne degli appartamenti da affittare.
Perch l'ha fatto?.
Questione di denaro. Per dirla fra noi - e fra noi deve rimanere - credo che Corsi negli ultimi tempi avesse cominciato a stringere la cinghia della borsa col pretesto che questo
palazzo dovesse cominciare a finanziarsi da solo. Per Bianca la pi grande spina era la scuola di ballo, non solo a causa del continuo andirivieni, ma anche perch aveva dovuto affittarle le stanze di ricevimento pi belle e pi grandi. Quelle che oltretutto hanno i soffitti affrescati, come avr certamente notato.
Non ci sono ancora stato. Il mio compito  interrogare le persone che erano nell'edificio fra la notte del sabato e la mattina della domenica, quando  stato rinvenuto il cadavere.
 vero, gi. Io compreso, naturalmente. In effetti, ero qui.
Ha sentito qualche rumore o della confusione?.
Immagino intenda uno sparo. No, per la verit; ho un sonno molto profondo.
Prende dei tranquillanti?.
Oh no, solo questo. Hugh Fido indic con il dito una bottiglia di whisky visibile tra un mucchio di libri e di riviste ammassati sul tavolino basso che stava fra di loro.
Ah. Non le piace il vino italiano?.
Lo adoro. Il vino va bene a pranzo. Un bicchiere di whisky  quello che ci vuole prima di andare a letto. Aiuta a dormire cos bene da non far neppure sentire se qualcuno si spara... immagino che sia quello che Corsi abbia fatto.
Tutti sembrano crederlo.  probabile che sia stato un incidente. Lei da quanto tempo abita qui?.
In questa casa? Da circa un anno.
No, intendevo a Firenze. In Italia.
Oh. Fido si rilass sprofondandosi nella poltrona e incrociando una sull'altra le lunghe gambe snodate. Da quando mi  riuscito andarmene. Praticamente dal giorno in cui ho lasciato Eton. All'et di quattordici anni decisi che non volevo avere niente a che fare con tutte quelle terribili ragazze inglesi che ragliano come asini ridendo istericamente e che perdono la loro verginit in sella... Capisco che tutto ci non significhi niente per lei, ma probabilmente lei non  mai stato in Inghilterra.
No, in realt no....
Non le piacerebbe. C' troppa ambiguit sessuale... non
mi sto riferendo all'omosessualit, quella  tutt'altro che ambigua... no....
Il maresciallo, prestando poca attenzione a tutte quelle chiacchiere che per lui erano comunque senza senso, guard gi dall'alta finestra in direzione del cortile. Il portinaio aveva aperto il cancello interno, ma non entr nessuno. Fu consegnata una scatola che sembrava contenere generi alimentari. Il portinaio and a suonare il campanello della porta del nano, dalla quale apparve Grillo per prendere il pacco. Per quanto che il maresciallo riusc a vedere, i due non si scambiarono nemmeno una parola, per cui si poteva supporre che non andassero gran che d'accordo. Si diceva che Grillo si occupasse del giovane padrone, probabilmente cucinava anche per lui; ma tutta quella roba non poteva certo servire per una sola persona. Perch il giovane Ulderighi non mangiava con il resto della famiglia? Lo sguardo del maresciallo si spost dalla base della torre, che ospitava lo sgabuzzino di Grillo, fino alla prima finestra delle stanze di Neri, posta allo stesso livello del tetto della parte rinascimentale dell'edificio. Le persiane marroni erano aperte e dietro il vetro un volto pallido
lo stava guardando. A causa della distanza era impossibile esserne certi, eppure il maresciallo era convinto che quello sguardo stesse fissando direttamente l'interno della stanza. Quasi come se volesse dimostrare a se stesso di avere ragione, Guarnaccia si mosse sulla sedia, sporgendosi in avanti per rendere evidente il fatto di guardare in su. Il volto svan.
Capisce cosa intendo?.
Con un sobbalzo il maresciallo cerc di raccogliere il filo del discorso incomprensibile di Hugh Fido.
 un genere molto particolare di ambiguit. Uomini ciccioni e fiacchi dalle voci acute e stizzose si sposano con donne vivaci dalle gambe secche come pali e dai volti mascolini che parlano come degli arbitri. Non so perch si faccia, ma so che non fa per me. A me piacciono le donne che sono delle donne!.
Il maresciallo ricominci a sentire vampe di calore alla nuca al pensiero dell'affresco dietro di lui. Non bastava essere voltato dall'altra parte. Tutta la stanza con i suoi colori accesi e le piante esageratamente rigogliose diffondeva una
sensazione di erotismo.
Lei mi sembra agitato - disse il pittore sorridendo -. Ho paura di farle sprecare tempo, ma non c' niente di utile che possa dirle... Suppongo che se avessi sentito lo sparo avrebbe almeno potuto stabilire l'ora della morte. E un peccato che non ci sia Catherine. Lei abita gi, quasi accanto alla stanza delle armi, cosicch lei avrebbe potuto risolvere il problema... senza peraltro chiarire se si sia trattato di un incidente o no. Naturalmente la famiglia si aspetta un verdetto di morte accidentale.
Questa ragazza, Catherine, quando  andata via?.
Mmm... Non saprei dire, forse gioved o venerd. Doveva andare ad un convegno o qualche altra cosa del genere riguardante il restauro.
Be', grazie per avermi dedicato il suo tempo. Ora  meglio che continui il mio giro.
Il pittore si alz per accompagnarlo alla porta e il maresciallo lo segu senza distogliere lo sguardo dalla sua schiena.
Ancora grazie.
 stato un piacere. Fido gli porse la lunga mano. E non prenda troppo alla lettera i miei discorsi sull'Inghilterra. Se ci va in vacanza si divertir. I parchi sono belli, c' cos poco verde nelle citt italiane, e a sua moglie piaceranno i negozi.
Non vi era dubbio che il pittore fosse un uomo gentile, molto gentile, e poi era un artista, e un po' di comprensione era d'obbligo. Le cose che aveva detto erano un po' bizzarre, soprattutto riguardo agli inglesi... ma del resto anche lui era inglese e gli inglesi sono tutti un po' strani.
Il maresciallo si incammin pesantemente per la fredda scalinata, sbuffando scontento come se invece di scendere stesse salendo. Si sentiva lo stomaco chiuso da un misto di eccitazione e sgomento. Poteva darsi che fosse colpa dell'effetto provocato dal dipinto di Fido, le cui immagini continuavano a rimanergli impresse nella mente. Ma non poteva trattarsi solo di quello, perch provava anche un'altra sensazione simile alla paura. Paura di che?
Dopo l'ultima rampa di scale si trov sul largo pianerottolo
in cui era appeso il gigantesco stemma di famiglia. Si ferm fissando verso l'alto. Arancio, rosso, oro e verde. Colori
forti come quelli nello studio del pittore. Nonostante la patina data dal tempo e dalla polvere non avevano perso niente della loro forza espressiva, e l'impressione di minaccia provocata dallo stemma leggermente pendente in avanti come se stesse per schiacciarlo fu la stessa che aveva provato il giorno in cui se l'era casualmente trovato di fronte. Qual era la ragione della sua paura? Gli Ulderighi avrebbero sicuramente potuto schiacciare lui e la sua famiglia con un semplice gesto, cos come si fa con una mosca che d fastidio. Ma lui stava facendo di tutto per non dare fastidio. Seguendo la procedura e non scoprendo niente. In assenza di una prova che avesse dimostrato il contrario, il verdetto di morte accidentale sarebbe stato inevitabile. E perch no, poi? Che motivo c'era di arrabbiarsi? Perch si ribellava a quest'idea? Anche se Corsi si fosse sparato davvero, a cosa sarebbe servito uno scandalo? E cosa c'era di male a nascondere ci che era avvenuto, se nascondere era quello che si stava facendo?
I suoi timori non avevano ragione d'essere.
Stava fermo l, piantato in terra a gambe larghe, girando e rigirando il berretto fra le mani, a fissare lo stemma con una sensazione di affanno e di oppressione.
C' qualcosa che non torna - mormor fra s e s -. Non torna per niente....
Il maresciallo sent dietro di s un crepitio di risate e si volt appena in tempo per vedere due ragazzine che lo sorpassavano correndo su per la scala, da dove, appena girato l'angolo e ormai fuori dalla sua visuale, dettero pieno sfogo alla loro allegria trattenuta che si trasform in un vero e proprio scoppio di risa al ricordo di quell'uomo grasso, in divisa, che parlava col muro.


Capitolo 4.

Guarnaccia, maresciallo dei Carabinieri!. Alz ancora di pi la voce, ma la vecchia bambinaia lo guard attentamente dal suo stanzino con occhi piccoli e astuti.
Non pu entrare. Era quasi calva e i pochi capelli bianchi rimasti erano raccolti all'indietro e fissati con una moltitudine di grosse forcine nere. Il labbro inferiore pendeva, e da un lato gocciolava uno spesso filo di saliva.
Ascolti - grid lui -, devo solo parlarle un momento. Non ci metter molto.
Questo  Palazzo Ulderighi! - gli url in faccia la donna
- Cosa fa qui? Non la conosco. Se ne vada!.
Che cosa avrebbe dovuto fare? Mettere il piede alla porta per bloccarla come un rappresentante? Tent di nuovo.
Mi ha mandato la marchesa. Vuole che le parli.
La marchesa abita con me. Questo  Palazzo Ulderighi. Non la conosco. Non so chi sia lei.
Guarnaccia url nuovamente il suo nome, scrutando nel bugigattolo al di l della testa della vecchia. Una delle pareti era completamente occupata da lumini rossi accesi davanti a piccole immagini. A parte l'infermit dovuta all'et avanzata, la donna aveva evidentemente qualche fissazione religiosa. Per l'amor del cielo...
Se ne vada! Se ne vada!. Il maresciallo indietreggi di un passo, quando lei gli punt contro il bastone sostenendosi allo stipite della porta.
Mi sente? Se ne vada o chiamer la polizia!.
Cos dicendo gli sbatt la porta in faccia.
Il maresciallo si asciug la fronte, si rimise il berretto e si volt per andarsene. Non si perse d'animo. Aveva una pazienza infinita con gli anziani e sapeva che la strega che oggi l'aveva minacciato col bastone domani l'avrebbe probabilmente invitato a bere un caff come se niente fosse stato. Ci nonostante continuava a sentirsi oppresso da un senso di angustia e di apprensione mentre attraversava il cortile avviandosi verso l'uscita. Non vedeva l'ora di uscire da quell'edificio che lo opprimeva. L'oscurit e la musica del pianoforte che continuava senza sosta... e adesso sembrava provenire da qualche altra parte. Si ferm ai piedi della scalinata. La musica veniva da l e una forte voce femminile si faceva sentire pronunciando una serie di istruzioni. La scuola di ballo, ecco cos'era. Doveva essere l che andavano le due ragazzine che aveva visto correre per le scale, probabilmente in ritardo per la lezione.
Avvicinandosi all'uscita si imbatt in un altro gruppo di ragazze che stavano entrando dal portone. Erano pi grandi, tutte dalle gambe lunghe, con magliette slargate e grandi borse appese sulle spalle. Il maresciallo apr il cancello e rest indietro per farle entrare. Sembrava che tutte avessero i capelli molto lunghi. Chiacchieravano a voce alta e Guarnaccia si ricord il commento dell'inglese immaginando facilmente la gelida faccia della marchesa ogni qualvolta doveva capitarle di incontrarle. Uscendo sent le loro voci che echeggiavano rumorosamente per le scale, affievolendosi poi dopo la prima rampa. Quando arriv al portone d'entrata si accorse che le ragazze l'avevano lasciato socchiuso, il che sicuramente costituiva un ulteriore motivo di lamentela da parte della marchesa. Mentre stava per sfiorarne la maniglia il portone cominci ad aprirsi da solo. Aspettandosi un altro gruppo di ragazze, indietreggi, ma fu un giovanotto ad entrare, che lo salut cordialmente incamminandosi elegantemente verso la cancellata, che apr con una chiave. Il maresciallo lo fiss. Aveva incontrato tutti gli inquilini e quello, a quanto poteva giudicare, non era il giovane Ulderighi e nemmeno il figlio del portinaio. Aveva un aspetto troppo...
Che diavolo!.
Il giovane, chiunque egli fosse, si era introdotto con una
chiave in quello che si supponeva essere lo studio vuoto di Catherine Yorke.
Accidenti!. Il cancello si richiuse sbattendo un attimo prima che riuscisse a fermarlo. Ma perch era cos lento? Fu obbligato a suonare di nuovo al portinaio per rientrare. Questi sembr tutt'altro che contento, e anche un bel po' sorpreso.
Credevo che avesse gi....
Mi apra.
Una volta entrato, il maresciallo gli si avvicin guardandolo
sdegnato. Mi aveva detto che l'appartamento della ragazza inglese era vuoto... quello studio l....
 vuoto.
Ho appena visto qualcuno entrare. Chi ?.
Io non ho visto nessuno.
Il maresciallo si gir con un grugnito impaziente e attravers il cortile. Chiunque fosse dentro, non era solo. Stava parlando con qualcuno, a voce alta e con rabbia. Quando giunse davanti alla porta la voce si abbass improvvisamente. Stette fermo sulla soglia.
Eppure deve morire... No... Eppure deve morire.... Segu un mormorio indecifrabile e poi la frase: Spegni la luce!.
Il maresciallo suon il campanello.
La porta si apr, mettedolo di fronte al giovanotto che gli era passato davanti al cancello d'entrata. Teneva un bicchiere in una mano e un libro nell'altra, e osservava il maresciallo con un'espressione interrogativa di vaga sorpresa.
Potrei parlarle un attimo?, disse il maresciallo accigliato.
Ma certo. C' qualcosa che non va?. Alla mancata risposta del maresciallo il giovane aggiunse:  meglio che venga dentro.
Guarnaccia entr senza pronunciare una parola. La stanza era piccola come l'armeria accanto e c'era posto appena per un letto a una piazza, degli scaffali, un tavolo da lavoro, un angolo con doccia e una poltrona.
Si accomodi pure, disse il giovane porgendogli la sedia.
No... No, grazie. Il portinaio mi aveva detto che questa
stanza era affittata a una signorina inglese, Catherine.... Cerc il taccuino.
Yorke - aggiunse il giovane -. Catherine Yorke. Sono suo fratello William.
Ah....
L'altro stava evidentemente aspettando qualche spiegazione. Visto che non arrivava niente del genere, puntualizz: Se mi ha visto entrare, avr anche visto che ho usato la chiave. Non avr certo pensato che stessi tentando di forzare la porta. Inoltre - mi scusi se glielo chiedo - cosa significa la sua presenza? Intendo dire:  successo qualcosa? Sono appena arrivato da Venezia, per cui....
S, ha ragione. Mi scusi. Non  niente di cui lei si debba preoccupare. C' stato un... un incidente. Buongianni Corsi  stato trovato morto nella stanza adiacente nella notte fra sabato e domenica. Probabilmente  rimasto ucciso mentre stava pulendo un fucile. In ogni caso  mio dovere stabilire se la sua morte sia stata accidentale e per questo devo interrogare gli inquilini. Mi era stato detto che questo studio era vuoto....
Capisco. Che cosa inaspettata. Oltretutto era un uomo simpatico, e so che piaceva molto a Catherine.
Sua sorella lo conosceva bene?.
Abbastanza bene, direi. Stava svolgendo alcuni lavori per la famiglia Ulderighi. Documenti vari e roba danneggiata durante l'alluvione... Santo cielo! Intende dire che quando mi ha visto mi ha ritenuto una persona sospetta?.
No, no, io.... Poi si ricord della voce alta e irata che aveva sentito. Lei stava parlando a qualcuno quando ho suonato.
Parlando? Ma se non c' nessuno... Oh! Oh, si sieda... mi scusi, vedo che lei  un carabiniere, ma non sono in grado di capire i gradi....
Maresciallo Guarnaccia. Non importa, io....
No, per favore! Per favore si sieda, maresciallo. Deve permettermi di correggere la tremenda impressione che le devo aver fatto entrando in un appartamento che non  il mio e mettendomi a discutere con l'aria... della minaccia di un omicidio, giusto?.
Non so se....
Certo che  cos! Ascolti!. Appoggi il bicchiere da vino sul tavolo da lavoro e alz la mano libera per declamare:
Non voglio versare il suo sangue
N straziare la sua pelle pi bianca della neve
E liscia come sepolcrale alabastro.
Ma deve morire, o tradir altri uomini.
Spegner quella luce, e poi anche la sua.
Il maresciallo, seduto nell'unica poltrona, fissava con occhi sporgenti il giovane che, lasciata cadere la mano, si mise a ridere.
Otello! Conoscer pure Otello!.
Ah. L'opera di Verdi....
Be', se cos vuole. C' anche una versione inglese. Comunque la prossima settimana avremo uno spettacolo, qui.
Io lavoro nella compagnia di teatro inglese di Venezia. Per lo pi rappresentiamo cose con l'intento di aiutare gli studenti italiani del liceo e dell'universit che studiano letteratura inglese, per cui ci basiamo nelle nostre scelte su quello che devono studiare. Io stavo appunto provando.
E sua sorella le ha dato le chiavi?.
Ah! La cosa non le va gi, vero? S, ho le chiavi dell'appartamento. Le ho sempre con me e quando lavoriamo a Firenze dormo qui. Intercett l'occhiata del maresciallo, diretta verso l'unico letto. Sotto ce n' un altro che si pu tirare fuori. Agit il bicchiere. Posso offrirle qualcosa? Questa  acqua, ma da qualche parte ci dovrebbe essere del vino.
No, grazie. I suoi bagagli dove sono?.
Il giovane si mise a ridere. Sebbene avesse la faccia butterata e la figura esile, i suoi profondi occhi grigi che sfavillavano e la facilit con cui rideva lo rendevano attraente. Non le sfugge niente, vero?.
Ha detto di essere appena arrivato.... Il maresciallo si sent un po' imbarazzato. L'aspetto del giovane gli piaceva e non sospettava affatto di lui. Notare le cose era per ormai divenuta un'abitudine. Tuttavia il ragazzo non si offese.
Sono arrivato - disse - ma senza bagagli, come sempre. Sono venuto in treno da Venezia. Alcuni membri della compagnia vengono gi col furgone e con tutti i nostri bagagli, costumi e accessori di scena. Devo essere a teatro fra circa un'ora per raccattare la mia roba. Comunque tengo sempre qui una camicia pulita e un paio di calzini in pi. Vengo a trovare Catherine volentieri per un giorno o due quando posso, anche se non sono qui per lavoro.
Vi intendete bene?.
Direi di s... com' naturale. Siamo orfani e non abbiamo altra famiglia che noi stessi. Penso che sia una cosa un po' diversa dagli altri. Ha vissuto a Venezia con me per un certo periodo ma credo che le sembrasse troppo decadente. Io invece amo la decadenza... la decadenza teatrale come la si trova solo a Venezia. Per Catherine  meglio stare qui, visto il suo lavoro. Cosa  successo a Corsi esattamente? O non pu dirmelo?.
Non sappiamo un gran che finora. Non stava forse prendendo troppe precauzioni? Solo parlando pi apertamente avrebbe potuto incoraggiare la gente a fare altrettanto con lui. Era sempre cos. Era quello il modo per scoprire le cose. Ancora una volta dovette ricordare a se stesso che qui nessuno voleva che si scoprisse qualcosa... e anche se l'avesse fatto, nessuno avrebbe voluto saperlo. E non si sarebbe forse sentito meglio se avesse dato sfogo all'ansia e alla paura che continuavano ad angustiarlo? Certo. Ma in tal caso avrebbe fatto meglio a tenere per s quello che aveva scoperto, altrimenti avrebbe davvero avuto qualcosa di cui essere spaventato.
Mentre rimuginava su tutto ci, i suoi occhi scorrevano sullo scaffale che sovrastava il tavolo da lavoro e dove erano appoggiati vasetti con varie etichette, spazzole e spugne quasi come nello studio di un pittore, a parte il fatto che mancavano i colori. William Yorke segu il suo sguardo cercando di interpretare il suo silenzio.
Capisco. Non pu dire niente. Eppure, un fucile... tutti devono avere sentito lo sparo.
No! - disse il maresciallo bruscamente - Nessuno.
Be',  chiaro che non sono affari miei. Mi interessa solo la
famiglia... ancora decadenza, vede. Pu ripercorrere tutta la storia di Firenze seguendo la storia di questa casa.
Non volendo dire che quella casa gli dava i brividi il maresciallo evit di parlare.
Detto fra me e lei, questo luogo mi d i brividi, continu William. Il maresciallo sent crescere la sua simpatia per il giovane. Preferisco di gran lunga i colori sbiaditi e l'eleganza di Venezia. Questi palazzi fiorentini sono come fortezze, costruiti per tenere la gente a distanza, non per invitarla ad entrarvi, non trova?.
Non ci avevo pensato, ma questo posto non mi piace.
Certo! E come potrebbe.  fatto proprio per non piacere.  stato costruito per allontanare gli altri, come tutta la citt. Chi ha mai sentito parlare di una citt dove gli edifici pi importanti danno col retro sulle strade e dove i giardini e le facciate guardano all'interno? Si rende conto che cosa presuppone nel carattere dei fiorentini un atteggiamento del genere? Lei per non  fiorentino, lo sento dall'accento. Siciliano?.
Giusto.
Allora non vorrei essere nei suoi panni. Suppongo che la Ulderighi non la voglia ricevere.
L'ho vista una volta, ma....
Deve essere successo per incidente, e immagino che qualsiasi cosa sia avvenuta a Corsi, la moglie vorr avere un verdetto di morte accidentale. Ha bisogno dei soldi.
Sembra che sappia molte cose su di lei....
In effetti  cos. Catherine mi dice molte cose, naturalmente, e poi, quando sono qui, la Ulderighi mi invita a prendere il t.
Davvero?.
Certo. Sembra sorpreso.
Mah, io... mi sembrava di aver capito - in particolar modo da parte della dottoressa Martelli - che la marchesa snobbasse i suoi inquilini. Certo, lei non  un inquilino.
Gli occhi grigi di William scintillarono allegramente. No, no. Si sta sbagliando. La dottoressa Martelli - che  una donna simpatica - viene da Milano, nel caso che non l'abbia notato. Lei viene dalla Sicilia, il che  ancora peggio, del tutto
imperdonabile, ma io vengo dall'Inghilterra, e questo mi rende agli occhi dei fiorentini un cittadino onorario senza bisogno di ulteriori credenziali. Capisce ora?.
Vivo a Firenze da quindici anni - il maresciallo si strofin la faccia tristemente con una delle sue mani gigantesche - e ho rinunciato gi da molto tempo a capire i fiorentini. Lei deve essere in Italia da molto tempo.
Da una vita. Mia madre venne qui dopo l'alluvione come volontaria per i lavori di restauro... non cose elaborate come fa Catherine, semplicemente per rimuovere il fango e roba del genere. Lei e mio padre acquistarono parte di una casa di campagna nel Chianti, dove andavamo a passare le vacanze. Poi i miei genitori restarono uccisi in un incidente stradale quando eravamo ancora a scuola. Ci sarebbe piaciuto tenere la casa nel Chianti, ma non avevamo ancora l'et per decidere da soli... Comunque tutti e due siamo tornati qui, come vede. Dopo aver pagato le tasse di successione e la retta scolastica siamo praticamente rimasti senza un bottone. Se penso a quale sarebbe stato oggi il valore della casa di campagna... Be',  andata cos. L'orgoglio dei poveri. Tuttavia, entrambi facciamo quello che ci piace fare, e questo  importante.
Oh s, concord il maresciallo, pensando a quanto fosse precario tutto ci e immaginando i suoi ragazzi alla deriva in un paese straniero senza famiglia e senza soldi.
Lei ha detto - continu riprendendo un'osservazione precedente - che la marchesa avrebbe necessit di denaro liquido. Perch mai?.
Vorr riscuotere l'assicurazione, immagino. E sicuramente si  trattato di un incidente. Se cos non fosse....
Ha motivo di pensare che Corsi avrebbe potuto volere uccidersi?.
Mmm. Molta gente avrebbe delle buone ragioni per uccidersi, ma non lo fa. Intendo dire gente tormentata da malattie incurabili, senza soldi, senza amici, senza famiglia. C' gente cos che continua a lottare. Per uccidersi si deve in qualche modo esserci portato, e non avrei pensato una cosa del genere di lui in particolare.  vero che non si pu mai sapere. Dovrebbe parlare con Catherine, quando torna. Pu
darsi che lei sappia cose che io non so. E sicuramente qui non sarebbero entusiasti di sapere che lei sospetta un suicidio.
No - disse cupamente il maresciallo -. Non lo sarebbero.
Al maresciallo piaceva William Yorke. Era intelligente, sensibile. Desiderava... Be' non serviva a niente desiderare. Come se gli avesse letto nella mente, William tent un suggerimento.
Forse... Se pensa che possa servirle a qualcosa, io potrei sentire che voci girano, chiacchierare un po' con la gente mentre sono qui. Temo che non ci saranno inviti per il t se la marchesa  in lutto, ma sono in confidenza con tutti, qui, con quasi tutti.
Allora....
Se le propongo delle stupidaggini me lo dica.
No... No. Mi stavo chiedendo se ha mai parlato con la vecchia bambinaia.
La tata? Eccome. La vado sempre a trovare e le porto dei dolciumi. Mi ricorda le streghe di Macbeth, anche se ha la tendenza a parlare piuttosto del passato che non del futuro. Comunque  parecchio suonata, sa?.
Ma le piace andare a trovarla?.
Le ho gi detto della mia passione per tutto ci che  decadente e teatrale! La tata ha molto dell'uno e dell'altro.
Avrei dovuto parlarle io....
Ma l'avr sicuramente minacciata col bastone intimandole di non invadere il territorio degli Ulderighi.
Proprio cos.
Si sorrisero come vecchi amici.
L'ha fatto anche con me, prima - ammise William -. Ci sono giorni in cui non mi riconosce. Ci ritorno cinque minuti dopo e mi accoglie a braccia aperte. Per una buona met del tempo pensa che io sia uno dei bambini degli Ulderighi.
Ma perch... Intendo, perch lei...?.
Perch me ne preoccupo? Colleziono storie eccentriche. Un giorno anch'io voglio scrivere una commedia. Nel frattempo tengo un quaderno di appunti... senza dubbio anche lei ne ha uno.
S... ma solo per le informazioni....
Anche il mio  per le informazioni. Tir fuori un taccuino molto simile a quello del maresciallo. Stia a sentire: due signore ricche e opulente scendono gi per il Canal Grande e una dice all'altra mentre osserva lo splendore in disfacimento che le scorre davanti: "Strano, si dice sempre che questi edifici siano belli". E l'altra replica: "E lo sono". Poi aggiunge incerta dopo averli guardati per un po': "Dentro... immagino".
Io non....
Aspetti - Aspetti! Una battuta fiorentina ora: una coppia di turisti  davanti al Battistero. La moglie legge nella guida: "Probabilmente edificato fra il 1059 e il 1150.  qui da novecento anni!". E suo marito risponde: "Be', probabilmente sarebbe costato troppo demolirlo". Vede? Colleziono tesori dappertutto e un giorno scriver una commedia. Mentre raccolgo materiale per me posso raccoglierlo anche per lei. Spesso penso che avrei potuto fare il poliziotto. Lei che ne dice?.
Sono sicuro che con la sua intelligenza sarebbe stato un ottimo investigatore.
Un altro Sherlock Holmes? Il suo lavoro le d l'impressione di essere qualcosa del genere?.
Il mio lavoro? Santo cielo, no davvero. Il mio lavoro  roba di ordinaria amministrazione. Alla nostra stazione non si pu dire che arrivino casi molto pi emozionanti di qualche scippo, e del resto  bene che sia cos, visto che io non ho la sua intelligenza.
Per ha spirito di osservazione.
Cosa?.
Ha spirito di osservazione. La mancanza dei miei bagagli, il secondo letto nascosto, quel genere di cose.
Ancora una volta l'ansia lo assal all'improvviso. Era qualcosa che aveva rimosso in fondo alla sua memoria pur avendola notata... e come avrebbe potuto non notarla? Quella macchia scura su un lato del volto di Corsi; e lui disteso sulla schiena: e gli avevano detto che nessuno l'aveva toccato?
Spero di non averla offesa. Lei ha notato queste cose.  un suo merito dopotutto, non crede?.
Sar meglio che vada. Aveva a mala pena sentito quello che aveva detto il ragazzo. Devo davvero... ma torner... quando potr parlare con sua sorella?.
Domenica. Sar di ritorno entro domenica pomeriggio... spero che arriver in tempo per venire a teatro. Domenica c' l'ultimo spettacolo. Le dir che  stato qui - e, come ho detto - far quattro chiacchiere con la gente di qui. Non si sa mai, potrebbe darsi che venga a sapere qualcosa di utile.
Quando apr la porta, il maresciallo not fra le colonne una piccola figura scura avvicinarsi all'ascensore e aspettare. La porta dell'ascensore si apr subito e l'uomo entr. Quando si gir il maresciallo riconobbe che aveva un collare da prete e teneva in mano una borsa nera. La porta dell'ascensore si richiuse, ma il maresciallo aveva intravisto la persona che era scesa con l'ascensore. Era la marchesa Ulderighi; il volto era molto bianco. Sembr non aver notato il maresciallo.
Piazza del Duomo brulicava di gente, sotto lo splendente sole di giugno. Come sempre, del resto, e il traffico vorticoso peggiorava la situazione. Ma ora ci si era messa anche quella manifestazione, cos che le macchine e gli autobus erano bloccati ed appestavano l'aria con i loro gas di scappamento. Come generalmente avviene in questi casi, Guarnaccia aveva "prestato" due dei suoi uomini, anche se non sapeva a cosa potessero servire. L'avevano chiamato una mezz'ora prima dicendo che, sebbene non ci fossero pericoli, era quasi impossibile far scorrere il traffico, per cui c'era ben poco da fare, a parte aspettare che la manifestazione finisse. Il maresciallo, che doveva andare a Palazzo Ulderighi, aveva dal canto suo saltato il pranzo per fermarsi a controllare i suoi ragazzi ma, almeno per il momento, non riusciva ad andare n avanti n indietro. Incastrato tra la cattedrale e il campanile stava cercando di asciugarsi gli occhi lacrimanti, senza peraltro poter evitare di venir semicalpestato dalla folla. Era stato contento di rimandare la visita a Palazzo Ulderighi, vista la claustrofobia che lo sopraffaceva in quel luogo, ma la calca, il bollore e il tanfo degli scappamenti avevano pressoch lo stesso effetto. Era riuscito a raggiungere il lato opposto della piazza dove si trovavano i suoi uomini, ma non ce
l'aveva ancora fatta a tornare indietro. Fin di asciugarsi gli occhi e poi pass alla fronte. Il berretto gli sembrava troppo stretto. Una voce proveniente da un megafono stava esortando la folla e si distribuivano dei volantini al di sopra delle teste della gente; i turisti, che non potevano capirne il testo, li gettavano a terra dopo averli presi. Il maresciallo ne acchiapp uno mentre stava cadendo e lo pieg mettendolo in tasca senza per darci un'occhiata. Non riusciva a leggere bene con gli occhiali da sole e non aveva nessuna intenzione di toglierseli.
Le fazioni dell'amministrazione di Palazzo Vecchio stanno combattendo per il potere, il potere politico. Ma amministrare la citt di Firenze non  una questione di potere politico. Amministrare Firenze significa amministrare un'eredit, un'eredit inestimabile che appartiene non solo ai fiorentini, ma all'intero mondo civile....
Una banda di giovinastri pass rombando sui motorini e coprendo la voce per un attimo.
Non  possibile che ce la facciano, comment uno dei presenti schiacciato contro il maresciallo.
Quelli vicino al Ponte Vecchio ce l'hanno fatta.
S, vicino, ma proprio sul Ponte Vecchio, per la Marianna....
Forse ce l'avrebbero fatta, ma il maresciallo sperava di no. Un locale di fast food in prossimit della cattedrale era troppo, e lui era stato pi che disposto ad opporsi al progetto, come aveva fatto anche per l'affare del traffico, sebbene n lui n gli altri potessero dire da dove sarebbero dovute passare le macchine se non avessero potuto circolare intorno al Duomo. Cerc di ricordare l'ultima volta che era entrato nella cattedrale. Ci aveva portato Teresa e i figli quando si erano trasferiti dalla Sicilia? Non ne era del tutto sicuro. Erano saliti in cima al campanile, di questo se ne ricordava. I ragazzi avevano insistito. E avevano guardato le Porte del Paradiso, di cui mancava un pannello che era in fase di restauro per i danni provocati dallo smog delle automobili. Era una brutta faccenda.
E ora quegli hamburger. Gli scappamenti mescolati alle esalazioni del grasso di carne fritta e cipolle. C'era sempre
stata una piccola trattoria in quell'angolo riparato. Non ci aveva mai mangiato, ma ricordava tre o quattro tavoli con tovaglie candide sotto l'ombra verde di una vite. Probabilmente il contratto d'affitto era scaduto e il ristorante non poteva competere con la famosa catena dei locali di hamburger. Ci nonostante i fiorentini non si arrendevano. Bisognava riconoscerlo: non accettavano quel genere di cose senza reagire. Nonostante la sua riluttanza a spostarsi dall'ombra, il maresciallo fu costretto a farlo. Non poteva restare l a ciondolare. Doveva riprendere la sua strada. C'era abbastanza polizia in giro, e anche carabinieri, per tenere sotto controllo la confusione. Inoltre i suoi ragazzi avevano ragione, la situazione non era pericolosa e tutto si sarebbe concluso presto.
Quando cominci a farsi strada spingendosi avanti, un delizioso profumo gli sal nelle narici: forte, aromatico, si insinuava fra i miasmi degli scappamenti delle auto. Che peccato, pens, essere in uniforme, altrimenti... Gli odori allettanti si accentuarono mentre passava attraverso la folla. Non riusc a veder il lungo tavolo dal quale i dimostranti venivano serviti, ma sapeva lo stesso che cosa c'era sopra. Poteva annusare la bruschetta con aglio, olio e sale, la schiacciata croccante al rosmarino - e sicuramente quella era la salsiccia toscana. Be', niente da fare, era meglio non pensarci. Il fatto che la gente si stesse spostando in direzione del cibo ebbe comunque una conseguenza positiva per il maresciallo, che riusc a passare meglio. E mentre passava sent una voce gridare: Maresciallo!.
Si ferm. Naturalmente, chiunque fosse, non era detto che stesse chiamando lui. La piazza era piena di uomini in uniforme.
Maresciallo!. Per gli sembr di riconoscere la voce.
Qui!. Aveva un accento straniero. Ecco chi era. Yorke, il ragazzo inglese. Il maresciallo vide un ombrello ondeggiare furiosamente sopra le teste della gente e rest fermo, aspettando e facendo scorrere le persone intorno alla sua massa nera come se fosse uno scoglio in mezzo al mare. L'ombrello scomparve, riapparve, poi il suo proprietario divenne visibile. Ah!. L'ombrello si abbass. Nell'altra mano il giovane teneva una minipizza ancora sfrigolante appoggiata su un tovagliolino
di carta, reggendola cos cautamente come se fosse stata un uccellino appena uscito dal guscio. Un rapido boccone, e la pizza scomparve.
Mi scusi. Agit l'ombrello in direzione del banco di vendita. Ma  per una buona causa. E con leggera sorpresa del maresciallo pieg il tovagliolino di carta come se fosse stato di seta e se lo infil nel taschino della giacca di lino blu, aggiustando gli angoli sporgenti con eleganza birichina.
Mai gettare i rifiuti - disse -. L'ho vista da lontano - continu -. Lei si nota per varie ragioni. Naturalmente lei non poteva vedermi.
No, no, io....
Un ombrello  un oggetto utile. Guardi!. Indic un punto dove una guida stava brandendo in alto un grande ombrello rosso e avanzava seguita da una fila disordinata di gente dall'aspetto affaticato e dalle braccia cos scottate dal sole da fare concorrenza all'ombrello. Molto utile... davvero ho sempre rimpianto di non essermi arruolato fra le Guardie Reali. Come vede sono troppo piccolo, anche se ben proporzionato. Ho da dirle alcune cose. Per che strada va?.
Io? Io... a Palazzo Ulderighi.... Stava quasi per aggiungere: Sfortunatamente. Si sentiva a proprio agio con il giovane, anche se trovava strano il suo modo veloce di parlare e le cose che diceva, cos curiose da non poterle neppure seguire. E sebbene fosse cos giovane, aveva un modo di fare un po' da vecchio, una specie di gravit ironica che, unita all'ombrello, ricordava al maresciallo Charlie Chaplin.
In tal caso - disse William Yorke guardandosi intorno solennemente - dovremo lasciare questa piacevole scena e sperare che tutti questi sforzi, incluso il mio eroico sacrificio di mangiare tutto quel buon cibo, impedisca ai barbari di aprire il loro locale di hamburger nei pressi della cattedrale. Sar meglio non parlare degli Ulderighi qui. Mi segua!. Cos dicendo alz l'ombrello, spinse la molla e l'apr con uno scatto. Il maresciallo, con un'ombra di sorriso che gli attraversava la faccia da dietro le lenti nere, lo segu.
Per il maresciallo fu un sollievo non dover suonare il campanello e non dover affrontare il volto accigliato del portinaio che lo faceva sempre sentire come un ospite sgradito
piuttosto che come un visitatore ufficiale.William apr con le sue chiavi. Nel cortile la musica del pianoforte che filtrava gi dalla scuola di danza era quasi interamente coperta da quella di Emilio che stava studiando qualcosa di molto rumoroso e, come pens il maresciallo, di moderno.
A me piace una bella melodia, disse William aprendo lo studio. Ma lo disse con un tono cos strano, a dispetto dell'espressione seria, che il maresciallo, pur essendo stato sul punto di convenire, esit rimanendo zitto.
T - annunci William, mettendo a posto l'ombrello e togliendosi bruscamente la giacca -.  la prima cosa da fare. Perch non si toglie la giacca anche lei?.
Non lo posso fare mentre sono in servizio. Anche se avrebbe voluto.
Almeno si metta seduto. William accese un fornello elettrico in un angolo del tavolo da lavoro. Ho la gola secca per le prove e tra qualche ora ci sar lo spettacolo pomeridiano... Lei beve t? So che i fiorentini lo fanno, ma lei non  di qui. Ha detto Sicilia, se non sbaglio. L'ho indovinato dal suo accento, se mi ricordo bene.
 stato molto bravo. Intendo....
Intende dire considerando il fatto che sono straniero. Ma il modo di parlare, i dialetti, questo  il mio lavoro, essendo attore. Allora che ne dice del t?. Tenne il cucchiaio in bilico sopra la teiera aspettando una risposta. Il maresciallo, pi gentile che onesto, accett per gentilezza.
Bravo, ha fatto bene. In ogni caso qui c' solo del caff solubile, e non le piacerebbe. Non abbiamo tazze eleganti, solo dei boccali. Proprio stile inglese. Comunque il t  buono, non quello nelle bustine. Ho sparato un colpo ieri sera.
Lei... lei ha sparato un.... Gli occhi gi sporgenti del maresciallo quasi schizzarono fuori dalla testa. Si guard attorno a bocca aperta come se stesse cercando l'arma del delitto.
William lo guard e si mise a ridere. Solo per modo di dire. Non si preoccupi, non era un fucile, ma solo un fuoco d'artificio. Un botto piccolo piccolo. Ma se avesse sentito il fracasso che ha fatto! Be', ero dentro, naturalmente, ma ha rimbombato abbastanza nel cortile da svegliare tutti e farli accorrere urlando "Che diavolo succede?".
E lei cosa ha detto?.
Io? Ho fatto finta di niente. Dunque, ho svegliato: il portinaio, la moglie del portinaio, Grillo, ma non la tata, che  davvero sorda come una campana. Ho svegliato Hugh Fido, ma non la Martelli, poi Emilio Emiliani e tutti gli Ulderighi, esclusa la zietta.
La zietta?.
Fiorenza Ulderighi, la zia di Bianca Ulderighi.
A che ora  successo?.
Nel bel mezzo della notte... o forse dovrei dire nelle prime ore del mattino. Verso le due. Dopo lo spettacolo andiamo sempre a mangiare, e quindi sono rientrato molto tardi. In quel momento mi era sembrata una buona idea, ma ho pensato di dirle subito tutto per due motivi; primo, perch qualcuno glielo avrebbe detto - almeno suppongo - e cos lei si sarebbe chiesto che cavolo fosse successo sprecando cos il suo tempo. Secondo, temo di aver fatto esplodere qualcosa di pi di un semplice fuoco d'artificio.
Contrariamente al solito il ragazzo si fece mortalmente serio. Il maresciallo aspett osservandolo. Pass un po' di tempo prima che continuasse, e anche quando lo fece sembr esitare, cosa che, per quanto poco il maresciallo lo conoscesse, non gli si addiceva.
Ho detto che ho svegliato tutti gli Ulderighi escluso la zia. Ebbene, fra loro c'era anche Neri. Naturalmente quando ho messo fuori la testa facendo finta di meravigliarmi del rumore, ho dato un'occhiata in giro. La maggior parte della gente aveva acceso la luce, ma Neri no. Sono uscito e ho guardato la torre, ma la luce era rimasta spenta. Eppure so di averlo svegliato.
Come fa ad esserne sicuro?.
Oh, ne sono sicuro al cento per cento. La luce era spenta ma io l'ho sentito. Urlava, urlava davvero, lass al buio. L'ho spaventato a morte.
Il maresciallo, stordito, rimase seduto per un pezzo senza parlare.
Mi spiace - disse William porgendogli un boccale di t -. L per l mi era sembrata una buona idea - per dirle la verit avevamo bevuto un bel po' durante la cena - oh, non si
preoccupi, non l'ho detto agli altri attori.
Visto che il maresciallo continuava a tacere, William continu: Be', sa com', quella che sembra una buona idea dopo un bicchiere o due, alla luce del giorno poi....
Ma lei non ha..., l'interruppe il maresciallo, e si ferm. Il giovane gli era simpatico, ma la simpatia non gli impediva di vedere come stavano le cose. Pi di una volta aveva desiderato che non fosse cos, ma non c'era niente da fare, quindi...
Lei non ha comprato i fuochi d'artificio nel bel mezzo della notte dopo aver bevuto un bicchiere di troppo. Deve averli comprati quando i negozi erano aperti.
William sorrise, arrossendo un po'.
Ma certo. Ha ragione. Mi sarei dovuto ricordare che lei nota tutto, e non avrei dovuto cercare di nasconderglielo. La verit  che mi sembrava uno scherzo divertente da fare a tutti quelli che stanno qui dopo che lei mi aveva detto che nessuno sembrava aver udito qualcosa. Per questo ho comprato i botti dopo che lei se ne era andato via ieri, mentre andavo a teatro. Quando poi ho visto - o piuttosto sentito - cosa ho fatto a Neri, confesso di essermi vergognato.  stata un'azione puerile da parte mia, e fuor di luogo, e preferisco pensare che, sebbene abbia comprato quella roba il giorno prima, non l'avrei sparata se non avessi bevuto un bicchiere di troppo. Comunque, mi dispiace.
Va bene - disse il maresciallo, sollevato dalla franchezza del ragazzo -, non penso che sia stato poi un gran danno.
Io non ne sono cos sicuro. Il giovane bevve un sorso di t aggrottando le sopracciglia. Stamattina, uscendo per le prove, ho visto arrivare due uomini. Erano medici, ne sono sicuro. Parlavano inglese fra di loro, anche se uno era sicuramente italiano. Come vede, forse il danno  stato maggiore di quanto non creda.
Il maresciallo lo osserv. Solo in quel momento si rese conto che la faccia del giovane, quando non rideva maliziosamente, era in realt triste e magra. Da un lato c'era il comico dalla parlantina vivace, dall'altro un povero studente orfano, solo al mondo. Inoltre il suo rimorso era genuino. Se aveva danneggiato qualcuno, ne era davvero dispiaciuto. Fu pi per il bisogno di confortarlo che per quello di dire la verit
che il maresciallo aggiunse: In realt lei non si pu considerare responsabile per l'accaduto. Si dice che il giovane Ulderighi sia debole e fragile di nervi, tutt'altro che una persona normale.
Ha appena perso suo padre. Pu darsi che abbia sentito
lo sparo come no. Fra tutti loro sono io quello che avrebbe dovuto capirlo per primo.
Non avevano un rapporto molto stretto, da quanto ho sentito, sottoline il maresciallo. Lo sgomentava vedere gli scuri occhi grigi che brillavano come se fossero pieni di lacrime e sent la tristezza che gli si comunicava. Non pu giudicare sempre le reazioni della gente secondo il suo modo di sentire.
No. La frase sembr avere effetto e il maresciallo fu sollevato di vedere il luccichio scomparire dagli occhi del ragazzo. No,  vero. Mio padre ed io eravamo molto vicini l'uno all'altro. Lui era insegnante, ma la sua grande passione era il teatro. Mi ha insegnato tantissime cose, anche se ero ancora piccolo... Chiss cosa avrebbe dato per lasciare il suo lavoro noioso e fare quello che faccio io ora... Lo stesso vale per Catherine, in un certo senso. I nostri genitori ci hanno lasciato senza un soldo, credo di averglielo gi detto, ma noi abbiamo ereditato i loro sogni. E non  poco, vero?.
No, no..., convenne il maresciallo, ma pensava invece che un tetto sulla testa e un po' di soldi in banca non avrebbero fatto male. Sua moglie avrebbe avuto diritto alla pensione dell'esercito, naturalmente... ma quale sarebbero state le prospettive nel caso che fosse successo qualcosa a loro due, come era avvenuto ai genitori di William? Come si sarebbero ritrovati davvero i suoi figli? Doveva informarsene. Bisogna pensare a queste cose... ad esempio era sicuramente meglio non fare viaggi insieme senza i bambini. Certo  che se si comincia a pensare in questi termini, diventa impossibile vivere...
A giudicare dalla sua faccia mi sembra di capire che mi considera un bell'esempio di idiota infantile, disse William interrompendo i pensieri del maresciallo.
No, no... non stavo pensando a niente, all'infuori....
Con un sospiro appoggi il boccale di t che aveva appena
assaggiato. Era l per far credere di fare il suo dovere, quindi avrebbe fatto meglio a continuare a farlo credere.
Mi domando... la vecchia bambinaia....
Ma certo! La porter da lei, va bene? Sar costretta a farla entrare se viene con me, sempre che lasci entrare qualcuno. Non si pu mai dire in anticipo se si trovi in un momento di lucidit, ma possiamo provare.
Il maresciallo si accorse che William era felice di avere qualcosa di utile da fare per compensare la sciocchezza che aveva combinato. Ma lui che motivi aveva per coinvolgere il giovane?
Sarebbe potuto venire Lorenzini, sarebbe dovuto venire con lui se veramente si rendeva necessaria la presenza di una seconda persona, cosa di cui dubitava. Ma fin dalla prima sera non aveva detto una sola parola di questo affare a Lorenzini e ora si domandava se l'aveva fatto per evitare che il giovane sottufficiale fosse presente mentre gli altri approfittavano di lui facendogli fare la figura dello stupido, o se si trattasse di paura...
Paura di che? Quando entrambi uscirono dallo studio nell'oscurit del colonnato echeggiante di musica, il maresciallo si rese conto di avere davvero paura. Non era una cosa che poteva spiegare perch non aveva spiegazione. Aveva paura di quella casa.


Capitolo 5.

E c'era sangue, sangue... dappertutto. Non lo vide mai. Lei non lo vide mai, non lo vide mai, ma la sua faccia.... Le dita della vecchia tata, lucide e storpiate dai reumatismi, carezzavano la pallida guancia del ritratto. Era bella. Non c'era nessuna ragazza bella come lei. Guardatela. Si dice che sia stata responsabile di quello che avvenne, ma la gente ne dice tante. E poi, cosa avrebbe potuto fare?. Gett un'occhiata al maresciallo con un'espressione al tempo stesso perspicace e velenosa. Guarnaccia sapeva per esperienza che non si pu mai essere sicuri di quanto le persone molto anziane e mentalmente alienate nascondano dietro la loro debolezza e di quanto siano guardinghe nei confronti dei loro interlocutori. La vecchia stava vaneggiando, questo era poco ma sicuro, e il giovane William la incitava. Era evidente che lui aveva gi sentito quella storia, forse pi di una volta. Se solo ci fosse stata una finestra nella stanza! L'ingombrante letto matrimoniale lasciava a mala pena posto per le loro tre sedie. Il maresciallo cerc di chiudere le narici al leggero, nauseante odore della vecchiaia. Teneva il berretto sulle ginocchia e gli occhiali scuri in mano. L'unica luce proveniva dalla miriade di lumini con il loro debole scintillio rosso.
Per hanno acchiappato gli uomini che lo fecero, le grid William vicino all'orecchio.
Acchiappati. Li hanno acchiappati tutti e quattro. Riguardo alla ragazza, non aveva meritato altro, un'adultera e una nullit. Ma fu lui l'infame, ed ebbe senza dubbio quello che si meritava.
E puzzava! Diccelo, tata, quanto puzzava!.
Puzzava? Quando camminava per le strade il puzzo che lasciava dietro di s era tale che occorrevano giorni per farlo andare via. Non si cambiava mai i vestiti durante l'anno. Era un maiale. Non aveva mai avuto un bell'aspetto, nemmeno da ragazzo, non come Francesco. Se lei avesse sposato Francesco, come era suo diritto - lui era una vittima, se mai ce n' stata una, e poi, era un bel ragazzo. Eccome se lo era. E l'avevano vestito tutto di bianco con una ghirlanda di fiori, una ghirlanda di fiori primaverili... Lo vedo come se l'avessi davanti. La testa era spaccata da una parte....
La voce si ferm quasi improvvisamente e la vecchia guard William stringendo gli occhi.
Mi hai portato qualcosa?.
Dolci, come volevi tu, rispose William.
Sono morbidi? Non ho denti.
Sono come li volevi. Sono morbidi, eccoli.
Li afferr dalle mani del giovane, ma non ne mangi neppure uno. Allung invece il braccio verso il comodino. Sul piccolo ripiano quadrato di marmo c'era un pizzo color crema e sopra erano appoggiati una bottiglia di medicinale, un bicchiere e un rosario nero. La sua mano storpiata lott per aprire il cassetto. Il maresciallo si alz a met dalla sedia per aiutarla, ma lei agit irritata una mano in segno di diniego. Lo far lui.
William ripose i dolci nel cassetto.
Allora, cosa vi stavo dicendo? S, naturalmente Francesco mor, e si dice che non sia stato un incidente, anche se si dette la colpa al cavallo, e lei spos il fratello. Glielo fecero sposare, ecco come stanno le cose. Ha pianto tutta la notte prima del matrimonio. Era brutto! Un uomo brutto con un'anima brutta.  vero che non appena lei ebbe un figlio lui la lasci in pace, questo lo si deve riconoscere, ma anch'io, non  che abbia avuto mai troppo interesse per quel ramo della famiglia - dopotutto era il cugino di questo... aspettate un momento, che vi dir come si chiamava. Aspetta, come si chiamava quello spilorcio - sai di chi parlo - accidenti, e non guardarmi in quel modo, ragazzo sfacciato che non sei altro, credi che sia troppo vecchia per sapere di cosa sto parlando?.
Dicci dell'assassinio - esclam William -. Dicci da dove venivano gli uomini.
Campi. Si oscur in faccia come se invece di aver pronunciato il nome di un paese dei dintorni di Firenze avesse nominato l'inferno. Erano conciatori di pellame, veri e propri bruti. Sono entrati dalla porticina, ecco come hanno fatto. Sono entrati il giorno prima mentre lui non c'era e nessuno li ha visti.
Ma qualcuno deve averli fatti venire, tata! Forza, ammettilo! Li hanno fatti venire apposta!, sogghign William provocandola.
Una moglie ha i suoi diritti. Una giovincella come Ginetta, e oltretutto una serva, che si pavoneggiava per i gioielli che lui le aveva dato... be',  stata l'ultima volta che ha salito le scale da viva. Non aveva nemmeno un cencio addosso, quando i quattro entrarono. Quello venne fuori in tribunale. Nemmeno un cencio....
Alz la voce e, per una qualche ragione, forse perch ci trovava gusto a cambiare pubblico, si rivolse al maresciallo.
Ce ne vollero due per tenerlo gi....
Istintivamente il maresciallo ritir un po' la faccia, non essendo sicuro di voler ascoltare quello che la vecchia stava per dirgli, ma le dita artritiche lo afferrarono alla manica della giacca.
Non gli rimasero segni addosso, eppure furono in due a tenerlo mentre gli altri sistemavano lei. Poi portarono via il corpo e lo gettarono in Arno, ma ritorn a galla al ponte... due ponti dopo questo, che si chiama....
Ponte alla Carraia! - sugger William - Ma la testa, tata! Che hanno fatto alla testa?.
La donna continuava a tenere la manica del maresciallo e un leggero filamento di saliva le pendeva dal lato sinistro della bocca.
L'hanno appesa al palo del letto, appesa l su uno degli spunzoni di legno, con gli occhi fissi, fissi su di lui mentre anche lui la fissava. Ed  cos che l'hanno trovato la mattina dopo. E c'era sangue, sangue dappertutto. Aveva inzuppato le lenzuola e i due materassi e la base di legno del letto. E anche
lui era tutto ricoperto di sangue, ma non si era mosso di un millimetro. Era rimasto dove l'avevano lasciato, a fissare quella testa con le ciocche di capelli sanguinanti. Si serr al braccio del maresciallo. E non ha pi detto una parola finch  morto. Ecco!.
Il maresciallo, che aveva la sensazione di aver trattenuto il fiato per l'ultima mezz'ora, tir un sospiro di sollievo spostandosi pesantemente sulla sedia dura, ma la vecchia tata continuava a rimanere aggrappata a lui tanto da impedirgli di alzarsi.
Non c' niente di quello che accade qui che io non sappia
- disse -. Niente.
Se davvero fosse stato cos! Il maresciallo aveva cercato pi di una volta di farle delle domande sulla notte in cui era morto Corsi, ma lei l'aveva sempre fermato alzando una mano storpiata.
Aspetti. Le sto raccontando qualcosa....
E ricominci a raccontare un'altra delle sue storie vaneggianti di assassinii. Nella poltrona accanto a lei era ripiegata una copia del giornale locale e il maresciallo non aveva dubbi sul fatto che collezionasse da l i suoi macabri racconti. Pi interessante, forse, che leggere i necrologi per vedere quante delle sue amiche erano morte. Era probabile che tra loro fosse l'unica ad essere ancora viva. Eppure era sconcertante sentire tutti quei dettagli cruenti da una creatura canuta e cos fragile. E per il modo in cui li raccontava si poteva pensare che li avesse visti di persona. La storia del cadavere nel sotterraneo bastava per far venire gli incubi, anche se sembrava piuttosto che l'avesse ripresa da un libro e non dal giornale, perch quel detto Questa  la fine delle mie pene eccetera suonava un po' antiquato. Non si metteva roba del genere sulle lapidi, oggigiorno. Comunque, da qualsiasi parte l'avesse ripreso, non era l che il maresciallo avrebbe trovato la soluzione delle sue pene, questo era poco ma sicuro. L'unica cosa positiva era il fatto di aver portato a termine la visita e quindi compiuto il suo dovere. Aveva parlato con tutti e non aveva trovato prove per un suicidio, a parte la storia del litigio dell'ultima notte. E se ogni litigio notturno avesse dovuto condurre a un suicidio... In qualche modo doveva staccare
la mano della vecchia dal suo braccio. Con un'improvvisa ispirazione chiese: Mi potrebbe far vedere i suoi quadretti prima che me ne vada? Ne ha cos tanti.
La donna non aveva sentito una parola di quello che aveva detto. William dovette ripetere la domanda, abbaiandole nell'orecchio, prima che potessero alzarsi. Un muro era interamente coperto di lumini rossi di plastica.
Ma.... Il maresciallo ci ripens e richiuse la bocca.
Mmm. Immaginavo che si sarebbe meravigliato. Vogliamo andare?.
Andarsene non fu facile. La vecchia tata si avvinghi a William e alla fine lui dovette prometterle che sarebbe tornato il giorno dopo.
Poi, quando furono fuori nel cortile, ammise: E un espediente sgradevole, ma come vede anche lei, non riesce a distinguere i giorni, e basta che ci vada un momento sabato o domenica. La cosa sorprendente  che non dimentica chi sono anche se nel complesso non mi vede pi di un paio di volte all'anno.
La cosa sorprendente - lo contraddisse il maresciallo con una certa veemenza -  che tutte quelle immaginette....
Ah, s. Sapevo che l'avrebbero interessata. Ha capito di chi si tratta?.
Ho riconosciuto la marchesa....
Ah, la fotografia. Be', tutte le fotografie da quella parte sono di lei. A et diverse. Anche la sua foto di matrimonio, l'ha vista? Niente santi, ma solo Ulderighi. Le foto sono in parte cos vecchie quanto lo pu essere una fotografia, e il resto sono riproduzioni di dipinti a olio e roba del genere. Quando davvero d di fuori  convinta di aver fatto la bambinaia a tutta la stirpe degli Ulderighi negli ultimi novecento anni. Una volta, durante uno dei suoi momenti di lucidit, mi disse che sua madre era stata la balia di un Ulderighi - non mi ricordo quale - cosicch lei stessa  cresciuta in questa casa lavorando come bambinaia dall'et di otto anni. Ora ha novant'anni e non ha mai visto nient'altro al di fuori delle mura di questo palazzo, ma certo  al corrente di tutto quello
che  successo dentro.  un peccato che sia cos rimbambita, perch  un pozzo di informazioni, se solo si riesce a capire
cosa dice.  stata di aiuto a Catherine un paio di volte, perch sapeva esattamente quante scatole e quante casse di documenti e di libri dovevano esserci nei sotterranei e che cosa c'era dentro anche meglio della Ulderighi o di chiunque altro. Dopo i danni dell'alluvione, intendo.
Si erano fermati vicino al pozzo, sprofondati nella conversazione, senza notare che, da sotto il colonnato in ombra, Grillo, il nano, li stava osservando.
S, certo... - disse il maresciallo -.  stato vent'anni e pi fa.
S, ma Catherine continua a trovare roba e calcola che ci vorranno anni di lavoro per restaurare tutti gli scritti. Nessuno sa con esattezza quanti documenti siano andati persi e quei sotterranei sono un labirinto. Non ci crederebbe nemmeno se lo vedesse.
Non avrei nemmeno creduto a quell'affare dei ritratti di famiglia, se si vuol restare in tema di cose da non credersi, per non parlare poi di quei racconti sanguinari, anche se suppongo che trovi gli spunti sul giornale.
Sul giornale, nei libri e anche dalle voci che sente, naturalmente.
L'ho pensato anch'io quando ho visto la "Nazione".
La "Nazione"?.
Ha visto il giornale che sporgeva da sotto il cuscino della sua sedia?.
William lo guardava divertito. Tutto quello che legge sono gli annunci di nascita, di morte e di matrimonio! Senta, non deve ancora andare via, vero? Potrebbe aspettare un quarto d'ora? Vorrei farle vedere qualcosa di molto interessante! Lei ha ancora molto da imparare su questa casa. Venga.
Il maresciallo sapeva di dover tornare in ufficio per scrivere quel disgraziato rapporto e togliersi dallo stomaco il peso di quest'affare. Se solo avesse saputo che questa sarebbe stata la sua ultima occasione per farlo! Esit. Odiava quella casa, eppure si sentiva attratto dal suo fascino glaciale; inoltre gli piaceva la compagnia di quel giovane cos diverso da lui. Si limit a guardare l'orologio. Quale caso fortuito lo convinse a rimanere? Pura casualit, eppure, a ritornarci con la
mente, gli sembrava di aver seguito un percorso prestabilito fin dall'inizio, quando era rimasto in piedi a guardare la macchia scura sul volto di Corsi. Forse alla fine non era poi stato cos importante il fatto che avesse pensato di dire Dovrei andarmene, e che poi invece di dirlo avesse seguito William mentre andava verso lo studio con quel passo veloce che gli ricordava Chaplin.
'Sera, maresciallo.
Fu quello il momento in cui not la presenza del nano, senza peraltro farci troppo caso. Segu William nello studio e chiuse la porta.
Un'ora pi tardi stava ancora leggendo, o meglio, decifrando.
No... non riesco a leggerlo.
Non importa. Provi qui. Non  completo, ma contiene l'essenza. Catherine l'ha fatto fotocopiare alla Biblioteca Marucelliana. Non sempre  di aiuto, per qualche volta ci sono dei riferimenti che indicano la mancanza di dati, il che significa che delle pagine non ci sono pi o sono state spostate. Qui ad esempio... Salti pure quella roba su Cosimo il Vecchio... 1490... Neri Ulderighi, eccolo: glielo leggo io...
"Nel 1490 Neri Ulderighi decise di ampliare la sua dimora fiorentina. Acquist la casa confinante con la torre nel centro della citt e mand un messaggero a Roma per avere un disegno della facciata e del cortile. Il disegno che ricevette, che sembra fosse da ascrivere a Raffaello, fu consegnato al capomastro, Lapo Cinelli, per una valutazione dei lavori. Il progetto non fu mai restituito, e Cinelli afferm di averlo perso. Neri si rivolse a Lorenzo de' Medici chiedendogli aiuto...".
Vede qui? Questo  tratto dalla lettera che lei stava cercando di decifrare:
"Essendo il progetto bellissimo, e non avendo l'artista tempo per farne un altro - e Vostra Grazia sa che se mi rivolgessi al tribunale la pena inflitta sarebbe una semplice multa di denaro per la perdita di un manoscritto, cosa che impressiona ben poco un mascalzone...".
Il maresciallo sedeva confuso mentre William se ne stava appollaiato sul bordo del tavolo da lavoro continuando a leggere. Ma lui ha....
Aspetti... La risposta di Lorenzo  andata perduta, ma qui c' una citazione che prova che ci fu in realt una risposta... Eccola qui:
"Fatelo convocare in tribunale e fate che sia ritrovato il disegno".
Effettivamente pu darsi che non sia stata scritta una vera e propria lettera a Neri, e che sia stata fatta solo un'annotazione in margine a qualche altro ordine, o che l'affare sia stato menzionato in uno scritto a qualcun altro.
E il disegno fu ritrovato?.
Aspetti! La storia si complica. Senta qui:
L'intervento di Lorenzo non fu di alcun aiuto. Cinelli continu ad affermare che il disegno era andato perso, ma che lo ricordava abbastanza bene per procedere nei lavori, che avrebbe svolto ad un costo ridotto come risarcimento per la perdita dei disegni. Poco tempo dopo l'inizio dei lavori Neri sent delle voci secondo le quali Cinelli si vantava di averlo ingannato, affermando che un disegno di Raffaello valeva ben pi di una riduzione del suo salario. Tre giorni dopo che Neri era venuto a conoscenza di queste dicerie, Cinelli fu trovato ucciso nei sotterranei dove aveva cominciato i lavori, e seppellito dentro i muri. Il figlio di Cinelli port a termine il progetto e Palazzo Ulderighi fu completato, ma si dice che
il figlio sapesse chi aveva ucciso il padre e che sia stato lui a far incidere la seguente iscrizione sul muro del sotterraneo dietro al quale Cinelli era stato seppellito:
QUI  LA FINE DELLE MIE PENE E L'INIZIO DELLE TUE.
Allora era vero.... Il maresciallo, che per tutto il tempo era rimasto seduto attento e in silenzio come uno scolaro durante la lezione, si agit sulla sedia guardandosi intorno, ancora una volta infastidito dalla mancanza di finestre di quelle stanze. Gli piaceva guardare fuori dalla finestra mentre pensava, anche se fissava le cose senza vederle. Qui si sentiva come in una gabbia.
William stava ancora sfogliando le fotocopie.
E proprio vero. Dopo quella storia gli Ulderighi hanno spesso dovuto fare i conti con la sfortuna... certo, ce l'hanno sempre fatta a rimanere al potere utilizzando un sistema di
alleanze con i potenti, cio, senza mai allearsi veramente con nessuno all'infuori che con se stessi. Erano a corte durante il periodo del Granducato e sebbene disapprovassero le macchinazioni di Cavour per l'unit d'Italia, erano di nuovo presenti a corte quando Firenze divenne capitale del Regno d'Italia. Sono sopravvissuti alle guerre mondiali, all'ascesa e alla caduta del fascismo, e sono ancora qui. Hanno perso denaro, naturalmente, sia per le tasse che per la confisca da parte della nuova Repubblica delle loro propriet terriere trascurate. Anche cos non si pu per dire che siano sopravvissuti male. La maledizione - e tutti considerano l'iscrizione di Cinelli come una maledizione - ha piuttosto a che fare con problemi di successione.
Lo volevo dire - disse il maresciallo -, che era vero quello
che ci ha detto la vecchia. L'assassinio nei sotteranei. Pensavo....
Pensava che stesse vaneggiando, immagino, ma era tutto vero e tutto viene attribuito dai cronisti alla maledizione di Cinelli. Cos gli Ulderighi continuano a perdere i loro eredi. Francesco fu il primo.
Francesco.... Il maresciallo ritorn con la mente alle chiacchiere sconnesse della tata. Ah, quello con la ghirlanda di fiori primaverili sulla tomba che ebbe un qualche incidente, intende quello?.
Proprio lui. Era il figlio maggiore. C'erano due figli e Neri cerc di farne sposare uno con una ragazza di nome Lucrezia che apparteneva alla famiglia Della Loggia. Francesco, se ricorda, era di bell'aspetto, e la ghirlanda di fiori gli era stata messa per il matrimonio.  una bella storia... Aspetti, deve essere qui, perch il fatto avvenne quasi subito dopo il termine dei lavori all'edificio. Ricordo di averla vista. Comincia cos: "Il matrimonio di Francesco e Lucrezia della Loggia"... Il matrimonio... Ah: "Neri Ulderighi aveva due figli...". Eccolo qui:
"Il matrimonio di Francesco e Lucrezia della Loggia fu fissato per il 24 giugno, la festa di San Giovanni, il patrono di Firenze. Il bel Francesco, vestito di bianco con una ghirlanda di fiori sulla testa, usc a cavallo da Palazzo Ulderighi per andare al matrimonio. Fuori del portone i tamburi cominciarono
a rullare e le bandiere di seta furono lanciate in aria in suo onore. Mentre usciva cavalcando dal cortile scuro verso la luce del sole di quella giornata di giugno, una bandiera pass proprio davanti alla testa del suo stallone bianco. Il cavallo scart e si impenn, e Francesco fu gettato a terra. La sua testa inghirlandata and a battere contro il portale di pietra e Palazzo Ulderighi pianse la sua seconda vittima. Molti diedero la colpa alla maledizione di Cinelli, ma alcuni pensarono che lo sbandieratore fosse al soldo di famiglie gelose dell'influenza che gli Ulderighi e i Della Loggia insieme avrebbero avuto alla corte di Lorenzo".
Ecco qua - William cerc di ordinare i documenti e li depose sul tavolo -. La maledizione di Cinelli. Ecco perch fecero sposare la povera ragazza con il brutto e puzzolente fratello di Francesco, quello che poi, per dirla con la cara vecchia tata, risult essere cos malvagio che la moglie non pot fare a meno di far decapitare la sua amichetta. Io comunque ho la mia teoria sul perch lei difenda la sanguinaria Lucrezia. Assomiglia troppo nell'aspetto all'attuale marchesa e la tata fa confusione fra le due. Vorrei proprio che Catherine fosse qui, perch lei ha le chiavi. Comunque, quando torna la porter gi a vedere l'iscrizione di Cinelli.
Non sono sicuro - disse il maresciallo alzandosi - di aver bisogno....
Fu interrotto da dei colpi distinti alla porta.
William! William, sei qui?.
Era la dottoressa Martelli, che rimase sorpresa di vedere il maresciallo, che stava uscendo, aprirle la porta.
Oh. Ho forse interrotto....
No, no... me ne stavo andando. Infil la mano nel taschino della giacca per prendere gli occhiali da sole.
Cosa c'?, chiese William, guardando oltre le larghe spalle del maresciallo.
Quella stronza!, sibil la dottoressa.
Attenzione!. William la fece entrare in fretta. Questo cortile ha occhi e orecchie.
Tutto l'edificio ce li ha - disse la Martelli - e io sospetto quello schifoso di Grillo, anche se non c' mai verso di sorprenderlo. Sa tutto quello che accade ad ogni piano, ma non
usa l'ascensore e non l'ho nemmeno mai visto per le scale... Devo tornare in ambulatorio, oggi  strapieno, ma siccome ho qualcosa da dirti sono voluta venire subito per calmarmi. Non la sopporto pi questa marchesa. Ha appena fatto una parte ad una delle mie pazienti perch aveva lasciato socchiuso il portone. Non so se ti rendi conto. Una creaturina fragile di ottant'anni che non riuscirebbe a chiudere quei battenti senza l'aiuto di cinque persone. Non la sopporto proprio pi! E una sfacciataggine trattare la gente in quel modo quando c' un portiere, pagato con il nostro affitto, che invece di star dietro alla porta gira mascherato da maggiordomo!.
Strinse i pugni battendoli contro le tempie con uno strillo simulato di vera rabbia.
William la guard perplesso. Sicuramente non c' un ricevimento. Non in un momento simile.
Non ho parlato di ricevimenti. Ma ho visto una frotta di avvocati salire mentre facevo entrare e uscire i miei pazienti. Per lo meno mi sembravano avvocati, ma avrebbero anche potuto essere banchieri, e poi hai visto chi  venuto stamattina?.
Ero alle prove.
Parlava rivolta a William, ma il maresciallo avvertiva che il discorso era rivolto a lui. Non era una donna malvagia, pens, niente affatto. Al contrario, gli era addirittura simpatica. Ma era piuttosto sicuro che avesse il desiderio comprensibile di vedere la marchesa in qualche modo giustamente punita.
I muratori? Oh, non gli attuali operai, ma un architetto, quello che incontravo sempre quando mi sono trasferita qui all'inizio, e anche qualcuno del ministero dei Beni Culturali che fotografava e prendeva delle misure.  ovvio che hanno intenzione di riprendere i lavori della facciata. Ecco!. Si gir rivolgendosi direttamente al maresciallo. Spero che il suo rapporto sia di gradimento della marchesa, perch sembra proprio che stia gi spendendo il premio dell'assicurazione.
No - replic William -, non ce n' bisogno. L'eredit dei Corsi  qualcosa di enorme. Pu restaurare tutta la casa subito, se vuole. Hugh me lo stava dicendo ieri. I soldi
dell'assicurazione non le possono importare, ma lo scandalo s.
Pensa davvero che abbiano gi aperto il testamento di Corsi?, chiese la dottoressa.
Non senza il mio rapporto, disse il maresciallo. Ora che ci pensava, si accorgeva che non gli avevano stabilito alcun termine di consegna. Non che dovessero farlo necessariamente, ma in un caso come quello era abbastanza strano che non avessero cercato di farlo.
Non avr problemi ad ottenere un credito, con un'eredit come quella. Flavia, ho offerto del t al maresciallo, anche se non gli piace. Posso darne una tazza anche a te?.
Cristo, no! I miei pazienti! Me ne vado... Oh, sono venuta per chiederti di dire a Catherine che se ritorna questo fine settimana dovrebbe passare da me luned sera verso le sei e non al mattino. Ho cancellato tutti gli appuntamenti del mattino in modo da avere un fine settimana pi lungo. Non te ne dimenticherai?.
Me l'annoter. Se ne va anche lei?, chiese poi al maresciallo, che stava sistemandosi il berretto mentre Flavia Martelli se ne stava ritornando in fretta dai suoi pazienti.
Devo tornare in ufficio. Aveva la testa piena di cose, immagini pi che pensieri, e voleva ordinarle da solo.
Ma torner a trovare Catherine? E io voglio che lei venga a teatro... aspetti. Frug nelle tasche fino a trovare quello che voleva. Ecco. Due biglietti omaggio, cos potr venire con sua moglie.
 molto gentile da parte sua, ma.... Guarnaccia fiss i biglietti prima di metterli dentro al suo taccuino nero. Non ha detto... be', lo spettacolo  in inglese?.
William lo guard deluso. Non capisce l'inglese?.
Anche il maresciallo si mostr deluso e arross un poco.
Be', qualche parola, sa com'. Buon giorno e cose del genere.... Ma riconobbe l'espressione che si era dipinta sul volto di William per averla gi vista gi tempo addietro sul volto del suo bambino pi piccolo, Tot, che l'aveva guardato in quel modo una volta che non era riuscito a trovare il tempo per andare a vedere una piccola recita scolastica. Quindi disse: Mia moglie lo capisce un po' meglio di me... e poi ci saranno i costumi e altre cose da vedere. Sono certo
che ci piacer.
Aveva colto nel segno. William present un programma con il riassunto dell'azione in italiano. Era, come spieg, rivolto a tutti coloro che imparavano l'inglese.
Pensavo di dare un biglietto a Flavia - la dottoressa Martelli -, ma era talmente agitata per la storia del portinaio che l'ho dimenticato. E poi, se  via per tutto il fine settimana....
Riesce proprio ad agitarsi a dovere, comment il maresciallo tamponandosi il dorso del naso con un gran fazzoletto bianco, per poi mettersi gli occhiali.
Bisogna capirla. Penso che debba incassare pi botte di quanto non si pensi. Comunque ha ragione riguardo al portinaio; dovrebbe controllare la porta invece di fare il maggiordomo.
Mi sorprende che lui non si lamenti. Non mi sembrava che si sentisse a proprio agio quando l'ho incontrato su, eppure non ha ancora detto una sola parola contro la marchesa.
Ha! Ci scommetterei... ha visto suo figlio?. William stava tenendo la porta socchiusa, ma dicendo questo la chiuse di nuovo del tutto.
Per la verit, non l'ho ancora incontrato....
Al confronto Maciste  un pivello.
Partecipa al torneo di calcio in costume, se ho capito bene.
E potrebbe fare da trofeo, se gli dipingessero le unghie d'oro e gli mettessero una ghirlanda di fiori intorno al collo. La cosa migliore da fare quando lo vede avvicinarsi - disse William abbassando la voce -... levarsi dai piedi! Almeno  quello che faccio io. Comunque io sono piccolo e impressionabile. La cosa interessante riguardo al fatto che il portinaio sia disposto a fare il maggiordomo  questa: il loro paffuto e grazioso beb - il nome  Leo, ma il soprannome, se riesce a crederci, , appunto, il Mimmo - ha avuto ripetutamente delle seccature con le forze dell'ordine. Non conosco i dettagli, ma una volta c' stato un episodio che  finito sui giornali. Stava tranquillamente macellando un po' di gente con una bottiglia rotta in un qualche club, e
quando la polizia  arrivata e ha cercato di impedirgli il
suo giochetto, lui deve aver perso le staffe. Comunque, o in collera o per gioco, fatto sta che ha sbattuto le teste dei poliziotti una contro l'altra e si  messo ad usare i loro manganelli per demolire l'auto di servizio. Che birichino, eh?.
Allora ha dei precedenti penali?. Il maresciallo stava frugando alla ricerca del taccuino.
Ah, no! - lo ammon William col dito, sogghignando -. Ah no, no, no. Il Mimmo non ha precedenti penali perch se
li avesse non avrebbe il permesso di giocare in quel delicato torneo di calcio in costume e giocare a calcio  la cosa che piace al Mimmo pi di tutte le altre. Queste cose vanno messe a tacere. Shh! Non se ne deve nemmeno parlare.
Ho capito,  per la marchesa.
La marchesa. Allora, se lei volesse che il portinaio si travestisse da scimmia e saltasse su per i tetti, lui lo farebbe, per tenere il suo piccolo gorilla fuori dai guai.
E il gorilla stesso....
Il maresciallo si ferm. La faccia butterata di William era impallidita. Il maresciallo allung una mano per sostenerlo. Su, si sieda. Non volevo spaventarla.
William non si sedette. Lei non l'ha visto. Pu veramente mettere paura, e se ha qualcosa a che fare con la morte di Corsi e io in qualche modo gliel'ho suggerito, lo sapranno gi tutti.
Come potrebbero esserne al corrente? Sanno che sono qui, ma  mio dovere interrogare tutti, non solo lei. Grillo!.
Ci ha visti insieme qui, ma malgrado questo....
Catherine l'aveva scoperto. Lui sapeva sempre tutto e lei l'ha scoperto. Fece un balzo dalla sedia e spinse una piccola maniglia sulla parete di dietro.  chiusa a chiave. Ma un debole rumore segu le sue parole, come se dietro i pannelli di legno si stesse muovendo un topolino.
Capisco, disse il maresciallo. In edifici come quello era normale che ci fosse in qualche angolo riservato una porta per la servit camuffata con degli affreschi in modo da non essere distinta dal resto del muro e lontana dall'entrata principale. Queste porticine conducevano spesso ad una scala
riservata che permetteva alla servit di non essere vista se non quando fosse strettamente necessario. Le stanze che danno sul cortile hanno tutte porte di servizio?.
Non credo. Solo quelle da questa parte, in modo che Grillo possa andare dal suo sgabuzzino alla stanza delle armi accanto a questa. Potrebbe scommettere che stava origliando.
Dove altro si pu arrivare da questo passaggio?.
Pu andare fuori sulla strada, attraverso l'entrata della vecchia torre, e naturalmente salire nella torre stessa per occuparsi di Neri. Probabilmente anche negli appartamenti degli Ulderighi. C' di certo una porta che collega la parte nuova dell'edificio con la torre.
S... s, c' davvero. Il maresciallo si ricord la sua prima visita, quando era andato "di sopra", e la moglie del portiere era tornata con la medicina.
Tutte quelle scale...
Era scesa per una via che non era quella delle scale principali. Il volto del maresciallo, a quel pensiero, si fece grave.
Pensa che possa essere in pericolo a causa di quel bruto?. William non scherzava pi.
Il maresciallo rest in piedi, fermo e rinchiuso in se stesso.
Allora?.
Ma ancora il maresciallo non rispose. Si gir lentamente, sistemandosi il berretto e aprendo la porta.
Naturalmente se fossi grosso come lei e avessi un'uniforme....
La voce di William lo segu in un sussurro mentre attraversava il cortile echeggiante di musica. Era solo la scuola di ballo, ora, e si sentiva una donna ripetere con impazienza al ritmo di un oggetto appuntito che veniva battuto sul pavimento:
Glissade - assembl - glissade - assembl - glissade - jet - temps lev - pas de bourre! Glissade - assembl - Glissade - assembl.
Maresciallo....
Solo quando spinse il bottone per far scattare il cancello si ricord di dire: No, no... Non credo che lei sia in pericolo... perch non lo  lui. E se ne and.
Maresciallo... ?.
Guard Lorenzini, aggrottato nello sforzo di ricordare cosa gli avesse detto. La faccia del giovane brigadiere gli fece capire che stava aspettando una risposta da un bel po' di tempo. Non ricordandosi la domanda, il maresciallo si alz e segu Lorenzini nella sala d'aspetto, supponendo che ci fosse qualcuno che doveva vedere. La stanzina, con il suo pavimento piastrellato e le poltroncine di pelle sistemate con ordine era vuota. Le riviste sul tavolino erano allineate con una precisione militare. L non c'era risposta.
Allora ci andr?. Lorenzini sembrava essere un po' in ansia. Quei due ragazzi di pattuglia sono troppo giovani per occuparsi di quel genere di cose. Lei  la sola persona che....
Ci andr. Ora gli era tornato in mente. Si abbotton la giacca e tir fuori gli occhiali da sole dalla tasca. Richiama i ragazzi.
Pensavo che dovessero rimanere. La donna ha insistito.
Richiamali! E tu resta qui. Quando torno voglio parlarti. Tir verso di s la porta pesante e scese pesantemente le scale. Praticamente era l accanto, ma se Lorenzini gli aveva dato l'indirizzo, lui l'aveva dimenticato, e fu una fortuna per lui che i ragazzi che aveva richiamato stessero uscendo dalla porta della casa dall'altra parte della piazza mentre lui scendeva gi per il piazzale. Uno di loro si stava tamponando la mano sinistra con un fazzoletto, quando il maresciallo li raggiunse.
Cosa ti  successo?.
Una di loro mi ha graffiato quando ho cercato di fermarla mentre saltava addosso alla vecchia. Cavolo, ho sempre creduto che i litigi fra marito e moglie fossero i peggiori.
Disinfettati appena entri, disse il maresciallo.
I due giovani salirono su per il piazzale, dando sfogo, allontanandosi, alla loro indignazione e al loro stupore. Il maresciallo suon un campanello e fu fatto entrare in un andito con una scala scura e stretta. Si arrampic su seguendo il rumore della lite.
Gli bastarono pochi minuti per ristabilire l'ordine facendo sedere tutti gli interessati e obbligandoli a rimanere fermi. Le
due donne, entrambe vestite di nero, erano rosse dalla rabbia. Una aveva ancora le lacrime agli occhi. L'unico uomo presente indossava un abito scuro troppo stretto, cosa strana, visto che era molto piccolo e magro. Teneva il cappello stretto al petto, e si appoggiava al muro come se sperasse di divenire invisibile o almeno di essere dimenticato. Al maresciallo avrebbe potuto fare compassione, ma da uomo cresciuto in campagna sapeva abbastanza bene che, se si fossero trovati in una disputa per un ettaro di terra, quell'individuo dall'aspetto innocuo non sarebbe stato da meno in quanto a graffi e sputi. Sa Dio se c'era qualcosa per cui litigare in quel tugurio dove il maresciallo avvertiva un forte odore di umidit. Aveva conosciuto la donna che viveva l, una creatura ordinata e solerte, malata di bronchite cronica. Ogni inverno sembrava che dovesse morire, invece era morta nel calore di un giorno di giugno, non sapeva di cosa, e quella mattina c'era stato il funerale.
La donna in lacrime, che risult essere una sorella, si soffi
il naso, ma lasci scorrere le lacrime che le gocciolavano gi per il collo sotto il colletto del vestito a fiori.
Me l'ha praticamente promesso - disse - sul letto di morte.
Sul letto di morte un corno !. La cognata, seduta accanto, gett uno sguardo disgustato alla sua vicina piangente. Non ti sei fatta vedere per mesi.
 stato l'inverno scorso. La bronchite era peggiorata e pensai che fosse la fine. Sono stata io a venire a curarla.
Sei venuta per vederla morire, vuoi dire. Razza d'avvoltoio!.
Su, su... , protest debolmente l'uomo, cercando subito dopo di sparire nel muro.
Il maresciallo guard la grassa donna che ora stava seduta ostentando un silenzio sardonico e stringendo convulsamente fra le gambe robuste una gigantesca borsa nera di finta pelle. Era stata la sorella piangente a graffiare il giovane carabiniere nel tentativo di afferrare la borsa. Il maresciallo si schiar la voce.
Allora....
Chiedile dove sono le lenzuola, ordin la donna grassa.
Per me, se le pu tenere, le lenzuola, disse piamente il fratello.
Ah s? E cosa diavolo c'entri tu? Tua sorella non aveva nemmeno uno straccio di corredo quando spos il nostro Ivo e le lenzuola sono quelle dei miei cassetti, orlate pezzo per pezzo da mia madre.
Sar anche, ma sono stato io a darle le tovaglie di pizzo come regalo di matrimonio, e quelle le rivoglio io!.
Le tovaglie di pizzo, come cap subito il maresciallo, erano in quella borsa nera insieme alle lenzuola. Gli era stata permessa un'occhiata di sfuggita. Sua madre aveva avuto biancheria simile, usata al massimo per le feste di prima comunione o di matrimonio. Venivano mandate dalle suore addette ai paramenti degli altari per essere lavate e stirate. Quelle della borsa nera non erano mai state usate ed erano ancora chiuse nelle scatole dentro la carta velina. La vecchia signora non aveva soldi per dare ricevimenti, ma era solita spendere gli spiccioli della pensione per dare da mangiare ai gatti randagi che vagavano nei giardini di Boboli dietro alla stazione del maresciallo a Palazzo Pitti. Gli era sempre sembrata cos fragile.
La cosa migliore era di far sfogare quelle donne. Prima o poi gli sarebbe mancato il fiato e quello sarebbe stato esattamente il momento in cui lui sapeva di dover intervenire. Nel frattempo, pi urlavano, meglio era. Quasi quasi avrebbe desiderato che la zuffa non finisse mai per non dover essere lasciato solo col pensiero di ci che aveva fatto un'ora prima. Ancora non si rendeva bene conto del perch l'aveva fatto. La parte razionale della sua coscienza aveva protestato, anche quando era uscito con la macchina dalla citt invece di andare in ufficio. Il battito del suo cuore aveva espresso un'evidente protesta quando aveva fatto la sua richiesta con calma apparente, andandosene poi con il suo pacchetto al Comando di Borgo Ognissanti. Aveva mentito di nuovo, e di nuovo ottenuto ci che voleva - o per lo meno l'avrebbe ottenuto quando la risposta sarebbe arrivata da Roma. Perch l'aveva fatto? Sapeva cosa stava rischiando. Non riusciva a trovare una giustificazione se non nel fatto che qualcuno sembrava aver preso la decisione contro la sua volont, e ora
avrebbe rivelato tutto a Lorenzini facendogli giurare di mantenere il segreto, e gi immaginava l'espressione con cui il collega pi giovane e pi intelligente l'avrebbe guardato.
Dette un'occhiata all'orologio. Lorenzini avrebbe dovuto essere a casa. Non era giusto farlo aspettare ancora. La lite era agli sgoccioli. Si alz, e i tre si azzittirono, scrutandolo per trovare qualche segno di partecipazione, se non di parzialit. Rest in silenzio con la faccia che non tradiva alcuna espressione. La decisione fu breve e concisa. Cominci col preciso avvertimento di evitare un prolungamento della faccenda facendola finire nelle mani degli avvocati, cosa che avrebbe richiesto ben pi soldi di quanti non valesse la roba per cui si stavano accapigliando. Poi sugger che il fratello silenzioso suddividesse la roba equamente, ma che la sorella avesse il diritto di scegliere la sua parte per prima. Quindi se ne and per tornare a fronteggiare Lorenzini e confessare quello che aveva fatto.


Capitolo 6.

Il corridoio piastrellato, pervaso da un leggero odore nauseante, sembrava estendersi in una profondit senza fine. Il maresciallo camminava con passi lenti che non facevano alcun rumore stringendo il pacchetto sotto un braccio. Sapeva di aver camminato per un bel pezzo. Il pacco diventava sempre pi pesante, ma non era una sensazione provocata dalla sua stanchezza. Ne sapeva bene il perch. La fronte gli si imperl di sudore a quel pensiero, ma non smise di camminare. Di tanto in tanto sorpassava delle persone che lo guardavano in silenzio e avrebbe potuto affermare che sapevano, o almeno sospettavano quello che era contenuto nel pacco. La carta in cui era avvolto non ingannava nessuno.
Era come se il peso lo trascinasse.
No....
Bisbigli la parola come se ci potesse impedire che il pacchetto diventasse quello che poi doveva diventare, ma proprio accanto a lui qualcuno che forse l'aveva seguito disse chiaramente: Quello  il cadavere di Corsi.
Non  colpa mia, cerc di dire il maresciallo, sebbene non fosse certo che qualcuno potesse sentirlo. Aveva il fiato corto e il cuore gli batteva forte. Continu a camminare non sapendo cosa altro fare. Un uomo con un grembiule verde e gli stivali di gomma strofinava senza sosta, sul muro del corridoio, una macchiolina che invece di scomparire si allargava gradualmente. L'uomo non interruppe il suo lavoro e nemmeno si gir quando il maresciallo lo raggiunse, eppure sapeva cosa c'era dentro il pacchetto perch disse, o meglio
pens ad alta voce: Se lo porta fuori di qui, sar lei ad averne la responsabilit.
Ma come faceva a tornare indietro? Aveva sottoscritto per avere il pacchetto, aveva perfino mentito perch gli fosse consegnato. Nessuno lo avrebbe accettato se l'avesse riportato indietro.
Davanti agli scalini esterni vedeva il traffico scorrere come su un'autostrada, sebbene non si avvertisse alcun rumore.
C'era gente in giro, ma ora nessuno fissava n maresciallo n Corsi. Per fortuna il cadavere era vestito, nel pacchetto aveva trovato degli abiti, anche se non si trattava di quelli indossati al momento della morte. Il maresciallo era convinto che sarebbero dovuti essere quelli, ma non poteva preoccuparsi di un problema del genere, ora. Gli era sembrato di essere venuto in macchina, ma forse si era sbagliato. Come avrebbe fatto a manovrare il cadavere in modo da caricarlo su un autobus?
Nessuno ci fece caso, e nessuno lo aiut, ma la vergogna e la paura per quello che stava facendo gli fecero immaginare quello che potevano pensare, e inoltre, dove mai sarebbe potuto andare con quel terribile peso? Di certo non a casa. Gli venne in mente il suo comandante ma, al pensiero di dovergli chiedere aiuto, un profondo imbarazzo lo sopraffece. Non si poteva tenere un cadavere in quel modo. Bisognava fare qualcosa. Doveva riuscire a scoprire la procedura adatta per liberarsene...
Cerchi di camminare un po'.... Era proprio stanco di reggerlo, ma quando vide il luccichio bianco violetto sul volto del morto, sul quale si stagliava la macchia scura della guancia, sent la piet superare l'imbarazzo. Ancora qualche passo, se ci riesce. Da solo non ce la faccio pi.
Lottarono per riuscire ad andare avanti. Ormai era troppo buio per vedere bene e il maresciallo continu a camminare senza avere la pi pallida idea di dove si stessero dirigendo, finch gli venne in mente che poteva risolvere il problema avviandosi verso Palazzo Ulderighi, che probabilmente era il luogo pi adatto per la salma. Non doveva forse essere la famiglia a prendersene la responsabilit?
Allung il passo, ma nell'oscurit sent dietro di s la voce
del morto parlargli dalle profondit di una insostenibile tristezza.
Non mi riporti in quella casa.
Va bene, non lo far. Le prometto che non lo far.
Ma dove altro poteva portarlo? Sicuramente lo si doveva seppellire... non era forse quello che si usava fare? Non poteva certo continuare a trascinare quel poveretto senza una meta. Il peso dell'angoscia di Corsi stava diventando insopportabile. Al maresciallo venne in mente quando avevano seppellito sua madre, gi in Sicilia, dopo l'ultimo ictus. L'avevano messa al primo piano nella camera matrimoniale della vecchia casa e poi era venuta la gente per seppellirla. Non era cosa da sistemare da solo. Lui non aveva mai dovuto portare sua madre in giro cos, se lo sarebbe ricordato.
Cos continu ad andare avanti fino a raggiungere la vecchia casa, e dopo esser riuscito con difficolt a trovare al buio la strada che portava alla camera matrimoniale, depose il peso sull'ampio letto.
Gli arti del morto si composero, ma gli occhi rimasero attenti. Il maresciallo insistette: Deve rimanere qui. Ma aveva capito? Non posso aiutarla. Non posso continuare a portarla con me.
Gli occhi erano chiusi. Il maresciallo copr il corpo con un lenzuolo. Quindi scese e aspett, seduto al vecchio posto di sua madre. Tratteneva il respiro, incapace di giudicare per quanto tempo avrebbe dovuto aspettare. La cosa importante era che Corsi restasse fermo... Aveva chiuso la porta? Dalla stanza di sopra venne un primo debole rumore. Il maresciallo
strinse i pugni intorno ai braccioli consumati della poltrona e gocce di sudore gli imperlarono la fronte mentre guardava verso il soffitto.
No....
Ma non si era sbagliato. Erano passi, quelli che sentiva, dapprima lenti ed esitanti, poi del tutto normali. Stavano scendendo le scale. Il maresciallo sobbalz in avanti cercando di sostenersi ai braccioli, ma trov solo il vuoto.
No!.
Salva!.
Rimase accecato dalla luce che si accese. Era seduto curvato
in avanti sul letto, mentre sua moglie gli aveva circondato le spalle con un braccio caldo e rilassante.
Sei fradicio fino alle ossa. Non hai mica la febbre in questo periodo dell'anno!.
Guarnaccia era troppo intontito per risponderle, l'orrore del suo sogno era ancora presente.
Ti vado a prendere un pigiama pulito. Vai a darti una rinfrescata, ti sentirai meglio.
 stato solo un incubo.... Scese dal letto e and in bagno. La voce di sua moglie lo segu.
Che cosa ti aspettavi a mangiare salsicce alle dieci di sera?.
Erano le otto. Era sempre esagerata.
E non dirmi che non potevi tornare a casa; bastava che ti organizzassi meglio. Te l'ho gi detto: lascia sgambettare i ragazzi giovani. Ci sono per questo. Ti avevo proposto di farti qualcosa di leggero per cena, queste salsicce toscane sono come piombo per il tuo stomaco, per non parlare di quello che ti fanno al fegato... Potevi mangiarle domani a pranzo....
La voce rimbrottante lo confortava, ricacciando l'incubo nell'oscurit a cui apparteneva.
Mi fai una camomilla?.
Non la segu in cucina, ma cammin silenziosamente con le pantofole di feltro lungo il corridoio piastrellato di marmo, andando fino al suo ufficio. Il pacchetto proveniente dall'istituto di Medicina legale era sulla scrivania, l dove l'aveva lasciato.
L'espressione sulla faccia del giovane Lorenzini era esattamente come se l'era immaginata. Sorpresa, forse con un tocco di piet, e quel qualcosa di indefinibile che creava uno spazio di fredda distanza dove prima c'erano stati intenti comuni. Quel qualcosa che ti fa capire che ti sei isolato. Sarebbe stato meglio non averglielo detto, ma aveva bisogno del suo aiuto.
Voglio che tu lo segua. Sei la sola persona di cui mi fido.
Ma gli abiti... Non vorr davvero recapitarli alla marchesa.
C'erano dei momenti in cui il maresciallo, per quanto rispettasse e volesse bene a Lorenzini, avrebbe preferito lavorare con un siciliano. Qualcuno un po' pi mellifluo, con pi tatto, al quale non sarebbe mai venuto in mente di porre domande dirette su una questione cos delicata. Questi toscani, invece... Non hanno peli sulla lingua. Ti guardano dritto negli occhi e sparano la domanda. Come poteva sapere se avrebbe davvero fatto recapitare gli abiti di Corsi alla moglie? Era stato il modo pi plausibile per riuscire a venirne in possesso. Almeno in teoria era lui ad avere l'incarico di condurre l'inchiesta.
Il maresciallo sapeva che gran parte del suo disagio proveniva da una sorta di malessere lasciato dall'incubo, ed era stato proprio l'incubo a convincerlo che nessuno avrebbe chiesto gli abiti del morto perch nessuno se ne interessava abbastanza da pensarci. Ma non poteva spiegare questo al brigadiere Lorenzini. Non aveva certo voglia di mettersi a raccontargli i suoi incubi. In ogni caso, la cosa pi importante erano le scarpe...
Invece di rispondere alla domanda di Lorenzini, Guarnaccia disse: Ho chiesto al laboratorio la precedenza sulle impronte digitali. Non me la daranno, ma almeno si sbrigheranno e con un po' di fortuna avremo un risultato entro domani pomeriggio. Non so ancora cosa fare, dopo. Questo Leo  stato beccato pi di una volta e pu anche darsi che gli abbiano preso le impronte, ma sono sicuramente gi state eliminate. La marchesa si sar preoccupata di fargli ripulire la fedina penale. Ecco perch lo devi seguire. Ci stiamo avvicinando alla partita pi importante del torneo e ogni volta che esce pu restare coinvolto in qualche aggressione. Se si azzarda a mettere anche solo un piede nel quartiere di Santa Croce cercheranno di conciarlo in modo da metterlo fuori combattimento per la partita. Fa il buttafuori in una discoteca. Cerca di scoprire quale, e parcheggia vicino. Dovrebbe bastare, visto che di giorno dorme. Prima o poi avr qualche guaio con i clienti, e potrai far abilmente passare il tutto per una rissa. Non affrontarlo da solo, chiama rinforzi. Ricordati che  un giocatore di calcio in costume. Sembra un carro armato e suppongo che si comporti come se lo fosse. Sa che
pu farla franca per via della marchesa. Quindi osservalo e se fa tanto di alzare il pugno in gesto di minaccia, fermalo, fagli lasciare le impronte in qualche modo e poi fallo uscire. Per fortuna non  noto per essere una cima d'intelligenza. Scusati come si deve.
Quando Lorenzini se ne fu andato, il maresciallo si alz dalla scrivania e and alla finestra, dove rimase a lungo a fissare le siepi di alloro del giardino di Boboli, senza vedere n quelle n altro. Il guaio era che se Leo, il brutale figlio del portinaio, non era conosciuto per essere una cima, neppure il maresciallo lo era.  vero che notava le cose, come aveva detto William, il ragazzo inglese. Notava i particolari, s, questo era abbastanza vero. Ma i particolari che notava non erano niente di speciale. Era stato certamente positivo ricordarsi delle scarpe lucide di Corsi, sulle quali potevano esserci, come no, delle impronte, se qualcuno l'aveva trascinato o trasportato. Ma se avesse avuto ragione e le impronte fossero risultate essere quelle di Leo, cosa avrebbe fatto?
Qui  la fine delle mie pene e l'inizio delle tue...
Potevano incidere quella frase sulla tomba di Corsi, per quello che riguardava il maresciallo. Corrispondeva alla realt.
Non mi riporti in quella casa.
Come era possibile inventarsi una voce cos caratteristica per qualcuno che non conosceva e al quale non aveva mai parlato? Che cosa bizzarra. E in effetti, da quando aveva avuto quell'incubo non riusciva a pensare a Corsi come ad un uomo che non aveva conosciuto, bens come a qualcuno che non avesse altro amico al mondo all'infuori di lui. La moglie aveva solo voluto i suoi soldi per restaurare e mantenere quel palazzo - forse era questa la ragione per cui il maresciallo aveva una particolare simpatia per lui. Era convinto, cos come gli era apparso nel sogno, che Corsi odiasse quel palazzo pi di quanto non l'odiasse lui. Non sua moglie, ma il palazzo, che esigeva tributi di sangue e di denaro da ogni generazione. Non che cominciasse anche lui a credere nella maledizione di Cinelli. Non era tipo da badare a quel genere di cose, per... per, che razza di eredit...
I suoi figli non avrebbero avuto problemi del genere visto
che lui non era nessuno, ma quella vecchietta che dava da mangiare ai gatti? Anche lei non era nessuno, eppure si erano accapigliati come avvoltoi per qualche lenzuolo e qualche tovaglia. La casa era in affitto... Avrebbero dovuto comprare qualcosa. Sua moglie ritornava periodicamente sull'argomento ed aveva ragione, naturalmente. Va bene abitare in caserma, ma quando fosse andato in pensione avrebbero avuto bisogno di un posto dove andare, e questo significava che avrebbero dovuto fare i conti con gli aumenti dei prezzi. Avrebbero dovuto decidersi da un pezzo, ma il problema del "dove" li aveva sempre bloccati. A Firenze i prezzi erano astronomici e avevano sempre parlato di ritornare in Sicilia, un giorno. Non si stavano forse facendo delle illusioni? I ragazzi non sarebbero stati d'accordo, per loro tornare laggi non avrebbe avuto senso. Di certo avrebbero voluto frequentare l'universit a Firenze con i loro amici. Avrebbero dovuto decidersi e comprare qualcosa qui, ma i prezzi... un piccolo appartamento non sarebbe costato meno di trecento milioni. Trecento milioni... quanto mai poteva valere il palazzo degli Ulderighi? Non poteva arrivarci neppure con l'immaginazione. Miliardi. Ma la parola "miliardi" non significava niente per il maresciallo. Una somma di denaro non ha un significato reale a meno che non la si rapporti a quello che se ne pu fare o a quello che ci si pu comprare. Guarnaccia sapeva che un milione significava la bolletta del gas e quella della luce e del telefono e cos via per due mesi, ma non poteva dire che cosa significasse realmente un miliardo. Chiss quanto costava mantenere un palazzo... e non poterlo vendere, qualsiasi valore avesse, perch era un'eredit di novecento anni.
Per una qualche ragione gli venne in mente la dottoressa Martelli, non perch abitasse nel palazzo degli Ulderighi, ma per un'altra cosa che gli sembrava avesse detto... no, era stato per tutti quei ninnoli. Aveva detto di che cosa si trattava, ma lui non aveva afferrato il nome. Il fatto era che pur avendo affermato che non le piacevano, aveva detto che erano stati di suo padre ed avrebbe dovuto farli stimare. Il suo appartamento era zeppo di roba che non le piaceva, ma alla quale era attaccata perch le ricordava il padre.
Ebbene, i figli del maresciallo avrebbero potuto ereditare o meno un appartamento decente e qualche soldo in banca, ma non c'era pericolo che si ritrovassero fra i piedi un mucchio di cianfrusaglie.
Apr la finestra lasciando entrare la calda fragranza del mattino profumato di alloro. A quell'ora del giorno il sole si trovava gi dietro l'ala destra di Palazzo Pitti, cosicch l'ufficio del maresciallo, che si trovava nell'ala sinistra, rimaneva al fresco dell'ombra resa ancor pi profonda e rinfrescante dalla presenza degli alberi. Il piacere fisico di guardare fuori in un mattino cos senza doversi riparare dietro agli occhiali scuri cancell per un momento tutti i problemi dalla sua mente. Dopotutto il buono andava preso insieme al cattivo, e in linea di massima il suo lavoro gli piaceva. Provava un affetto quasi paterno per i ragazzi che erano al suo comando e andava abbastanza d'accordo con la gente del quartiere. Il suo lavoro veniva pagato decentemente, e soprattutto era sicuro e rispettabile. Suo padre, un piccolo contadino, avrebbe dato chiss cosa per un lavoro del genere.
Proprio mentre pensava a queste parole si rese conto che esse in realt non erano sue, bens di sua madre. Suo padre era morto prima che lui si arruolasse, poco prima, ed era stata sua madre che, con le lacrime agli occhi, aveva detto: E un buon lavoro, sicuro e rispettabile. Tuo padre avrebbe dato chiss cosa.... Era entrato a far parte dell'Arma per soddisfare un'esigenza di suo padre? Spinto su quella via in modo pi decisivo dal fatto che il padre era morto? Quando si fa qualcosa non si sa mai quale sia la vera ragione. Non ci si pensa...
Abbiamo ereditato i loro sogni...
Anche l la stessa cosa. Quei due orfani, William e Catherine Yorke, alla deriva in un paese straniero per realizzare i sogni di libert e di vita artistica che avevano avuto i loro genitori. I genitori erano per rimasti fino alla morte saldamente legati ai loro lavori sicuri. Si pu combattere contro la pressione dei genitori quando sono presenti per reagire, ma se sono morti? Come si pu reagire all'influenza di un morto?
Dietro al maresciallo qualcuno apr la porta senza bussare,
il che significava che si trattava di Lorenzini.
C' una chiamata per lei a telefono.
Be', passamela.... Il maresciallo continu a fissare fuori della finestra.
Maresciallo....
Si gir. Che c'?.
 l'ufficio del procuratore.
L'espressione di Lorenzini, che avrebbe avuto tutte le ragioni per mostrare un silenzioso Gliel'avevo detto, esprimeva solo partecipazione e sgomento.
Ebbene, anche il maresciallo era sgomento, ma dopotutto, che altro si sarebbe potuto aspettare? Era vero che il caso era stato minimizzato per la stampa, ma a Firenze tutti speculavano sulla morte di una persona cos importante - o forse avrebbe dovuto dire il marito di una persona cos importante. Era ovvio che qualcosa sarebbe trapelato o dall'istituto di Medicina Legale o dal gabinetto scientifico del Comando.
Si sedette, prima di alzare la cornetta, e fece cenno a Lorenzini che poteva rimanere. Non fu una conversazione lunga e il maresciallo vi contribu ben poco, a parte l'occasionale grugnito di assenso. Quando riagganci, tutto quello che disse a Lorenzini fu che il rapporto sarebbe stato consegnato all'ufficio della procura entro il mezzogiorno del giorno seguente, dopo di che il giudice istruttore avrebbe proceduto all'archiviazione dell'inchiesta. Si sarebbe proceduto anche ad autorizzare la restituzione del corpo di Buongianni Corsi che doveva essere seppellito sabato. Il maresciallo comunic tutto questo senza variare l'espressione del volto e il tono della voce.
Lorenzini, incerto se andarsene o arrischiare qualche domanda per soddisfare la sua curiosit, si azzard a dire alla fine: Cos stando le cose....
Cos stando cosa?.
Io... intendevo... questo tizio, Leo. Devo ancora....
Seguilo.
Ma non ci sar niente nel suo rapporto che lo giustifichi, immagino. Pertanto questa pu definirsi un'inchiesta separata.
Il maresciallo lo guard fissandolo, o piuttosto
attraversandolo; i suoi occhi erano come le finestre di una casa vuota.
La puoi definire come vuoi. E non ci sar niente nel mio rapporto. Niente. Che cosa dovrebbe esserci?.
Non lo so. Lei sembra sicuro che quella macchia sulla faccia....
L'ipostasi riguarda il medico che ha esaminato il corpo.
S, certo. Solo pensavo... Comincer a pedinarlo stanotte, allora.
Grazie. Due carabinieri andranno di servizio al funerale, in considerazione della presenza del cardinale, del procuratore capo, eccetera eccetera.
Lorenzini attese un momento, ma il suo superiore non fece altri commenti, quindi usc chiudendo la porta con calma.
Il maresciallo ritorn al suo posto alla finestra a guardare fuori con tranquillit, le spalle rigide come se volesse corazzarsi per affrontare un colpo imminente.
Donagli, o Signore, il riposo eterno; e a lui risplenda la luce perpetua. Riposi in pace.
Amen.
Il prete che gir intorno alla bara dietro al cardinale, incaricato di celebrare la funzione, spruzzando l'acqua benedetta, era lo stesso che il maresciallo aveva visto entrare a Palazzo Ulderighi il giorno addietro. Il confessore di famiglia. Il cappellano di famiglia. La cappella era poco distante dalla casa e, a giudicare dall'aria gelida e viziata, era rimasta chiusa per anni. Infatti, se non fosse stato per la presenza del maresciallo e di uno dei suoi ragazzi, non sarebbe stata aperta neppure questa volta, poich i membri della famiglia entravano da un passaggio collegato direttamente all'abitazione e attraverso il quale si poteva passare in mezzo agli edifici interposti senza essere visti. Era una cosa abbastanza comune e, nel caso degli Ulderighi, una necessit, dopo la morte dello
sfortunato Francesco. Nel sedicesimo secolo sarebbe stato troppo rischioso per un Ulderighi passare per le strade.
Libera, o Signore, l'anima di Buongianni....
Il maresciallo era in piedi, la piccola congregazione seduta su sedie dure che gli ricordavano il concerto, le piccole sedie dorate, il giovane, del quale si era ormai dimenticato il nome,
sullo sgabello vicino alla porta. Al lato opposto della cappella c'era il ragazzo che aveva portato con s. Un giovane in servizio di leva che, dimenticandosi quasi della sua funzione e del luogo, fissava in basso verso gli importanti personaggi che vi si erano riuniti, e in alto in direzione degli affreschi alla sua destra. La cappella non aveva finestre ed era illuminata esclusivamente da una coppia di lampadine elettriche e da innumerevoli candele di cera d'api il cui tremolio sembrava dare vita alle figure dipinte
sui muri con colori dolci e risplendenti. L'affresco che il
maresciallo si trovava vicino gli era pressoch incomprensibile, ma da quanto poteva supporre, sembrava voler rappresentare una qualche santa della famiglia degli Ulderighi che assisteva a delle visioni sul letto di morte. Chi fosse il santo che emergeva da un angolo del muro della camera, non avrebbe potuto dirlo con sicurezza, ma la donna che recitava il rosario a lato della morente era di certo la famosa Lucrezia. Che la morente fosse sua madre? No, era vestita da suora. Una zia forse, allora, o qualcosa del genere.
Preghiamo.
Il maresciallo abbass improvvisamente la testa. Rabbrividiva nella sua uniforme estiva ed era difficile immaginare il calore della giornata di giugno l fuori. Di tanto in tanto si toccava il fianco destro, sfiorando la tasca che conteneva, nascosto agli occhi di tutti, un foglio ripiegato. Non voleva pensare alle annotazioni su quel pezzo di carta, voleva solo che fosse al sicuro e invisibile al suo posto. Non voleva pensarci perch non sapeva cosa farne. Aveva bisogno di tempo per pensarci in santa pace. Per ora era meglio se pensava ad altro. Ma a cosa dopotutto poteva pensare con Corsi nella bara? Sul sottofondo del tono monotono della messa funebre i suoi pensieri si perdevano in cerchi ripetitivi. Il corpo di Corsi inchiodato l dentro nel suo ultimo luogo di riposo, l'incubo di quegli arti che non volevano comporsi, gli occhi che lo guardavano, il pacchetto di vestiti dal quale tutto aveva avuto inizio. Le scarpe. Aveva avuto ragione, o almeno cos aveva pensato prima, quando era arrivata la telefonata.
Be', aveva ragione. E stato trasportato. Delle belle scarpe lucidate, delle belle impronte chiare. Mi complimento con lei.
Comunque, si  sbagliato per quanto riguarda l'altra faccenda.
Quale altra faccenda? Non c' un'altra faccenda. Volevo solo le foto delle impronte.
Ebbene,  proprio quella la faccenda su cui si  sbagliato. Oh, lei mi ha detto che bastava prendere le impronte, che non serviva passarle nel computer. Per io l'ho fatto, tanto per essere sicuro. Non mi va di lasciare le cose a mezzo. Se non c' niente, tanto meglio. Ma non  vero che non c'era niente. Il suo uomo ha precedenti a non finire.
Ma non pu avere....
Non pu? Furto, lesioni aggravate, rapina, di nuovo violenza con aggravanti, e un bel caso di furto con atti di violenza sessuale. Dovrei spiegarle che il suo amico non  un ladro.  pagato per andare in giro a sistemare affari poco puliti e generalmente li sistema. Uno di quei bruti per i quali la violenza  un piacere, capisce cosa intendo?.
S... si, ma non capisco....
Generalmente conosciuto col soprannome di Zanzara.
Zanzara? ... Qualcuno mi aveva detto Mimmo.
Mimmo? Ma quello  il giocatore di calcio storico. Lo conoscono tutti! Lui non ha precedenti... non che non li meriti, ma verrebbe buttato fuori dalla squadra, cos  sempre protetto. Non ne combina del genere di Zanzara, solo qualche rissa occasionale, quel tanto di spargimento di sangue che  ammissibile sul campo. No, no, queste impronte sono quelle di Zanzara, per l'anagrafe Gualducci, Rolando Gualducci. Non le ho fatto la lista di tutti i suoi crimini, mi ci vorrebbe l'intera giornata, ma l'uomo  un assassino che per ora ha avuto fortuna, capisce cosa intendo? Scommetto che di chiunque siano queste scarpe, non sar stato ben messo dopo averlo incontrato. O sono le sue? Non mi sembra il suo stile.
Donagli, o Signore, il riposo eterno, e a lui risplenda la luce perpetua....
La Messa si stava avvicinando alla fine.
Il maresciallo non aveva informato il suo collega. Aveva bisogno lui stesso di chiarimenti. Era stato uno shock. Ma perch avrebbe dovuto essere un tale shock? Aveva pensato che fosse stato Leo, il figlio del portinaio, a trascinare Corsi per i
piedi, qualunque fosse stata la ragione, qualunque cosa avesse fatto a Corsi prima. Invece era stato un certo Rolando Gualducci. Che differenza faceva? Si guard intorno e cap. La famiglia. Il cappellano di famiglia, la cappella di famiglia, gli inquilini della famiglia. Sarebbe stato naturale chiamare Leo ad aiutare per... per qualsiasi cosa fosse successo, anche per una cosa relativamente innocua come coprire un suicidio. Ma ora questo Zanzara. Zanzara era tutta un'altra storia...
 pagato per andare in giro a sistemare affari poco puliti...
Pagato da chi? Per che cosa? Chi altro lo conosceva? Il maresciallo pens di poter rispondere almeno all'ultima delle domande. L'unica persona all'interno di Palazzo Ulderighi che probabilmente conosceva Zanzara era Leo. Due di loro... per fare cosa? Solo per spostare un corpo? Leo avrebbe potuto farlo da solo. Che difficolt avrebbero avuto due uomini di quella stazza a simulare il suicidio di qualcuno? Vicino al volto del maresciallo Lucrezia teneva il suo rosario fra le bianche dita delicate, gli occhi alzati al cielo, ignorando la visione verso la quale la suora morente allungava le sue deboli braccia.
La Messa  finita, andate in pace.
Ringraziamo il Signore.
Ringraziamo il Signore, va bene cos, pens Guarnaccia, stendendo le ginocchia irrigidite dal freddo e facendo un cenno col capo al suo ragazzo perch uscisse con lui prima della bara. Raggiunta la porta, tir fuori gli occhiali da sole, pronto ad indossarli per ripararsi dal riverbero della luce esterna, mentre il suo stomaco fece sentire un inconfondibile brontolio di fame. Non riusciva a capire come mai gli fosse venuto un simile appetito in piena mattinata, finch non colleg la sua reazione con la Messa. Lui si faceva vedere in chiesa solo per matrimoni, funerali e battesimi e al giorno d'oggi lasciava fare a sua moglie, per il resto, ma l'abitudine, da ragazzo, di andare a Messa la domenica aveva lasciato il segno. Per anni la formula Ite missa est aveva evocato il domenicale coniglio arrosto con salsa di erbette di sua madre. Com' strana la vita. Eccolo qui, tormentato da incubi per il funerale di Corsi e ora, mentre la bara veniva sospinta piuttosto
goffamente nel retro del carro funebre, gli veniva in mente il coniglio arrosto.
Per quanto fosse grato al calore che lo avvolse sulla strada all'uscita dalla chiesa glaciale, la sua macchina, per la quale non era riuscito a trovare un parcheggio all'ombra, era talmente bollente che sia lui che il suo giovane aprirono i finestrini il pi velocemente possibile. Il viaggio verso il cimitero non dur a lungo. Corsi doveva essere sepolto a San Miniato, nel cimitero senza dubbio pi sontuoso ed esclusivo della citt. Sorge su un lato della collina che domina la riva sinistra dell'Arno, e la facciata dorata di marmo della chiesa splendeva cos lucente, in quel mattino assolato, da sembrare quasi irreale.
Il maresciallo parcheggi al di fuori dei cancelli in una macchia d'ombra e guard il carro funebre entrare lentamente nel largo viale di ghiaia, seguito dalle macchine degli accompagnatori. Non si illudeva sul suo ruolo in quel momento. Una presenza scialba. Il procuratore capo pass con la guardia del corpo, protetto dai vetri antiproiettile della sua auto, e alla macchina del cardinale fecero seguito quattro agenti in borghese. Ci nonostante il maresciallo era contento di essere l e di essere ignorato. Questa costituiva la sua unica opportunit per dare un'occhiata da vicino a tutti gli Ulderighi, e intendeva farne tesoro. Fino a quel momento l'avevano tenuto a distanza, e la cosa non gli era dispiaciuta. La marchesa l'aveva intimorito troppo. Non tanto per l'influenza che aveva e per il danno che avrebbe potuto provocargli, ma per il modo che aveva di presentarsi. Il giorno in cui le aveva comunicato la morte di Corsi si era trovato proprio di fronte a lei, a forse mezzo metro di distanza, eppure, in seguito, non avrebbe saputo dire quale fosse esattamente il suo aspetto. Le aveva guardato il volto, aveva perfino registrato i suoi pensieri, le sue reazioni, ma la sua presenza lo aveva sopraffatto a tal punto da non saper dire se avesse gli occhi chiari o scuri.
Resta qui. Lasci il ragazzo nella striscia d'ombra di un cipresso.
 Neri, il figlio. Voleva dargli un'occhiata e rendersi conto da solo se avesse un aspetto di persona malata o pazza o
tutte e due le cose. Il giorno avanti avrebbe evitato una situazione del genere, ma oggi era diverso. Oggi aveva un pezzo di carta in tasca con sopra scritto Gualducci Rolando, detto Zanzara, e tutto era cambiato.
Un monaco benedettino era piazzato accanto alla tomba di famiglia in attesa dell'arrivo del corteo funebre. Portava dei grandi occhiali cerchiati che lo facevano assomigliare ad una civetta e nell'istante in cui la bara fu visibile mise in mostra un attivismo spasmodico. Una o due volte il suo sguardo si volse al maresciallo come se non sapesse dove inserirlo, ma Guarnaccia mantenne la distanza necessaria perch gli ordini sussurrati non fossero udibili.
La bara fu appoggiata all'entrata della tomba. Poi il maresciallo vide Neri Ulderighi per la prima volta. Che cosa si era aspettato? Non ne era sicuro, ma di certo non quello che vide. Neri era pi grande, in qualche modo pi corpulento di quanto lasciassero immaginare tutte le chiacchiere sulla sua debolezza. Infatti, se non fosse stato accanto a sua madre con il prete che lo sosteneva al braccio dall'altra parte, il maresciallo non avrebbe mai indovinato chi fosse. C'era ben poco tempo per registrare la scena prima che altra gente gli impedisse la visuale dalla parte della bara, obbligandolo a spostarsi il pi furtivamente possibile coperto dalle preghiere del cardinale, che sperava potessero nascondere il rumore dei suoi passi sulla ghiaia pulita. Ecco. Da qui poteva vederli entrambi... e accanto alla marchesa anche una donna anziana, forse la zia. Sembrava malata, pens il maresciallo, la faccia era bianca come il gesso, con borse rosse sotto gli occhi. Era appoggiata a un bastone.
Ricorda, uomo, che sei polvere e polvere....
Si spinse un po' pi avanti. Come aveva immaginato, le gambe della vecchia zia erano gonfie. Ma Neri, Neri lo sorprendeva. L'atteggiamento era quello di un uomo di mezza et. La zia stava in piedi, rigida, aiutandosi col bastone. La marchesa era cos eretta ed immobile da assomigliare all'angelo di marmo bianco che innalzava le ali dietro la sua testa stagliandosi contro il verde cupo di un cipresso. Ma Neri, sebbene il prete lo sostenesse o trattenesse, era irrequieto. Non riusciva a tenere la testa ferma un istante. Quanti anni
dicevano che avesse? Almeno una ventina. I capelli, biondi come quelli della madre, andavano gi diradandosi. La testa, che non stava mai ferma, ma si muoveva avanti e indietro sobbalzando da una parte all'altra come se fosse in cerca di qualcosa, risultava troppo grande anche per quel corpo grande e piuttosto flaccido. Avrebbe potuto essere un ritardato mentale, ma i suoi occhi, che il maresciallo riusciva ora a scorgere, erano lucenti e pieni di intelligenza.
Libera, o Signore, l'anima....
Appena un po' pi vicino. Poteva darsi che non gli ricapitasse l'occasione... Avvicinandosi, rimase nuovamente sorpreso. Gli occhi lucenti, l'atteggiamento inquieto, la testa dondolante, tutto aveva una spiegazione molto semplice. Neri Ulderighi stava piangendo.
Il maresciallo si guard intorno scrutando il resto dei presenti. C'era un gruppo familiare, genitori con una ragazzina, che guardavano come se fossero estranei, sebbene dalla posizione in cui si trovavano era evidente che si trattava di parenti stretti - parenti di Corsi, evidentemente. Lo sfortunato principe consorte aveva una famiglia propria alla quale il maresciallo non si era neppure degnato di pensare. C'erano delle persone in profondo lutto che poteva darsi appartenessero a ulteriori rami della famiglia degli Ulderighi. Poi alcune persone importanti della citt, delle quali il maresciallo riconobbe alcune, e altre no. I dipendenti della famiglia... Grillo aveva uno strano aspetto nel suo vestito attillato. Non riusc a vedere la vecchia tata, ma senza dubbio era troppo vecchia e debole per uscire... Leo! Quello doveva essere Leo, non poteva essere che lui. Dal collo taurino e la testa rasata, senza dubbio perch nessuno potesse afferrarlo sul campo. I suoi genitori non si vedevano, ma dovevano essere da qualche parte. I dipendenti non erano stati presenti nella cappella, solo i familiari e gli ospiti importanti. Degli inquilini non c'era traccia.
Il maresciallo voleva guardarli bene tutti, ma non riusciva a concentrarsi. Il suo sguardo ritornava senza sosta a Neri Ulderighi, che non aveva smesso di piangere durante la cerimonia.
Era lass che strillava...
William Yorke l'aveva sentito gridare quando aveva creduto di aver percepito uno sparo. Gridare al buio. Anche il maresciallo l'aveva sentito al buio, anche se non ne era perfettamente sicuro. Mentre suonava il flauto nell'oscurit. Al maresciallo venne in mente che forse il ragazzo poteva avere dei problemi con gli occhi e, da dietro la protezione dei suoi occhiali, lo guardava adesso con curiosit anche maggiore. Quante volte era successo al maresciallo che la gente lo fissasse pensando che stesse piangendo, mentre aveva semplicemente dimenticato di mettersi gli occhiali? Ma i movimenti? Il modo in cui gettava la testa in avanti sussultando? Senza dubbio stava piangendo.
Le preghiere erano finite e la bara era stata portata dentro la tomba; si sentirono solo i passi dei becchini sulla ghiaia, poi segu il silenzio, interrotto da un cinguettio di uccello. Il maresciallo, cercando il suo carabiniere, fu nuovamente attirato da Neri, e questa volta si accorse con un piccolo sussulto di sorpresa che Neri rispondeva al suo
sguardo puntandolo dritto negli occhi. Sembrava aver smesso di piangere, ma ci nonostante il prete continuava a sostenerlo, cercando di condurlo via. Neri lo ferm parlandogli con urgenza nell'orecchio. Poi guard di nuovo in direzione del maresciallo. Cosa poteva volere? Il maresciallo prov la forte impressione che chiedesse aiuto, anche se non poteva trovare un motivo logico che ne spiegasse la causa.
Ora era il prete a parlare, gesticolando con la mano che teneva vicino alla bocca come se stesse sussurrando. Il maresciallo stava in piedi cos silenzioso a guardarli che un merlo saltell proprio sopra le sue grandi scarpe, trillando la sua canzone d'amore e saltellando via sull'erba dietro di lui. Il prete circond le spalle di Neri con un braccio. Neri era molto pi alto e grande, ma era chiaro che era il prete a tenere la situazione sotto controllo. Neri poteva sembrare un grosso bambino. E proprio come avrebbe fatto un bambino contrastato, Neri si gir mentre veniva condotto via, continuando a guardare con insistenza il maresciallo.
Guarnaccia non ci capiva niente. Fiss la tomba degli
Ulderighi e poi l'alto angelo bianco che faceva la guardia a quella che gli si rivel essere la tomba di un bambino. Le
spoglie di Corsi avevano ormai trovato pace e gli uccellini cantavano nascosti fra i cipressi.


Capitolo 7.

Fa il facchino al mercato centrale e, a quanto si dice,  pericoloso proprio quanto fa pensare la sua foto. Lorenzini teneva la foto in mano mentre con occhi assonnati faceva il resoconto del suo servizio notturno. Era un pezzo che non lavorava tutta la notte e si sentiva tutto indolenzito. Il maresciallo non gli aveva neppure offerto di sedersi, se ne stava in piedi alla finestra con le spalle incurvate voltando la schiena al giovane brigadiere e, a giudicare dalla sua rudezza, si sarebbe potuto supporre che fosse stato lui a lavorare tutta la notte.
Mi dispiace, ma proprio non c' stato niente - continu Lorenzini -. Naturalmente non mollo, ma mi sembra che ci siano poche speranze, visto che gli orari dei loro lavori sono diametralmente opposti: in pratica quando uno si alza l'altro va a letto.
E il calcio in costume? Questo Zanzara pu averci a che fare in qualche modo? Ci deve essere un punto di contatto tra Zanzara e qualcuno di Palazzo Ulderighi. Chi altro potrebbe essere se non Leo? Mi sembra il tipo, visto che non  certo un santo.
 stata la prima cosa che ho controllato. E chiaro che non pu giocare perch ha precedenti... anche se lei non ci creder, il calcio in costume dovrebbe essere riservato ai figli dei nobili della citt.
Mmh.
Suppongo che sia stato cos nei secoli passati. Comunque questo
Zanzara ci ha avuto a che fare qualcosa anni fa, naturalmente prima che Leo fosse coinvolto.  un bel po' pi vecchio, sa.
Con sollievo di Lorenzini alla fine il maresciallo si gir e lo squadr con attenzione. Perch non ti siedi? Mi sembri esausto.
Grazie. Lorenzini sprofond nella prima sedia che vide, ma il maresciallo rimase in piedi, fissando la cartina del quartiere come se gli potesse rivelare spontaneamente il luogo dove Leo e Zanzara si erano incontrati per decidere l'affare che aveva determinato la presenza delle impronte di Zanzara sulle scarpe di Buongianni Corsi.
E il club dove lavora Leo?.
Ci sono andato ieri sera. Fa il buttafuori e sta sulla porta la maggior parte della notte - ma non la notte scorsa, per via della partita di oggi.  un club privato, qualcosa come una mini discoteca. Un posto orrendo, in un sottosuolo, dipinto di grigio e nero. Soffocante. Ho guardato la lista dei soci. Zanzara non c'. Ho fatto girare la foto di riconoscimento nel caso che i frequentatori abituali l'avessero visto qualche volta. Niente da fare. Zanzara comincia a lavorare all'alba quando il nostro amico Leo se ne sta a letto a russare.
Prova nei bar e nei ristoranti, probabilmente sono svegli tutti e due all'ora di cena. Forse anche la pizzeria di fronte al palazzo. No, aspetta. Va' a casa e fai una dormita. Me ne occupo io.
Il maresciallo prese la foto di riconoscimento e si infil la giacca mettendosela nel taschino. Vado a Palazzo Ulderighi. Comincer da l... Hai guardato i precedenti?.
Ci ho perso tutta la mattinata, ma il nome di Leo non spunta in nessuno dei rapporti che riguardano Zanzara... be', anche lei ha detto che c'erano poche probabilit....
Va bene, va bene. Se non c' stato niente, non ci pu essere niente.
Non ho nemmeno mangiato, borbott Lorenzini sottovoce. Avrebbe potuto fare anche a meno di dirlo. Il maresciallo non lo stava ascoltando. Era turbato, e non gli sarebbe riuscito per tutto l'oro del mondo di dare un nome a quel qualcosa che lo turbava.
Uffa!. Involontariamente protest contro l'ardente
esplosione di sole che lo colse uscendo all'aperto sul piazzale di Palazzo Pitti. Il calore rifletteva sulle macchine parcheggiate e il maresciallo, protetto dal cappello e dagli occhiali scuri, si meravigli del coraggio dei turisti che si esponevano al sole senza pensare alle scottature.
Turbato. Lo era stato fino dall'inizio, ma poi aveva attribuito la sensazione alla paura per la propria pelle, o almeno alla paura per il proprio lavoro. Ma ora non poteva trattarsi di questo, perch qualsiasi cosa avvenisse, le impronte di Zanzara erano una giustificazione sufficiente per svolgere un'inchiesta. Non stava certo tormentando gli Ulderighi, anzi, poteva addirittura darsi che li stesse proteggendo. Non che lui ci credesse, per qualcun altro poteva anche crederci.
Permesso... permesso.... Ma che diavolo ci faceva la gente per la strada senza muoversi? Stare l e bloccare un marciapiede che bastava a mala pena per una persona. Permesso.... Non sarebbe stato poi male se fosse riuscito ad arrivare a Palazzo Ulderighi senza che qualcuno gli sporcasse di gelato le maniche dell'uniforme.
Fu quando si ferm per suonare il campanello del portinaio, che gli venne in mente la partita. Tutta quella gente sui marciapiedi stava andando a cercare un buon posto da cui poter vedere il corteo. Che cosa gli stava succedendo? I bambini non avevano fatto altro che parlare della partita tutta la mattina e anche a pranzo, ancora contrariati, naturalmente, perch non avevano avuto il permesso di andarci e si sarebbero dovuti accontentare di guardarla alla televisione.
Ad un certo punto del pasto Teresa si era infuriata mettendo fine alla discussione, e lui addirittura si era gi dimenticato dell'esistenza della partita. Dormiva in piedi. Sua madre lo diceva sempre, i suoi insegnanti lo dicevano spesso. Teresa, anche se non l'aveva detto davanti ai figli, l'aveva probabilmente pensato, visto che, per quanto si ricordava, non aveva pronunciato una parola durante tutta la discussione.
Oh,  lei.... Il solito saluto del portinaio, accompagnato dalla solita musica di pianoforte.
Il maresciallo entr senza nemmeno rispondere. Cominciava ad averne abbastanza di essere trattato come un venditore ambulante. Una volta attraversata la cancellata ed entrato
nel raggio di luce della debole lampadina, il maresciallo spinse l'interruttore mettendo sotto il naso del portinaio la foto tolta dalla sua tasca. Ha mai visto quest'uomo?.
Visto? Cosa intende?.
Intendo quello che ho detto. L'ha visto o no?  mai stato qui?  un amico di suo figlio?.
Non lo so chi . E perch tutte queste domande?.
Veramente, questa domanda non l'ho fatta. Lo so bene chi . Voglio solo sapere se lei l'ha visto.
No, mai visto.
Pu darsi che lo debba ripetere sotto giuramento.
Cosa vorrebbe dire?.
Il maresciallo non rispose, ma attravers il cortile per andare a suonare allo studio del pianista. La musica non si ferm subito, ma continu fino a che la frase fu conclusa. Il maresciallo, lanciando uno sguardo dietro di s, vide che il portinaio era scomparso nel suo sgabuzzino.
Oh,  lei!.
Be', almeno il tono era gentile. Emilio appariva allegro e brillante come sempre.
Entri. Ci sono novit?.
Non proprio. Volevo solo mostrarle questa.
Santo cielo! Che mostro! Anch'io sulla foto del passaporto sembro assomigliare ad un criminale ricercato, ma questo lo deve proprio essere.
S. Lo  davvero. Lo ha mai visto prima?.
Cosa? Intende dire in carne ed ossa?.
S, gironzolare nei dintorni del palazzo, per esempio, o con il figlio del portinaio.
No, di certo. Oh, suppongo che in realt non abbia un aspetto cos terribile, ma credo che sia un tipo che salta agli occhi.
Direi di s. Se lo dovesse vedere, anche solo nelle vie qui vicino, potrebbe informarmi?.
Il maresciallo gli porse un biglietto da visita col numero di telefono e fece sparire la foto. Vorrei mostrarla agli altri inquilini, se ci sono.
Hugh dovrebbe esserci, ma credo che Flavia sia andata via per il fine settimana.
S, mi pare di ricordare che aveva detto che non ci sarebbe stata. Non importa. In ogni caso dovr ritornare domani, quando  aperta la scuola di ballo. Mi spiace di averla disturbata mentre stava lavorando.
Non si preoccupi... Oh, c'era una cosa che volevo dirle nel caso che fosse tornato! Mi era quasi sfuggita ma, parlando di confusione, sa che l'altra notte c' stato un rumore che assomigliava proprio a uno sparo? Ci ha svegliati tutti. Una paura! Sa, dopo quello che  successo... Comunque, suppongo che possa essere stata una cosa qualsiasi, e noi siamo tutti sani e salvi. Per non  strano?.
Non c' di che preoccuparsi. Era solo un fuoco d'artificio. Il maresciallo non aveva intenzione di dire chi era stato a spararlo, ma non manc di aggiungere: Mi meraviglio che non me l'abbia detto subito, dato quello che, come sa,  accaduto.
Non era un'accusa. Lo disse con molta cautela.
Beh, probabilmente l'avrei fatto se l'avessi vista e lei me l'avesse chiesto. Non  che uno si precipiti subito dai Carabinieri a dire che ha sentito un rumore, non le pare?.
Ma certo. Guarnaccia non era del tutto convinto della logica del ragionamento, ma si sarebbe dovuto ricredere qualche giorno pi tardi.
Maresciallo... una parola.
Emilio era ritornato al suo pianoforte. Questa supplica sussurrata proveniva dall'altra parte del cortile, dove era appena sceso l'ascensore. Il maresciallo guard attentamente attraverso l'oscurit e vide il prete di famiglia che stava accanto alla porta dell'ascensore con le chiavi in mano. Guarnaccia gli si avvicin camminando lentamente, mentre l'ormai familiare sensazione di un presentimento ritornava a galla.
Buon giorno, Padre.
Prego.... Fu pregato di salire sull'ascensore.  piuttosto urgente, se non le dispiace.... Mentre salivano il prete continu a sussurrare il suo piuttosto urgente.
Mi scusi - disse il maresciallo - non ho capito cosa ha detto. Il prete si avvicin solo alla sua spalla. La mano che pos sulla manica dell'uniforme era paffuta e bianca come
quella di un lattante.
Andr tutto per il meglio, lo sento, altrimenti non mi sarei mai sognato di... Eccoci.
Si ritrovarono al piano dove aveva avuto luogo il concerto.
Per di qua. Ondeggiando come un piccione grasso, il prete precedette il maresciallo lungo il corridoio lucidato di scuro. Le porte doppie dei due grandi saloni erano chiuse da entrambi i lati. Andarono avanti fino alla fine e il prete apr una porta pesante con una maniglia di ottone. Solo un attimo.... Accese una luce. Al di l della porta c'era solo una scala, una rampa di scalini di pietra consumati che conduceva ad una porta uguale alla prima.
Il maresciallo voleva chiedere dove diavolo lo si stava portando, ma fu distratto dal pensiero di qualcuno che gli aveva detto, tempo prima: Non lo si vede mai sulle scale. Chi... Gli stava venendo il fiatone, come del resto anche al prete, che per fortuna rallent un bel po'. Gli scalini erano ripidi e scivolosi e l'unica cosa a cui potersi reggere era una pesante fune consumata infilata dentro anelli di ferro fissati al muro. Il maresciallo riusciva appena a reggersi con fatica alla corda con le sue grandi mani. Il piccolo prete le stava usando entrambe. Si ferm in cima senza abbassare la maniglia d'ottone della seconda porta.
Volevo solo avvertirla che appena l'avr fatta entrare me ne andr. Ho la sensazione che sia meglio che lei gli parli da solo. Tutto questo fu detto sussurrando.
Cosa esattamente..., cominci a dire il maresciallo.
Sss! Al momento  molto afflitto, e la prego di lasciarlo solo non appena le avr detto quello che vuole dirle. Mi trover qui. Le dico tutto questo perch la sua salute  in serio pericolo, molto serio, altrimenti... Entri, ora.
Il maresciallo fu spinto dentro, e la porta si richiuse dietro di lui. Dietro di essa sent il passo strascicato del prete che scendeva le scale. Per un momento rimase fermo per accertarsi che la stanza fosse vuota. Lo era. Sapeva per istinto dove si trovava anche prima di attraversare la stanza e guardare gi dalla finestra. Il cortile appariva come rimpicciolito sotto di lui. Era nella torre, anche se non proprio sulla cima. La musica del pianoforte si sentiva appena. L'entrata era bene in
vista. Vide il portinaio uscire per far entrare qualcuno dal cancello. Una donna. Nessuno che conoscesse. Non che fosse facile riconoscere qualcuno da una tale altezza - a mala pena avrebbe riconosciuto il portinaio se non l'avesse visto uscire dalla portineria. Ma quella donna aveva i capelli rossi e non era un'inquilina. Sal le scale e scomparve.
Non lo si vede mai sulle scale... Era abbastanza sicuro che fosse stata Flavia Martelli a dire quelle parole riferendosi a qualcuno, ma non si ricordava n a chi, n perch. Questi settentrionali parlano talmente veloci che non si riesce a stare dietro a quello che dicono. Be', prima o poi gli sarebbe ritornato in mente. Da quella posizione era difficile inquadrare con esattezza i singoli appartamenti, ma se la dottoressa Martelli era assente, era chiaro che quello con le persiane chiuse doveva essere il suo. Accanto a lei... a sinistra, se ricordava bene... s, quello era l'appartamento del pittore. Si poteva guardare facilmente dentro. Strano che ci fosse cos tanta luce in una stanza che dava sul cortile, dove anche in piena estate il sole non penetrava. Ci doveva essere un'illuminazione speciale. Probabilmente Fido stava dipingendo. Eccolo che agitava un qualche lenzuolo colorato in mezzo alla stanza. Il maresciallo sent con chiarezza un campanello che suonava. Era sorprendente! Doveva essere il campanello del pittore, perch questi lasci subito cadere il lenzuolo e usc.  vero che i suoni si propagano sempre verso l'alto, e nello spazio chiuso del cortile... I suoi pensieri furono interrotti da ci che accadde successivamente. Vide la donna dai capelli rossi procedere fino al centro della stanza. Fido la seguiva cingendola da dietro con le braccia. Poi indietreggi. La donna dai capelli rossi si spogli velocemente e si distese in piena vista davanti alla finestra.
Passato il primo shock il maresciallo si rese conto che quella donna era una modella. Sapeva bene che esiste quel genere di cose... ma in piena vista davanti alla finestra? Con tutta quella luce artificiale avrebbe anche potuto chiudere le persiane. In piena vista... Ma non era cos, non nel modo che aveva pensato. Il maresciallo diede un'occhiata alle altre finestre, e non era cos. La donna fu sistemata sulla specie di piattaforma dove Fido aveva gettato il lenzuolo colorato. Gli
appartamenti erano all'ultimo piano dell'edificio. L'unica finestra che fosse abbastanza alta da poter permettere la vista della donna nuda all'interno era quella dove adesso si trovava il maresciallo.
Un leggero rumore dietro di lui lo fece sussultare e si gir allontanandosi dalla finestra come se fosse stato colto in flagrante. Neri Ulderighi stava di fronte a lui, le mani che si stringevano con forza. Non si avvicin alla finestra, ma l'occhiata involontaria al di sopra delle spalle del maresciallo e il rossore che gli color il volto dicevano tutto. Quasi tutto.
 stato molto gentile a venire a trovarmi. Padre Benigni diceva... Vuole accomodarsi?. Aveva una voce quieta, o forse era debole, come se non fosse abituato a parlare alla gente.
Vuole sedersi qui? Padre Benigni si mette sempre qui. Vede,  comodo.  vicino alla mia sedia e cos possiamo parlare. Neri aveva preso una poltroncina rotonda di pelle scolorita da un tavolo in un angolo e l'aveva messa di fronte al maresciallo. Ancora una volta Guarnaccia registr mentalmente la statura e la massa del corpo del giovane, insieme alla goffaggine che caratterizzava il suo modo di tenere la testa. Ora non stava piangendo, sebbene il maresciallo avesse la sensazione che l'avesse fatto da poco, perch aveva gli occhi troppo lucidi e la faccia troppo arrossata. Non aveva idea di cosa dirgli. Come avrebbe potuto averne idea? Gli era totalmente estraneo, un enigma, e poi cosa voleva? Cos non disse niente e Neri lo fiss con i suoi occhi lustri e imploranti.
Non mi riporti in quella casa...
Erano gli occhi di Corsi, gli occhi del cadavere che doveva ma non poteva abbandonare, e il maresciallo sentiva dalla nauseante sensazione di apprensione che gli chiudeva la bocca dello stomaco che avrebbe preferito non sentire mai quello
che Neri voleva dirgli, qualsiasi cosa essa fosse. Se alla fine riusc a parlare fu solo per rimandare quello che non voleva. Fissando il tavolo dietro a Neri, coperto di scatoline di pelle, disse: Ho sentito che lei  un collezionista.
Era stato facile come distrarre un bambino piccolo. Gli occhi tormentati si riempirono di piacere.
Oh s,  vero. E un'attivit che assorbe quasi tutto il mio tempo. Lei si intende di monete e medaglie antiche?.
Temo di no, purtroppo.
Peccato. Del resto, perch dovrebbe... Deve avere tanto di quel lavoro da sbrigare, e poi... Padre Benigni mi ha consigliato molto saggiamente di non farle sprecare tempo senza necessit. Padre Benigni ha sempre molto riguardo dei bisogni e dei problemi degli altri. Cerca di insegnarmi ad essere come lui, ma temo di essere un cattivo scolaro.
Lei ha i suoi problemi, immagino. Ho sentito che la salute....
Oh, s, certo, ma Dio non ci dona mai sofferenze pi grandi di quelle che possiamo sopportare. Io credo davvero che sia cos, e lei?.
Non so, forse.
Oh, ne sono sicuro. Inoltre, come anche lei sa, ognuno ha i suoi problemi. Io ho una cattiva salute, ma ho anche molti specialisti che si occupano di me. Spesso penso alla gente malata che non ha nessuno al mondo e nemmeno possibilit finanziarie... capisce?.
Il maresciallo non poteva fare altro che fissarlo perplesso. Questo strano bambino troppo cresciuto non aveva in s ombra di astuzia, n ipocrisia, n arroganza. Sa Dio come era stato possibile che la marchesa Ulderighi avesse generato un'anima cos innocente. Era forse una regressione a qualche vecchio antenato... La visionaria dell'affresco?
Mi sarebbe piaciuto mostrarle la mia collezione, ma Padre Benigni... ci si sente soli, qualche volta, capisce....
Non esce mai?.
Uscire?. L'idea sembr prenderlo alla sprovvista. Io... mia madre mi porta in campagna, d'estate. Mi hanno detto che il caldo, qui, mi fa male. Ma esco molto raramente. Troppi rumori, troppo traffico, e per uno che ha i nervi delicati come me pu essere un problema. Ma la gente  molto gentile... ad esempio il negoziante che mi vende gran parte delle monete viene spesso a mostrarmi cose nuove e penso che sia molto gentile da parte sua, visto che viene fuori dell'orario di lavoro, lei non trova?.
Il maresciallo pens che la persona in questione avesse piuttosto senso degli affari e senza dubbio traesse vantaggio dalla situazione, ma tenne per s la sua opinione.
 una collezione di famiglia che lei continua, o  stato lei a cominciarla?. E pensare che avrebbe voluto chiedere a Neri tante di quelle cose! Ecco che si metteva a fare domande stupide su una collezione di monete solo perch era stato pregato di venire da questo giovane e perch lo spettro del procuratore capo incombeva su di loro.
Fu iniziata da mio nonno. La famiglia possedeva solo una
o due cose importanti prima di allora, ma c'erano e basta, se intende quello che voglio dire. Non si trattava di oggetti collezionati di proposito.
Capisco.
Qualche cosa  stata venduta... purtroppo... perch... be' ora sono al Museo del Bargello. Quella  una bella collezione, molto bella. Ah, ecco il t....
Come ha detto?.
L'orecchio pi esercitato di Neri aveva colto un rumore che non aveva significato per il maresciallo, finch una porta di servizio nascosta, sul tipo di quelle delle stanze sul cortile, non si apr per rivelare Grillo che stava dandosi da fare con un vassoio.
Oh,  lei, vero? T per due. E una piccola festa. Sbatt violentemente il vassoio su un piccolo tavolo di marmo agitando il pugno in direzione di Neri. Mangia qualcosa!.
Tenter....
S! Tenterai... sar meglio che ci riesca, altrimenti dovrai rendermene conto. Non mi sono arrampicato per trecento scalini con questa roba per niente!.
Sbatteva tazze e piatti a destra e a manca, saltellando al tempo stesso da un piede all'altro. Era impossibile distinguere se fosse veramente arrabbiato o se facesse finta di esserlo. Neri sembrava prenderlo sul serio accettando la sua rudezza come qualcosa di normale.
Gli scalini ti danno da fare, lo so.
Ah!. Improvvis una piccola danza grottesca. Il maresciallo non  della stessa opinione. Probabilmente pensa che starei meglio in un circo.
Io....
La verit  che... - tocc le larghe spalle di Neri agitando l'altra mano davanti alla sua faccia - se io avessi le tue gambe
e tu la mia energia si riuscirebbe a combinare almeno un essere umano normale.
 vero. Neri sembrava felice. E il cervello, Grillo, da chi lo prendiamo?.
Da te. Ma io sono pi furbo, e questa  tutta un'altra cosa. Se tu fossi furbo, non avresti fatto venire qui questo individuo.
Il sorriso scomparve dal volto di Neri. Ora lasciaci soli.
Eccome se vi lascio soli! - disse il nano indietreggiando verso la porta nascosta - Vi lascer soli, ma neanche da solo sarai in pace, tu!, e se ne and.
Il maresciallo fiss Neri con i suoi grandi occhi, desiderando ardentemente chiedere qualcosa, qualsiasi cosa che potesse condurre ad una spiegazione riguardo al suo rapporto col nano, che per lui rimaneva un mistero. Naturalmente non chiese niente, ma Neri interpret all'istante la sua occhiata.
Non ci deve far caso. Ho paura che le abbia dato del filo da torcere se l'ha dovuto interrogare.
 risultato un po' strano.
Ma non ha provato compassione per lui?.
Compassione? Io... forse avrei dovuto, in coscienza, ma devo confessare che mi ha talmente dato ai nervi che....
 questo il motivo per cui lo fa. Io ho molto tempo a disposizione per pensare, e cos... Grillo si  sempre preso cura di me. Anche ai tempi in cui avevo ancora la bambinaia stava sempre qui, quasi come un cane da guardia. Nanny, che era inglese e non riusciva a seguire la parlata toscana stretta,
lo odiava. Lui la tormentava fino all'impossibile e lei finiva col rincorrerlo, ma lui riusciva sempre a sfuggirle, e questo mi divertiva. Ripensandoci ora credo che lo facesse almeno in parte per tenermi allegro, visto che ero cos spesso malato. Penso di poter dire onestamente, maresciallo, che non ho mai riso in vita mia se non per merito suo. E per questo gli sono grato.
Riesco a capirla.
Davvero?. Neri lo guard con insistenza, come se fosse di grande importanza per lui che il maresciallo potesse capire. S. S, lei mi sembra un uomo che capisce le cose. Al funerale... Ma stavamo parlando di Grillo. Vede, il fatto  che
quando si  piccoli come lui, se si ha cio la statura di un bambino di otto anni, si  automaticamente anche trattati come un bambino di otto anni. E una reazione naturale non necessariamente determinata da scortesia. Per, lei come si sentirebbe se venisse normalmente trattato come un bambino di otto anni?.
Capisco cosa intende dire.
Tanto per cominciare non indosserebbe quell'uniforme. Il lavoro che farebbe sarebbe interamente condizionato dalla sua altezza. Verrebbe ignorato spesso. La gente parlerebbe senza tener conto di lei, e se lo facesse sarebbe solo per mostrare compassione. Le pu sembrare che Grillo si comporti in modo strano, come lo ha definito lei, e spiacevole, e sconcertante. Tuttavia immagino che lei non lo abbia trattato come un bambino di otto anni e che non abbia neppure cercato di ignorarlo. Forse ha provato rabbia nei suoi confronti, o irritazione, ma nessuna compassione.
Quello che lei dice  giusto, ed  vero che non ci avevo pensato.
Non lo si vede mai per le scale.
Ecco chi era! Naturalmente, Grillo. Gli inquilini erano convinti che li spiasse, che fosse a conoscenza di qualsiasi cosa che avveniva su ogni piano, sebbene nessuno lo vedesse mai per le scale. Avevano quasi sicuramente ragione. Grillo disponeva delle sue scale, e le porte di servizio, come ad esempio quelle degli studi, potevano anche essere chiuse a chiave, ma erano sufficientemente sottili perch vi si potesse ascoltare attraverso. A questo pensiero il maresciallo sent il cuore aumentare rapidamente i battiti e una vampata di calore salirgli al volto. Quanto era stato detto fra lui e William Yorke quella volta che il nano era rimasto nascosto origliando? Non riusciva proprio a ricordarsene. Qualsiasi cosa avesse detto era bastata ad accelerare la restituzione del corpo di Corsi, e il funerale... avevano sicuramente parlato del figlio del portinaio, ma aveva anche espresso la sua intenzione di prendere gli abiti del morto? Non si ricordava... Naturalmente la notizia sarebbe trapelata comunque, anche senza che il nano...
C' qualcosa che non va? Non si sente bene? Gradisce
del t?.
Il maresciallo prese la tazza senza nemmeno rendersene conto. Il nano era di certo l fuori. E dove era finito il prete? Quanti degli Ulderighi sapevano che era qui e perch? Lui stesso non sapeva perch, ma era stato osservato, senza accorgersene, in ogni angolo del palazzo.
Non mi riporti in quella casa!
Lei non sta bene. Forse  arrabbiato con me perch sto occupando troppo del suo tempo? Padre Benigni....
No, no. Stavo solo pensando... Stavo pensando a suo padre, a dire il vero.
Naturalmente,  chiaro. Neri cominci a muovere la testa con una leggera agitazione. Sto sprecando il suo tempo e dovremmo piuttosto parlare di mio padre. Mio padre... Io le dir tutto. Cerchi di capire che non mi riesce facile. Vede, spesso  meno difficile confessare le cose gravi che si sono fatte che non quelle insignificanti, ma tanto pi squallide e vergognose. Non  cos solo per me. So poco del mondo, ma Padre Benigni mi ha assicurato che spesso per la gente  pi facile confessare ad esempio un assassinio che qualche piccolezza inaccettabile da un punto di vista sociale... piuttosto che....
Il respiro sembr venirgli meno e il maresciallo, allarmato perch non conosceva la causa della malattia o della debolezza e angustiato dalla sofferenza del giovane, gli cinse paternamente le spalle con una mano.
Stia calmo, ora. Non ha bisogno di confessarmi niente. Si ricordi che non sono un prete.
Ma lei  qualcosa di molto simile, nel senso che certe cose le sono familiari, cose che... Lei  abituato a molte cose, ed  capace di capire. Inoltre Padre Benigni  d'accordo che sia giusto dirlo a lei. E preoccupato per la mia salute, lo so perch... ci nonostante  la cosa giusta da fare e cos sarebbe anche se fossi perfettamente sano. Mi hanno detto che lei sta facendo un'inchiesta e, vede, lei perde tempo perch sono io a sapere. Io so ogni cosa, pertanto  giusto. Sono stato debole e codardo, ma c'erano altre ragioni, altre persone... spero che non si crei un'opinione troppo cattiva di me.  molto importante per me, sebbene non la conosca. Non 
strano? L'ho osservata spesso. Lei cammina molto lentamente e talvolta si ferma restando immobile per un momento come se parlasse a se stesso. Poi ricomincia a camminare. Spesso mi  sembrato cos preoccupato... Pu pensare che sia strano, ma anche se non vedo la faccia della gente, da quass, riesco spesso a giudicare il loro stato d'animo. Ad esempio, da come apre il cancello le potrei dire se Mori, il portinaio, ha litigato con sua moglie....
Suppongo che accada piuttosto spesso. Un commento abbastanza stupido, e il maresciallo sapeva che stava solo cercando di ritardare quello che non voleva sentirsi dire, bench non avesse la pi pallida idea di cosa potesse trattarsi.
Litigano spesso.
E quando lei non osserva la gente nel cortile o sistema la sua collezione, suona.
S. Lo sapeva gi? Suono il flauto. Ho studiato molto poco, perch si pensava che studi troppo prolungati avrebbero danneggiato i miei nervi. Ma suono lo stesso. Spesso desidererei....
Non disse cosa avrebbe desiderato. Il maresciallo immaginava che nella sua vita ci fosse molto da desiderare. Per, perch avrebbe dovuto provare per lui la stessa compassione che aveva provato per il padre...? O, meglio, per quello che il padre gli era apparso nei suoi incubi. Come se lui fosse l'unico a doversi preoccupare. Sicuramente quel giovane era circondato da cure e attenzioni. Con una schiettezza di cui non pot fare a meno, sebbene gli suonasse quasi scortese, il maresciallo disse: Perch proprio io? Ho sentito che il procuratore capo  un buon amico di famiglia. Pensavo che avesse detto a lui tutto quello che c'era da dire. Forse lo si stava usando di nuovo? Che fosse una trappola perch si compromettesse in qualche modo? L'attendevano forse un'aspra critica e un improvviso trasferimento?
Gianpiero... S, ma non potevo. Naturalmente ha ragione,  un amico molto stretto di mia... di noi tutti, ma  proprio per questo che non potevo dirglielo... intendo dire di lei, non di mio padre... e ancor peggio sarebbe stato dover ammettere che io... che io... E a lei che voglio dirlo. Non 
facile per me spiegarlo, ma io ho tanto tempo a disposizione per osservare la gente e per conoscerla. Ho sempre osservato anche lei, fin da quando  accaduto... e al funerale ho avuto la certezza che lei era la sola persona alla quale avrei potuto svelare tutto.
Il maresciallo capiva come ci fosse potuto accadere. Era il suo destino. I problemi degli altri, le colpe degli altri, i fardelli degli altri e perfino la loro morte trascurata. E siccome sapeva che questo era il suo lavoro, non protestava.
Mi dica pure quello che vuole dirmi, se pensa che dopo si sentir meglio. E poich aveva gi capito qual era la piccola cosa vergognosa e squallida che bloccava la rivelazione della cosa pi importante, cerc di aiutarlo.
Sa che il primo a parlarmi di lei e della sua collezione di monete  stato William Yorke? Sua sorella  entusiasta di lei. Gli ha raccontato come siete stati seduti per ore qui vicino alla finstra ad ordinare la collezione. Dicendo questo si alz e and a mettersi di schiena al posto vicino alla finestra dove prima doveva esserci stata la scrivania.
Mentre l'aspettavo ho guardato gi anch'io.  stato un bello shock. Immagino che per lei sia stato altrettanto. Dopotutto siamo fatti di carne.
Aveva colpito in pieno, ma solo pi tardi si sarebbe reso conto interamente dell'importanza di quell'osservazione.
Ho spostato la scrivania. Neri abbass la faccia rosso scarlatto verso le mani strette. Si dondolava leggermente come una vecchia che recita il rosario. L'ho spostata subito dopo essermi confessato a Padre Benigni.
Capisco. Ma dalla sua faccia il maresciallo vide che aveva continuato a guardare anche dopo. E cosa le ha consigliato Padre Benigni?.
Oh,  stato molto gentile. Ha spiegato che si trattava solo di un peccato veniale, intendendo che io sono un caso particolare, perch se non fossi stato malato mia madre mi avrebbe gi fatto sposare. Capisce, vero?.
S, certo.
Ha bisogno di sposarsi. Era la voce di Lorenzini, ma le parole erano quelle di Grillo.
Capisco perfettamente.
Ma non si rende conto che non  solo perch... non le fa solo il ritratto....
Solo allora al maresciallo venne in mente il ritratto di Bianca Ulderighi, e si ricord che mentre gli altri inquilini la chiamavano la marchesa, o anche "la sanguinaria", Hugh Fido...
 stato un tormento, capisce. Guardi lei stesso. Solo da qui si pu vedere, solo da questa finestra. Era diretto a me fin dall'inizio, anche se non l'ho capito subito. Me ne sono reso conto solo quando un giorno si  messo a sistemare una modella e l'ha fatta distendere con la faccia verso la finestra, e poi l'ha... E subito dopo  venuto lui alla finestra e ha guardato su. Mi ha guardato dritto negli occhi. E, Dio mi perdoni, Dio mi perdoni, perch nonostante tutto io ho continuato a guardare senza poterne fare a meno. Pur vergognandomene fino nel profondo dell'animo ho continuato a guardare. Non riuscivo a smettere. Chi altri avrebbe potuto aiutarmi se non Padre Benigni?.
Adesso si calmi. Stia fermo. Il maresciallo ritorn accanto a lui e gli mise una mano sulle spalle. Lei si fida di Padre Benigni, non  vero?.
S, completamente.
Allora si ricordi di cosa le ha detto. Si tratta solo di un peccato veniale.
Mi fido di lui... Ma la successione degli eventi  stata cos terribile! Come pu una piccola colpa divenire cos grande? Mi scusi. Devo stare calmo e non sprecare il suo tempo e dirle tutto ci di cui sono completamente sicuro.
Il maresciallo sentiva dietro a quelle parole la presenza del piccolo prete, e non gli piacque la frase tutto ci di cui sono completamente sicuro, ma evit di fare commenti.
Neri teneva le mani strette come se dentro di s stesse pregando, mentre parlava, cosa che poteva anche essere possibile.
Mi sono confessato. Mi sono confessato, ma non mi sono pentito. Ho spostato la scrivania come avevo promesso. Mi ricordo che la signorina Yorke venne su proprio quel giorno... Mi diceva sempre di chiamarla Catherine ed era sempre molto gentile, molto dolce. Mi chiese perch... perch avessi spostato la scrivania in un
punto in cui non avrei potuto vedere bene. Ecco com'era gentile, si preoccupava dei miei occhi. Sono piuttosto deboli. Mi port una scatola che aveva trovato, una scatola di documenti dove c'erano tre monete sotto alle carte. Non avevano un gran valore, ma lei aveva pensato a me, e ai miei occhi, e io non sapevo cosa rispondere quando mi chiese il perch. Penso sempre che assomigli ad un angelo di un affresco, lei non  d'accordo?.
Non l'ho ancora conosciuta.
O forse di tempi ancora pi remoti... "Un orcio di vino dei colli Albani, vecchio pi di novecento anni... est in horto, Phylli, nectendis apium coronis; est hederae vis multa, qua crines religata fulges". Capelli cos lunghi, chiari come l'oro del vino dei colli Albani... "e col prezzemolo del mio giardino, Phyllis, intreccer per te una ghirlanda; con i tralci di edera ti legher i capelli lucenti...". Capelli cos belli, come oro filato... "con i tralci di edera ti legher i capelli lucenti"... Vorrei aver studiato di pi, ma i miei occhi, vede... e lei ci ha pensato, cos gentile.... Si interruppe bruscamente, come ricordandosi qualcosa, qualcosa di doloroso che gli sopravveniva, e strinse le mani, che avevano riposato un momento al pensiero di Catherine Yorke, come a cercare conforto.
Padre Benigni ha detto....
Il maresciallo non fece nessun tentativo per riportarlo sull'argomento, sebbene fosse difficile dire che ce ne fosse realmente uno, ma si content di rimettersi seduto ad osservare Neri Ulderighi, forse la persona pi straordinaria che gli fosse mai capitato di incontrare. Il suo corpo era cos decadente, smisurato, obeso, la testa troppo pesante per le spalle pendenti, i capelli e la pelle come quelli di un vecchio. Anni di incroci dello stesso sangue avevano prodotto il suo corpo e il suo debole ma disperato bisogno di riprodursi. E da tutto questo brillava un'anima pi pura di quella di un bambino... se non ci fossero stati i preti ad opprimerla con le colpe.
Padre Benigni si preoccupa sia della mia salute che della mia anima. Si  occupato di me da sempre. Dovrei dirgli che perfino dopo la mia confessione ho continuato... continuato... ma sono stato punito, terribilmente punito.... Si era messo a piangere come al funerale, sussultando con la testa
avanti e indietro.
Sua madre...?, chiese il maresciallo molto delicatamente.
La testa si plac. Lei lo sa?.
Ho tirato a indovinare. Il ritratto e un paio di altre cose facevano pensare a... un'intimit.
Capisce che non sapevo cosa fare?.
Perch avrebbe dovuto fare qualcosa? Deve essere stato sconvolgente per lei pensare che la propria madre....
Non pensare, maresciallo, vedere. Vedere. Era gi una punizione in s, ma io dovevo confessare le mie proprie mancanze, deve capirlo. Non intendevo dire di pi. Le giuro che non volevo menzionare mia... l'interessata. Sa,  vero quello che dice Padre Benigni. Si devono confessare solo i propri peccati. Il sacramento non esige che si dicano i peccati degli altri, e sebbene non ne fossi realmente cosciente... ero troppo sconvolto per pensare con chiarezza... ci nonostante intendevo solo confessare i miei peccati. Lei mi crede?.
Ma certo.
Davvero deve credermi. Ma ero molto turbato, credo quasi vicino all'isteria, e non so come, ma mi  sfuggito di bocca.
Capisco. Il maresciallo decise di non insistere sull'argomento nella speranza di evitare un altro attacco di isterismo. E Padre Benigni l'ha detto a suo padre?.
Oh no, no... il segreto della confessione impone che....
Non mi dir che ha forzato lei a dirglielo!. Ma certo che l'aveva fatto, naturalmente, non era forse anche quello che aveva fatto con lui?
Ho la sensazione che sia meglio che lei gli parli da solo.
Forzato? Oh no, che idea scioccante. Sapevo che era la cosa giusta da fare... ma lui si  ucciso! Si  ucciso, e la colpa  mia, della mia sporca, incontrollabile, disgustosa abitudine. Cominci a urlare.


Capitolo 8.

E ci crede?. Lorenzini lo guard quasi deluso.
S.
Come avrebbe potuto non credergli? Ad un uomo cos non si poteva che credere, anche senza prove, e di prove lui ne aveva avute abbastanza. Il maresciallo faceva quel lavoro da troppo tempo per non sapere che basta fare le domande giuste alle persone giuste per avere le risposte giuste. Le risposte giuste le aveva, ora, annotate nel suo taccuino.
Devono essere state circa le tre del mattino, anche se non ho guardato l'orologio.
Solo un colpo... almeno, ne ho sentito solo uno.
Glielo mostrer. Vede? Naturalmente si era gi sparato ormai... io sono uscito sul balcone solo dopo aver sentito il rumore. Direi che per sporgersi sul bordo in quel modo doveva aver avuto l'intenzione di gettarsi di sotto, ma non lo ha fatto.
Ho visto i giornali solo dopo. Si parlava di un incidente... naturalmente una famiglia come quella non vorrebbe che si sapesse una cosa del genere,  fin troppo comprensibile.
Cosa intende con "presentarsi alla polizia"? Nessuno me l'ha chiesto. Non sapevo nemmeno che lei stava conducendo un'inchiesta. Cose di normale amministrazione, avrei detto.
E ancora prima di andare dagli inquilini dei piani superiori delle case circostanti il maresciallo aveva seguito Grillo sulle scale di pietra della torre di Neri fino a raggiungerne la cima e aveva guardato gi. Le pietre alle quali si era tenuto sporgendosi erano state ripulite, ma sotto di lui le tracce ormai seccate di sangue non erano raggiungibili. Il maresciallo non aveva dubbi che Corsi avesse voluto gettarsi gi per fuggire, alla fine, da quella casa, senza per riuscirci.
E per tutto il percorso di ritorno, gi per la stretta scala a chiocciola, il nano non aveva fatto altro che ciarlare.
L'ha mai sentita quella del tizio che si getta dalla torre e a met strada ci ripensa? Salvami Sant'Antonio! Salvami! E una grande mano viene gi dal cielo e l'acchiappa al volo! Poi si sente una voce dire: "A proposito, quale Antonio volevi?". Lei lo sa quanti Sant'Antoni ci sono in Italia? E quel tizio si scervella e poi viene fuori con un "Sant'Antonio da Padovaaaaaaa!".
Una volta tanto nel cortile non si sentiva musica. Fuori, da qualche parte, un suono di tamburi andava via via affievolendosi, marcando l'allontanarsi del corteo dopo la partita. Il portone si apr di uno spiraglio e si richiuse rimbombando appena il maresciallo ebbe raggiunto il cancello interno. L'ultima cosa che vide prima di uscire fu Leo, gigantesco, il collo taurino, con le braghe rosse e bianche e i resti stracciati di una maglietta bianca che pendevano dal dorso graffiato e sanguinante.
Almeno, Neri aveva ormai smesso di urlare.
Ma quello non era successo prima? Voglio dire, non si era messo a gridare quando il ragazzo inglese aveva fatto partire il fuoco d'artificio?.
Forse non fa altro che gridare. Il maresciallo rest silenzioso un attimo, pensando. Quindi disse: Deve succedere abbastanza regolarmente, perch tutti sapevano gi cosa fare. La marchesa  apparsa dal niente, come ti puoi immaginare, e il nano altrettanto. Nessuno di loro era sorpreso, e gli hanno fatto un'iniezione... qualcosa di intramuscolare; per  stato il nano che ha dovuto fargliela. Ho idea che non sopporti la vicinanza di sua madre. Non l'ha mai nominata direttamente durante il discorso, penso che l'abbia evitato.
Immagino che l'accusi per ci che  accaduto. Lorenzini era ancora deluso del fatto che tutta la faccenda dovesse alla fine risultare un semplice suicidio, dopo l'agitazione seguita alla scoperta delle impronte di Zanzara.
Pu darsi che tu abbia ragione, disse il maresciallo, ma non suonava convinto. Poi erano stati chiamati i medici e la marchesa aveva condotto il maresciallo nel suo salotto privato. L lui si era seduto, sconcertato dalla comodit della grande poltrona di velluto, di fronte al doppio ritratto di Lucrezia e Francesco. Pens a dove poteva essere il ritratto che Fido aveva fatto di Bianca Ulderighi, ma non lo chiese. Non fece domande, rimase solo seduto con il suo berretto sulle ginocchia, a guardare con i suoi occhi sporgenti e senza espressione. A guardare, piuttosto che ad ascoltare. La marchesa gli faceva un po' meno paura ora, ma anche cos la sua bellezza lo sconvolgeva. Un essere di una tale finezza e grazia con occhi cos profondi e luminosi avrebbe dovuto avere un'anima che corrispondesse all'aspetto. Era una cosa sconcertante. Il maresciallo sapeva dal profondo del cuore che quella donna era probabilmente spietata e di certo immorale, ma il messaggio che ricevevano i suoi sensi era in contraddizione con questo, cos come la bruttezza decadente di Neri aveva nascosto la delicatezza dei suoi pensieri e dei suoi sentimenti. Era una cosa di questa generazione, o era stato nel corso dei secoli che la bellezza e la virt avevano preso strade opposte?
I volti dei due dipinti mostravano pi vita ed espressione di quello del maresciallo. Francesco indossava il suo abito matrimoniale bianco ricamato a fiori dorati, e portava una corona di fiori freschi sui capelli biondi. Forse era stato l'ultimo degli Ulderighi ad avere un'anima che si armonizzava con la sua bellezza, ed era morto, scagliato dal cavallo contro il portale di pietra dell'entrata principale. Lucrezia fissava il maresciallo con lo stesso volto - ora ne era sicuro - che aveva mentre diceva il rosario nell'affresco. La stessa faccia che adesso si trovava davanti, inclinata leggermente verso di lui in una finta intimit.
Penso che capisca che il desiderio naturale di evitare uno scandalo e la vergogna per il mio sfortunato marito siano
passati in secondo piano di fronte al pericolo per la salute di mio figlio.  il solo erede.
Cosa si aspettava che le dicesse? La fiss a sua volta in silenzio senza preoccuparsi minimamente che potesse considerarlo ottuso come un bue. Non aveva mai preteso di essere una cima. La marchesa gli aveva offerto un ristoro che aveva rifiutato. Non era stata cos indelicata da chiedergli esplicitamente di tenere per s tutto quello che aveva sentito.
Ma dopotutto - disse poi a Lorenzini - non ne aveva bisogno. A questo punto, a chi lo direi?.
Ma non le ha dato nessuna spiegazione?.
Mi ha detto che avevano litigato, cosa che sapevo gi. Sembra che Corsi sia sceso a prendere un fucile.
Ed  tornato su con il fucile, invece di spararsi direttamente nella stanza delle armi?
La sua intenzione era di uccidere me, maresciallo.
Quello  stato il momento in cui  apparso Neri, svegliato dal rumore. Ha detto che suo padre stava urlando insulti puntando effettivamente il fucile contro la madre. Forse  stato l'arrivo di Neri che ha cambiato tutto. Corsi l'ha spinto via facendosi strada su per le scale della torre. Neri l'ha seguito. Ha visto, quando il padre si  sparato.
E lei  convinto che dica la verit.
Dice la verit.
E tutto ci che dice la marchesa lo conferma.
Mmmh.
Non  d'accordo?.
Oh, probabilmente hai ragione, solo che.... Il maresciallo non era cos bravo ad esprimersi. Non aveva ascoltato gran parte di quello che la marchesa gli aveva detto, l'aveva solo guardata. Credo a lui - disse alla fine - ma non credo a lei.
E tutta la logica toscana di Lorenzini non gli avrebbe fatto cambiare opinione. Alla fine il maresciallo si sent un po' colpevole. Era domenica sera e aveva strappato Lorenzini a sua moglie e al suo bambino solo perch aveva bisogno di qualcuno a cui raccontare tutto. Ed eccolo seduto l, Lorenzini, in jeans e maglietta che lo facevano apparire assurdamente giovane, con la faccia seria, che cercava senza successo di riuscire a capire.
Non ti avrei dovuto trascinare qui in questo modo. Torna a casa.
Quando il giovane se ne fu andato, il maresciallo rimase un paio di minuti seduto da solo prima di alzarsi piuttosto rigidamente dalla scrivania e spegnere le luci.
Alle una e trenta circa del mattino disse a sua moglie, che stava dormendo, come se fossero nel mezzo di una lunga conversazione - e lo erano, nella sua testa  vero per che quando ci si confessa si  tenuti a confessare solo i propri peccati? Teresa, mi ascolti?.
Eh? Cosa?. Si gir verso di lui, sveglia solo a met, e poi apr gli occhi completamente. Cosa  successo? Sei malato?.
No davvero. Mi stavo solo domandando qualcosa. Non ci avevo mai pensato attentamente. Si confessano solo i propri peccati, quindi anche se si sa qualcosa di terribile che dovrebbe esser reso noto....
Lo si dice ai Carabinieri. Santo Dio, Salva....
Gli gir la schiena e con uno strappo si tir il lenzuolo fin sopra le spalle. Se dormissi, la notte, saresti un po' pi sveglio durante il giorno.
Grand pli!. Due colpi pesanti sul pavimento. In prima: due demi pli, un grand pli, cambr in avanti; in seconda: cambr indietro; in quarta: cambr verso la sbarra; in quinta: due grands pli e grand port de bras, soussus e giro.
Il bastone batt di nuovo prima che cominciasse la musica e il maresciallo si ritir, intimidito, per andare ad ascoltare ad un'altra porta. Quella alla sua destra era chiusa, ma il chiacchiericcio e le risate che si sentivano dietro lasciavano supporre che almeno non avrebbe interrotto una lezione. Entr senza esitazioni e si ferm di colpo. Circa venti bambinette si stavano spogliando, molte di loro in piedi su un tavolo
che riempiva quasi tutta la stanza, saltellando e chiacchierando mentre le loro madri gli toglievano le calzemaglia rosa, oppure cercavano goffamente di sgusciare fuori da sole dai body. Al maresciallo non sembravano grandi abbastanza nemmeno per camminare, figuriamoci per danzare da sole.
Fu sollevato nel vedere uno o due padri nella mischia che cercavano di cavarsela il meglio possibile fra tutti quei nastri rosa, e fu proprio a uno di questi che si rivolse attraverso lo schiamazzo generale: Dove posso trovare la direttrice?.
Credo che sia... siediti... ho detto siediti! Qui sul bordo del tavolo o ti strapperai le calze... sta' seduta! Credo che stia facendo lezione nell'aula centrale, l o... torna qui!. E si mise ad inseguire il suo diavoletto, tutto rosa come se avesse ancora addosso il tut, che invece si divertiva ad arrampicarsi mezza nuda sul tavolo per andare da un'amica in calze rosa che ridacchiava cercando di fare una verticale sulle mani. Il maresciallo si ritir chiudendo la porta su quell'inferno in miniatura. Meno male, pens, che loro avevano solo figli maschi. Non riusciva ad immaginarsi di poter far fronte a cose del genere.
Era del tutto intimidito. Per fortuna una giovane donna che apr una porta del corridoio pi avanti e dette un'occhiata in giro, chiamando Ci siamo tutte? lo vide mentre bloccava il passaggio con la sua mole nera e gli rivolse uno sguardo gentile. Il maresciallo si affrett verso il suo volto sorridente.
Se la sua bambina  nel primo corso, sono gi uscite. Sar nello spogliatoio. Lei  il padre di Lucilla, vero?.
No, io... non sono il padre di nessuno, i miei sono maschi.. . No, vorrei solo scambiare due parole riguardo ad una faccenda piuttosto importante. Mi scusi se l'ho interrotta.
Ah! Non  mica per.... Dette uno sguardo all'ins, senza bisogno di dire altro.
S.
Allora... naturalmente, ma deve venire dentro perch non posso lasciare che le bambine facciano quello che vogliono, come pu immaginare.
Dopo la scena nello spogliatoio il maresciallo poteva immaginare pi che bene, e la segu all'interno. Di nuovo una schiera di elfi ridacchianti, questa volta in turchese pallido. La giovane, con una prontezza ed un'autorit in cui si era raramente imbattuto nella sua vita militare, le fece allineare alla sbarra, i piedi in fuori e gli occhi al centro, imponendo un silenzio di tomba nello spazio di tre secondi, e con il semplice
ordine esercizi di riscaldamento, mise su una cassetta e fu a completa disposizione del maresciallo.
Ho visto che non  apparso sui giornali, intendo dire che  stato un suicidio... non che per questo si possa biasimare qualcuno, per quella l  un elemento....
Intende la marchesa?.
Meglio abbassare la voce. La piccola Corsi  in questa classe. Bambine! Raddrizzate quelle ginocchia nel relev. Fiorenza! Tieni la testa ferma e pi in su, cos, cos va meglio. Abbass la voce. Fiorenza Corsi. Corre voce che se dovesse succedere qualcosa a Neri Ulderighi sarebbe lei ad ereditare, e credo che probabilmente sia vero. Porta il nome della zia, Fiorenza Ulderighi, deve essere prozia, e la va a trovare dopo ogni lezione qui. A volte penso che questa sia l'unica ragione per cui siamo ancora qui. Sa, avremmo dovuto essere sfrattati. La marchesa  stata felice di poter affittare l'appartamento quando ha avuto urgente bisogno di denaro, ma ora una qualche societ importante in cerca di un indirizzo distinto ha offerto cinque volte pi di quello che possiamo offrire noi, e quindi....
Capisco. Be', ora le cose sono diverse, naturalmente, visto che erediter la fortuna dei Corsi.
Mah. Non credo che ci ci sia di aiuto. La marchesa non ha mai voluto degli inquilini, e se pu permettersi di restaurare senza affittare, ci butter fuori... Un attimo che devo girare la cassetta.
Corse rapidamente attraverso la stanza non appena fin l'esercizio e ferm la musica.
E girarsi! Prima posizione: su la testa! Voglio vedervi crescere! Bene. Preparazione: uno due tre quattropli....
Il maresciallo le stette a guardare, meno spaventato, ora che erano sotto controllo. Treccine e crocchie infiocchettate, mani e piedi delicati che si muovevano all'unisono... sarebbe potuto essere anche bello, dopotutto, essere il padre di Lucilla.
La giovane donna vestita di maglia colorata torn da lui saltellando con passo agile e leggero. Aveva i capelli legati dietro con una specie di sciarpa dello stesso colore e il maresciallo si accorse guardandola che era la prima faccia
veramente allegra che avesse incontrato in quell'edificio. Gli sorrideva.
Non posso lasciarle nemmeno un minuto, sa....
Ma  chiaro.... Tir fuori la foto di Zanzara. Sto cercando di scoprire se quest'uomo sia stato visto dentro o nei pressi del palazzo e, in particolare, se sia stato visto insieme al figlio del portinaio che abita al piano terra.
La donna esamin con attenzione la fotografia, affascinata. Non ne ho mai visto uno cos, prima d'ora. E un criminale?.
Un criminale, esattamente.
Di sicuro non l'ho mai visto qui in giro... intendo dire, santo cielo, come si potrebbe dimenticare una faccia del genere,  terrificante, non la vorr certo mostrare alle bambine? Non penso proprio che dovrebbe. Inoltre, sono troppo piccole per essere attendibili, per cui non vale la pena di spaventarle... E i loro genitori! Se sentono una cosa del genere, non le manderanno pi! Oh, non credo proprio....
No, no, come dice lei, sono troppo piccole. Non si preoccupi. Forse potrei provare con gli allievi pi grandi che ho visto in giro?.
S, certo. La cosa migliore sarebbe andare alla porta accanto. Mia sorella  maestra nella classe intermedia. Gli allievi hanno diciotto e diciannove anni e la cosa pu andare. Ma... mi scusi la domanda, se si  suicidato, che cosa c'entra....
 un po' complicato. Niente di cui preoccuparsi.
Be', se lo dice lei, ma non mi piace l'idea che un tipo del genere giri qui intorno... No, non esca di nuovo, non  necessario. Pu usare la porta di comunicazione interna.
Indic la direzione e batt le mani.
Bambine! Grandpli!.
Il maresciallo si avvi in punta di piedi per attraversare la stanza mentre quelle piccole creature si abbassavano e si allungavano con un'espressione di seriet sui loro volti che faceva concorrenza alla sua. A dispetto dei suoi tentativi di uscire silenziosamente, fin col mettere uno dei suoi grandi piedi su un vassoio di legno appoggiato accanto alla porta rovesciandone il contenuto. Uno scroscio di risate infantili
copr la musica. Il maresciallo afferr la maniglia della porta infilandosi nell'altra stanza, dove trattenne un respiro di spavento al veder volare un uomo attraverso la sala in un salto diagonale il cui atterraggio avvenne con una frenata impressionante a un solo millimetro da lui.
Bravo!. Segu uno scoppio di applausi e il giovane ballerino guard sorridendo il maresciallo, girandosi poi per inchinarsi ai suoi compagni di corso.
Scusate. Mi avevano detto che potevo... Scusate. Il maresciallo era rosso per l'imbarazzo e stava fermo nell'angolo vicino alla porta, senza azzardarsi a fare un altro passo. Una donna alta e vestita di nero avanz a grandi passi verso di lui. Teneva in mano un lungo bastoncino bianco e il maresciallo fu sollevato nel vedere che il suo volto aveva un'espressione divertita, nonostante la sua austerit. Gli occhi, grandi e neri, gli sorridevano.
Sarebbe pi al sicuro vicino al pianoforte. Glielo indic col bastoncino alzando il braccio sinistro. Il maresciallo, rassegnandosi, vi si lasci condurre.
Due minuti!.
I ballerini, vestiti di strati di vari e complicati indumenti, si lasciarono cadere sul pavimento nelle pi strane posizioni.
Cosa posso fare per lei?.
Il maresciallo, che si era distratto, recuper la sua attenzione mostrando la fotografia. Niente. Non solo nessuno riconobbe la faccia, ma fu quasi sicuro, mentre usciva dalla stanza, di sentir dire da uno degli allievi pi giovani: Li picchiano, quando li arrestano: ecco perch hanno un aspetto cos terribile.
Seccato per l'insuccesso e per questa osservazione, il maresciallo si ritrov nel cortile prima di ricordarsi che avrebbe dovuto salire piuttosto che scendere. Non sapeva per certo se fosse solo un errore involontario o la sua riluttanza a procedere negli interrogatori. Non ne aveva proprio voglia, non c'era alcun dubbio. Avrebbe rinunciato volentieri per il resto della sua vita ad incontrare chiunque portasse il nome di
Ulderighi. E inoltre non era abituato a venire convocato come un servo. Stette l per un momento all'ombra del cortile, cercando di calmarsi.
Lei cammina molto lentamente e talvolta si ferma restando immobile per un momento come se parlasse a se stesso. Poi ricomincia a camminare. Spesso mi  sembrato cos preoccupato.
Be', era davvero preoccupato, non in ultimo dall'idea di essere costantemente osservato, all'interno di quelle mura. Preoccupato anche da quella sensazione di paura che non l'aveva mai abbandonato fin dalla prima volta in cui era entrato in quel cortile. Dette un'occhiata alla torre di Neri. Non riusciva a vedere niente, ma ci non significava che non fosse stato osservato. Cammin avanti e indietro fino al pozzo, cercando di ordinare razionalmente i suoi pensieri. Un vecchio edificio come quello avrebbe dato i brividi a chiunque - anche senza aver sentito quelle storie cruente ad esso collegate. Dava i brividi al giovane inglese, William, che non aveva esitato a dirlo. E dunque, non c'era niente da aggiungere. Per quanto riguardava
l'essere stato chiamato dagli Ulderighi, non veniva forse anche
chiamato - imperiosamente oltretutto - dalla gente pi umile del suo quartiere? Era una cosa che non gli aveva mai dato noia. Aveva un'infinita pazienza per loro, e allora perch non averla
anche per gli Ulderighi che, lo sapeva Iddio, avevano abbastanza
guai da giustificare un po' di pazienza? Il padre si era suicidato, il figlio era malaticcio. Nessuna somma di denaro avrebbe potuto rimediare a tutto ci. Sforzandosi di essere calmo e deciso prese la lettera di Fiorenza Ulderighi dalla tasca e controll al suo orologio l'ora dell'appuntamento. Era ancora presto. La lettera era arrivata quel mattino, ma non con la posta. Era stata portata a mano e presa in consegna da uno degli uomini del maresciallo. Portata da Grillo. Restava una mezz'ora da occupare in qualche modo. Pens di prendere un caff o qualche altra cosa alla pizzeria di fronte, ma l'idea non gli piacque. Il padrone gli gettava sempre delle strane occhiate per motivi che non riusciva a capire. D'impulso attravers il cortile e suon il campanello di William Yorke. Dopo aver suonato si accorse che la scusa di volergli mostrare la foto di Zanzara non sarebbe stata molto convincente, visto che William era arrivato dopo la morte di Corsi. Poi gli venne in mente che nel frattempo la sorella sarebbe dovuta essere di ritorno. Come scusa poteva andare. Suon di nuovo e
ascolt. La porta non si apr, ma il maresciallo era convinto che dentro ci fosse qualcuno. Il monolocale era cos piccolo che, a dispetto della porta spessa, si poteva praticamente sentir respirare chiunque fosse dentro. Poi fu sicuro di aver sentito un piccolo movimento. Suon di nuovo, a lungo. Un altro movimento, e una voce domand: Chi ?.
Guarnaccia. Maresciallo Guarnaccia. Ascolt. Era la voce di William, ma come soffocata, indistinta.
La porta si apr appena. Il volto di William era arrossato e sudato, i capelli sporchi.
Stava riposando... Mi scusi.
William indietreggi con passo incerto e apr abbastanza per far entrare il maresciallo. Cos facendo Guarnaccia pass sufficientemente vicino alla faccia di William per capire che era arrossata non dal sonno ma dal vino, e si ricord la storia dei fuochi d'artificio. Anche quella era successa quando aveva bevuto troppo. Comunque, una cosa era sentirlo raccontare, di essersi ubriacato, e un'altra vederla. William era sempre cos elegante, cos svelto nei movimenti e arguto nel parlare. Visto cos sembrava un'altra persona e il maresciallo pens solo ad andarsene.
Non voglio disturbarla. Sono sicuro che ha bisogno di riposo, se deve lavorare la sera.
Non sto n riposando n lavorando... ah... che meraviglia, per un attore, n riposare, n lavorare... Se vuole qualcosa da bere  meglio che le dica che non c' pi niente.
No, no. Volevo solo chiederle se era tornata sua sorella, ma vedo che non  tornata, perci me ne vado.
Gioved.... Borbottava talmente che il maresciallo non fu sicuro di aver sentito bene.
Gioved?.
Tre giorni di recupero. Siccome non  tornata ieri notte, torner gioved. Se qualcuno chiede di me, io sto dormendo.
Va bene, d'accordo.
Grazie, molte grazie. Si sedette pesantemente sul divano rosso, si tolse con molta cura una delle scarpe e si distese. Cominci a russare quasi subito. Il maresciallo si ritir.
Suppongo che lei voglia sapere cosa far quando sar
grande. La piccola Fiorenza si gett nell'angolo opposto del lungo divano e cominci a stirare le gambe puntando il piede come se fosse ancora alla lezione di danza.
E perch lo supponi?, le chiese Guarnaccia, sicuro che in ogni caso lei glielo avrebbe detto. Aveva ragione.
Perch  quello che chiedono tutti i grandi. Comunque sia, io far la ballerina e la veterinaria. Lasci cadere la gamba destra e fece guizzare in alto la sinistra puntandola in aria.
Avrai un bel po' di lavoro da fare, disse il maresciallo.
Non me ne importa. Mi piacer. E voglio anche avere tanti bambini, otto o nove. Lei quanti bambini ha?.
Due.
Non sono molti. Perch tiene il cappello sulle ginocchia?.
Perch non  educato tenerlo in testa in casa di qualcuno.
Potrebbe appenderlo, sugger. Poi, dopo uno sguardo furtivo alla fiamma sopra la visiera, non mostr pi interesse per il suo copricapo. Dette un'occhiata oltre lo schienale del divano ad un enorme orologio dorato retto da statuette e appoggiato su un lungo tavolo di quercia.
Zia Fiorenza non esce mai dalla sua stanza prima delle cinque in punto. Prima si sistema i capelli e poi si d lo smalto, solo che non si vede bene perch non  un colore vero e proprio. Se avessi il permesso di mettermi lo smalto, sceglierei rosa acceso o rosso. Sarebbe molto meglio, non crede?.
Immagino di s.
Ma non me lo fanno fare. Zia Fiorenza non mi lascia nemmeno entrare in camera sua a guardare. Dice "Non si fa' e basta". Per mi d sempre dei dolci.
Be',  gentile.
Per prima cosa faccio i compiti e poi quando esce dalla stanza suona il campanello e prendiamo il t con il dolce.
Oggi non stai facendo i compiti.
No, perch sto parlando con lei. Ho da fare italiano e matematica. Lei sa fare la matematica?.
Non molto bene. I suoi tentativi di aiutare i figli in genere erano finiti male.
Nemmeno io. Allung tutte e due le gambe fino ad essere quasi distesa. Il prossimo anno quando sar nel terzo corso far la danza sulle punte. Vorrei gi comprare le punte ma non ne ho il permesso perch potrei farmi male.
Immagino che sia giusto cos. Non vorresti certo farti male.
Non mi interessa. Vorrei tanto averle ora. Ci si pu rompere un piede o un ginocchio. Una ragazza che si chiama Francesca, che  nel corso intermedio, si  rotta un ginocchio. E uscito proprio fuori.
Davvero?. Il maresciallo aggrott le sopracciglia al pensiero del dolore.
Proprio fuori. Stava facendo i giri e non ha tenuto il ginocchio teso. Lo si deve tenere teso e invece lei si  piegata di lato e il ginocchio le  uscito fuori e lei se l' rimesso dentro da sola, ma lo stesso  dovuta andare all'ospedale. Io so fare quasi due giri e mezzo. Vuole che le faccia vedere, mentre aspetta?.
No! Io... no. Un'occhiata al liscio pavimento di marmo e il pensiero di ginocchia che fuoriuscivano lo fece inorridire. Penso che dovremmo restare seduti. Sono quasi le cinque.
Fiorenza sembr ritenerlo un motivo ragionevole e continu a contemplare i piedi puntati. Il maresciallo la guardava. Sembrava piccola e delicata, ma del resto non era abituato alle bambine piccole. I capelli biondi erano raccolti in una treccia girata sulla testa da cui usciva un pezzo di nastro turchese. Gli occhi erano color nocciola e intorno al naso c'era un leggero spruzzo di lentiggini.
Non assomiglio a nessuno, vero?, disse interrompendo i pensieri di Guarnaccia come se lui li avesse espressi a voce alta.
Cosa intendi dire?.
 quello che dicono tutti in questa casa. In realt assomiglio a mia mamma, ma quello non conta perch lei non  nessuno, non per questa gente. Zia Fiorenza vorrebbe che assomigliassi al cugino Neri. Uuhh!.
Non ti piace tuo cugino?.
No. Non lo conosco. Mi hanno portato a vederlo una volta perch stava morendo, solo che poi non  morto. Non
faceva che stare a letto e non aveva n giocattoli n libri n altre cose. L'ho detto allo zio Buongianni. A me danno sempre un libro da colorare e un fumetto, quando devo rimanere a letto. Ora lo zio Buongianni  morto e io ho visto il cugino Neri al funerale e aveva la testa tutta grassa, e non mi  piaciuta.
Smise di parlare per un momento e poi, abbastanza sensibile per accorgersi che poteva averlo offeso, dette un'occhiata obliqua alla sua figura corpulenta e alle grandi mani che stringevano il berretto dicendo: Ci sono persone un po' grasse che sono simpatiche.
Ah.
Come Babbo Natale.
Hai ragione. Le fu grato per il complimento. Venendogli da lei, riusc a liberarsi - per la prima volta nella sua vita, a quanto si ricordava - dal sentimento di goffaggine che l'opprimeva. Conosci una bambina che si chiama Lucilla?.
 solo nel primo corso. Oh, lo so perch me lo chiede! Suo babbo  un carabiniere, e di certo lo conosce.
No, no. Non lo conosco. Avevo sentito che....
Fiorenza!.
La bambina si affrett a mettersi diritta e il maresciallo si alz. La prozia Fiorenza, una vecchia signora che imponeva un rispetto unico a vedersi, stava ferma sotto l'arco della porta appoggiandosi pesantemente ad un bastone. Le gambe e i piedi erano cos gonfi che le ossa sembrava non esistessero, e le scarpe eleganti erano senza dubbio state confezionate su misura.
Puoi prendere il t in cucina con Matilde.
La bambina sgambett verso la porta. Un'occhiata glaciale da parte dell'anziana signora la fece fermare di botto facendola tornare indietro dal maresciallo per dargli la mano.
Arrivederci.
Arrivederci. E buon appetito!. Le lasci la mano e dopo aver gettato un'occhiata prudente alla zia, la piccola si allontan ricordandosi di uscire senza correre.
Prego, si sieda, maresciallo.
La prozia Fiorenza si sedette di fronte a lui su una sedia molto grande dallo schienale diritto. Guarnaccia pens che
doveva essere estremamente scomoda, ma probabilmente era l'unica sedia dalla quale la vecchia avrebbe potuto alzarsi di nuovo con relativa facilit.
Mi deve perdonare per averla chiamata in questo modo. Immagino che la gente che vuole vederla generalmente venga da lei in ufficio, che, come ho sentito dire, si trova all'interno di Palazzo Pitti.
S, ma la prego....
Avrei preferito farlo anch'io. Non sono stata nella Galleria Palatina da almeno quindici anni. Sfortunatamente, maresciallo, sono malata e ho sempre tenuto molto alla mia indipendenza. Non ho intenzione di uscire da questa casa seduta in una sedia a rotelle.
Capisco. Era pi che evidente che fosse malata. Il volto era truccato accuratamente, ma le borse giallastre sotto gli occhi restavano visibili. Ci nonostante dava l'impressione di grande tenacia. Avrebbe potuto morire il giorno dopo, ma aveva abbastanza forza dentro di s da andare avanti ancora per anni, se solo lo avesse voluto. Ora sembrava misurarlo con occhio inquisitore. Imbarazzato, il maresciallo si schiar la voce e disse: La sua pronipote  molto carina.
Hmm. Assomiglia alla madre. Il tono sprezzante conferm la constatazione della bambina. Non  esattamente la mia pronipote, a dire il vero. Dovrei spiegarglielo, visto che  in relazione con ci che voglio dirle. Fiorenza  la figlia del fratello minore di Buongianni Corsi, che, a dispetto dei consigli della famiglia, ha sposato una giovane di origine americana. Fiorenza  la loro unica figlia.
La vede spesso.... Avrebbe voluto aggiungere: nonostante l'evidente disapprovazione, ma non os.
Ho le mie buone ragioni, maresciallo. Se dovesse succedere qualcosa al mio pronipote, Neri, Fiorenza diventerebbe l'erede non solo dei Corsi, ma anche degli Ulderighi. Come pu immaginare, il tipo di educazione che riceve  quello che . Non potrebbe certo prepararla a questo compito.
Capisco.
Io faccio il possibile, ma non  facile opporsi all'influenza di una madre di quel genere e all'educazione che ne risulta, come pu immaginare.
Il maresciallo, che invece non se lo poteva immaginare neppure lontanamente, rest in silenzio.
Ho sentito che ha gi parlato con il mio pronipote.
S. Un prete, Padre Benigni....
In tal caso, si sar accorto che  malato. Sar pi precisa:  debole di cuore, un difetto congenito. E improbabile che superi la trentina.
Capisco. Mi dispiace... ma sicuramente oggigiorno....
Date le sue condizioni, non sopravviverebbe ad un trapianto.
No, certo che no.
Mia nipote Bianca vorrebbe che si sposasse per generare un erede.
E lei  contraria?.
Ovviamente no. Si interruppe sporgendosi in avanti per suonare un campanello accanto a un tavolino posto fra di loro. Al contrario, vorrei che fosse abbastanza in salute per renderlo possibile.  debole, molto debole. Maresciallo, verr al nocciolo della questione. Mi  chiaro che lei sta conducendo un'inchiesta sulla morte di Buongianni.
Be' s,  la routine, in casi come questi......
Alz un po' il bastone dal pavimento e lo mise davanti alle gambe enfiate, serrando le nocche. Il maresciallo, fissando la pelle fine e chiazzata e le unghie dallo smalto trasparente, pens per un attimo che l'avrebbe picchiato. Non ne sarebbe stato sorpreso.
Ho intenzione di aiutarla. Voglio sapere cosa sta succedendo in questa casa.
Troppo sbalordito per rispondere, il maresciallo fu salvato dall'entrata di una donna con un carrello da t.
Qui, da questa parte! Perch manca di nuovo l'acqua bollente? No, no ! Lo verser io, e tu non tornare. Faremo a meno dell'acqua. Non voglio essere disturbata. Che incapace! La stupidit di questa gente che non riesce a imparare a fare niente in maniera appropriata!.
La donna non era ancora uscita dalla stanza e, con sgomento del maresciallo, aveva sentito tutto. Se anche la marchesa lo sapeva, sembrava non preoccuparsene.
T?.
Di nuovo! Il maresciallo stava per gemere a voce alta. Se l'avesse fatto, la vecchia l'avrebbe sicuramente ignorato.
Prima avevo una coppia eccellente, ma da quando mia nipote ha affittato gli appartamenti del piano superiore siamo obbligati a fare affidamento su questo personale a mezzo servizio che non  nemmeno capace di fare del t. Latte o limone?.
Io... limone, grazie. Be', l'avrebbe accettato, ma non gliel'avrebbe potuto far bere per forza. Appoggi con cura la tazza sul tavolino.
Maresciallo, crede che Buongianni si sia suicidato?. Fu preso alla sprovvista. Andava troppo veloce per lui. Cosa si aspettava che dicesse? Doveva tastare il terreno prima di compromettersi. A che scopo stava mirando? Cosa aveva da guadagnarci?
Lei non risponde. Perch? Perch non lo sa, o perch lo sa ma non ne ha le prove?.
Era forse per l'eredit? Non sapeva niente di tutto questo. O una vendetta personale, qualche vecchia lite... Buongianni Corsi le era simpatico o l'odiava?
Lei viene dal sud, vero?.
S, dalla Sicilia.
Hmm. Allora non mi dar mai una risposta chiara ad una domanda chiara. Se solo sapesse che perdita di tempo significa tutto ci per un fiorentino.
Lo sapeva fin troppo bene. L'aveva letto sulla faccia di
Lorenzini ogni giorno per anni. Mi dispiace. Non sono sicuro di capire quello che lei voglia da me.
Credevo di essere stata perfettamente chiara. Le ho fatto una semplice domanda.
S. Ma forse  la risposta che non  semplice. Voleva forse sapere se era informato di Zanzara? Era la sua unica vera prova. Be', non gliel'avrebbe detto, non prima che gli rivelasse il suo motivo.
Sembra - prosegu senza cambiare espressione anche quando lei si sporse in avanti appoggiandosi sul bastone e guardandolo attentamente - che Neri Ulderighi abbia visto suo padre spararsi in cima alla torre.
L'hanno trovato nella stanza delle armi.
S.
Allora l'hanno spostato. Chi  stato?.
Eccoci. Era questo che voleva sapere!
A sentire sua nipote,  stata lei stessa.
Stupidaggini!.
Come vuole lei. Io ho detto "a sentire sua nipote".
Se lei ci crede,  uno sciocco. Buongianni era un uomo grande. E pesante.
S. Il maresciallo se ne ricordava bene, il peso, nel sogno. Allora lei non ha visto o sentito niente, quella sera?. Era il suo primo tentativo per passare al contrattacco, facendole una domanda invece di rispondere. La donna sembr non avere niente in contrario.
Niente. Prendo dei sonniferi. E se avessi sentito qualcosa, come pensa che sarei potuta correre su in cima alla torre? La mia condizione  evidente, mi pare. Non lascio questo appartamento se non per andare con l'ascensore nei saloni di ricevimento del piano di sotto.
Capisco.  una fortuna che il nano, Grillo, che mi ha portato la sua lettera, possa usare le gambe per lei.
Lo esamin un momento in silenzio, rivedendo l'opinione che si era fatta di lui.
Evidentemente lei  pi scaltro di quanto non si potrebbe credere, maresciallo.  vero, Grillo sa tutto quello che succede in questa casa.  quello che ha voluto dire, giusto? Viene ogni giorno a riferirmi le condizioni di Neri. Come ben capisce, non posso accertarmene di persona.
Ma lui potrebbe scendere.
Prima lo faceva. Adesso non vede pi nessuno, a parte il nano, Padre Benigni... e lei, ora.
E sua madre?.
Non le ha pi parlato da quella notte. Si dice che non la lasci entrare nella torre. Non posso dirle quello che sa o non sa il nano, perch non me lo direbbe. Ci che sa Neri, lo sta uccidendo. Su questo punto i medici sono stati chiari. Ora voglio sentire cosa  che sa lei. L'ho vista camminare gi nel cortile giorno dopo giorno. Lei sospetta qualcosa. Se Neri l'ha mandata a chiamare, vuol dire che anche lui sa che lei sospetta qualcosa. Il peso di quello che sa lo sta uccidendo.
Glielo tolga.
Pensavo che il prete....
Si possono confessare solo i propri peccati, maresciallo.
S. S,  quello che mi ha detto anche lui... Cos lei pensa ...sua madre o....
S, maresciallo. Vede che non le nascondo niente. Neri deve sopravvivere ad ogni costo. Ho educato mia nipote fino dall'et di dodici anni e la conosco. Da quando ha compiuto sedici anni ho cominciato ad avere paura di lei. Voglio salvare Neri, e se le ho detto di avere intenzione di aiutarla, la verit  che voglio che sia lei ad aiutarmi.
Se posso farlo, pi che volentieri.
Una risposta da siciliano. Allora, lei sa qualcosa, o non continuerebbe ad occuparsi della faccenda per conto proprio. Ebbene, non c' ragione perch non me lo dica.  lei che sta indagando, no?.
Far quello che posso....
Quello che posso... Via! Aspetto le sue domande. Lei non sa niente di questa famiglia, io so tutto. Allora?.
Il maresciallo prese il suo taccuino in silenzio. In silenzio
lei lo guard con evidente impazienza. Ci nonostante Guarnaccia
sapeva che si era raddrizzata e stava stringendo con forza il bastone in attesa di domande difficili o imbarazzanti, forse riguardo a Hugh Fido. Lui la sorprese.
Se pu, mi dica qualcosa di questa casa.
La casa? Intende la sua storia?.
No, no... Stranamente ho scoperto un po' della storia durante i miei giri nel cortile. Mentre tutti lo osservavano, come risult poi. Be', se lo era sentito fin dall'inizio, e ora ne ebbe la conferma. E va bene. No, il fatto che ci siano delle impalcature senza gli operai, sebbene ora si dica che i lavori ricominceranno. Poi l'affare degli inquilini, il fatto che la casa sia stata frazionata e affittata. Tutto  successo un po' in fretta, dico bene? Non c' nessuno che sia qui da pi di un anno.
Questo  esatto. Appena poco pi di un anno. La ragione la pu dedurre da solo.
Mancanza di soldi.
Naturalmente.
Ma una mancanza cos improvvisa....
Non  un mistero, maresciallo. Erano i soldi di Buongianni Corsi che mantenevano questa casa. Il restauro di un edificio come questo, che lei lo creda o no,  obbligatorio. Lo Stato d un contributo, ma determina anche l'estensione e la qualit dei lavori. Buongianni... diciamo che... abbia ritirato
il suo contributo.
E perch?.
Ci fu una lite. Molto seria. Non ne conosco i dettagli, ma so che si parl di divorzio. Fuori discussione, naturalmente, ma se ne parl. Da quel momento in poi Corsi non ha pi pagato per la propriet degli Ulderighi. Secondo Bianca, era dell'opinione che l'edificio dovesse mantenersi da solo.
Pu darsi che il motivo della lite sia stato Hugh Fido?. La guard in viso mentre glielo domandava, ma non registr n sorpresa n fastidio.
Sicuramente no. La storia  cominciata dopo che la casa  stata affittata e lui si  trasferito qui.
Potrebbe averlo conosciuto da prima.
Era ovvio che non ci aveva pensato.
 vero... ne sarebbe stata anche capace. Farlo venire qui dopo che non aveva pi niente da perdere, visto che il marito lo sapeva. Ma no, Buongianni e lui erano in ottimi rapporti. No, no.
Allora forse il litigio  stato perch era lui ad avere
qualcun'altra.
Lo guard con un misto di piet e di divertimento.
Mio caro maresciallo, data la situazione non ho nessun dubbio sul fatto che Buongianni avesse qualcuna, probabilmente una persona legata al suo lavoro ed estranea alla nostra cerchia. Non penso che questo sia di alcuna importanza. Mi scusi se l'ho offesa. Pu darsi che i militari conducano una vita pi monastica.
E il prete che andava avanti e indietro in continuazione! Che razza di gente! Solo Neri era diverso, a meno che... Chi poteva dire che Neri non avesse preso dal padre? Era un Corsi, dopotutto. Il fatto che al maresciallo tutto questo fosse venuto in mente solo ora dimostrava quanto lo sfortunato Buongianni
Corsi fosse stato inghiottito dal clan degli Ulderighi.
Buongianni Corsi....
S. Cosa vuol sapere di lui?.
Mi chiedevo se a lei era simpatico.
No. Qualsiasi cosa gli sia successa, per quanto ne sappia, se l' meritata. A me interessano la salute e il futuro di Neri. Lo tenga a mente, per favore. Vada a fargli una visita. Lo convinca che il fardello che sta portando in realt tocca piuttosto a lei. Neri , sotto certi punti di vista, un'intelligenza eccezionale, ma per altri aspetti... ancora un bambino. La vede come un simbolo di autorit. Si fida di lei. Si alz appoggiandosi pesantemente sul bastone e fissando il maresciallo con gli occhi malati. Evidentemente il colloquio era terminato e lui era congedato. Guarnaccia si alz, porgendole la mano, ma l'anziana signora si gir avviandosi pesantemente e con difficolt verso la porta.
Prima di raggiugerla, mentre lui era rimasto fermo a guardarla, fece una pausa e si gir per dirgli: A proposito, maresciallo, abbiamo, o meglio, mia nipote ha ricevuto un pacchetto contenente le scarpe che Buongianni indossava quando  morto. Sono state rimandate qui dall'ufficio del procuratore capo insieme a una lettera contenente l'autorizzazione ufficiale alla consegna degli effetti personali di Buongianni, con l'aggiunta di rivolgersi a lei per tutto il resto. E corretto tutto ci?.
Io... s. Le porter le cose qui.
Per quanto mi riguarda non ne vedo la necessit, ma se questa  la procedura da seguire, allora, naturalmente, le porti pure qui. Pu lasciare tutto al portiere.


Capitolo 9.

Da quel momento fino a quando lesse la lettera di Catherine Yorke, il maresciallo si mosse con pi prudenza di quanto non avesse mai fatto in vita sua. Ed era di natura una persona prudente. Si mosse con attenzione, ma sempre nella stessa direzione, verso la marchesa Bianca Ulderighi Della Loggia. Non la vide mai, non le parl n cerc di parlarle, ma era divenuta la sua preda. Lei lo spaventava, il palazzo lo spaventava, e lo spaventava il pensiero di quello che poteva aver fatto. Solo due cose gli davano il coraggio, e la prima era il fatto che Fiorenza Ulderighi avesse paura della nipote quanto lui. La seconda fu la consegna delle scarpe.
 la sua unica prova!, protest Lorenzini.
Lo so, disse il maresciallo, soddisfatto. Era una cosa che capiva, forse l'unica. Era stato ingannato da dei forestieri, fiorentini e inglesi, e ne aveva abbastanza. Alla fine era successo qualcosa che aveva senso per lui. Un vitale elemento di prova era scomparso. Gli sembrava di essere a Palermo! L'importanza di quelle impronte fu confermata, il fatto di averle fatte sparire dimostrava che qualcuno aveva paura. Ne fu felicissimo. Lorenzini invece considerava la faccenda un disastro.
Nel Comando di Borgo Ognissanti, al di l dell'Arno, il maresciallo, procedendo con prudenza, spieg al capitano, suo superiore, il vero problema riguardante le scarpe.
Vede, non so cosa intendeva dire. Naturalmente pu darsi che non lo sapesse - delle impronte, intendo - cosicch il dire "Se questa  la procedura da seguire"....
Intendeva esattamente quello che ha detto, Guarnaccia, lei ha la tendenza a fare di una linea retta un ornamento barocco.
Il maresciallo lo fissava senza capire. Poi disse: Non voglio essere trasferito. Teresa... il modo in cui le scarpe sono state ritirate dal laboratorio - e, immagino, propriamente ripulite - il messaggio all'interno della famiglia Ulderighi...  un segnale di allarme.
S, capisco il suo punto di vista. Il capitano non aggiunse: Che sciocchezza pensare che lei possa essere trasferito.
Il maresciallo stava seduto con le mani piantate sulle ginocchia, guardandolo, al di l della scrivania, pieno di speranza, con gli occhi leggermente sporgenti e una calma che lo facevano assomigliare a un bulldog in attesa di un bocconcino. In faccende del genere la sua fiducia nel capitano era assoluta. Era serio, onesto, e anche un ufficiale. Il capitano, sebbene incapace di seguire il modo di pensare di Guarnaccia, aveva fiducia in lui e lo aiutava sempre.
Entrambi credevano che la loro reciproca fiducia fosse fondata sulle loro comuni esperienze di lavoro. Nessuno di loro si rendeva conto che in realt era basata sulla simpatia e su un profondo attaccamento. Il capitano, come Guarnaccia diceva sempre a se stesso, era intelligente, ambizioso e sapeva adattarsi. Guarnaccia, pensava il capitano, sempre nervoso e sovraccarico di lavoro, era paterno, solido e costante. I loro pensieri restavano come sotterrati, inespressi. Non si vedevano mai, se non per ragioni di lavoro.
Il capitano Maestrangelo era un bell'uomo, o almeno lo sarebbe stato, se avesse sorriso. Non sorrideva mai.
Taster il terreno - disse -. Se per lei ci sono delle minacce reali, lo si potr scoprire. Non credo che ce ne siano, se ci pu esserle di consolazione, perch probabilmente me ne sarei gi accorto.
Potrebbe essermi di consolazione come no - disse il maresciallo -. Dipende dalla ragione.
S. Il capitano osserv la figura massiccia e immobile davanti a s. Dubito... con tutto il dovuto rispetto per le sue capacit investigative, che la possano considerare come un serio
pericolo per loro. Sto dicendo "loro" senza avere
idea di chi possano essere "loro". Lei ne ha forse una?. Hmm.
Guarnaccia, io voglio aiutarla, ma lei si faccia aiutare.
volevo coinvolgerla.
Capisco. E ora?.
Ho bisogno di due uomini.
E io glieli devo dare senza sapere esattamente che cosa lei ha intenzione di fare....
Pensavo che forse sarebbe meglio cos, s. Il maresciallo non trad alcuna espressione.
Va bene. Due uomini.
Servizio notturno - disse il maresciallo Se ha bisogno di una ragione ufficiale, pu dire che siccome ci stiamo avvicinando alla finale del calcio in costume,  probabile che ci siano dei disordini. Ce ne sono sempre. E Leo e Zanzara vi saranno coinvolti. Per il maresciallo la conversazione sarebbe potuta finire l, ma il capitano non riusc a trattenere la propria curiosit e, non appena Guarnaccia si alz, fece altrettanto seguendolo fino alla porta.
Aspetti... Vorrei capire. Lei ha detto che questo ragazzo, il figlio della Ulderighi....
Neri.
Neri. Ha detto che ha effettivamente visto suo padre uccidersi.
S,  cos.
E lei gli crede.
Gli credo.
Allora lei pensa che non fosse morto, giusto?.
Il maresciallo lo fiss. Il capitano aveva del sale in zucca, niente da dire. A lui non sarebbe venuto in mente nemmeno in un milione di anni. Quella era una soluzione, e anche smplice. Neri non aveva toccato il padre. L'aveva visto spararsi e cadere sull'orlo della torre merlata. Poi era subentrata la madre, l'aveva mandato gi e presumibilmente aveva fatto venire Zanzara e Leo. Tutto molto semplice, per...
Potrebbe anche dirmelo - insist il capitano -. Lei sospetta qualcosa.
Qualcosa... s qualcosa... non avevo pensato al fatto che
potesse non esser morto. Pu darsi che lei abbia ragione, solo, vede, era in bilico sul bordo della torre, una spintina sarebbe bastata per finirlo.
No, no, no. Pensi allo scandalo. La stanza delle armi era molto meglio.
Sicuramente lei ha ragione.
Le cose combaciano.
S,  meglio che vada. Aspetter i suoi uomini.
E se ne and.
Procedeva con prudenza, tenendo la testa abbassata, era rispettoso e umile, apparentemente un po' stupido, in attesa della sua occasione.
Di notte, lui e Lorenzini, entrambi in borghese, sedevano pigiati e a disagio nella piccola Fiat del maresciallo, osservando. Parcheggiavano sul marciapiede di una strada laterale lasciando appena il posto per far passare una macchina. Da l potevano vedere la piccola piazza dove Leo controllava l'entrata del club, dotata di porte di acciaio e vetri antiproiettile
- e dove c'era un secondo uomo che faceva la guardia all'interno e che, nei momenti pi tranquilli, apriva sporgendo fuori la testa per scambiare due parole con Leo.
A dieci minuti di distanza un'altra macchina civile controllava da un'altra strada laterale la piazza del mercato in attesa dell'arrivo di Zanzara.
Il luned notte non accadde niente. Dopo che il maresciallo
e Lorenzini ebbero pedinato Leo sulla via del ritorno a Palazzo Ulderighi e Zanzara era alle prese con la carne da scaricare al mercato, i quattro carabinieri se ne andarono stanchi a dormire con un'alzata di spalle, tre di loro con la convinzione che quello fosse uno spreco di tempo, anche se non era affar loro dirlo.
La seconda notte il maresciallo vide i suoi sospetti in parte giustificati, visto che ci fu un fatto di sangue per problemi provocati dal torneo di calcio in costume.
C'era gi stata una piccola rissa di fronte alla porta del club, durante la quale Leo aveva cacciato via a spintoni con pi violenza del necessario un gruppo di giovinastri perch non appartenevano al club - che era privato - o perch era troppo pieno. Non appena se ne furono andati, arriv una
banda con chiare intenzioni bellicose. Erano tutti uomini, e alcuni di loro, anche a giudicare da quella distanza, evidentemente un po' troppo vecchi per la vita di discoteca. Non appena li vide, Leo sbatt una mano contro la porta. Il suo compagno usc e la porta si chiuse.
Guai in vista, disse Lorenzini uscendo dalla macchina.
Non andarci. Porebbe riconoscerti!. Il maresciallo aveva gi abbastanza di cui preoccuparsi senza che Lorenzini rimanesse coinvolto in una lite di strada. Inoltre, anche se non l'avessero riconosciuto, cosa molto probabile, correva il rischio di essere picchiato, ferito o accoltellato.
Il fracasso aumentava facendosi pi minaccioso. Da qualche parte del gruppo si venne alle mani e la zuffa divent violenta.
Non dovrei almeno telefonare e chiamare una macchina della polizia?.
Ormai l'avr gi fatto qualcuno del club. Saranno abituati a questo genere di cose. Non ti preoccupare.
Pass comunque del tempo prima che arrivasse una gazzella a sirene spiegate. Nel frattempo Leo e il suo compagno tenevano la situazione sotto controllo. Leo aveva bloccato, mettendogli un braccio intorno al collo, il pi violento della banda, che poco prima aveva fatto balenare un coltello, e che sembrava essere il capo. Era pi piccolo e pi anziano degli altri e scalciava come un mulo cercando di liberarsi dalla stretta di Leo. Il compagno di Leo stava lottando con un giovanotto pi grande sul quale sembrava dovesse avere la meglio, a giudicare dalla situazione. Il resto della banda era l evidentemente solo per far numero e rumore.
Sembra che i due se la cavino bene, comment Lorenzini mentre arrivava l'auto della polizia.
Ma gli uomini in uniforme che ne saltarono fuori interpretarono la cosa per il verso sbagliato. Senza smettere di fare domande, uno di loro, vista la figura gigantesca di Leo avvinghiata ad un uomo pi piccolo che protestava ad alta voce, tir fuori il manganello e lo abbass con un colpo sulla testa rasata di Leo.
Testa di cazzo!, sentirono urlare Leo mentre si afferrava con la mano la testa sanguinante. Quindi croll a terra. Nel
frattempo la banda che aveva attaccato si era data alla fuga. Leo, semisvenuto, fu arrestato per rissa e l'incidente si concluse.
E ora che si fa?, domand Lorenzini.
Speriamo - disse il maresciallo - che a quest'ora ci sia qualcuno a prendere le sue impronte, ma sicuramente non ci sar nessuno.
Non si sa mai. Potrebbero anche metterlo dentro, per stanotte.
Non lo faranno - prosegu il maresciallo -. Seguili.
Cos seguirono l'auto fino alla stazione di Polizia, dove aspettarono circa un'oretta prima che Leo fosse rilasciato e portato, con la testa ancora sanguinante, al pronto soccorso dell'ospedale di Santa Maria Nuova. L aspettarono altre due ore e poi lo seguirono mentre ritornava in taxi a Palazzo Ulderighi.
Era passata un'altra notte.
Naturalmente non mi aspetto che tu mi dica cosa sta succedendo - ment Teresa, irrompendo, il mattino seguente, nel suo sonno breve e tormentato -. Penso solo di avere il diritto a qualche spiegazione se stai fuori tutta la notte, ecco tutto.
Se dietro a questa osservazione ci fosse una logica, il maresciallo, intontito com'era, non riusc a capirla. Non offr alcuna spiegazione. Se fosse accaduto il peggio e la sua carriera fosse rimasta bloccata, lei non avrebbe mai saputo che se l'era proprio andata a cercare.
Il soffio del flauto era dolce e triste come il crepuscolo estivo. Aveva accompagnato il maresciallo mentre sbuffava salendo la stretta scala a chiocciola dietro al nano, che aveva bisogno di entrambe le mani per tirare su il corpo tozzo aiutandosi alla fune che scorreva attraverso gli anelli di ferro infilati nel muro. Il maresciallo era entrato da solo attraverso la porta di servizio e aveva visto Neri seduto accanto alla finestra con il volto leggermente girato verso l'interno. Si sporgeva in avanti sul flauto, con la schiena tesa, oscillando leggermente a seguire il flusso della musica. Quando si ferm, pos il flauto con cautela sulle ginocchia e si appoggi allo
schienale. Gli sfugg un sospiro che sembrava quasi un singhiozzo.
Il maresciallo, non volendo metterlo in imbarazzo, torn indietro di qualche passo e buss alla porta, chiudendola dietro di s con un colpo di tosse. La figura seduta non si mosse n si gir.
Ti stancherai - disse Neri tristemente -. Non ho bisogno di niente. Non c' bisogno che mi porti la cena. Stai qui con me e prendi in giro questo stupido bambino. Ne avresti ben donde, te lo dico io. Tutti questi anni ho avuto paura di morire, e ora... ora sono solo triste, cos triste per le cose che devo lasciare e che conosco appena...
Solo il respiro dei flauti la sera, solo le alghe lungo la spiaggia...
Che peso questa tristezza. Grillo, stai qui e fammi ridere.
Quindi gir la testa pesante. Il volto era arrossato dai medicinali, gli occhi troppo lucenti.
Ah,  lei... Mi perdoni. Stanotte io... Lei ha tanto da fare e io dovrei aiutarla... dirle cose che... ma stanotte io....
No, no. Il maresciallo appoggi la sua grande mano sulle spalle del ragazzo. No, no....
Un mare di facce bianche prive di espressione entrava ed usciva dall'ombra, facendo turbinare i corpi neri appena visibili contro i muri scuri senza che si potessero distinguere l'uno dall'altro. Le figure si muovevano come se fossero comandate dal battito assordante dei tamburi e i loro movimenti a tratti erano illuminati e intensificati da lampi di luce argentea che, ripiombato il buio, lasci immagini fugaci di sguardi sbarrati e pose irrigidite.
Lorenzini stava gridando qualcosa, ma il tentativo del maresciallo di leggere le parole dalle sue labbra fall. In ogni caso, non c'era bisogno di dirlo. Come era possibile individuare Leo in mezzo a quella folla? Avevano avuto una bella sfortuna che Leo avesse scelto quel posto per trascorrervi la sua serata libera - per la verit si sarebbe dovuto riposare in previsione della finale del giorno dopo. Era la stessa discoteca dove lavorava, una cantina nera e senz'aria destinata probabilmente ad ospitare la met della gente che ora vi si stava pigiando
dentro. Se non fossero riusciti a trovare Leo velocemente il maresciallo sapeva che avrebbe dovuto lottare per uscire perch gli occhi stavano gi cominciando a lacrimargli per il fumo e riusciva a mala pena a respirare.
Cosa?. Lorenzini cosa stava cercando di... ora stava gesticolando e indicando l'angolo estremo dietro al maresciallo. Forse aveva visto Leo? Che affare impossibile! Il metodo che usava il maresciallo per incontrare qualcuno in mezzo alla folla era quello di restare fermo impalato come una pietra miliare affinch quello che voleva incontrare vedesse lui. Questa volta il metodo non poteva funzionare, non solo perch in un luogo del genere la sua uniforme scura invece di renderlo pi visibile aveva l'effetto di mimetizzarlo, ma anche perch Leo, se avesse riconosciuto i due visitatori, sarebbe potuto scomparire senza problemi. C'era solo una porta, e questo era gi qualcosa, ma il maresciallo era deciso a bloccarla finch non fosse riuscito a
rendersi conto di che diavolo Lorenzini...
Alla fine cap. Su una pedana rialzata, in un angolo, un disc jockey vestito di nero e con una grande cuffia stava armeggiando con i giradischi e una consolle di comando appena illuminati. Se era il disc jockey abituale conosceva certamente Leo e da l sopra c'erano pi probabilit di individuarlo. Il maresciallo aveva fatto segno a Lorenzini di andare avanti. Il giovane brigadiere era magro e agile, molto pi abituato a sgusciare fra la gente di quanto non lo fosse il maresciallo, che si sentiva pi adatto al ruolo di bloccare l'uscita. Lorenzini scomparve, per riapparire qualche minuto dopo sugli scalini della pedana. L'uomo alto con la cuffia, la cui faccia era rischiarata dalla luce rossastra proveniente dalla consolle dei comandi, non reag a Lorenzini se non quando questi gli batt leggermente sul braccio. Dopo aver guardato in gi alz una mano per indicare che Lorenzini doveva aspettare un momento, poi si curv a fare qualcosa sotto alla consolle.
Ah, pens il maresciallo con profonda gratitudine, sta per abbassare il volume.
Non accadde niente di cos fortunato. Il giovane si raddrizz mettendo un altro disco sul giradischi di sinistra. Non ne bastava uno? Poi lo mise nella giusta posizione con un dito
della mano destra, tirandosi su la cuffia con la sinistra. Il rumore continu senza diminuire, ma Lorenzini sembrava riuscire a farsi capire lo stesso. Il giovane in nero si abbass dal pulpito per ascoltare e poi si rialz guardandosi intorno. Ci fu un'altra discussione, e poi Lorenzini scese scomparendo dalla visuale. Il disc jockey riprese la cuffia chinando il capo con una solenne concentrazione. Pass del tempo prima che il maresciallo, sudato e in procinto di soffocare, vedesse di nuovo Lorenzini, ma quando ci avvenne, si accorse che accanto a lui era visibile la testa di Leo, con i punti che spuntavano da una benda intinta di iodio.
Dio sia lodato, mormor il maresciallo, ansimando mentre saliva gli ultimi scalini per uscire nella piazza. Per gli occhi pieni di lacrime fu un sollievo inquadrare il marmo bianco della chiesa di fronte, su cui si rifletteva la luce lunare, e i suoi polmoni trangugiarono l'aria notturna. Come si facesse a pagare per stare chiusi in quel buco d'inferno, proprio non riusciva ad afferrarlo.
Cosa c'?. Leo faceva lo spaccone, incerto.
Volevamo solo scambiare due parole con te - disse il maresciallo pacatamente - e non c'era verso di farlo l sotto, con tutto quel fracasso. Abbiamo la macchina qui.
Quella sera avevano una macchina dei Carabinieri, non la Fiat del maresciallo. Lorenzini si mise al posto di guida.
Tu vieni dietro con me. Il maresciallo gli apr la porta con un gesto tanto gentile quanto casuale, come avrebbe potuto fare se l'avesse invitato ad entrare in un ristorante. Leo, con la sua testa rasata e il suo collo taurino, schiumava per la tensione, ma alla richiesta del maresciallo si sedette dentro in silenzio, mentre Guarnaccia gir intorno all'auto per entrare dall'altra parte e mettersi accanto a lui.
Aah.... Con un sospiro, il maresciallo si accomod nell'angolo. Fa ancora un bel caldo, anche a quest'ora. Fai un giro, Lorenzini. Ci vuole proprio un po' d'aria. Cos dicendo, tir gi il finestrino.
Dove andiamo?. Leo non pot fare a meno di rompere il silenzio che si era autoimposto vedendo che Lorenzini usciva dal centro dirigendosi, con una velocit quasi allarmante, verso uno dei viali alberati della periferia.
Da nessuna parte di preciso... Va bene cos. Solo un po' d'aria.
La brezza notturna entrava dal finestrino appesantita dall'odore degli scappamenti mescolato al profumo degli alberi in fiore. Il maresciallo l'avvertiva, nonostante l'odore del forte dopobarba di Leo che si mescolava al sudore della paura.
Suppongo che tu sappia -cominci col dire - che abbiamo informatori in varie parti della citt... be', lo sanno tutti, ormai.
Non ho intenzione di diventare un informatore. Leo sembr sollevato. Si era aspettato qualcosa di peggio. Il maresciallo lo sapeva e attese un'occasione migliore.
No, no... non volevo suggerire....
Si stavano avvicinando al termine del viale illuminato e Lorenzini segu la fila del traffico girando a sinistra sul Lungarno e poi di nuovo a destra per passare il ponte.
Dove stiamo andando? Non avete il diritto..., protest nuovamente Leo, probabilmente pensando che avessero passato il ponte con uno scopo preciso.
Il diritto di cosa?.
Leo non rispose. Il maresciallo lo lasci aspettare finch non arrivarono al ponte seguente, da dove tornarono indietro costeggiando il parco; poi inizi il suo discorso.
Informatori... s, gli informatori di cui parlavo ci hanno riferito delle cosette strane sul tuo conto. Molto strane. Hanno detto che dietro l'affare di Palazzo Ulderighi si nasconde pi di quanto non possa sembrare a prima vista.
Fece una pausa. Leo non disse niente, ma il maresciallo sapeva bene, mentre attraverso il finestrino guardava le punte di luce che si frantumavano nel nero oleoso del fiume, che la figura accanto a lui era tesa per l'attenzione.
...Pi di quanto non possa sembrare a prima vista. Ora, in genere non sono il tipo che va a dare consigli non richiesti, ma tu... tu non hai condanne a carico. Questo Zanzara, invece, lui  un tipo pericoloso che  stato dentro diverse volte. Ha esperienza, e sa quello che fa... Bada bene, non sto dicendo che tu sia uno stupido....
Fece ancora una pausa per assicurarsi che Leo avesse il tempo per fissarsi bene in mente le sue parole.
Uno nella situazione di Zanzara, vedi, pu trattare con la giustizia, cosa che non puoi fare tu. Tu dentro non ci sei mai stato e nemmeno ci vuoi finire. Lui non ha niente da perdere, tu invece tutto. Se lui crede che la partita sia persa e che debba farsi qualche anno,  nel suo interesse dire tutto, compresi i nomi, per farsi ridurre la pena. Puoi immaginartelo anche da solo che nella sua versione saresti tu il colpevole principale. Secondo lui, ti ha fatto solo da spalla, per cos dire.
Continuarono il tragitto, questa volta passando per uno dei viali dall'altra parte della citt. Mentre Leo se ne stava curvo, sudando in silenzio, il maresciallo continuava a fissare blandamente fuori del finestrino e Lorenzini si chiedeva dove andasse a quell'ora la gente che non lavorava di notte. Il traffico non dava segni di voler diminuire, e non era nemmeno sabato sera. Dietro alla nuca il giovane brigadiere avvertiva tali ondate di tensione da non azzardarsi a chiedere quale doveva essere la prossima meta, e pertanto rimase sulla circonvallazione. Poco dopo si ritrovarono di nuovo sul viale alberato in direzione del fiume.
Chiunque si trovasse al posto di Zanzara farebbe lo stesso, immagino, continu il maresciallo pensosamente.
Il respiro di Leo cominciava a farsi sentire. Il maresciallo cerc di darsi una scrollata. Se non si fosse dato da fare, avrebbero girato per tutta la notte. La verit era che aveva l'abitudine, snervante - come diceva Teresa - di cadere continuamente in stati semicomatosi, per poi venirne fuori facendo osservazioni incomprensibili. Se Teresa lo trovava snervante, poteva darsi che Leo lo trovasse terrorizzante. Respirava con fatica. Se si fosse spaventato troppo, forse non avrebbe avuto la forza di agire.
Quello che sto cercando di dirti  che quando qualcuno non ha precedenti, merita un'opportunit. Il tuo amico Zanzara ne ha combinate un bel po', fino ad ora. Non credo alla storia che racconta, e non mi piace affatto il modo in cui la racconta. Facendola trapelare quasi casualmente, tramite gli informatori.
Meno male, pens il maresciallo mentre parlava, che non c'era niente di vero. Era molto pi difficile rattoppare insieme
una storia fatta di spezzoni di verit e di cose inventate. I punti di congiunzione erano facilmente visibili. Ma doveva continuare a parlare per non ricadere nel mutismo.
Entro domani ci sar un mandato di cattura per lui. Sar condotto al Comando di Borgo Ognissanti. Voglio che tu passi di l... diciamo alle undici. Sai dov', vero?. Fu l'unico momento in cui non pot fare a meno di gettargli un'occhiata di lato, captando cos lo scintillio nei piccoli occhi di Leo.
Riguardo alle voci che girano, si pu far finta di niente. Nel momento in cui c' un rapporto... capisci cosa intendo. Ora, se tu sei sul posto... Ti sto solo chiedendo di venire, non ti accuso di niente e non  un trucco per farti arrestare. Se voglio arrestarti so dove trovarti. Se sei sul posto e gli stai di fronte non sar tanto facile per lui dire delle balle, non ti pare? Torna indietro, Lorenzini. Riportiamo il signore al club.
Quando arrivarono, Leo rimase sconcertato dal fatto che uscirono dalla macchina per accompagnarlo proprio fino alla porta, dove il sostituto di Leo sembr essere ancor pi sorpreso dal vederlo tornare che non di vederlo andarsene.
Buon divertimento, allora. Il maresciallo rimase fermo con Lorenzini dietro e Leo non ebbe altra scelta che scendere le scale per dirigersi nel buio rombante della discoteca. Non si gir a guardarli. Quando ebbe attraversato la porta in fondo, anche il maresciallo discese le scale per parlare con le due persone dietro al tavolo della cassa.
Uno di voi  il proprietario?.
Un uomo che stava in piedi dietro al cassiere si fece avanti.
Sono io.
Quante persone pu contenere ufficialmente questo posto?.
Io... centocinquanta, ma....
E quante ce ne sono gi ora?.
Oh, Cristo!.
E quante di loro hanno la tessera del club?.
Ascolti, so chi c' dietro a tutto questo. Siamo stati chiusi almeno due mesi quest'anno e tutto perch non ho fatto scivolare una bustarella in tasca all'assessore comunale giusto, e chi paga vuole togliermi di mezzo....
Non ho contato le persone - disse il maresciallo - e non ho controllato le tessere.
Il proprietario si ferm bruscamente. E allora cosa c'?.
Il suo buttafuori, Leo Mori.
Leo?  a posto. Cosa ha fatto? Perch  uscito con voi?.
Pu darsi che quando me ne vado - disse il maresciallo fissando prima il proprietario e poi il cassiere - faccia una telefonata. Quello dietro a voi  l'unico telefono qui?.
S, ma....
Voglio sapere chi chiama, se possibile, e ho bisogno in tutti i modi di sapere cosa dice. Capito?.
Va bene. Ma Leo....
Non si preoccupi per Leo. E implicato in cose ben pi gravi che non far entrare troppi clienti in un club. Quando ha fatto la telefonata, venga fuori e me lo dica. La nostra macchina non si vede, ma noi vedremo lei.
Se ne andarono, parcheggiando la macchina in modo che non potesse essere vista, e si sistemarono per l'attesa. Di tanto in tanto la radio crepitava e ronzava e i due uomini che stavano aspettando fuori dell'appartamento di Zanzara riferivano che tutto era regolare.
Spero di non averlo spaventato troppo, disse il maresciallo.
Ha spaventato me, os ammettere Lorenzini, ma il maresciallo gli gett solo un'occhiata strana, senza capire.
Stettero seduti al buio e in silenzio per un po'; Lorenzini si chiedeva se quello fosse il momento per domandare cosa stesse succedendo. Sapeva per esperienza che il maresciallo non lo lasciava di proposito all'oscuro. Guarnaccia non era consapevole del fatto che i suoi pensieri non potevano essere uditi, e ogni tanto diceva Ma lo sapevi gi, o Certo che te l'ho detto. Ora lo guardava, seduto l in silenzio senza muoversi. Forse doveva solo aspettare...
Uno sbadiglio gli sfugg di bocca.
Sei esausto - disse il maresciallo ritornando in s -, Be', domani mattina sar tutto finito.
Che cosa, esattamente?. Lorenzini aveva intravisto un'occasione per sapere. Volevo dire, quella lettera... Per lei ha cambiato tutto.
Ha chiarito molte cose, quella lettera. I perch e i percome. Le ragioni.
Ma non se sia stato un suicidio.
No.
Lorenzini aspett un po', ma non ci fu un seguito e anche il sospiro che fece sentire appoggiandosi allo schienale non produsse alcun effetto.
Qualche ora prima il maresciallo aveva incontrato all'entrata di Palazzo Ulderighi William, ormai perfettamente sobrio anche se di pessimo aspetto. Lo stesso maresciallo, che era stato a far visita a Neri, aveva il morale a terra, e in un primo momento la vista di William lo aveva rallegrato. Poi per l'aveva guardato pi da vicino nell'oscurit.
Va tutto bene?.
S. No, a dire il vero non proprio, ma non importa. Ero venuto da lei in ufficio. Mi hanno detto che potevo trovarla qui.
Il maresciallo cerc di dare un'occhiata al suo orologio. Voleva cominciare a pedinare Leo il prima possibile. Essendo la sua serata libera non sarebbe stato facile tenerlo sotto controllo.
Non ci metter molto. Se deve tornare in ufficio, l'accompagno. Non mi par vero di stare il meno possibile in questo posto.
Sarebbe meglio. E senza il rischio di essere spiati da Grillo.
Nell'ufficio del maresciallo William si sedette avvinghiandosi all'ombrello arrotolato. Era pallido. Un foruncolo infiammato sul collo stava formando del pus.
Immagino di aver fatto la figura dello stupido. E quello che generalmente succede quando ho bevuto troppo.
Dapprima il maresciallo non riusc a capire di cosa stesse parlando, poi si ricord.
Ah, gi. Non si preoccupi, non  successo niente. Certo non sar venuto fino a qui per scusarsi di aver bevuto un bicchiere di troppo....
No. Anche se mi scuso lo stesso, se io... non so quanto ho parlato.
Molto poco. Si  addormentato subito. Suppongo che
fosse preoccupato per sua sorella.
Non ho detto perch?
No.
Voglio che lei legga questa. Diede al maresciallo una lettera ancora nella busta, indirizzata al recapito veneziano di William e timbrata a Firenze. Il maresciallo la apr.
Ma questo... mi spiace,  in inglese.
L'ho tradotta per lei sul retro. Ci ho messo tutto il pomeriggio. Non volevo intromettermi. Aveva gi abbastanza guai anche cos, mia sorella, senza dover avere a che fare con la polizia. Pensavo che se fosse tornata domenica sera avrei almeno potuto parlarle per primo. Mi dispiace. Provi a leggerla. Spero che non penser male di lei, perch  la persona pi onesta e pi buona che abbia mai conosciuto. Mi dispiace....
Caro William,
ho cercato di telefonarti questo pomeriggio, ma o eri fuori o dormivi, e penso che sia stato bene cos, almeno per me. Poteva darsi che mi dicessi Te l'avevo detto.
Naturalmente non era possibile senza trovare prima un altro appartamento. Ho tentato - di trovare un altro appartamento, intendo - ma non ce l'ho fatta. E peraltro non si pu lasciare qualcuno che non vuole essere lasciato. In un qualche modo tutti e due devono contribuire. Ne abbiamo parlato, o almeno cercato di farlo, ma non poteva fare a meno di vederlo come un tentativo da parte mia di forzarlo a una decisione. Almeno tu sai che non era cos. Avrei voluto avere pi esperienza. Nessuno di noi ce l'ha - n tu n io, intendo. E questo perch? Comunque non sono riuscita a dirlo a nessuna delle mie amiche per una sorta di pudore o per paura che avrebbero riso di me. Solo a te posso dire la verit: sono attaccata a lui in modo cos inspiegabile che per poter sopportare lo strazio di lasciarlo, cosa che ho teoricamente fatto, ho avuto bisogno di un'enorme quantit di sostegno e di consolazione, e di una spalla su cui appoggiarmi per potermi sfogare, e la sola persona che poteva darmi tutto questo era lui. Ogni notte da quando "l'ho lasciato"  venuto gi e mi ha tenuta stretta mentre piangevo. Nient'altro che questo. Non pretender nient'altro, ma nemmeno mi
lascer e so che sta vincendo. Probabilmente non  la parola giusta, ma  proprio cos. Mi sembra di essere un bambino piccolo che cerca di lasciare la madre. Suo padre, diresti tu. So che pensi che sia il surrogato di un padre, ma cosa posso farci se  questo di cui ho bisogno? Dopotutto anche le stampelle possono sostituire una gamba, e quando se ne  persa una  meglio arrangiarsi ed imparare ad usarle, vero? Non lo so. Nei miei momenti pi disperati in cui ho pensato alla fuga, avevo fatto un piano per me e per te per tornare in Inghilterra e convincere chiunque abiti nella nostra vecchia casa a vendercela (per pochi spiccioli,  chiaro), in modo da poter ricominciare tutto da capo. Ma ricominciare cosa? I problemi sono tutti collegati l'uno all'altro e nessuno all'infuori di te li conosce meglio, cos non racconter niente a nessun altro. Li sento gi dire "Che cosa ti saresti aspettata da una storia con un uomo sposato?", e lo squallore di tali commenti mi fa rabbrividire.
Non c' niente di squallido. E non  una "storia". Lo dicono tutti? Suppongo di s, tutti pensano che il loro caso sia diverso. Vorrei essere meno ingenua, ma temo che sia una questione di carattere piuttosto che di esperienza. So solo che sono sempre stata cos. Ho cercato di tirarmi su con il solito "C' sempre qualcuno che sta peggio di te, ecc.", quando non hai risposto stamattina. Sono andata a trovare Neri. Ogni volta che lo vedo mi sorprende sempre di pi per la sua delicatezza e la sua intelligenza. Si spenge tremolando come una candela. Sta traducendo l'ode A Fillide, e me l'ha data. Ha una piccola calligrafia che denota intelligenza - tralci di edera per legare i tuoi capelli lucenti -, ha detto che lo fa pensare a me. Che cosa penserebbe e sentirebbe se sapesse? Se potessimo andarcene da questa casa lo porteremmo con noi. Stupidaggini alla Charles Dickens.  lui stesso parte di questa casa e morir con essa e Buongianni non sopporta di vederlo. Non lo sopporta perch lo ama. Se non fosse cos...
Se tu fossi qui mi faresti ridere, non importa come.  questa la nostra eredit di inglesi?  la sola cosa che mi manca con Buongianni. Gli italiani non ridono di se stessi. Povero Neri. Questa casa e sua madre lo uccideranno, alla fine, e anche se lo so, ho come la sensazione che se lo portassimo via di qui morirebbe subito. Da quando abito qui, il pensiero della morte mi
ha fatto riflettere. Sarebbe meglio che tu venissi e mi facessi ridere prima che sia troppo tardi. Nel frattempo ascolto un po' di Mozart. Ho prenotato il posto per il 12,  la prima volta in vita mia che prendo un volo di linea, ma voglio poter tornare indietro subito se ne sento il bisogno, oppure andare avanti fino in fondo, nel qual caso rimarr tre giorni per riprendermi e torner gioved 24. Non me la sento di farlo. Pi di ogni altra cosa non sopporto che tutti pensino che sia una cosa automatica da farsi. Nessuno di loro ha detto "Ma cosa intende fare?". Perfino Flavia, quando me l'ha confermato, ha solo detto che potrei farlo anche qui, ma che in Inghilterra sarebbe meglio, visto che Firenze  una citt piccola e che si verrebbe a sapere. Non me ne importa se si viene a sapere. E strano, anche se ho cercato di pensare che dovrei preoccuparmene, non ci riesco. Chi  che si interessa - intendo dire di me? Tu, e io te l'ho detto. Buongianni, e l'ho detto anche a lui. Il mio "chi si interessa" esclude lui, questo lo sai. Lui vuole un figlio. Anch'io lo voglio. Eppure la sola cosa sensata da fare - dal punto di vista di qualsiasi altra persona,  quello che trovo veramente squallido. Non riesco nemmeno a scrivere la parola, non voglio nemmeno pensarci, e allora come potr farlo davvero? Non credo di farcela. E una cosa cos negativa. Sarebbe come una morte anche per me. Eppure mi chiedo se ce la farei da sola. Non finanziariamente. E se lui non pu andarsene da qui riesci ad immaginare che possa accettare del denaro da lui? Che diventi la sua mantenuta?
Nuovo paragrafo, nuovo pensiero. Non prender nessuna decisione al riguardo prima di essere andata via da qui. Andata via da questa casa. Quando avr deciso glielo dir. Ho la sensazione che o torner domenica per affrontare tutta la faccenda
- dopotutto cosa pu fare la Ulderighi anche se lo sa? O altrimenti rinuncer al bambino e a Buongianni. Non esistono altre alternative per me. Aspettami l. Ho bisogno di te (non fosse altro che per farmi ridere).
Baci,
Catherine
Non so cosa fare, ammise William quando il maresciallo
ebbe ripiegato la lettera.
Ha mangiato qualcosa?.
Cosa?.
Le ho chiesto se ha mangiato.
No, non l'ho fatto, ma....
Allora esca e vada a mangiare qualcosa di decente, a guardarla mi sembra di vedere la morte in vacanza. Non dovrebbe essere gi tornato a Venezia?.
Gli altri sono andati, ma io devo aspettare Catherine, se torna....
Non pensa che lo far?.
Ho paura che se... se ha deciso di non avere il bambino, e sembra che sia cos... pu darsi che abbia rinunciato a tutto, come lei stessa dice... E se l'ha detto a lui, pu darsi che sia stata quella la ragione per cui si  ucciso. E se lei era disperata quanto lui? Capisce bene che dopo una cosa del genere sar stata gi di morale, e se poi ha sentito....
Se cos fosse, lei l'avrebbe gi saputo. Sicuramente  con amici... e in ogni caso lei l'aspetta per domani.
Potrei fare un giro di telefonate ad alcuni dei suoi amici in Inghilterra, comunque.
Lo faccia - disse il maresciallo - se pu farla sentire pi tranquillo. Ma prima mangi qualcosa. Va bene?.
Va bene. Lo far. Fece un tentativo di riprendere il tono spiritoso. Se fossi grosso come lei, non sarei cos facilmente schiacciato.  la gente che inciampa su di me per sbaglio a schiacciarmi. Non ho appetito, a dire il vero. "Oggi non mangio la minestra. Leva quella cattiva minestra!". Questa lei non la conosce... una poesia per bambini inglesi.
Manger un bel piatto di spaghetti. E una bella bistecca. No. Se permette, terr io la lettera, per ora.
Non avrebbe saputo dire se fosse stato pi probabile che la lettera potesse scomparire dalle sue mani che non da quelle di William. In ogni caso se la mise in tasca, dove era rimasta fino ad allora.
Ha mai pensato - disse Lorenzini come se stesse meditando ad alta voce nell'oscurit della macchina parcheggiata
- che in un appartamento cos grande come quello degli Ulderighi
ci saranno chiss quanti telefoni, e se lei l'ha chiamato
dall'Inghilterra, qualsiasi ne fosse la ragione....
Ci ho pensato, s, - rispose il maresciallo -. E immagino che due persone intelligenti come Corsi e Catherine Yorke ci abbiano pensato anche loro.
Probabilmente... Eccolo!.
Esci e acchiappalo all'angolo, e sta' attento a quando appare Leo.
Lorenzini salt fuori dall'auto e fece un cenno per chiamare il proprietario della discoteca, che guard furtivamente al di sopra delle sue spalle prima di avvicinarsi. Il maresciallo abbass il finestrino.
Ebbene?.
Ha telefonato.
A chi?.
Non lo so. E la verit, non l'ha detto. Ha detto solo "Sono io. Sta' a sentire". Poi l'altra persona ha chiacchierato per tutto il tempo, con qualche protesta di Leo di tanto in tanto. Una cosa l'ha detta proprio chiaramente, ed era "Ascoltami bene, pezzo di merda, sono io ad essere protetto, e se solo dico la parola giusta, tu rimani solo". Qualcosa del genere, comunque, non sono proprio le parole esatte. Poi, dopo un po' di tira e molla, sembra si siano messi d'accordo per incontrarsi. Almeno, Leo insisteva per farlo, ma non posso dire se l'altro fosse disposto o no.
D'accordo per incontrarsi dove? Dove?.
Solito posto. E tutto quello che ha detto. "Solito posto. Vieni". Se questo  tutto,  meglio che ritorni. Se Leo esce e mi vede qui....
 lei il capo, o sbaglio?.
Ha visto il tipo. Non voglio che mi si rivolti contro. Me ne vado.
Si risistemarono dentro ad aspettare.
Solito posto... - borbott Lorenzini - Ho seguito Leo per giorni. Qual  il solito posto?.
Si saranno evitati.
Lo so, ma anche cos, Zanzara si alza e comincia a lavorare quando Leo esce per andare a casa... potrebbe essere ad un angolo di strada.
No.... La radio li interruppe, ma solo per confermare
che tutto era in ordine. No. Ci deve essere un "solito posto" per loro, se si conoscono.
Rimasero in silenzio. A parte i momenti in cui la porta della discoteca si apriva per lasciare uscire della gente, insieme a un getto di luce, rumore e fumo, la piazzetta era deserta e silenziosa. Cos silenziosa che si poteva sentire il rumore dei treni che entravano fischiando nella stazione centrale di Santa Maria Novella.
Lorenzini soffoc uno sbadiglio. Pi che altro per tenersi sveglio, fece un altro tentativo per tirar fuori qualcosa dal suo superiore.
Suppongo che questa Catherine Yorke sia la ragione per cui Corsi abbia rifiutato di contribuire al mantenimento di Palazzo Ulderighi.
Mmh.
Una bella sfacciataggine, per, tenerla l come inquilina, viste le circostanze.
Mmh.
Non si pu biasimare la moglie, se lo voleva togliere di mezzo... sempre che lo sapesse.
Lo sapeva.
Finalmente un passo avanti. Lorenzini si raddrizz e insistette.
Grillo? L'insetto chiacchierone?.
S, Grillo.
Passava molto tempo qui dentro. Pi di una serata. A trastullarsi con la sua pistolina.
Era chiaro che andasse da Catherine che stava nella stanza accanto, e chi l'avrebbe potuto sapere meglio del nano, al quale la rete di porte di servizio e di passaggi nascosti dava la possibilit di scoprire i segreti degli altri, per poi tornare nel suo stanzino a decidere a chi dire cosa, e garantire in questo modo la sicurezza della sua posizione? Il maresciallo era propenso a scommettere che non avesse mai detto niente a Neri eccetto quello che poteva farlo divertire. Neri, incapace quanto il suo servitore di sopravvivere al di fuori della sua torre, si trovava nella stessa barca. Neri nella sua torre che guardava la madre e Hugh Fido che lo sapeva. Grillo che guardava Buongianni Corsi e Catherine. La vecchia zia che
cercava di guardarli tutti e di scoprire.
Voglio sapere che cosa sta succedendo in questa casa.
E dopo che si era arrivati alla violenza, tutti continuavano a guardare. Guardare il maresciallo mentre si aggirava nel cortile buio echeggiante di musica, con addosso una malsana apprensione che cresceva e decresceva senza mai abbandonarlo. Era come se vedesse se stesso girare intorno con passo pesante osservato attraverso le finestre da occhi nascosti, mentre il nano si rimpiattava dietro le colonne sogghignando e facendogli dei segni.
Vieni! Vieni!.
Erano anni che non giocava pi a questo gioco, al quale in ogni caso non aveva mai saputo giocare bene. Era troppo lento. La vecchia tata che sedeva in mezzo a tutti i suoi lumini rossi e che risult essere sua madre, lo guardava da dietro una porta chiusa.
Sbrigati, Salva! Sei troppo lento. Non ce la farai mai a vincere.
Forza! - urlava il nano Fuocherello, fuocherello... No! Acqua! Acqua!.
Al maresciallo non importava niente. C'era un mucchio di vestiti vicino al pozzo, e non aveva intenzione di andare a vedere, quantunque il nano lo schernisse. Probabilmente erano i vestiti di Corsi e il pensiero di toccarli lo faceva rabbrividire. Rimase sotto il colonnato e continu a camminare, ignorando il nano che continuava a gridare fuoco e acqua. L'unica cosa importante era ora di continuare a camminare e quando smise la musica... O questo era un altro gioco? Non c'era da meravigliarsi che tutti ridessero di lui, mentre lo guardavano girare intorno faticosamente senza nemmeno sapere quale gioco fosse. Addormentato. Era davvero addormentato? S lo era, doveva esserlo...
Maresciallo?.
Eh?.
Dicevo, se li troviamo insieme, cosa intende fare?.
Non lo so... Credo di essermi appisolato. Che ore sono?.
Ora di chiusura. Guardi. Gli ultimi clienti si stavano riversando fuori dalla discoteca rumorosamente. Fra di loro
non si vedeva Leo.
Gi cos tardi?. Il maresciallo si raddrizz, del tutto sveglio, ora.
Ma Zanzara? Non ci hanno detto niente.
 un pezzo che hanno chiamato. Lorenzini non riusc a nascondere una certa irritazione. Hanno detto "Ora esce". Lo stanno seguendo sulla via del mercato... ecco Leo.
Usc col proprietario e stette a parlargli per un momento fino a che pass un tass. Il proprietario vi entr e Leo scomparve sulla scia degli ultimi clienti. Lorenzini accese il motore. Cosa vuole che faccia?.
Aspetta.
Aspettarono solo sei o sette minuti prima di ricevere il messaggio radio.
Ha smesso di lavorare e sta fermo in piedi guardandosi intorno... Accidenti! C' un autotreno che si  fermato, non riusciamo a vedere... aspettate, sta facendo marcia indietro...  ancora l. Sta parlando con qualcuno....
Descrivilo - interruppe il maresciallo  grande, con la testa rasata e vestito di nero?.
Niente del genere. Non  il vostro uomo...  troppo vecchio! Suppongo che Zanzara gli stia chiedendo di sostituirlo.  proprio cos. Gli ha dato una pacca sulla spalla e ora attraversa la strada....
Non lo perdete di vista!.
Niente paura. Sta entrando nel bar dove fanno colazione tutti. Dove altro potrebbe andare a quest'ora? Potrebbe essere quello che state cercando.
Stiamo arrivando.
Anche se Lorenzini non avrebbe desiderato altro che di mettersi a correre a tutta velocit con la sirena spiegata, furono obbligati a muoversi lentamente e con discrezione per timore di sorpassare Leo. Quando furono vicini alla piazza del mercato parcheggiarono continuando a piedi. L'alba stava sorgendo sulle strade piene dei rifiuti delle verdure, fra le quali camminavano. Il cielo era limpido come una perla rosa, ma le luci erano ancora accese sotto le tettoie del padiglione del mercato. Gli autotreni radunatisi nella piazza durante la notte erano gi quasi tutti ripartiti, ma i commercianti pi
piccoli con i loro furgoncini a tre ruote erano ancora nel pieno del loro rumoroso lavoro. Fu abbastanza facile individuare il bar. Nella strada tutti gli altri negozi erano chiusi e sbarrati e molti venditori si dirigevano l per fare colazione.
Eccoci - disse Lorenzini -. E ora?.
Non ci fu tempo di decidere. Un'improvvisa agitazione all'interno del bar gli impose di avvicinarsi velocemente per dare un'occhiata e quasi subito uno degli uomini in borghese si spinse fuori per guardarsi intorno cercandoli disperatamente con
gli occhi. Lorenzini e il maresciallo si misero a correre.
Quando entrarono, un buon numero di tipi della stazza di Zanzara si erano gettati su Leo riuscendo a mala pena a tenerlo fermo.
Quattro uomini avevano bloccato Zanzara. Uno di loro grid: Fuori di qui! Portatelo fuori o l'ammazza!.
Era vero. Leo, infuriato, aveva brandito un coltello che era caduto in terra ai suoi piedi, ma sarebbe stato Zanzara, i cui occhi scintillavano e dai cui denti serrati usciva un basso guaito incontrollato, che avrebbe ucciso, e ucciso con le sole mani. Non si era nemmeno accorto dei due uomini in uniforme. Leo li vide e si gett in avanti facendo uno sforzo per liberarsi.
Il maresciallo ammicc col capo verso Zanzara indicando di immobilizzarlo per primo. Lorenzini, scattando come un cane da caccia che viene liberato, balz in avanti con le manette. Ci fu bisogno di tutta la forza degli uomini che lo stavano gi tenendo oltre ai due uomini in borghese e a Lorenzini per bloccare Zanzara con la faccia sul pavimento e i polsi ammanettati dietro la schiena. Perfino cos uno dei due uomini in borghese si prese un calcio nello stomaco che lo mise fuori combattimento.
Poi si rivolsero a Leo, che si gett all'indietro, schiacciando un uomo contro il bancone del bar. Molti clienti erano scappati fuori per paura di rimanere feriti.
Io non c'entro! - abbai Leo - Non  me che dovete prendere! Io non l'ho toccata, l'ho solo tenuta ferma! Non potete arrestarmi solo per quello, io non dovevo neanche toccarla! Mi ci ha forzato lui perch graffiava come un gatto... Ma  stato lui che l'ha violentata!  stato lui che l'ha uccisa! Non io!.


Capitolo 10.

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI FIRENZE
Intorno alle 21 e 45 di ieri, 24 giugno, durante il servizio, nel corso dell'ispezione dei sotterranei di Palazzo Ulderighi...
Il maresciallo batteva velocemente sulla macchina da scrivere con le due dita grassocce. Aveva fatto bene a rimandare tutto a dopo pranzo e Teresa aveva avuto ragione ad insistere per farlo riposare un po'. Credeva che non sarebbe riuscito ad addormentarsi, invece gli erano bastati pochi secondi ed era stata lei a svegliarlo a un quarto alle cinque.
Non che voglia sapere gli affari tuoi, se non me li vuoi dire lascia stare, per spero che qualsiasi cosa sia, non duri ancora per molto, perch se non dormi almeno una notte....
Non durer pi tanto.
Sarebbe durata solo il tempo necessario per prendere quella decisione, e ora l'aveva fatto. Doveva solo metterla per scritto.
Alla presenza del sottoscritto...
Lorenzini buss, entrando.
Io ho fatto. Vuole firmare? Vorrei che prima lo controllasse....
Dammelo. Il dottore ha firmato?.
Tutti fuorch lei.
Il modulo era stato riempito a mano e conteneva la descrizione e l'identificazione del cadavere. La sezione intitolata Posizione e vestiario del cadavere era stata riempita da Lorenzini. La parte inferiore del corpo, nuda e raggomitolata strettamente su se stessa, mostrava scalfitture provocate dal
muro. Il maresciallo si sforz di continuare la lettura, con la determinazione che la sua decisione avrebbe dovuto comprendere tutto quello che il terrore, la sofferenza e la morte di Catherine potevano evocare in lui, tutto quello che aveva provato a partire da quella sera nei sotterranei, quando la pietra della tomba murale di Cinelli era stata spostata e lui aveva visto l'oro dei capelli balenare sotto la forte luce dei riflettori.
Con tralci di edera ti legher i capelli lucenti...
Gli uomini attorno al cadavere indossavano delle maschere, il maresciallo invece no. Quando uno di loro lo vide indietreggiare, pens probabilmente che quella ne fosse la ragione.
Resti qui, tu? - aveva mormorato a Lorenzini - Il fratello....
Naturalmente.
Ci fu uno scatto della macchina fotografica del perito. Aveva anche fotografato la lapide, prima che la spostassero. Qui  la fine delle mie pene e l'inizio delle tue.
Il cortile, una volta tanto, era silenzioso. Emilio aveva lasciato il posto al pianoforte e stava sotto al colonnato accanto a Flavia Martelli e a Hugh Fido. Parlavano sommessamente e nei loro sguardi al maresciallo sembr di intravedere, nonostante la luce scarsa, un senso di colpa. Era quasi certo che gli altri due avessero saputo di Hugh, ma anche loro non avevano forse un interesse a non cambiare lo stato delle cose? Nonostante le lamentele, era in ogni caso difficile trovare degli appartamenti. Meglio un morto in casa che un pisano.... Guarnaccia buss alla porta di Catherine Yorke.
Avanti.
William era accoccolato sull'orlo del lettino, con le ginocchia premute strettamente l'una contro l'altra, come se avesse paura di cadere, e gli occhi lucidi. Il maresciallo gett un'occhiata alla stanza e vide il bicchiere e la bottiglia sulla scrivania di Catherine.
Va tutto bene. Sono perfettamente sobrio.  venuto a dirmi che  successo qualcosa a Catherine, vero?.
S.
L'ho capito quando li ho visti scendere nei sotterranei... Mi sembra di averlo saputo da sempre. E morta, vero?. S.
William stava seduto senza dire niente, ma quando la tensione scomparve, i tratti del volto sembrarono allentarsi e le lacrime cominciarono a scorrergli silenziosamente. Il maresciallo gli mise la mano sulle spalle per un momento e poi si sedette, girando la sedia verso di lui. Non c'era bisogno di dirgli i particolari. Non si poteva spiegare tutto in una sola volta.
Non so cosa fare... mi aiuter? Intendo....
L'aiuter, non si preoccupi. La maggior parte delle formalit riguarda noi. Dopo, quando si sentir pi calmo, pu dirmi dove vuole che sia sepolta.
Non lo so. Non ha una vera e propria casa, sa? Se la seppelliscono qui, sar sola. Non c' nessun altro, a parte noi due....
Forse dove sono sepolti i vostri genitori.
I miei genitori... Se ci fossi stato quel giorno che aveva chiamato....
No, no. Non faccia cos. Non cominci a pensare in quel modo. La fa agitare ancora di pi e non serve a niente, ormai.
Un rombo di tamburi proveniente da lontano annunci l'arrivo del corteo che si dirigeva sul luogo dell'incontro finale del torneo di calcio in costume.
Leo. Leo e l'altro, quello della foto....
S.
Mi deve dire cosa  successo. Non voglio saperlo da nessun altro. Voglio che me lo dica lei.
Il maresciallo comprese il suo bisogno di sapere, e ci nonostante avrebbe cercato di non rivelare tutto, se il ragazzo non fosse stato troppo intelligente per lui.
Ed  stata la Ulderighi che li ha pagati per farlo.
Non era una domanda.
Ancora non ne abbiamo le prove.
E non le avrete mai, vero?.
Forse no.
William rimase in una posizione pi o meno eretta, seduto
sul bordo del divano, ma sembrava piuttosto il corpo di un burattino i cui fili fossero caduti, aggrovigliandosi. Le braccia e le mani davano l'impressione di essere troppo lunghe. Il volto, immobile e senza espressione, era bagnato di lacrime. Il naso colava. Il maresciallo gli porse un grande fazzoletto bianco, ma William non lo us, pur accettandolo.
Il rullo all'esterno cresceva, mentre le trombe suonavano una fanfara, ma i suoni giungevano smorzati, come provenienti da una grande distanza, attraverso i muri spessi del palazzo.
William rabbrivid. Lei  in casa?.
La marchesa? No. Credo di no, ma la stanno aspettando. Non pensa che sarebbe meglio andare via da qui? Posso interessarmi per trovarle una pensione, se vuole.
Ha paura che possa ubriacarmi e aggredirla, vero?.
No. Il maresciallo si ricord dei rimorsi che il giovane aveva avuto quando aveva sparato i fuochi d'artificio e spaventato Neri. Non avrebbe fatto del male a una mosca. No, non credo. Penso solo che questa casa la opprime e che sicuramente passerebbe una nottataccia qui da solo.
S - ammise William -. Ha ragione, le sono grato per averci pensato, ma rester qui. L'ho lasciata sola, sa, quando ha avuto bisogno di me ed io non c'ero. Lei non sa... non serve a niente cercare di consolarmi. Nella lettera diceva che ero probabilmente fuori o stavo dormendo... Ebbene, avevo bevuto la notte prima, e non sono andato a rispondere al telefono.
Non poteva sapere.
Non  questo che conta. Non  questo che conta. Non sarebbe dovuto succedere. Bevo, vede, perch non so bene da che parte sto... sessualmente. Mi piacciono le donne, ma io piaccio agli uomini. Immagino che non dovrei lamentarmi, fintanto che piaccio a qualcuno, non pensa? Non voglio che lei mi ritenga migliore di quanto io non sia solo perch ho appena perso mia....
Non riusc a pronunciare la parola "sorella". La testa cadde in avanti mentre la parola gli si strozzava in gola. Quindi riprese fiato cercando di fare uno sforzo.
Mi sento esausto, come se avessi fatto un lungo viaggio e
alla fine avessi preso una scarica di botte. Forse mi riuscirebbe dormire se mi coprissi un po'. Ho freddo.
Nella stanza senz'aria il caldo era insopportabile. Il maresciallo lo aiut a mettersi sotto il copriletto. William rimase fermo, con gli occhi semichiusi.
Alzi la testa. Gli dette il guanciale che era caduto sul pavimento. Sembrava essere sotto shock e avrebbe avuto bisogno di qualcuno. Il maresciallo decise di far venire Flavia Martelli. William aveva chiuso gli occhi, ma quando il maresciallo fece per andarsene in punta di piedi mormor: Aspetti....
Cosa c'?.
Non  venuto a teatro.
Cosa?. Sobbalzando, il maresciallo si ricord. I biglietti omaggio erano ancora nella tasca della sua uniforme.
William aveva aperto gli occhi, ma non guardava il maresciallo; fissava solo davanti a s. Mi sarebbe piaciuto che fosse venuto. Nella vita di tutti i giorni non me la cavo bene, ma sul palcoscenico s. Volevo che mi vedesse, non so perch.
Mi dispiace.
Non importa. Sono contento che lei sia qui oggi. L'hanno fatto... l'hanno fatto nei sotterranei, non qui, vero?.
S. Probabilmente stava lavorando.
Li arrester?.
L'ho gi fatto.
Era scritto in quel documento che stava restaurando... strano... "Chiunque fraternizzi con i potenti sar ultimo a tavola e primo sul patibolo".
William non disse nient'altro e dopo un po' chiuse gli occhi addormentandosi.
Erano presenti anche due unit della Radiomobile e un'ambulanza della Misericordia. La dottoressa Flavia Martelli, in quanto residente nel Palazzo Ulderighi,  stata pregata di procedere ad un primo esame esterno...
Era stato il maresciallo stesso a suggerirlo, visto che il medico che aveva eseguito l'esame preliminare del corpo di Catherine Yorke era gi andato via. Era stato abbastanza facile dire a William di non pensare in quel modo, di non rimuginare
su tutta la storia, dicendo che non sarebbe successo se solo... Ma chi diceva al maresciallo di non farlo, di non ripercorrere i passi fatti pensando a tutto quello che avrebbe dovuto fare e invece non aveva fatto? Se ad esempio gli fosse venuto in mente di piazzare Lorenzini nell'appartamento del nano?
La "s" della sua macchina da scrivere era sporca. Si sentiva la testa completamente vuota mentre fissava la pagina dove ogni "s" appariva come una macchia compatta.
Suon il telefono.
Guarnaccia?. Era il capitano Maestrangelo.
Capitano.
Spero che si sia riposato.
S, grazie. L'ho fatto.
Ebbene, penso che la possa interessare:  stata mossa un'accusa e, come c'era da aspettarsi, si sono presentati due avvocati tra i pi noti.
E cosa raccontano?.
La ragazza era la compagna di Zanzara e lui ha scoperto che lo tradiva con Leo.  venuto a Palazzo Ulderighi l'undici giugno per accertarsene. Lei stava archiviando dei documenti nei sotterranei. Zanzara afferma di aver avuto un rapporto con lei con il suo consenso.  sceso Leo, che li ha sorpresi in flagrante, e quindi ne  seguita una zuffa. Leo dice che la ragazza si era messa dalla sua parte e che Zanzara le si  rivoltato contro strangolandola. Aprire la tomba di Cinelli sembra sia stata un'idea di Leo, ma  risultato esserci meno posto di quanto non credessero. Per ripetere le parole di Zanzara: "L'abbiamo dovuta piegare in due. Pu darsi che si sia sgraffiata un po' quando l'abbiamo spinta dentro". I suoi timori che potesse essere stata murata viva si sono per rivelati infondati. Aveva l'osso del collo rotto. Riguardo al fatto che i due siano dei sicari... be', se ci la consola, so che ha ragione, ma temo che debba rimanere questa l'unica consolazione. N Zanzara n Leo possono permettersi di parlare. Con una storia come la loro potrebbero cavarsela con una condanna per omicidio preterintenzionale, e quando usciranno saranno ricchi.
Era vero. Se avessero coinvolto la marchesa Ulderighi sarebbe
stato omicidio premeditato a scopo di lucro. Non sarebbero mai pi usciti da dietro le sbarre.
Mi dispiace - disse il capitano -, Il suo lavoro  stato comunque notevole.
Un lavoro notevole. C'erano state due vittime e il suo "lavoro notevole" ne aveva causato una terza.
 ancora l?.
S... s, sono ancora qui.
Sembra depresso. Non dovrebbe. Pensi che non li avrebbe mai presi se non avesse scoperto che si conoscevano.
 vero. Per quello che poteva servire. Strano che non l'avesse notato immediatamente... o forse per niente strano, considerando la zuffa nel bar. La met, o quasi, della gente che faceva colazione l lavorava al mercato, gente dagli abiti vecchi e polverosi e dalle facce lucide e arrossate. Le donne portavano i grembiuli tenendo i soldi in borselli appesi davanti. E gli altri sembravano venire da un altro mondo, con i loro vestiti di pelle e le calze di pizzo, le facce delle ragazze pallide e come sfregiate dai rossetti porpora. Alcuni sembravano distrutti e stanchi, altri sembravano non avere ancora smaltito l'eccitazione della discoteca. Tutti l dentro a fare colazione prima di andare a passare il resto della giornata a letto.
Probabilmente la interrompo, disse freddamente il capitano, seccato per la mancanza di reazione.
Io... No, no. Stavo scrivendo il mio rapporto per l'ufficio del procuratore.
Capisco. La freddezza scomparve dalla sua voce. La sta mettendo sotto pressione ben bene....
S. Ma non importa.
Se posso essere di aiuto....
Grazie, disse, ripetendo Non importa.
Come vuole. A proposito, dobbiamo far testimoniare quel tipo che chiamano Grillo. Mi pu dare il suo nome anagrafico?.
Certo, attenda un attimo. Fu obbligato a guardare nel taccuino. Filippo Brunetti.
Lasci aperto il taccuino davanti a s anche dopo aver riagganciato. Secondo il capitano, avevano l'intenzione di far
testimoniare Grillo riguardo alla relazione intercorsa fra Catherine Yorke e Leo Mori. Se prima quella poteva essere una mossa sicura, ora non era detto...
Circa alle ore 21,45 di ieri, 24 giugno, durante il servizio...
Filippo Brunetti... Ci doveva essere stato un tempo in cui qualcuno l'aveva chiamato Filippo. Forse la madre, se l'aveva conosciuta. Prima di divenire solo Grillo, solo un nano.
Il maresciallo l'aveva scoperto quella sera sulla scala a chiocciola dopo aver lasciato William. Sapeva che doveva andare da Neri, ma Grillo stava nel mezzo bloccandogli la strada e il maresciallo si era fermato, sorpreso da quello che vedeva. Tre scalini pi su il nano aveva appoggiato un vassoio con del cibo, coperto in gran parte da un tovagliolo. Afferrandosi alla spessa fune per appoggiarsi, Grillo si trascinava con fatica salendo gli scalini a due per volta, poi si fermava un momento per riprendere fiato spostando il vassoio per altri tre scalini. Un'altra pausa per riprendere fiato e poi riafferrava la fune.
Vuole una mano?.
Il nano era talmente preso dal suo dovere o lo sforzo era tale che non aveva notato che il maresciallo si era avvicinato. Si gir bruscamente, aggrappandosi alla fune, ma senza rispondere all'offerta; quindi si appiatt contro il muro per far passare il maresciallo. Il maresciallo fece il possibile per non schiacciare il nano, ma non riusc ad evitarlo del tutto. Si aspettava qualche spiritosaggine riguardo alla sua mole, ma non ci furono commenti.
Il nano disse solamente: Faccia attenzione, mentre Guarnaccia, aiutandosi con la fune, saliva due scalini in una volta per evitare il vassoio. Ma non era il maresciallo quello per cui si preoccupava.
Non mangia da due giorni, gli ho fatto della minestra. Forse riesce a buttarla gi.... E riprese quindi la sua laboriosa salita.
Quella notte la torre era silenziosa come il cortile. Niente flauto. Nessun rumore. Quando entr nella stanza, il maresciallo trov la solita sedia di Neri vuota. Ritorn fuori sulle scale. Sotto di lui, mentre si dava da fare per salire, il nano stava puntando un dito verso l'alto. Il maresciallo si arrampic fino ad un'altra porta. Qui trov un bagno e quello che sembrava uno spogliatoio, sebbene fosse difficile da distinguere in quella luce morente. Un piano pi su c'era una camera da letto.
Neri giaceva disteso sul copriletto, vestito, e con sopra una vestaglia. Le persiane erano aperte e c'era un po' pi luce l, al di sopra dei tetti del palazzo, la soffusa luce rosata del tramonto estivo. Stava dormendo. Il sonno non era naturale, pens il maresciallo, ma provocato artificialmente. La faccia era arrossata e un leggero filo di saliva scorreva dall'angolo della bocca aperta laddove questa era premuta sul guanciale. Guarnaccia aveva visto gente in punto di morte dormire in quel modo dopo aver preso la morfina contro il dolore. I loro arti sembravano afflosciarsi in posizioni di totale abbandono. Solo per i neonati quegli atteggiamenti sono naturali. Il maresciallo si sedette con calma vicino al letto aspettando. Nel silenzio generale si mise ad ascoltare il respiro di Neri. L'immissione dell'aria sembrava richiedere uno sforzo. Poi una pausa, come se fosse stata spesa troppa energia, e i polmoni si riabbandonavano ad un basso russio gorgogliante.
L'unico altro rumore che si sentiva era quello del nano che saliva le scale. Uno due, uno due, pausa. Poi il vassoio che strisciava. Uno due, uno due, pausa...
All'improvviso Neri trattenne il fiato. Non era niente di esterno a dirsturbarlo. Stava sognando. La testa cominci ad ondeggiare lentamente da un lato all'altro del guanciale, poi sempre pi velocemente, accompagnando il movimento con leggeri gemiti. Poi il movimento divenne pi agitato, la protesta si fece sentire pi distintamente.
No. No. No. No. Non lo faccio. No. No. No. Non lo faccio.
Lo svegli!. Il nano era entrato nella stanza. Dopo aver appoggiato il vassoio era corso al letto ondeggiando con le gambe corte e aveva afferrato il braccio di Neri. Svegliati! Mi senti? Svegliati!.
Neri apr gli occhi. Mise a fuoco la faccia del nano sospesa sulla sua e all'improvviso le lacrime presero a scorrere lungo le guance arrossate.
Avevi promesso di tenermi sveglio. Grillo, l'avevi promesso.
Non farmi addormentare di nuovo, per l'amor del cielo, non farmi....
Zitto. Ti ho portato qualcosa da mangiare.
Non poteva averlo visto prima, perch Grillo bloccava la visuale, ma ora si era spostato.
Alla vista della robusta e pacata figura del maresciallo un raggio di speranza illumin gli occhi febbricitanti di Neri. La sua testa aveva lasciato una macchia di sudore sopra al cuscino stropicciato.
Lei  venuto a parlarmi. Mi aiuter a stare sveglio. I medici non capiscono. Dicono che devo dormire, ma io devo stare sveglio ad ogni costo.... Cerc di sollevarsi a sedere, ma era troppo debole. Il maresciallo si mosse per aiutarlo, ma il nano fu pi veloce.
Grazie.
Ringraziami mangiando la minestra.
Prover. Lasciami solo col maresciallo ora... ma non andare lontano.
Star al piano di sotto, cos posso sentirti. Uscendo, guard il maresciallo con astio, evidentemente pensando che la sua presenza gli avrebbe impedito di mangiare la minestra.
Qualunque fosse la ragione, Neri non mangi niente, sebbene ci provasse, e alla fine chiese al maresciallo di mettere il vassoio fuori della porta.
Basta l'odore a darmi la nausea.
Quando il maresciallo torn indietro, gli disse: Si sieda dove era prima. Sono contento che lei sia qui.
Anche William l'aveva detto, ma che consolazione poteva offrire? Cosa poteva offrire per calmare gli incubi di quel ventiquattrenne precocemente invecchiato che, in ogni caso, sapeva che stava morendo?
Vede, finch lei  qui posso parlarle e restare sveglio. Non pu immaginare gli incubi... eppure non  successo niente, niente di veramente spaventoso, e Grillo ride quando glielo dico... Talvolta rido anch'io. Ma nell'attimo in cui chiudo gli occhi, ecco che ritornano. Appena chiudo gli occhi....
Chi vede?.
Non lo so con esattezza. Non vedo le loro facce, ma 
gente che conosco e che mi conosce e mi danno la scatola, una piccola scatola oblunga, e si aspettano che io... si aspettano che io....
Il sudore gli gocciolava dalle tempie e afferr il braccio del maresciallo. Non mi faccia addormentare, preghi Dio che non mi addormenti!.
Va bene. Stia calmo ora.
Mi voglio alzare!.
 sicuro di riuscire a....
Adesso sta passando. Mi danno dei tranquillanti, capisce? Non riesco a reagire e gli incubi mi sconvolgono. Ora l'effetto sta diminuendo. Mi aiuti ad alzarmi.
Era deciso ad alzarsi dal letto, con o senza aiuto, e pertanto il maresciallo lo aiut. Intorno alle labbra di Neri c'era una sfumatura leggermente bluastra che lo spaventava.
Ecco. Si metta sulla mia sedia, io ne vado a prendere un'altra.
Grazie.  molto gentile. Venga pi vicino.  strano, tutti sono gentili con me, mentre le persone negli incubi sono crudeli e spietate.
Cosa vogliono da lei?.
Mi danno la scatola... Mi danno la scatola ed io devo infilarci qualcosa di tagliente. E tutto qui. Anche se non parlano so che  questo che vogliono da me, e io non voglio farlo! So che sembra stupido. Quello che mi fa cos paura  che se continua cos ogni volta che chiudo gli occhi, alla fine lo far... alla fine mi arrender e....
Non ci pensi pi.  tutto finito, ora. Ecco cosa sono venuto a dirle.
Non era vero. Certo, era tutto finito, ma cosa poteva dire a Neri?
La stanza era tutta soffusa dal pallido rosa del sole morente. Presto sarebbe stato buio. Il maresciallo si sent oppresso da una tristezza pesantissima. Era la stessa sensazione che aveva provato quando aveva sognato Corsi, e ora era passata alla persona di Neri, i cui occhi, gli stessi occhi, lo guardavano in cerca di aiuto.
 finito?. Si volt quindi dall'altra parte per chiedere, quasi come se non volesse sentire la risposta: Catherine?.
Abbiamo trovato il suo corpo un'ora fa. I due che l'hanno uccisa sono gi stati arrestati. Ormai  tutto finito.
Neri lasci ricadere la testa che teneva ancora girata e rest in silenzio per un attimo.
Poi cominci a mormorare a voce molto alta: Est in horto, Philli, nectendis apium coronis; est hederae vis multa, qua crinis religata fulges... Qua crines religata fulges....
La voce esit e una lacrima cadde sopra ad una delle grandi mani mollicce.
Il maresciallo, pensando che stesse pregando disse: Amen.
Descrizione della posizione e del vestiario della vittima.
Il cadavere giaceva bocconi con la testa girata verso sinistra in direzione del pozzo al centro del cortile ed era completamente vestito.
Le due grandi dita del maresciallo fecero una pausa sui tasti della macchina. Gli era venuto in mente che, dopo aver dato a Neri l'annuncio della morte di Catherine, fosse meglio lasciarlo solo per digerire la notizia e decidere da s cosa volesse sapere e cosa volesse dire. Aveva avuto l'idea di scendere un momento da William a controllare come stava, per poi andare a parlare con gli uomini gi nei sotteranei. Voleva far venire l'ambulanza fino alla porta dei sotterranei - c'era abbastanza spazio per passare - per far portar via il corpo della ragazza con discrezione. Gli era gi passato per la mente che, se non l'avesse impedito, avrebbero chiesto naturalmente a William di identificare il corpo, e nelle sue attuali condizioni... Si era alzato in piedi, ma l'incertezza lo tratteneva ancora.
Mi scusi.... Era andato alla finestra e aveva guardato gi. Ormai si era raggruppata molta gente e sebbene fosse impossibile distinguere bene da quella altezza, il maresciallo supponeva che fossero arrivati anche alcuni giornalisti. I due grandi battenti del portone d'entrata erano stati aperti, il che significava che l'ambulanza stava per arrivare. Cos aveva deciso di andare gi. Ma improvvisamente si trov Neri accanto.
Maresciallo, la prego di scusarmi.  stato solo un momento... Vede, le volevo molto bene. La sua gentilezza e....
Certo, capisco.
Padre Benigni... aveva ragione, vede, a dire che se la cosa fosse stata senza fondamento avrei causato senza ragione un dolore atroce e molte preoccupazioni... e Catherine mi disse che stava andando via, cos ho aspettato. Ho aspettato... ma ora devo fare ci che  giusto agli occhi di Dio, per le chiedo di essere indulgente... si sieda, per favore.
Forse Neri aveva ragione riguardo ai medicinali. Il suo volto aveva un colorito pi normale, sebbene le labbra mantenessero una sfumatura bluastra. O forse gli sembrava cos perch la luce rosata era scomparsa dalla stanza?
Padre Benigni aveva ragione riguardo a due cose: che noi non possiamo confessare i peccati degli altri e che le persone dicono cose terribili che non hanno fondamento quando sono sotto l'effetto dell'ira. Desiderano solo ferire. In questo caso, maresciallo, hanno ferito mio padre mortalmente e
io... sono stato io a cominciare tutto.
No - disse fermamente Guarnaccia -. Lei non ha cominciato niente. Lei non ha fatto del male a nessuno. Lei amava Catherine Yorke, non  vero?.
Neri fu preso alla sprovvista. Senza dubbio non aveva mai dato un nome ai suoi sentimenti e forse, in ogni caso, il tumulto infantile e represso che dimorava nella sua mente, alimentandosi da solo, non poteva giustamente essere chiamato amore. Ma qualsiasi fosse la sua vera natura, esso esisteva e continuava ad essere motivo di colpa per quell'anima oppressa.
Mio padre l'amava... forse lo sa anche lei, adesso.
S.
Quella notte lui disse che lei... che lei aspettava suo figlio. Allora lo capii. Non c' stato tempo per parlargli, per dirglielo, e ora  morto. Ho capito che sebbene amasse Catherine, la cosa che l'ha reso cos risoluto  stato il pensiero del bambino. Un bambino normale e sano, maresciallo. Mi guardi. Che razza di figlio sono stato per lui? Ha un fratello, come sa, anche se lei non l'ha mai visto. Ho sempre pensato che invidiasse suo fratello. C' una bambinetta, Fiorenza. Una volta l'hanno portata a farmi visita, non so perch, visto che ero troppo malato per parlarle, e tuttavia me la ricordo. Piccolina
e piena di energia. L'ho rivista al funerale di mio padre e ho capito. Era questo che voleva, bambini come lei. So che ci sono stati dei periodi in cui non poteva sopportare la mia vista. In genere pranzavo gi con loro, ma mi accorgevo quanto lo angustiasse la mia presenza, ecco perch il povero Grillo
ora mi porta su il vassoio. Sono un fardello per tutti e non ho niente da offrire in cambio.
Il maresciallo intu la verit di queste parole e non se la sent di opporre una banale obiezione. Per si ricord della lettera di Catherine Yorke.
C' una lettera - disse a Neri - di Catherine Yorke a suo fratello. Parlava di lei. Catherine diceva che aveva parlato spesso di lei con suo padre, che lui soffriva a vederla, ma questo solo perch le voleva bene. E poi dice: "se solo potessimo portarlo via con noi".
Lo sguardo di Neri si fece luminoso. Ha detto questo?.
S, e ne aveva anche l'intenzione. Dice che venire su da lei l'aiutava, quando era triste. Guarnaccia si rese conto che stava offrendo a quella povera creatura un affetto che proveniva dalla tomba e cos aggiunse: Sua zia Fiorenza mi ha parlato di lei.  preoccupata per la sua salute e vorrebbe che lei stesse bene. Mi ha chiesto di aiutarla. Io posso farlo solo se lei se la sente di aiutare me.
Neri rimase in silenzio. Di nuovo ci fu un momento in cui si sarebbe potuto alzare andandosene gi da William a fare qualcosa di utile invece di insistere su una verit che non poteva servire a nient'altro se non alla sua soddisfazione personale. E la sua soddisfazione personale valeva forse una vita umana?
Poi Neri disse: Tenter.
Dopo queste parole niente avrebbe pi potuto convincerlo
ad andarsene.
Allora tenti, e mi dica che cosa  successo la notte che suo padre  morto.
C' stata una lite....
Lei dove era?.
Io ero... in bagno... mi ero alzato. Ebbene, da l si pu sentire. Poi sono sceso nel mio salotto dove c' una porta di comunicazione. Ero spaventato.
Perch era spaventato?... Le spiace se accendo la luce? Le d noia?.
Dopo. Prima voglio raccontarle ancora....
Per lui era come nel confessionale. Il maresciallo si sent a disagio per questo essere forzato nel ruolo di prete, ma non c'era altro da fare se voleva sapere la verit. Doveva accettare questo enorme fardello di colpa da parte di quell'innocente.
Scesi perch le loro liti talvolta erano molto violente. Perch mia... avevo paura per mio padre. Ci nonostante non avrei dovuto ascoltare dietro la porta in quel modo. Sono stato un codardo. Nel profondo del mio cuore avrei voluto fare ci che era giusto, ma le mie azioni alla fine sono sempre codarde, vili.
Non era poi una cosa cos irragionevole - fece notare il maresciallo - voler essere sul posto nel caso che fosse scoppiata una scena di violenza, ma essere al tempo stesso riluttante ad intervenire in altro modo. Di sicuro chiunque avrebbe fatto lo stesso.
Crede? Lo crede davvero?.
Be', le sto solo dicendo la mia opinione. Su questo non c'era dubbio. Nella testa del giovane non tutto andava per il verso giusto, e questa fiducia infantile nei suoi occhi brucianti, visibile anche in quella semioscurit, irritava il maresciallo. Non era una cosa normale e lo disturbava. Pu darsi che anche quello avesse contribuito a far andare le cose come poi andarono.
Ebbene.... Neri si afferr le grandi mani cominciando a stringersele ritmicamente. Mi fa piacere vedere che considera cos la cosa, eppure, se avessi aperto la porta subito, mia... lei non avrebbe detto quelle cose, non di fronte a me. Sono sicuro che non l'avrebbe fatto, e mio padre sarebbe ancora vivo.
Cosa gli disse?.
Litigavano per via del divorzio. L'avevano gi fatto pi di una volta, prima, ma questa volta mio padre si era definitivamente deciso lasciando a lei la scelta su come procedere. Nel caso che non avesse dato il suo consenso, avrebbe tirato fuori il nome di Hugh Fido... pensi un po'! Anche questa era
stata colpa mia, perch lui non l'avrebbe mai saputo se non....
Lei cosa gli rispose?.
Gli rise in faccia. Talvolta, quando  proprio arrabbiata, ride. Pu davvero fare paura.
Lei aveva paura quella sera?.
S, ce l'avevo. La lite aveva qualcosa... non so... qualcosa di irreale. Naturalmente, ora capisco... Era irreale perch lei....
Si sente bene?.
Il maresciallo si chin in avanti per scrutarlo da vicino. Lo sguardo vitreo causato dalle medicine era scomparso, ma ora Neri sembrava stare male, forse la tensione del racconto era troppo per lui. Ma ora, in quale altro modo poteva procurarsi un sollievo?
 il cuore... ci sono delle pillole che dovrei prendere, ma non importa... Lui glielo disse. Lui le disse che Catherine aspettava un figlio e io capii. Avrei voluto poter parlare con lui. Avrei voluto avere l'occasione di dirgli che capivo. Continuava a stringersi le mani angosciato.
 sempre cos - disse il maresciallo - quando qualcuno muore. Pensiamo alle cose che non abbiamo mai detto.  stato quello che ho sentito anch'io quando  morta mia madre.
Davvero?. La voce di Neri era sommessa, piena di meraviglia. Ma non  morta nel modo in cui mio padre....
No, no, era malata. Ma la sensazione  la stessa, quando ormai non ci sono pi.
Gli ho parlato nelle mie preghiere, ma non riesco a
raggiungerlo. Non ho nemmeno un ricordo di lui, di noi insieme. Ero sempre malato e lui cos occupato. Ma una volta.... Si alz vacillando, guardandosi intorno, con le mani ancora strette l'una all'altra. Una volta che ero molto malato  venuto a trovarmi e mi ha portato qualcosa.... And al comodino e prese il regalo di suo padre. Era una rivista. La data era del novembre di quattro anni prima. La cellofanatura era ancora intatta. Ha pensato a me, vede, e mi ha portato questo dicendo "Pu darsi che leggere quello che succede nel mondo ti tiri su".  stato un pensiero gentile, non pensa?.
Molto. Il maresciallo riconobbe che era stata Fiorenza a dare l'idea per quel pensiero gentile, ma era commovente che Buongianni avesse cercato di seguire il suo consiglio. Non l'ha mai letta, per.
Oh, no. Ho preferito che rimanesse intatta e ora sono contento di averlo fatto.  un ricordo pi bello di quello della vista del suo corpo lass, la vista del suo corpo....
Cerchi di rimanere calmo. Si sentir meglio quando mi avr detto tutto. Come fin la lite?.
Lui disse che Catherine era andata in Inghilterra per ripensare alla faccenda, ma che l'avrebbe seguita il giorno dopo, perch non voleva... non voleva in nessun caso che abortisse, e poi... e fu allora che lei cominci a ridere fragorosamente dicendogli che poteva risparmiarsi il viaggio perch la sua... la sua puttana era proprio qui.... La voce di Neri era ridotta ad un rauco sussurro, come se le parole lo ferissero fisicamente. Poi divenne dura come se fosse Bianca Ulderighi a parlare, mentre il marito le si accasciava davanti.
Si  presa quello che si merita. Siccome andava offrendo i suoi servigi, le ho trovato due clienti adatti, gente del suo livello, e se incidentalmente le hanno rotto l'osso del collo, non  poi una gran perdita. Dove corri? Non c' bisogno che tu intervenga, ho pensato io a tutto. Hanno messo il suo corpo nella tomba di Cinelli...  stata una mia idea. E la cosa divertente  che al posto delle ossa di Cinelli abbiamo trovato quelle di un cane, che si sono sbriciolate al solo toccarle! Questo per quanto riguarda la maledizione. Come vedi,  tutto sistemato. Non ci sar alcun divorzio.
Neri fece una pausa, respirando affannosamente e come cercando la sua propria voce.
Il maresciallo rabbrivid come se Bianca Ulderighi fosse nella stanza insieme a loro. Parl a se stesso alzando la voce come per dissipare quell'atmosfera sinistra.  stato l che  andato quando  sceso con l'ascensore? Nei sotterranei?.
S, penso di s. Non l'ho seguito. Ero ancora dietro la porta e l'ho aperta solo quando si  fatto silenzio. Lei stava in piedi come lui l'aveva lasciata, in posizione molto eretta, con la testa alzata. Aveva un'espressione molto serena, quasi sorridente, e io ho pensato che niente di tutto ci poteva essere
vero, che mi avrebbe detto che era stato tutto solo uno scherzo crudele per spaventare mio padre. Noi abbiamo... noi abbiamo avuto sempre un rapporto molto stretto. Mi  sempre rimasta accanto quando ero malato ed era abituata a dirmi tutto. Cos sono stato ad aspettare.
Poi mi sono accorto che non mi vedeva nemmeno. Ero proprio l, vicino alla porta di fronte e continuava a stare ferma, sorridendo, sorridendo....
Neri alz il volto profondamente addolorato verso il maresciallo.
Ci ho pensato molto, e ho pregato molto. Ho pregato per lui e per quello che non ha fatto.
Capisco - disse il maresciallo. Aveva avuto l'intenzione di uccidere sua madre e non l'ha fatto. Lei ce l'ha detto.
Lui venne su da me per le scale, maresciallo, non con l'ascensore. Venne da me per le scale e non trovandomi a letto corse gi di nuovo passando dalla porta, trovandoci insieme. Non so perch non ci abbia ammazzati tutti e due. Ora, dopo quello che lei mi ha raccontato della lettera di Catherine mi domando se quello... Lei mi voleva bene.
Quello che ha scritto  che era suo padre a volerle bene.
In ogni caso io l'ho perdonato per ci che aveva intenzione di fare perch riesco a capire. Deve aver sofferto terribilmente, lo so. Padre Benigni insiste nel dire che il suicidio  un peccato al pari dell'omicidio e so che deve avere ragione, ma Dio lo perdoner perch ha molto sofferto, lo credo fermamente.
Poi sal sul tetto?.
S. Credo... credo che l'abbia fatto per scappare da noi due. Gli sono corso dietro, ma era troppo tardi. Era pi forte e pi veloce di me e non ce l'ho fatta a tenergli dietro.
Ma sua madre avrebbe sicuramente....
Oh no. No. Lei non si mosse. Quando ritornai gi per dirglielo, stava ancora ferma esattamente come l'avevo trovata prima. Continuava a sorridere. Le dissi che era morto e lei mi rispose "Torna a letto". Le dissi che non potevo trasportarlo, non da solo. Che non potevamo lasciarlo lass, che l'avevo tirato gi dal parapetto, ma non potevo trasportarlo. Cosa potevo fare?... E lei rispose "Torna nella tua stanza. Lavati".
Continuava a sorridere. Era come se non riuscisse a vedermi. Quando me ne andai la sentii telefonare a qualcuno. Suppongo che abbia fatto portare mio padre gi nella stanza delle armi. Li ho sentiti molto tempo dopo, li ho sentiti mentre
lo trascinavano via....
Il maresciallo percep il suono di una sirena. And alla finestra. L'ambulanza stava entrando. Si sentivano rumori, voci, istruzioni, ma a quell'altezza tutto arrivava in modo attutito e distorto.
Devo scendere.
Non le ho parlato pi, da allora. Il volto di Neri era calmo, gli occhi fissavano un punto lontano visibile solo a lui.
Devo scendere - ripet il maresciallo -. Le mander su Grillo.
Quando arriv alla porta, Neri osserv tranquillamente: Non avevo forse ragione a dire che alla fine me l'avrebbero fatto fare? Ce l'hanno fatta, alla fine.
Il maresciallo si guard dietro alle spalle, esitando. Neri girava la schiena alla porta. Non era chiaro se si fosse rivolto al maresciallo o solo all'immagine che aveva di lui. In ogni caso non si gir. Era in quella scatola. E ora l'ho fatto. L'ho distrutta.
Le mander su Grillo, ripet il maresciallo non sapendo cosa altro dire.
Il braccio e la mano sinistra erano piegati sotto al busto, il braccio destro era disteso.
Sebbene la striscia di cielo fosse ancora turchese pallido, la luce non penetrava pi nel cortile e si percepiva un'atmosfera di tensione repressa, ora che il trambusto dovuto all'arrivo dell'ambulanza era diminuito. Il maresciallo aveva avuto ragione riguardo ai giornalisti. I magistrati erano ancora gi nei sotterranei e non appena fossero saliti, i giornalisti sarebbero sicuramente stati mandati via, ma nel frattempo si erano accalcati tutti sotto il colonnato vicino alla porta della vecchia tata, fumando per tenersi su nell'oscurit. Si sarebbero presi un bello spavento se la vecchia avesse aperto aggredendoli, ma senza dubbio non sentiva nulla, rinchiusa dalla sua stessa sordit nel suo strano mondo illuminato solo dalle immagini.
Guarnaccia trov Lorenzini che parlava con un portantino
dell'ambulanza dandogli istruzioni su come rimuovere la salma con cautela a causa di William.
Allora non vuole che lui la identifichi?.
Credo che chieder alla dottoressa Martelli di farlo. Era una sua paziente.
Giusto, glielo dir.... Lorenzini si interruppe toccando il braccio del maresciallo. Guardi chi sta arrivando.
Qualcuno dietro di loro, probabilmente uno dei giornalisti, sussurr: La marchesa.
Era vestita con eleganti abiti da lutto. A una distanza quasi impercettibile la seguiva il procuratore capo. Giunta all'interno del cancello suon il campanello del portinaio, quindi si diresse verso il pozzo centrale fermandosi un momento. Guard l'ambulanza e disse qualcosa in tono sommesso al procuratore capo. Il portinaio arriv correndo, mentre si abbottonava la giacca. Senza guardarlo, lei disse: Quando questa gente avr finito, vai gi a vedere quanti danni hanno fatto.
Vide il maresciallo. Lo guard dritto negli occhi. Non vide la barella coperta da un lenzuolo che era apparsa dietro l'ambulanza. Poi il nano cominci a gridare, erano urla ad intermittenza, non di paura, ma di rabbia. Il maresciallo corse all'entrata della torre, gi sapendo quale fosse il significato della rabbia del nano. La marchesa e tutti gli estranei presenti nel cortile lo fissavano. Sal di corsa gli scalini, girando e girando senza fermarsi per riprendere fiato, col cuore che gli batteva convulsamente, allungando la mano sudata e scivolosa per aggrapparsi alla fune, con la certezza che comunque sarebbe arrivato troppo tardi.
Quasi alla sommit delle scale raggiunse il nano che continuava a tirarsi su facendo forza solo sulle braccia e sul busto. Le sue gambette corte avevano ormai perso quasi tutta la loro forza, e non aveva pi neppure il fiato per gridare la rabbia della sua impotenza. Lacrime mischiate a sudore gli scorrevano sulla faccia tesa, e maledizioni incomprensibili gli uscivano dalla bocca ansante. Quando il maresciallo l'ebbe superato, Grillo croll sugli scalini, ancora avvinghiato alla fune.
La torretta era vuota. Il maresciallo si ferm, afferrandosi
il petto e chiudendo gli occhi per il dolore bruciante che lo soffocava. Sopra di lui il cielo turchese stava tingendosi del blu notturno rivelando il sereno brillare della prima stella. Al maresciallo non sarebbe mai venuto in mente che alla fine Neri avrebbe scelto la stessa via di suo padre per andarsene da Palazzo Ulderighi. Sapeva gi, prima ancora di aver raggiunto il muro a passi lenti e prima ancora che le sue grandi mani toccassero le calde pietre del parapetto, che Neri non era ormai che un mucchietto di carne e ossa accanto al pozzo ai piedi della madre. Lentamente si sporse per guardare gi verso la morte che non era riuscito a prevenire. Lentamente il primo fuoco d'artificio disegn la sua leggera linea scintillante attraverso il cielo in onore di San Giovanni, il patrono di Firenze. Era la notte del 24 giugno.
La vittima presentava ferite alla testa e alla mano destra.
La mano destra era fratturata, probabilmente a causa del colpo contro il pozzo, ma la marchesa questo lo ignor, cos come aveva ignorato il cranio frantumato. Si era preoccupata delle escoriazioni superficiali alla mano e sullo sfondo del fragore dei fuochi d'artificio aveva ripetutamente chiesto acqua e bende. Quando gli uomini dell'ambulanza avevano cercato di avvicinarsi con una barella, si era infuriata.
Ma non vedete che sta dormendo? Dorme sempre con la faccia all'ingi... Mi sono sempre preoccupata tanto, ma i medici... Perch non c' dell'acqua? Portatemi una benda. In nome di Dio, non vedete che si  fatto male alla mano?.
Alla fine erano stati obbligati a bendare la mano del morto. Poi la marchesa si lasci portare via dal procuratore capo. Te l'avevo detto - afferm - che prima o poi sarebbe tornato da me. Sorrideva, col volto illuminato a intermittenza dalla luce blu, rossa e verde dei fuochi d'artificio.
Il maresciallo non l'avrebbe pi rivista. Sarebbe morta molti anni dopo in una clinica svizzera senza recuperare la ragione, e senza che qualcosa potesse disturbare la sua assoluta serenit.
Il corpo fu rimosso alle ore 22,25 su autorizzazione del sostituto procuratore dottor Mauro Maurri e tradotto su un'ambulanza della Misericordia all'istituto di Medicina
Legale per essere trattenuto secondo le disposizioni delle autorit competenti.
Il colloquio di quella mattina con il procuratore capo e il sostituto procuratore Maurri era stato breve. Il cerchio si era chiuso e si rendeva necessaria la stesura di un nuovo rapporto.
Ci nonostante il loro comportamento questa volta era stato molto diverso. Tutti sapevano che, anche se avesse recuperato la ragione - cosa assai improbabile - Bianca Ulderighi Della Loggia non sarebbe mai stata processata. Il maresciallo sapeva tutto e non poteva fare niente. I famosi avvocati di Zanzara e di Leo avrebbero vinto. La differenza stava nel comportamento verso il maresciallo, trattato ora con rispetto, invece che con disprezzo; lo si era supplicato, non minacciato. Viste le circostanze poteva sembrare una cattiveria da parte sua andarsene senza fare commenti, facendoli sudare fino a che non fosse arrivato il suo rapporto scritto. Sarebbe arrivato fin troppo presto. Era praticamente gi pronto. E questa fu, dopotutto, l'unica soddisfazione che gli rimase dell'intera faccenda, questo farli attendere la sua decisione. Non avrebbero mai saputo che ci era arrivato indipendentemente da loro, e questo lo infastid. Forse l'avrebbe spiegato al capitano Maestrangelo, ma non era molto bravo a spiegare le cose, e quindi forse sarebbe stato meglio non provarci nemmeno. Solo lui sapeva a cosa stava pensando in quel momento. Un'immagine sbiadita di un giovane che moriva nel corpo di un vecchio, afflitto dalla perdita di ci che non aveva mai conosciuto. E poi l'immagine pi gaia di una bambinetta lentigginosa che non assomigliava a nessuno e sulle cui fragili spalle sarebbe ricaduta l'intera eredit degli Ulderighi.
Il maresciallo riponeva grandi speranze in Fiorenza Corsi. Se non avesse venduto il palazzo, il che era probabile, l'avrebbe riempito di animali, o di ballerine, o dei suoi numerosi bambini, in ogni caso di vita. E avrebbe alleggerito il suo fardello per quanto era nelle sue possibilit. Palazzo Ulderighi aveva ingoiato ancora una vittima, ma l'ultima parola toccava al maresciallo. Con le sue dita goffe si ostin a battere fino in fondo alla pagina.
... che alla presenza del sottoscritto, Neri Corsi Ulderighi
Della Loggia, nel tentativo di osservare gli eventi all'interno del cortile, sia per un attacco della malattia cronica da cui era afflitto, sia per l'improvvisa perdita di equilibrio,  precipitato dalla torre morendo all'istante.
La punta della lingua fece capolino dall'angolo della bocca mentre concludeva con la frase d'obbligo: Tanto riferisco per dovere d'ufficio...
Il Maresciallo Capo Comandante della Stazione Salvatore Guarnaccia.
...
.
...
FINE.